18 Janvier, 2011
L'Italie, Pensées
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Via Vittorio Bertola
Droite et gauche sont des termes qui signifient peu maintenant; forces politiques présentes (même la «gauche») sont en fait aligné avec le système et les avantages et la position de retraite, et à ce point la manière dont la participation dans le théâtre devient franchement peu pertinentes: alliant la première ou la deuxième, Après une alliance avec l'enthousiasme ou les mots de feu, alliance de la totalité ou seulement préoccupés par les divisions, mais toujours une alliance avec PD ± L en service et en lui permettant de rester au pouvoir, en échange des miettes de pouvoir lui-même.
Si nous voulons faire la distinction, Nous avons donc un operarne théorique: entre les forces politiques à penser le bien commun, Il pourrait être divisé entre ceux qui pensent que le bien commun est d'obtenir autant que possible, laissant les individus libres de faire, et ceux qui pensent que le bien commun est réalisé avec un régime d'aide prévu à queue dans laquelle l'Etat est au cœur de tout. Cette, dans la galaxie lointaine où les politiciens sont honnêtes et désintéressés, serait la différence entre droite et gauche.
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18 gennaio, 2011
Italia, Pensieri
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Via Dagospia
Il titolo in prima del Cetriolo Quotidiano riassume perfettamente la situazione. Chi cura questa modesta rassegna si e’ letto tutte le 389 pagine finite alla Camera e alla fine resta una tristezza infinita. Abbiamo un premier trattato come un incrocio tra un piccolo Budda e un minus habens dalle sue astute badanti: Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.
Contornato da mandrie di zoccolette assetate di soldi e favori, che appena possono ne parlano male e con quella cattiveria impietosa che solo a vent’anni ti puo’ venire. Qualcuno lo aiuti. Aveva ragione Veronica. Sara’ un drago, ma fa pena. Sara’ anche un vecchietto iper-danaroso che ha fatto danni incalcolabili alla nazione. Ma e’ anche vero che gran parte della nazione, in questo quasi ventennio, si e’ comportata più’ o meno come questa sua corte del Bunga Bunga.
18 gennaio, 2011
Ambiente, Scienza
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Via Corriere
Cercasi disperatamente Pifferaio Magico per Downing Street e per la metropolitana di New York. L’annuncio, anche se un tantino stravagante, potrebbe di certo risultare utile sia all’inquilino della residenza al numero 10, il primo ministro David Cameron, che ai passeggeri della subway nella Grande Mela. In questi giorni due video stanno facendo il giro della blogosfera. I protagonisti? Due grossi roditori. – Gli spettatori della BBC sono stati testimoni la scorsa notte di un ospite alquanto sgradito presente sui gradini della sede del governo del Regno Unito: un grosso ratto. A documentare la curiosa scena sono state le telecamere della Bbc che stavano riprendendo in diretta il commento del corrispondente politico Gary O’Donoghue. «Non sarà certo il primo e neanche l’ultimo topo che vedremo davanti al civico più famoso d’Inghilterra, soprattutto da quando non c’è più Humphrey», scrive ironicamente l’inglese Mail. Il famoso felino, a partire dal 1989, è stato infatti la mascotte di tre primi ministri: Margaret Thatcher e John Major, conservatori, che lo coccolarono, poi del laburista Tony Blair che invece lo sfrattò. Il micio morì nel 2006.
18 gennaio, 2011
Computer
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Via Lastampa.it
Il paradosso di Cargile è stata la fonte d’ispirazione dei due videomaker torinesi Alessandro Bernard e Paolo Ceretto per girare il documentario «Programma101. Memoria del futuro». Il calcolatore da tavolo realizzato negli anni Sessanta dall’Olivetti rappresenta indubbiamente il progenitore del moderno personal computer, ma è impossibile fotografare l’attimo esatto della trasformazione.
La Programma 101, realizzata da un pool di progettisti coordinato da Pier Giorgio Perotto, ottiene un clamoroso successo alla fiera tecnologica mondiale di New York del 1965, portando i principali quotidiani americani a titolare: «Il primo computer da scrivania del mondo».
Fino ad allora i computer erano macchine estremamente ingombranti, custodite nelle sale dei bottoni, dove avevano accesso solo poche persone autorizzate, con tanto di camice bianco. Alla fiera di New York, raccontano i progettisti Gastone Garziera e Giovanni De Sandre, protagonisti del documentario, molti guardavano la 101 e chiedevano dove fosse il cavo che la collegava al computer centrale.
