Media digitali e comunicazione interattiva sono i fenomeni più eclatanti del mutamento sociale e dell’industria culturale all’inizio del nuovo millennio. Oggi gli iPad, gli eBook, così come gli smartphone, e i Tablet Pc, sempre connessi a Internet, assediano ogni giorno più da presso il regno della carta stampata gutenberghiana. Ma la nuova cultura digitale, cioè l’affermarsi di uno stile comunicativo orientato all’interazione, alla produzione di contenuti e alla condivisione, è stata accompagnata, durante gli ultimi vent’anni, dall’affacciarsi sulla scena di una nuova forma evolutiva dell’Homo sapiens: il “nativo digitale”. Chi sono i nativi digitali? Come comunicano? Come si relazionano al sapere? Nati e cresciuti all’ombra degli schermi interattivi, i Nativi sono simbionti strutturali della tecnologia, e le protesi tecnologiche che utilizzano dall’infanzia sono parte integrante della loro identità individuale e sociale.
I progettisti della centrale avevano pensato a come evitare un’eventualità del genere. Subito dopo il terremoto, l’impianto di Fukushima si era spento in modo automatico e altre barre, fatte di materiale speciale e indicate come barre di controllo, erano state inserite tra le barre di uranio usate come combustibile. In questo modo si ferma la reazione di fissione, ma c’era un altro problema da affrontare. In un reattore atomico, il calore non è solo sprigionato dalla reazione di fissione, ma anche dal decadimento di elementi chimici radioattivi creati proprio dalla fissione. Dunque fermata la reazione nucleare, si deve affrontare questo calore residuo, piccolo ma significante. Anche in questo caso erano state previste procedure di emergenza, motori diesel per alimentare con acqua l’impianto e quindi evitarne il surriscaldamento, che però la concomitanza di terremoto e tsunami avrebbe messo fuori gioco.
Con la crescita incontrollata della temperatura del reattore, la lega di zirconio che riveste le barre di uranio ha iniziato a fondere, e reagendo con l’acqua ha formato idrogeno, un gas estremamente volatile. E proprio l’idrogeno prodotto in questo modo avrebbe causato l’esplosione all’impianto numero uno di Fukushima, che almeno per ora non sembra a rischio fusione. Ma la crescita della temperatura è un pericolo soprattutto per le barre di combustibile, la cui fusione, secondo la Tepco, potrebbe essere avvenuta nel reattore numero due di Fukushima.
E’ la settimana della Festa dell’Unità d’Italia: giovedì 17 marzo. Le celebrazioni dureranno poi nei mesi successivi, ma abbiamo pensato che il modo migliore per onorare questo fatto storico fondamentale per il nostro Paese fosse quello di ricordare uno per uno, nome per nome, tutti coloro (1089, per la precisione) che sbarcarono a Marsala con Garibaldi. Gli uomini che sono stati protagonisti sul campo, coraggiosi e pieni di ideali, provenienti da TUTTA Italia, da ogni strato sociale e che – già protagonisti dei moti rivoluzionari nei loro territori – si lanciarono con coraggio in quella avventura, con l’obiettivo di riportare il controllo del territorio italiano in mani italiane.
E’ bello e curioso leggerne le generalità, così come riporate il 12 novembre 1878 sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia (a scopo… pensionistico). Chissà se qualcuno potrà scoprire o ritrovare un avo o anche soltanto provare a immaginare cosa vissero e pensarono, quanto soffrirono e gioirono ragazzini e uomini maturi, ricchi possidenti e umili popolani. E’ il nostro omaggio a loro.
Martedì 15 marzo 2011 viene presentata alla Sala stampa della Camera dei Deputati la raccolta dei contratti e alle convenzioni di Camera e Senato. L’intera documentazione è stata digitalizzata e sarà messa a disposizione on-line con l’aiuto della società Net7. Nel corso di una conferenza stampa saranno illustrate nuove iniziative in collaborazione con Valigia Blu a favore della trasparenza della Pubblica Amministrazione e gli strumenti che, attraverso il web, consentiranno ai cittadini di chiedere l’attuazione dell’Anagrafe patrimoniale degli eletti e rivendicare attivamente il diritto a conoscere e giudicare i propri rappresentanti per quello che fanno, dentro e fuori dal Palazzo.
