L’hotel Raphael senza monetine. Questa è l’immagine che mi è venuta in mente quando alle 13.45 circa la Finocchiaro prima e Bettini e Letta e Fassino poi si sono messi in marcia tra comitive di giapponesi e scolaresche caciarone, a bocche cucite, passo lungo, occhio vitreo, sgomitando microfoni, in pausa pranzo, a digerir dimissioni e sensi di colpa, orgoglio e responsabilità. Come ho pensato sta cosa, mi son subito autocazziato perché l’hotel Raphael non c’entra, qui è tutt’altra storia, ovvio, e soprattutto, a rendere improprio l’accostamento c’era la totale mancanza di passione, partecipazione, indignazione o solidarietà di popolo verso ciò che ora dopo ora andava prendendo corpo in quel palazzo, in quella sede del Pd sulla porta della quale ogni settimana cambiano le insegne. Ma la fuga di chi doveva spiegare c’era tutta, e faceva male.
E’ stata lanciata ufficialmente la Call for Proposals per il Programma Scientifico di ESOF2010 in programma a Torino dal 2 al 7 luglio 2010. Ricercatori ed esperti di tutto il mondo, fino al 15 giugno 2009, possono proporsi come protagonisti degli appuntamenti che comporranno lo Scientific Programme, cuore di ESOF – Euroscience Open Forum, che si terrà a Torino dal 2 al 7 luglio 2010.
È infatti on line il formulario della Call for Proposals, attraverso cui passa il processo di selezione ufficiale.
L’attesa era molta, alimentata da lungo tempo in rete e paradossalmente dissoltasi dall’inizio dell’anno. La premiere italiana e cartacea di Wired era attesa da molti addetti ai lavori per capire come si sarebbe reincarnato nella edizione made in Italy il mitico giornale nato nella West Coast americana. Un giornale che per anni è stato un mito o una Bibbia che dir si voglia. Un mito che nel corso degli anni si è un po’ svaporato per incapacità di rinnovarsi, ma che molti ancora raccolgono e conservano con feticismo nelle decadi buone come fosse un vino d’annata.
L’operazione Wired era partita da tempo. Dopo la scelta del direttore Riccardo Luna e dopo la selezione di una piccola ma combattiva redazione era stato prodotto un numero zero presentato in giro come prototipo, ma l’attesa era per vedere come sarebbe stato superato il “test edicola”.
Mercoledì 25 febbraio a Roma presso la sede della FNSI si terrà una tavola rotonda sul tema “Informazione duepuntozero, come cambia il giornalismo tra media tradizionali, blog e social network”. All’evento parteciperanno Carlo Baldi e Roberto Zariello gli autori di “Penne Digitali 2.0″, Franco Siddi, Segretario FNSI, Roberto Natale Presidente FNSI, Giuseppe Smorto di Repubblica.it e Luca Conti.
Un giornalismo più moderno, che sfrutta la tecnologia, ma per abbattere i muri e non per creare cortili virtuali per iniziati. Che mantiene le sue sacre regole. Che non viene usurpato dal contenuto generato dagli utenti: lo accoglie, lo valuta, lo utilizza. Che riscopre il dovere di dare un servizio. Che grazie al web arriva fra i monaci birmani, con i dissidenti cinesi, sul blog di un assassino, sulla pagina MySpace di una futura rockstar, sul ghiacciaio che scompare, fra la gente che manda le foto dei rifiuti sottocasa
La notizia di oggi è che Facebook ha cestinato i nuovi termini di utilizzo (TOS) pubblicati due settimane fa e ripristinato in tutta fretta quelli precedenti. Per capire cosa stia accadendo è tuttavia necessario fare un passo indietro: pochi giorni fa il management di Facebook aveva deciso di cambiare i TOS che disciplinano presenza e azioni sul social network di (al momento) 175 milioni di utenti. Subito dopo scriveva Mantellini:
Facebook ha recentemente variato leggermente i suoi Terms of service. Nulla di importante, la nuova versione dice semplicemente che tutto ciò che tu caricherai sui suoi server sarà da Facebook vita natural durante utilizzabile, anche quando tu, eventualmente, chiuderai l’account.
La reazione degli utenti è stata immediata, netta e planetaria: le nuove TOS non ’s hanno da fare. Se uno chiude il proprio account su FB, tutto ciò che lo riguarda deve sparire.
Un magazine sulle grandi idee che cambiano il mondo, dalla tecnologia alla salute, dall’alimentazione all’ambiente e ai trasporti: si presenta così, nelle parole del direttore Riccardo Luna, il nuovo mensile della Condè Nast Wired, che arriverà domani in edicola nella sua edizione italiana, mentre in contemporanea sarà lanciato il sito web wired.it.
Il mensile porta dagli Usa quella che è considerata una sorta di Bibbia della rivoluzione digitale e debutta con una copertina dedicata a Rita Levi Montalcini, protagonista di un dialogo con il giovane fisico e scrittore Paolo Giordano. Tra le altre storie, un servizio su Echelon e un articolo firmato da Al Gore sul futuro dei giornali nell’era di Obama.
Sono 240 le pagine, di cui 80 di pubblicità. Il primo numero avrà una tiratura di 250 mila copie e a regime, almeno all’inizio, la casa editrice si aspetta di venderne 50 mila. Sono già 30 mila gli abbonamenti sottoscritti dai lettori. Il giornale – spiega Luna – è nato nel dialogo costante con la rete, attraverso Facebook e altri social network. Tra i nostri obiettivi c’è quello di raccontare storie italiane di innovazione, racconti spesso incredibili che paradossalmente a volte sono più noti all’estero che da noi.
Siamo decisamente curiosi di vedere l’effetto che avrà la discesa di un marziano alla direzione di Matrix. Un giornalista di origini italiane, ma oramai di cultura professionale anglosassone nel bordello del prime time della TV italiana. Non dovrebbe fare che bene all’informazione italiana dato che come racconta Gianluca Nicoletti su La Stampa è un professionista con i fiocchi e un personaggio atipico per il giornalismo italiano
Di Alessio Vinci già dicono sia il vero marziano a Roma. Sarà il successore di Mentana a Matrix e viene dall’ufficio romano della Cnn. Chi lo ha conosciuto da vicino assicura che sia quanto di meno assimilabile ai soliti tele giornalisti del giro Roma-Milano. Poco appassionato delle vicende di palazzo, ancor meno alle letture passional strappalacrime di delitti e cronache cruente.
Chi lo ha scelto, scartando il mazzo dei papabili annunciati per la successione del padre fondatore di Matrix, ha puntato sull’effetto tabula rasa. E’ probabile che si azzeri la formula del programma e si ricominci con qualcosa di completamente diverso dal solito talk tele giornalistico già visto contrapporsi specularmente nel duello serale con Porta a Porta.