Mese: Juin, 2011
La memoria lunga della rete e il sedere dell’elefante
Il 23 giugno a Roma Read more »

La Rete è divenuta uno strumento insostituibile di archiviazione della memoria collettiva. Uno specchio potente, capace di riflettere e di costruire le identità digitali di ciascuno di noi. Si tratta di dinamiche proprie dell’era digitale che introducono mutamenti profondi, probabilmente irreversibili, nelle nostre società. Scenario auspicabile o un incubo da scongiurare?
EJO: QP informazione glocal per il Piemonte
European Journalism Observatory dedica un servizio a Quotidiano Piemontese
Quotidiano Piemontese è un progetto di informazione online locale e nazionale pensato, disegnato e avviato da tre giornalisti ed esperti di web: Vittorio Pasteris, giornalista conosciuto su internet fin dagli anni ’90 e reduce da una lunga esperienza presso La Stampa; Franco Borgogno, da oltre 20 anni professionista e appassionato di informazione e comunicazione e Vittorio Bertola, esperto-tecnico-imprenditore-scrittore e attivista internet di fama ed esperienza internazionale. Con loro una squadra di collaboratori giovani, appassionati e molto preparata. “Il nostro taglio non è metropolitano ma regionale”, dice Pasteris. “Sono convinto che l’editoria locale possa diventare un vero hub di informazione per il territorio. Se analizziamo la situazione italiana vediamo che esiste uno spazio per iniziative di questo genere. Da una parte le testate locali, ancora prevalentemente focalizzate sulla carta stampata, dall’altra la dimensione delle edizioni locali che gravitano attorno ai grandi gruppi editoriali e che non gestiscono l’online come si dovrebbe. Giocare la carta dell’online, sfruttando appieno tutte le potenzialità della rete, può essere una mossa vincente come dimostrano alcune delle iniziative che fanno riferimento ad ANSO, tra queste Varese News, una testata che è diventata un riferimento per tutti.
Le nostre Radici nel mondo
Venerdì 10 giugno inizia su RAI 3 Radici: quattro viaggi, quattro storie, alle origini dell’immigrazione in Italia di e con Davide De Michelis che è un ottimo giornalista, una persona straordinaria e un caro amico.
Un viaggio nel mondo dell’immigrazione – quella regolare, quanto silenziosa. Un viaggio in direzione contraria, alle radici di una persona: di Rosita, studentessa a Bergamo e protagonista della prima puntata; poi di Mohamed, sindacalista a Bologna; di Nela, attrice a Roma; di Magatte, musicista a Torino. Vengono da Bolivia, Marocco, Bosnia, Senegal, e lì tornano con Radici, accompagnando Demichelis in un continuo oscillare tra la storia culturale, politica e sociale del proprio Paese e la piccola storia personale fatta di famiglia e amici, di luoghi ed emozioni.
Radici sarà trasmesso su Raitre per quattro venerdì di fila alle ore 23,30.
I problemi del signor Scotti
Gli agenti del la Forestale di Pavia hanno arrestato Angelo Dario Scotti, vice presidente del cda di Riso Scotti Energia e presidente del cda e amministratore delegato di Riso Scotti, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico illecito di rifiuti.
Lo ha riferito oggi il Corpo forestale delle Stato in una nota in cui si precisa che oltre a Scotti, sono finite agli arresti domiciliari altre tre persone mentre Franco Centili, funzionario del Gestore dei servizi energetici – Gse di Roma è stato portato in carcere.
Secondo l’accusa, nell’impianto di coincenerimento di Riso Scotti Energia, in un primo momento autorizzato all’impiego esclusivo di lolla di riso (la parte esterna del riso, ndr) e altre biomasse, sono stati portati successivamente “ingenti quantitativi di rifiuti, anche pericolosi, non conformi alle autorizzazioni sia per tipologia che per la presenza di inquinanti in misura superiore ai valori limite fissati dalle normative del settore”, si legge nella nota.
Riso Scotti Energia, prosegue la nota, poteva così cedere a Gse di Roma energia elettrica falsamente qualificata come derivante da fonti rinnovabili, ricavando indebiti profitti per almeno 28 milioni di euro.
