Mese: Juillet, 2010
Lavori in corso per Linkiesta
Linkiesta è la prima public company dell’editoria italiana, promossa da un gruppo di professionisti, manager, imprenditori. Nel cda siedono Anna Maria Artoni, Alessandro Balp, Fabio Coppola, Pietro Fioruzzi, Kathryn Fink, Marco Pescarmona, Alfredo Scotti, Andrea Tavecchio e Guido Roberto Vitale.
Il nostro azionariato è composto da settanta soggetti che detengono una quota societaria fino al tre percento. Nessun socio di controllo, nessun editore-padrone. E’ una precisazione da mettere in testa, nella narrazione della nostra storia, perché il giornale nasce con uno scopo tanto preciso quanto ambizioso: raccontare, interpretare, analizzare i fatti senza vincoli di sorta nella linea editoriale.
Il team giornalistico de Linkiesta è costituito in prevalenza da professionisti tra i trenta e i quarant’anni, cui s’affiancano colleghi più maturi, che provengono da solide carriere. Nella squadra, il direttore Jacopo Tondelli, il condirettore Massimiliano Gallo, il caporedattore Jacopo Barigazzi, Paola Bacchiddu, Lorenzo Dilena, Fabrizio Goria, Gaetano La Pira, Enrico Pedemonte, Bruno Perini, Marco Sarti, Paolo Stefanini, Antonio Vanuzzo. Cinque giornalisti promotori sono anch’essi soci
Bisonti padani

Li trovate qui
Scoperta la possibile causa della celiachia
Tre sostanze tossiche contenute nel glutine sono responsabili della celiachia. L’intolleranza alla proteina dei cereali, spesso causa di seri problemi di assimilazione e deperimento, potrebbe così avere una cura. La scoperta, annunciata sulla rivista Science Translational Medicine, apre la strada a nuovi trattamenti e accelera la corsa verso un vaccino per questo male, che impedisce al celiaco di mangiare pane, pasta, biscotti, pizza e ogni altro prodotto contenente glutine – presente nei cereali come il grano – o anche alimenti che hanno avuto contaminazioni.
A individuare i tre peptidi killer, quelli che più di tutti scatenano la reazione immunitaria delle pareti dell’intestino, è uno studio delle università di Oxford e Melbourne. Per l’analisi sono stati arruolati 200 pazienti. I partecipanti sono hanno mangiato pane, focaccine di segale o orzo bollito. Dopo sei giorni, gli studiosi con un prelievo di sangue hanno isolato le cellule immunitarie artefici della reazione al glutine ingerito giorni prima. Poi hanno fatto ‘incontrare’ queste cellule (linfociti T) con 2700 peptidi sospetti e hanno trovato i tre che si accoppiano piu’ saldamente alle cellule.
L’Ipad mania nel ritiro del Genoa
L’anno scorso a furoreggiare nella sede del ritiro del Grifone, il Vitalhotel Edelweiss, furono gli Iphone. Quest’anno la squadra, come sempre suscettibile alle diavolerie elettroniche, è rimasta impigliata nella rete dall’ennesimo gioiello di casa Apple. La ‘gara di applicazioni’ (vince chi scarica quella più fuori di testa) può proseguire. Addio settimane enigmistiche e partite a ‘cirulla’, spazio all’Ipad: “Io ci vedo sopra molti film, la risoluzione è ottima”. Mimmo Criscito è stato il primo della banda ad entrarne in possesso, seguito da Giandomenico Mesto: “Io sfrutto principalmente l’applicazione dedicata ai giornali, che mi permette di leggere alcune testate”. Dello staff tecnico si conferma all’avanguardia il rieducatore Paolo Barbero: “Mi è stato regalato, sto studiando la possibilità di adoperarlo per il lavoro dello staff”.
La differenza fra “consumption device” e “creation device”
I’m not planning to dump my Windows machine for the iPad. I am using the iPad as a consumption device, not a creation device (at least for now). And that’s OK. Like many people, I spend most of my day consuming, not creating — reading tweets, surfing Web sites, reading books (I’m still torn as to whether I like reading better on the Kindle or using the Kindle app on the iPad), creating recipe lists (via the iPad Epicurious app, and then cooking with the iPad on my counter with the instructions). I can read my Office documents by accessing them from my SkyDrive . I can use other apps I’m accustomed to, like Live Messenger, Hotmail, Google Docs, just fine on the iPad.
E’ ora di combattere con forza contro il comma ammazza blog e libertà di espressione
Le buone non sono servite a nulla: l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno. Con un provvedimento che l’avvocato Guido Scorza non esita a definire “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all’emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.
Un periodaccio per Apple: ora si scopre che Safari è bacato
Right at the moment a Safari user visits a website, even if they’ve never been there before or entered any personal information, a malicious website can uncover their first name, last name, work place, city, state, and email address. Safari v4 & v5, with a combined market browser share of 4% (~83 million users), has a feature (Preferences > AutoFill > AutoFill web forms) enabled by default. Essentially we are hacking auto-complete functionality.
This feature AutoFill’s HTML form text fields that have specific attribute names such as name, company, city, state, country, email, etc.…
I figured Apple might appreciate a vulnerability disclosure prior to public discussion, which I did on June 17, 2010 complete with technical detail. A gleeful auto-response came shortly after, to which I replied asking if Apple was already aware of the issue. I received no response after that, human or robot. I have no idea when or if Apple plans to fix the issue, or even if they are aware, but thankfully Safari users only need to disable AutoFill web forms to protect themselves.
In arrivo Google Editions
Someday soon–later this summer perhaps–there will be a major new development in the evolution of e-books: the launch of Google (GOOG) Editions. The initial success of Amazon’s (AMZN) Kindle, Apple’s (AAPL) iPad, and the e-book runners-up like Barnes & Noble’s (BKS) Nook and the Sony (SNE) Reader has established that consumers are reading books on screens in ever-greater numbers and with considerable satisfaction. While the revenues are still a relatively small part of the overall book market–somewhat less than 10 percent–the figure is growing very fast. The prediction that e-books will be 20 to 25 percent of the total in the next ten years now seems reasonable.
So what does Google Editions add to the mix? The answer, based on conversations with Google representatives and booksellers–particularly among the independent stores–is that Google will be adding millions of digital titles for sale on any device with Internet access: smart phones, tablets, netbooks, desktops, and every digital reading device except Kindle, which for now at least continues to operate on a closed proprietary system. But Google and Amazon are continuing discussions, so that may yet change.
24 Juillet, 2010

Le buone non sono servite a nulla: l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno. Con un provvedimento che l’avvocato Guido Scorza non esita a definire “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all’emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.






