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18 gennaio, 2011
Computer, Pensieri
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Steve Jobs, è un genio, probabilmente antipatico, ma un genio rimane per quello che ha saputo fare.
Ora è un genio che deve combattere contro la sua grave malattia e scrive ai dipendenti Apple per focalizzarsi a pensare alla sua salute. In bocca al lupo Steve !
Apple CEO Steve Jobs today sent the following email to all Apple employees:
Team,
At my request, the board of directors has granted me a medical leave of absence so I can focus on my health. I will continue as CEO and be involved in major strategic decisions for the company.
I have asked Tim Cook to be responsible for all of Apple’s day to day operations. I have great confidence that Tim and the rest of the executive management team will do a terrific job executing the exciting plans we have in place for 2011.
I love Apple so much and hope to be back as soon as I can. In the meantime, my family and I would deeply appreciate respect for our privacy.
Steve
17 gennaio, 2011
Internet, Media, Personale
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E’ partito oggi sul Fatto Quotidiano un blog pasteriano dedicato agli incroci fra tecnologia, cultura digitale e di Rete, politica e società italiana. Per i patiti del web 2.0 qui trovate l’RSS del blog e fra un po’ la fan page su Facebook.
Si accettano idee e soffiate per articoli …
Per partire ci siamo giocati un argomento decisamente “caldo”: Papi fidanzata: in fondo non è una cosa seria
17 gennaio, 2011
Internet, Media
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Via Pino Bruno
Google consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma”. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha così ritenuto sufficiente l’impegno assunto da Google e ha chiuso l’istruttoria aperta contro la società per presunto abuso di posizione dominante nell’uso delle news di altri editori e nei rapporti con i clienti in materia di contratti pubblicitari.
La decisione è stata pubblicata oggi sul sito ufficiale dell’Antitrust. La Federazione Italiana Editori di Giornali (FIEG) ha così vinto la sua prima battaglia contro il motore di ricerca. Google “assicura il mantenimento di un software separato per Google News , che dà agli editori la possibilità di decidere quali contenuti giornalistici rendere utilizzabili su Google News, senza pregiudicarne l’indicizzazione sul motore di ricerca Google Web Search”.
Inoltre, la filiale italiana del gruppo multinazionale si è impegnata a rendere “trasparente la gestione del programma AdSense, la piattaforma di raccolta pubblicitaria gestita da Google che favorisce l’interazione degli inserzionisti con gli editori: in pratica l’editore pubblica sul proprio sito annunci pubblicitari degli inserzionisti AdWords, ottenendo un guadagno per ogni click degli utenti sui link pubblicitari visualizzati”.
17 gennaio, 2011
Computer, Internet
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Via Marco Bardazzi
Nel palazzo dove abito sono arrivati, come ogni anno, gli elenchi del telefono. Ho visto la pila di giganteschi volumi nell’androne, pagine bianche e pagine gialle, e non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma chi li usa più?”.
Passano gli inquilini, ma la pila non diminuisce: nel fine settimana mi sembra che nessuno abbia preso la propria copia gratuita degli elenchi. Un bambino ha chiesto al padre, aspettando l’ascensore: “Papà, quelli che sono?”. Non aveva mai visto un elenco del telefono.
Un tempo l’elenco era un punto di riferimento della casa. Stava di solito in un cassetto o in uno scaffale sotto l’oggetto con cui viveva in simbiosi: il telefono. Oggi nelle case il telefono, nella migliore delle ipotesi, è un cordless che non si sa mai dove è finito. Ma cresce il numero delle famiglie che il numero fisso non lo hanno più, usano solo il cellulare. Quindi, a che serve l’elenco del telefono?
Non ricordo l’ultima volta in cui l’ho usato. Se vado su PagineBianche.it o PagineGialle.it, faccio assai più in fretta che non sfogliando il librone (peraltro diventato troppo ingombrante nelle nostre case). Le mie figlie, poi, gli “elenchi del telefono” li hanno sulla rubrica del cellulare e nella lista degli amici su Facebook. Del librone non sanno che farsene.
17 gennaio, 2011
Ironia, Italia
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Via La Stampa.it
«Un rilevante numero di giovani donne si sono prostituite con Silvio Berlusconi presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest’ultimo». Nel giorno in cui le carte sull’inchiesta che riguarda Berlusconi arrivano alla Camera escono le prime anticipazioni della «domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari nei confronti del deputato Berlusconi» firmata dai pm di Milano e inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere.