Maxi retata contro la malavita organizzata in Piemonte
Un essere mostruoso e feroce, umanoide dalla testa di toro. “Minotauro” è il nome dell’operazione di polizia che questa notte ha portato a 142 arresti nella Provincia di Torino e Milano, con ramificazioni anche in Calabria.L”operazione “Minotauro” ha davvero voluto tagliare la testa al toro: ben 1300 i poliziotti impegnati, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Torino, come Teseo sono entrati nel labirinto della bestia. Una bestia criminale che si chiama ‘ndrangheta. Contestualmente all’operazione di polizia più di cento finanzieri dello Scico, corpo speciale delle fiamme gialle, hanno sequestrato beni per 70 milioni di euro: 127 tra ville, appartamenti e terreni situlati a Torino e provincia, in altre zone del Piemonte, Lombardia, Liguria e Calabria.
E siamo solo all’inizio … Lo speciale di QP
Le gazzette digitali arrivano in libreria
Un ottimo libro sul futuro dell’editoria dal polimorfico Andrea Bettini
Mentre i colossi dell’editoria cartacea sono alle prese con un calo preoccupante delle copie vendute, negli Stati Uniti un sito internet che si occupa di cronaca locale assume decine di giornalisti. Altre pubblicazioni sopravvivono da anni sulla Rete globale facendo informazione su paesini e persino su singoli quartieri. Anche in Italia la piazza e le strade sotto casa sono sempre più al centro della scena: le testate online che parlano di tematiche cittadine si moltiplicano ovunque. Sono gazzette digitali, le ultime eredi di una tradizione secolare. Sperimentano, innovano e si ritagliano ruoli di primo piano pubblicando contenuti di qualità e offrendo alle proprie comunità inediti spazi di confronto e di discussione. Evoluzione, potenzialità e prospettive di uno dei settori più promettenti del nuovo giornalismo, dove l’intraprendenza può ancora consentire di creare dal nulla una nuova testata e dove giornali dalla lunga storia possono ritrovare vitalità investendo sul futuro. Perché sul web essere piccoli e provinciali può garantire il successo.
Il libro sarà un successone nonostante la prefazione scritta dal bloggante titolare :-)
L’aborigeno e il vicino di casa
Uno dei più famosi sketch di Corrado Guzzanti relativo all’uso di internet racconta, con accento romanesco e un po’ sgrammaticato, i possibili rapporti via internet con altri utenti agli antipodi.
Se io ho questo nuovo media, la possibilità cioè di veicolare informazioni in un microsecondo a un abboriggeno dalla parte opposta del pianeta. Ma il problema è: Abboriggeno, ma io e te… che cazzo se dovemo di’?
Dalla necessità di modulare correttamente le potenzialità di internet di ridurre le distanze transcontinentali e di costruire comunità online parte la storia stessa del suo uso diffuso. Howard Reinghold nel suo storico libro Comunità virtuali era stato il profeta delle comunità online in cui, sfruttando le potenzialità della Rete era possibile discutere e condividere gusti e conoscenze con altri utenti a 10, 100, 1000, 10.000 chilometri di distanza. Ma era una Rete di pochi utilizzatori, che coagulava a distanza le affinità. Poi è arrivata la massa dei “normali” e la Rete stessa si è modificata.
Qualche pessimista aveva voluto prevedere un futuro con fruitori della Rete che barricati in casa vivessero in condivisione con altri soggetti diffusi nel mondo, dimenticando quanto accadeva
intorno a loro. Si pensava che avrebbe vinto l’informazione globale. Il sapere in tempo reale che cosa succedeva a Sidney, Pechino, Baghdad, Mosca, Varsavia, Parigi, Londra, Madrid, Nairobi,
New York, Brasilia, Lima e Los Angeles sembrava una vera killer application.
In effetti le cose sono andate diversamente. I social network hanno cambiato il modo di utilizzare la Rete. L’utente isolato di internet vive sempre meno isolato e sempre più in “branco” o “tribù”, trascinando con lui la sua rete di conoscenze reali e meno virtuali. Questa rete sociale è sempre più legata al territorio e alla geolocalizzazione anche attraverso l’utilizzo di cellulari sempre più smartphone. Questi ci permettono di aggiornare in tempo reale lo stato del nostro umore e del nostro pensiero, ma anche le nostre coordinate geografiche e il racconto del mondo che ci circonda fisicamente.
È nato il fenomeno del citizen journalism, dei blog, dell’uso della Rete in tempo reale per trasmettere gli eventi. Il giornalismo in presa diretta non necessariamente mediato dai media tradizionali. Il racconto dei fatti con un’ottica diversa, con uno stile meno professionale, ma in grado sempre e comunque di fornire un’informazione sempre maggiore. Un modo di fare informazione che riesce a raccontare quello che le risorse economiche o le scelte redazionali
del giornalismo tradizionale non riescono a portare al grande pubblico.