Anche Lo Spiffero cede alla tentazione del lifting e, a partire da lunedì della prossima settimana, si presenterà ai propri lettori con una veste grafica rinnovata e sempre più notizie, che difficilmente si trovano sui tradizionali organi di stampa. Ad affiancare il nostro portale web l’associazione “Amici de Lo Spiffero”, della quale faranno parte quanti hanno deciso di sostenere il nostro progetto e affiancarlo lungo il cammino.
I poliziotti l’hanno bloccato ieri pomeriggio, in pieno centro di Palermo, subito dopo che aveva intascato una mazzetta da diecimila euro. Il deputato regionale del Pd Gaspare Vitrano è stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti della squadra mobile. È accusato di concussione. Assieme a lui è finito in manette l’uomo che avrebbe fatto da mediatore per il pagamento della tangente da parte di un imprenditore: anche lui era presente all’incontro e anche lui ha intascato una mazzetta da diecimila euro.
Il blitz è scattato dopo la denuncia di un imprenditore a cui era stata fatta una proposta esplicita per ottenere in tempi brevi un’autorizzazione per l’avvio di un impianto fotovoltaico. Qualche giorno fa, l’imprenditore aveva raccontato ai magistrati l’incontro con il mediatore della tangente. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, i sostituti Maurizio Agnello ed Emanuele Ravaglioli hanno subito disposto l’avvio delle indagini da parte della sezione reati contro la pubblica amministrazione della squadra mobile. I poliziotti hanno seguito passo passo le mosse del mediatore della tangente attraverso le intercettazioni. Fino all’appuntamento di ieri pomeriggio e al blitz.
Se avessimo avuto questa riforma della Giustizia vent’anni fa si sarebbe evitata l’esondazione, l’invasione della magistratura nella politica. E quelle situazioni che hanno portato, nel corso della storia degli ultimi venti anni, a cambiamenti di governo. Tangentopoli non sarebbe mai esistita. Questa riforma è come una liberazione che aspettavo dal 1994.
Ovvero
Se non avessero beccato prima del dovuto il mio referente politico Bettino Craxi forse questa riforma la avrebbe già fatta lui. Invece questi giudici milanesi l0 hanno cuccato con le mani nel sacco e mi è toccato “scendere in campo”, spendere un sacco di soldi nelle campagne elettorali, sorbirmi Emilio Fede che dopo un po’ stuferebbe chiunque. Prendermi un sacco di rischi smontando la rete commerciale di Publitalia per trasformarla in un partito. Pagare una montagna di euro alla mia ex moglie per il divorzio. Dovermi sorbire quei rompiscatole di Putin e Gheddafi che erano gli unici leader internazionali che mi filassero. Farmi una valanga di figure ridicole perchè sono completamente inadatto a fare diplomazia. Dover pagare manciate di donne per distrarmi un po’ alla sera con gli amici. Fare leggi per difendere i miei business e la mia persona. E adesso rischio di giocarmi tutti questi sforzi per colpa di un po’ di sesso con una minorenne marocchina. Bravo ministro guardasigilli: bel lavoro !
PazzoPerE nasce da un’idea dello stesso Gianni Mura, che durante un chiarimento relativo ad un post di PPR ha buttato lì l’idea al nostro Feticista Supremo che l’ha subito raccolta con entusiasmo, con l’obiettivo di farne una costola di PPR. Anche se PPE avrà una sua autonomia e, probabilmente, un percorso editoriale diverso.
Invitiamo quindi tutti i pipierrinia visitare PPE e, perchè no, a diventarne feticisti.
Da sempre ho amato la musica che si produce nel nord dell’Afirca. Sarà un problema di contaminazione con la cultura della Francia, sarà un problema di contaminazione con la cultura di Torino. Sarà … Quel nord Africa che si è rivoltato in poche settimane.
Franco Bernabè sarà il presidente esecutivo di Telecom Italia con deleghe sulle operazioni straordinarie, finanza, rapporti con le authority e comunicazione istituzionale.
Marco Patuano sarà il nuovo amministratore delegato.
Luca Luciani sarà il direttore generale. Luca Luciani non vi dice nulla ? Sì è proprio lui. Il mitico Napoletone a Waterloo.
Luca Luciani, indicato dai soci di Telecom come nuovo direttore generale, e’ stato iscritto nel registro degli indagati dal Pm Alfredo Robledo nell’ambito dell’inchiesta sui un giro di migliaia di Sim false che coinvolge la societa’ di telecomunicazioni. Le ipotesi di reato a suo carico sono false comunicazioni, ostacolo all’autorita’ di vigilanza e truffa aggravata. Le stesse accuse sono contestate a Riccardo Ruggiero, ex Ad di Telecom.