I pm di Milano sostengono di aver trovato «ampi riscontri investigativi» sulle case date dal premier ad alcune ragazze che partecipavano alle serate di Arcore. Ruby- scrivono i magistrati. avrebbe raccontato che «alcune giovani donne che partecipavano ai suddetti eventi ricevevano in corrispettivo da Silvio Berlusconi la disponibilità gratuita di appartamenti ubicati in “Milano due”». Insomma case gratis, in cambio di sesso.
«O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai», si legge nelle intercettazioni tra due ragazze riportate nell’invito a comparire della procura di Milano al premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da chi ha potuto leggere le carte. «È allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte “amore”, “tesorino”. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano», si legge ancora nelle intercettazioni tra due giovani riportate nell’invito a comparire della procura di Milano a Silvio Berlusconi.
17 gennaio, 2011
Diritti, Media
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Documento della commissione lavoro autonomo per il congresso Fnsi Via Refusi:
Oggi in Italia essere giornalisti freelance non è quasi mai una libera scelta, e spesso è solo una costrizione, a causa di condizioni di mercato che raramente offrono la possibilità di assunzioni o prospettive di stabilità e a volte spingono all’apertura – controvoglia – di una partita IVA.
Molti freelance non cercano necessariamente il posto fisso, ma tutti chiedono che sia garantita anche a loro la possibilità di vivere decorosamente con il proprio lavoro, condizione che si verifica in percentuali assai più elevate fra i liberi professionisti di altri settori e Ordini. Ma troppo spesso il termine “freelance”, in Italia, è solo un eufemismo elegante per definire un lavoratore sottopagato e senza diritti, quello che in altri settori – soprattutto del lavoro intellettuale – viene comunemente definito “precario”.
Oggi bisogna tornare a portare in primo piano i problemi della libertà e della qualità dell’informazione. Il che significa ridare valore e dignità al lavoro giornalistico, a partire da quello dei freelance e dei precari. Puntando sul merito, sull’autonomia di coscienza e di giudizio, sulle competenze e sulle capacità, che hanno un costo e devono contare su diritti certi e prospettive chiare. Sia che si lavori dentro o fuori dalle redazioni.
Negli ultimi mesi la volontà degli editori di ridurre i costi, aumentare i profitti e la crisi economica hanno portato la situazione del lavoro precario a livelli ormai insostenibili. Dopo anni di mancanza di tutele e certezze per il futuro, spesso nell’illusione di un posto fisso (che per la maggioranza, in un mercato sempre più flessibile, non arriverà mai), i freelance stanno ora assistendo a una rapida riduzione delle loro collaborazioni e dei compensi, quasi sempre già al di sotto dei livelli minimi di decoro ed accettabilità
17 gennaio, 2011
Ironia, Multimedia
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Gustosa parodia di Empire state of mind dedicata a Cuneo, realizzata dalla troupe di Zelig
A Cuneo from vittorio pasteris on Vimeo.
17 gennaio, 2011
Ironia, Italia
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Beatrice Borromeo sul Fatto Quotidiano
Berlusconi, oltre a concordare sulla strategia, ha addirittura affermato che una fidanzata ce l’ha già, e da parecchi mesi. “E non avrebbe mai permesso che accadessero certe cose di fronte a lei!”. Una previsione: sarà una donna di mezz’età, intelligente, arrivista quanto basta, di bell’aspetto ma non volgare. Potrebbe assomigliare alla crocerossina che Berlusconi aveva puntato un paio di mesi fa. Sarà probabilmente un clone di Veronica Lario – eliminate ovviamente le fastidiose propensioni alle pubbliche critiche – che però abbia superato l’età per la patente.
Un augurio al nostro presidente: che il casting che immaginiamo si stia freneticamente svolgendo per trovare la sua Carla Bruni vada a buon fine. Che i consiglieri di sempre, da Letta a Ghedini, supervisionino con saggezza la scelta di colei che dovrà restituire a B. l’immagine di marito affidabile e, soprattutto, di uomo decente. Perché un volto, alla sua signora, dovrà darglielo presto. E dovrà essere una donna in grado di calarsi bene nella parte. Altrimenti l’Italia farà un’altra bella figura, e la neo first lady tornerà a fare i provini negli uffici Mediset.
Nel concreto
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