L’enorme disponibilità di informazione e la scelta oramai irreversibile di un modello economico basato sull’informazione gratuita finanziata dalla pubblicità hanno mutato il valore stesso dell’informazione. Affrontiamo il tema in termini economici. Ogni giorno decine di siti di news italiani, centinaia di siti europei, migliaia di siti mondiali riversano in Rete milioni di informazioni. Attraverso tutte queste fonti gli utenti della Rete possono crearsi una “melassa informativa” che permette loro di informarsi. Tutte le fonti riportano moltissime notizie con copertura nazionale, a volte regionale. Quando poi si entra nell’informazione locale la quantità di informazione disponibile diminuisce e quindi cresce il suo valore economico.
La Rete si sta integrando con la piazza reale nella diffusione delle informazioni sul territorio attraverso i siti di informazione e attraverso i social network. Diventa luogo di discussione e di
confronto, spazio privilegiato per l’aggregazione sociale e la con divisione di pensieri, emozioni, pulsioni culturali. Non più solo la Rete dell’Abboriggeno con l’italiano, con lo scandinavo e con l’abitante della Terra del Fuoco, ma la Rete degli ex compagni di liceo e dei vicini di casa.
Andrea Bettini è un giornalista ancora molto giovane, ma che in pochi anni è riuscito a crearsi il suo spazio lavorativo in Rai e a scrivere un primo libro sul giornalismo digitale. Si tratta di
Giornali.it, uscito in due edizioni successive. Il primo e tuttora unico testo che racconta la storia delle edizioni online dei maggiori quotidiani italiani. Un libro che racconta un divenire che è diventato storia.
Andrea con questo libro dimostra di aver capito che il futuro dell’informazione passa per il locale e eventualmente per l’iperlocale e a questi ha dedicato la sua nuova fatica editoriale, in cui racconta le migliori esperienze sul tema delle gazzette digitali, dell’informazione
locale su internet. Un fenomeno che negli Stati Uniti si è già compiutamente delineato e che in Europa e in Italia sta decollando, proponendosi come uno dei settori più economicamente
vivaci in un contesto generale dell’editoria mediamente asfittico. Un contesto in cui dal punto di vista giornalistico non c’è nulla di nuovo: professionalità, onestà, coraggio sono le chiavi del
successo. Un lavoro che, come era stato per Giornali.it, fra un po’ di anni sarà un pezzo di storia.
Una doverosa dedica finale: come ricorda Andrea nella sua nota introduttiva, l’idea di questo libro è nata al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Non è un caso. Il Festival è un evento, un’aggregazione di entusiasmi, ma anche un humus di idee e menti. Mi piace per questo ringraziare Arianna, Chris, tutti gli organizzatori e i volontari del Festival di Perugia che ogni anno ci regalano questo piccolo grande miracolo.
Nova Sole 24 Ore: Luca de Biase sostituito ?
Nell’ambito di una serie di rinnovamenti (ma che somigliano più a restaurazioni, per ammissione dello stesso direttore) il Sole 24 Ore ha deciso di cambiare la direzione di “Nòva“, l’inserto del giovedì che per cinque anni è stato uno dei maggiori organi editoriali dell’innovazione e della ricerca in Italia, soprattutto grazie alla guida di Luca De Biase, suo fondatore e direttore (formalmente caporedattore), e uno dei più competenti esperti delle nuove tecnologie nel giornalismo italiano. Il cambiamento sarà annunciato in una riunione prevista per le 16 di oggi.
Nel nuovo progetto Nòva sarà – a quanto si dice – più dedicato ai prodotti e a una guida all’uso e alla comprensione delle novità tecnologiche, e meno un luogo di discussione e visione sulle innovazioni e sui fenomeni (un generale ridimensionamento sulle nuove tecnologie riguarda anche il sito del Sole 24 Ore). Tornerà al suo primo formato “broadsheet” e sarà forse spostato alla domenica. Il nuovo responsabile potrebbe essere Fernanda Roggero, che è alla guida del magazine “24?, che si dice sia a sua volta in discussione nei nuovi piani editoriali.
