«Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull’energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c’è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L’aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l’energia elettrica».
Sono stati rinviati a giudizio Stephan Ernst Schimdeiny e il barone belga De Cartier De Marchienne, responsabili degli stabilimenti Eternit in Italia, nel procedimento per disastro doloso condotto dalla procura di Torino.
L’udienza preliminare, nata da un’inchiesta della procura di Torino, riguarda i casi di esposizione all’amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani dell’Eternit (Casale Monferrato, Cavagnolo nel torinese, Ruviera in Emilia e Bagnoli in Campania). Alla lettura dell’ordinanza hanno assistito 140 cittadini di Casale Monferrato, che sono solo alcune delle persone costituite parte civile: la decisione del gup Cristina Palmesino è stata accolta da loro con un applauso. Il processo si aprirà il 10 dicembre e sarà il più grande, per numero di casi trattati e per il ruolo dei dirigenti coinvolti, mai celebrato per questioni legate all’amianto.
L’esattore da oggi ha un’arma in più: Facebook. Almeno in Belgio, dove l’autorità finanziaria userà i dati disponibili in rete per scovare i potenziali evasori, e attivare così indagini più precise ed efficienti.
L’idea alla base di tutto è di tenere d’occhio i social network, e qui entrano in gioco anche Netlog e soprattutto eBay, per scoprire persone che hanno uno stile di vita non coerente con la loro dichiarazione dei redditi. In altre parole, se qualcuno dichiara guadagni da operaio ma poi lo si vede su una spiaggia caraibica con barca privata e cameriere, ecco che scattano le indagini.
Il ministero delle finanze di Bruxelles ha per il momento incaricato i suoi giovani funzionari di effettuare queste ricerche incrociate sul web, sperando di stanare così un fenomeno, quello dell’evasione, che ha contribuito a far volare il Deficit nazionale a quota 4,5% del Pil.
L’esilio genovese ha degli aspetti fortemente positivi.
Ad esempio la possibilità di andarsi a fare un pranzo e quattro chacchiere con il solito sensato, umano, piacevole e divertente Andrea Beggi.
Che staccato da qualsiasi device informatico è quasi più piacevole e non meno autorevole.
Temi di grande respiro sul tavolo come la coltivazione dell’orto in Liguria e Piemonte, il contesto economico nelle relative regioni e altri simili amenità. Unico difetto: oggi al ristorante no trenette al pesto. Una buona scusa per replicare al più presto.
Dopo l’inizio dell’esilio genovese ho ricevuto una lunga messe di telefonate, SMS, commenti, commenti sui SN, di solidarietà, amicizia, resitenza umana. sdegno. GRAZIE di cuore. Fa piacere avere amici nei momenti difficili.
Nuvole nere al Csi, il Consorzio informatico che serve 54 enti, in testa Regione e Comune che ogni anno gli versano, rispettivamente, un centinaio e una trentina dei 170 milioni del bilancio della società nata nel 1977. Lo stesso anno che ha visto la nomina a direttore generale di Renzo Rovaris al centro del sommovimento.
Domani è convocato il cda presieduto da Francesco Brizio. Si parlerà anche di «provvedimenti» riguardo il direttore generale. Tenuto conto che proprio domani scade il quinquennio di incarico e che lo Statuto prevede, se lo si intende rinnovare, una «conferma motivata», fa strano non compaia esplicitamente questo fatto. Tanto basta ai non pochi avversari di Rovaris per arrivare alla conclusione che Rovaris è arrivato al capolinea di una lunga e onorata carriera.
Il direttore, giusto l’altroieri, ha scatenato l’ira dei sindacati. Ai 1200 dipendenti ha inviato un videomessaggio per denunciare «una situazione di emergenza da affrontare con decisione perché altrimenti ci sarà una situazione molto pericolosa». E ancora, si dice preoccupato di «un risultato molto inferiore alle previsioni con un ammanco pari a diversi milioni per il bilancio 2009». Infine, sottolinea «il registrarsi di un calo improvviso di produttività con un margine che avrebbe dovuto essere del 10% e invece è pari – ad oggi – solo al 3%».
In relazione alle tradotte genovesi questo blog da oggi inizia ad essere cogestito da una blogsitter che si è offerta di vicariare il bloggante titolare e che a breve lo sostituirà completamente a tempo indeterminato. E’ una persona importante e conosciuta che ha chiesto però di rimanere nell’ombra. Grazie.
Da oggi 20 luglio il bloggante è stato trasferito presso la sede BMI di Genova. Si tratta di un provvedimento legato a un lungastoria di cui parleremo diffusamente più avanti nel tempo.
Consoliamoci, Genova è una gran bella città e si spera di ritrovare nelle brevi pause pranzo molti degli amici della città della Lanterna. Poi si vedrà. Anche se l’umore non è ovviamente buono.