Mese: Mai, 2010
Trasmettere il senso dell’Olivetti
Matteo Olivetti scrive a Localport
Sono le prossime generazioni che devono appropriarsi di quella che è stata una esperienza che ha creato la fortuna del nostro territorio perché non deve essere dispersa nel nulla. Noi, le Spille d’oro, la Fondazione Adriano Olivetti, la Fondazione Natale Capellaro, l’Archivio Storico Olivetti e molti altri appassionati (tra questi ci sono molti che hanno vissuto quella esperienza e che credono possa servire per ricostruire la nostra fortuna) ci siamo impegnati per capire e trovare un sistema che possa valorizzare la nostra storia ma che fosse utile (come esperienza) per costruire le attività produttive e culturali del futuro, per le nascenti generazioni.
Per adesso abbiamo inquadrato il problema, trovato uno spazio e stavamo cercando di lavorare per creare i contatti. L’idea è di non creare un “museo statico e polveroso” come quelli che troviamo nelle grandi città e che stanno chiudendo, ma deve essere uno spazio di ricerca, dinamico, collegato alle università e al mondo culturale e a tutte quelle realtà che fanno parte della economia imprenditoriale del momento, rivalorizzando attraverso gli occhi di quella esperienza la futura economia del nostro territorio.
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Sacrifici inevitabili
La migliore ricetta contro la speculazione è la riduzione della spesa pubblica e dell’intervento dello Stato nell’economia». Inizia così la conferenza stampa a palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi, che insieme al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha illustrato il contenuto della manovra da 24 miliardi varata ieri dal Consiglio dei ministri con un decreto legge. Si tratta, ha detto il Cavaliere, di «provvedimenti equilibrati e inevitabili: equilibrati perché si chiede di più a chi ha evaso di più; inevitabili perché l’Italia, al pari di altri paesi della vecchia Europa, sta vivendo al di sopra delle proprie risorse».
Comunicazione 2.0 a Tosm
Domani Giovedì 27 maggio, ore 17:00, Sala 3 al Tosm Comunicazione 2.0: opportunità di business per le aziende.
L’avvento di forum, blog, social network impone cambiamenti determinanti per il modo di comunicare e modifica le prospettive di business di Enti e Imprese, che devono abituarsi rapidamente alle continue opportunità che la rete propone, come sfruttarle al meglio e come prepararsi?
Ipad per femmine aggiornate
L’iPad è allo stato attuale un perfetto compagno per la femmina aggiornata di mezza età. Una consolazione senile per baby boomers. Elegantemente costoso, di gratificante manipolazione (il retro ergonomico è assai piacevole, non faccio che accarezzarlo), si porta in borsa e si legge/guarda con stile (sul divano, niente più pc sulla pancia). Non è apprezzato dai Mac-isti giovani e ganzi; lo trovano un gadget, come sopra, costoso e inutile, un doppione; con aggiornamenti e calo dei prezzi non sarà più così, probabilmente. In America prevedono diventerà cruciale per gli studenti, può contenere tutti i libri di testo, per dire. Non è ben visto neanche dai maschi italiani etero. O lo trovano poco virile, o non sanno cos’è. Esempio: tempo fa, ho portato il neonato iPad al giornale per farlo vedere alle amiche. Ho scoperto che c’è chi è avanti, e chi no. Le colleghe della segreteria lo hanno spupazzato con competenza e interesse; stimati scriventi di politica passavano davanti alla scrivania dove giocavamo con l’iPad ignorandolo serenamente. Alcuni guardavano schifati la strana tavoletta su cui stavamo armeggiando, come se fosse un calcolatrice per femmine atta a calcolare la frequenza delle lavatrici, o i periodi fertili, o il ciclo. Sono gente da Blackberry, si teme.
Voglia di Cinecamp a Torino
Quello che abbiamo chiamato Cinecamp è una non-conferenza organizzata dal basso, dai blogger che si occupano di cinema.
Sono gli stessi partecipanti a proporre gli argomenti di cui vogliono discutere, argomenti che devono necessariamente coinvolgere cinema e web. Per questo motivo pensiamo che possano essere interessate all’evento anche le “aziende del cinema” (distributori, festival, filmcommission locali…) che avranno così modo di confrontarsi con chi “vive” la rete quotidianamente e promuovere le proprie attività online. Il Cinecamp è a tutti gli effetti un progetto in versione “beta” che punta a svilupparsi e a crescere negli anni successivi. L’evento si svolgerà a Torino venerdì 2 luglio, negli spazi del LabQuazza.
Youcapital (e altro) for dummies
Eleonora Pantò racconta a Senza Rete l’esperienza di Youcapital e altre cose
Parlano di noi… “Senza Rete” from youcapital on Vimeo.
Neet da incubo
I più colpiti dalla crisi, dice l’Istat, sono i ragazzi. L’Italia ha il più alto numero di giovani che non lavorano e non studiano. Si chiamano Neet (Non in education, employment or training) e nel nostro paese sono oltre 2 milioni. Per questo, ha il primato europeo. Hanno un’età fra i 15 e 29 anni (il 21,2% di questa fascia di età), per lo più maschi, e sono a rischio esclusione. Il numero dei giovani Neet è molto cresciuto nel 2009, a causa della crisi economica: 126 mila in più, concentrati al nord (+85 mila) e al centro (+27 mila). Tuttavia il maggior numero, oltre un milione, si trova nel Mezzogiorno. Fra i Neet si trovano anche laureati (21% della classe di età) e diplomati (20,2%). È un fenomeno in crescita; nel 2007 (dati Ocse), l’Italia già registrava il 10,2% di Neet contro il 5,8% dell’Ue).
Chi sono i giovani Neet? Sono coloro che perdono il lavoro e quanto più dura questo stato di inattività tanto più hanno difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro. Tra il primo trimestre del 2008 e lo stesso periodo del 2009 la probabilità di rimanere nella condizione di Neet è stata del 73,3% (l’anno precedente era il 68,6%), con valori più elevati per i maschi residenti al nord. Alla più elevata permanenza nello stato di Neet si accompagna anche un incremento del flusso in entrata di questa condizione degli studenti non occupati (dal 19,9% al 21,4%) ed una diminuzione delle uscite verso l’occupazione.
Lo stato di Linkedin
Vincenzo Cosenza fotografa il fenomeno Linkedin In Italia e nel mondo
LinkedIn ha quasi 69 milioni di utenti sparsi in 200 nazioni. U.S.A., India e U.K sono quelle col maggior numero di membri. L’Olanda mostra il maggiore tasso di adozione al di fuori degli Stati Uniti.
Gli uomini (61%) superano di gran lunga le donne e il 51% degli utenti ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. I settori più rappresentati risultano essere l’hi-tech (16%), la finanza (12%) e la manifattura (10%), mentre i lavori più citati sono quelli relativi all’ingegneria (15%), alle vendite (11%), all’amministrazione (9%).
Gli italiani su Linkedin sono quasi 1 milione, in prevalenza nella fascia 25-34 (60%) e uomini (62%). Anche nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech (22%), la manifattura (14%) e la finanza (10%), mentre i ruoli più presenti sono quelli ingegneristici.
Un dato sul quale riflettere è quello che vede una bassa utizzazione del social network da parte di liberi professionisti (solo 9.675 gli italiani), laddove le grandi aziende risultano meglio rappresentate delle altre (quelle con più di 1000 dipendenti rappresentano il 48% del totale).
27 Mai, 2010
