Sul suo blog Luca De Biase scrive:
Oggi alle 16:00 ci sarà una riunione al Sole dalla quale emergeranno notizie sul prossimo futuro di Nòva, il settimanale al quale ho dedicato il mio lavoro negli ultimi cinque anni e mezzo. A tra poco, dunque…
UPDATE: Luca De Biase conferma il cambiamento
Giovedì, dopodomani, Nòva uscirà come al solito. Il numero successivo sarà pubblicato domenica 19 giugno. Avrà la dimensione grande del quotidiano e un numero di pagine tale da costringere tutti a una maggiore brevità. Nòva sarà guidata da un nuovo responsabile – in bocca al lupo a Fernanda Roggero – e rinnoverà la suddivisione degli argomenti, in base alla visione del direttore Roberto Napoletano. In queste ultime settimane ho lavorato con i colleghi al numero zero, tentando di interpretare le indicazioni del direttore: continuare a offrire idee, ma allargare il tiro per aiutare le imprese a comprendere le novità tecnologiche e applicarle, aggiungendo più informazione per i consumatori su ciò che il mercato offre. Il risultato pratico si vedrà strada facendo e toccherà a Fernanda, con i colleghi, trovare il giusto mix. Del resto, la redazione sarà quella di sempre: una redazione curiosa, saggia e impegnata, che ha imparato ad attraversare fiduciosa i passaggi più incerti dell’esplorazione cui sono chiamati i giornalisti dell’innovazione e a godere con i lettori dei momenti più luminosi della ricerca. E i grafici che hanno sempre saputo fare di Nòva una lettura creativa, continueranno a contribuire alla leggibilità e all’intelligenza dell’inserto, con il loro sofisticato pensiero laterale. Ma la grande schiera degli autori che hanno fatto la storia di questo inserto e che continueranno ad arricchirlo di storie importanti, si troverà a disposizione uno spazio più limitato. Questo è probabilmente il vero aspetto triste della situazione.
Della dignità del giornalismo e degli uomini contro un sistema che la lede
Come tutte le cose, anche la dignità ha un principio e una fine. Senza l’uno o senza l’altra, resta un concetto vago, indeterminato. Prendiamo ad esempio – argomento ahimè attualissimo: ahimè nel senso che è di attualità sostanziale da almeno quindici anni, ma è diventato “di moda” solo da poco, quando i buoi sono irrecuperabilmente scappati dalla stalla – la dignità di un libero professionista.
Si fa presto a dire che la sua dignità è lesa quando non trova lavoro, o è costretto ad accettare compensi umilianti, o tempi di pagamento infiniti, o incarichi non consoni alla sua preparazione e alle sue qualità professionali. Bella scoperta. Questo è l’inizio. Poi, però, c’è la fine. Ovvero: fino a che punto il professionista è tenuto ad accettare quanto sopra prima di rinunciare alla propria dignità? In altre parole: a partire da che punto egli per primo manca di rispetto a se stesso, sacrificandola, ed è quindi l’artefice di ciò di cui si lamenta? Dove finisce la vittima e comincia il masochista? E a chi, quando, come, perchè spetta di vigilare, accertare, intervenire, sanzionare, regolamentare la materia? In tutto ciò i contrattualizzati che ruolo e quale responsabilità hanno? Sono colleghi o controparti? Non sanno, non capiscono o fingono di non vedere? O semplicemente se ne fregano?
10 Juin, 2011


Mentre i colossi dell’editoria cartacea sono alle prese con un calo preoccupante delle copie vendute, negli Stati Uniti un sito internet che si occupa di cronaca locale assume decine di giornalisti. Altre pubblicazioni sopravvivono da anni sulla Rete globale facendo informazione su paesini e persino su singoli quartieri. Anche in Italia la piazza e le strade sotto casa sono sempre più al centro della scena: le testate online che parlano di tematiche cittadine si moltiplicano ovunque. Sono gazzette digitali, le ultime eredi di una tradizione secolare. Sperimentano, innovano e si ritagliano ruoli di primo piano pubblicando contenuti di qualità e offrendo alle proprie comunità inediti spazi di confronto e di discussione. Evoluzione, potenzialità e prospettive di uno dei settori più promettenti del nuovo giornalismo, dove l’intraprendenza può ancora consentire di creare dal nulla una nuova testata e dove giornali dalla lunga storia possono ritrovare vitalità investendo sul futuro. Perché sul web essere piccoli e provinciali può garantire il successo.




















