7 luglio, 2011
Diritti, Internet
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Il Consiglio dell’’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, nella sua riunione odierna, ha approvato a larghissima maggioranza (7 voti a favore, un astenuto e uno contrario) uno “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Il provvedimento sarà sottoposto a consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, con l’obiettivo di acquisire tutte le proposte e le osservazioni dei soggetti interessati e di consentire così un’occasione aggiuntiva di confronto puntuale sul testo.
Lo schema di regolamento è stato infatti rielaborato a seguito della consultazione pubblica sui “lineamenti di provvedimento” che ha visto la partecipazione di 55 soggetti in rappresentanza, a vario titolo, delle
diverse comunità e gruppi di interesse.
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5 luglio, 2011
Internet
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30 giugno, 2011
Internet, Italia, Personale
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Via Il Fatto Quotidiano
Tutto era cominciato a marzo 2011 in una maniera tranquilla quando L’Autorità garante per le comunicazioni (l’Agcom) aveva pubblicato delle linee guida per un possibile provvedimento con un successivo coinvolgimento degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per rispondere a una consultazione aperta.
Poi però la situazione è velocemente cambiata con una delibera in lavorazione da parte della stessa Agcom che permetterebbe di intimare agli Internet Service Provider di rimuovere contenuti attraverso una semplice procedura amministrativa sulla base di segnalazioni dei detentori dei diritti, senza passare attraverso l’autorità giudiziaria …
…
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31 maggio, 2011
Diritti, Mobile, Pensieri
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Via Settebit
L’AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato una procedura contro Apple e Comet. Il produttore californiano insiste a sbandierare la garanzia di 1 anno, pur precisando sibillinamente che “questa garanzia si aggiunge a quella di legge“. Ovvero che è il venditore a dover assicurare la garanzia per il secondo anno, anche se questo è Apple stessa con i suoi Apple Store (negozi ed ordini online/telefonici).
Si legge nel comunicato: “secondo i primi accertamenti compiuti dagli uffici la società” Apple, “insieme alla catena di vendita Comet, proporrebbe un contratto di assistenza a pagamento” (AppleCare) “senza chiarire al consumatore che il contratto si sovrappone temporalmente al secondo anno della garanzia legale che non comporta costi per il consumatore”.
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6 maggio, 2011
Diritti, Internet, Italia
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Via Pino Bruno (il bloggante aveva incontrato Nicola D’Angelo lunedì a Milano) UPDATE:
Il relatore non potrà relazionare. Il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) Nicola D’Angelo, non sarà più relatore delle discusse regole da introdurre per tutelare il diritto d’autore su internet. Scrivono Aldo Fontanarosa e Leandro Palestini sul blog Antenne di Repubblica.it che “dai corridoi del Garante, trapela una notizia inattesa: D’Angelo è stato sollevato dall’incarico di relatore e sarà sostituito da un altro degli otto commissari”. L’interessato conferma ma non commenta. L’antefatto è ben raccontato da Fontanarosa e Palestini.
“Da dicembre, il Garante lavora ad un pacchetto di norme a tutela – dice – del diritto d’autore in Internet. Così ha voluto il governo Berlusconi, il governo della tv, che ha incaricato il Garante di mettere mano alla questione. Queste regole – che toccano la possibilità di utilizzo dei contenuti video o musicali in Rete – sono state delineate e subito dopo sottoposte a consultazione pubblica. In sostanza – prima di assumere decisioni definitive in una materia così incandescente – il Garante ha abbozzato un documento ed ha cercato di raccogliere i pareri di aziende, associazioni, politici, cittadini. Chiunque volesse, ha potuto dire la sua. Su questo percorso, finora lineare, cade ora e di colpo un masso enorme.
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27 gennaio, 2011
Internet, Media
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Il libro bianco in versione pdf
Via AdnKronos
La tutela e la gestione dei diritti digitali, la tutela della privacy e dei minori, la competizione tra le diverse piattaforme sono alcune delle problematiche collegate alla crescente offerta e disponibilita’ di contenuti che viaggiano sulla rete a banda larga e non solo. “Questioni che assumono sempre piu’ un significato chiave nell’improntare l’attivita’ degli Stati e, in particolare, delle Autorita’ di regolamentazione nazionali”. E’ quanto si legge in una nota dell’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni, guidata da Corrado Calabro’ che annuncia l’imminente presentazione, il 26 gennaio, del ”Libro Bianco sui contenuti” disponibile sul sito web www.agcom.it. presso la sede romana dell’Autorita’ con lo stesso Calabro’ e i relatori Nicola D’Angelo e Antonio Martusciello, studiosi del settore dei media e della comunicazione. E a proposito del Libro Bianco Calabro’ dichiara che si tratta di ”un progetto sostenuto con grande dispiego di energie, che affronta sistematicamente aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, – spiega – i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, la competizione fra le differenti piattaforme, l’impatto in termini di concorrenza, la neutralita’ del mezzo di diffusione e la gestione dei diritti di esclusiva.
20 dicembre, 2010
Diritti, Internet
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Via Webnews
60 giorni di consultazione pubblica e poi il provvedimento diventerà realtà: l’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM), facente capo al presidente Corrado Calabrò, ha promulgato il testo (pdf | HTML) con il quale intende porre un fermo giro di vite sul mondo della pirateria online ed ora attende le osservazioni di utenti ed operatori del settore per capire se la misura scelta possa essere al tempo stesso repressiva e garante dei diritti di tutti.
L’alchimia formulata dall’AGCOM, anzitutto, mette da parte le tentazioni dell’Hadopi francese: in Italia non si parla di disconnessioni o diffide, ma si segue una via di concertazione secondo cui i detentori dei diritti hanno vari step da seguire per veder garantita la propria tutela. Così facendo l’Autorità viene a trovarsi con segnalazioni verificate in mano e con gli strumenti utili a colpire i siti pirata: la formula per l’applicazione dei provvedimenti censori non è ancora del tutto chiara, ma il passo in avanti è chiaro e la proposta è attesa ora al vaglio della critica.
17 marzo, 2010
Diritti, Media
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I verbali delle chiamate intercettate di Berlusconi ai notabili dell’AGCOM – via il Giornale (titolo gentilmente clonato da Dagospia)
Innocenzi prova a metterci una pezza. Berlusconi è irremovibile: «Ma che cazzo state a fare tutti quanti, ma che non lo sapete che mi ha fatto un culo che non finiva più». Il membro dell’Agcom prova a spiegare. Precisa, puntualizza, dice a Berlusconi che su Spatuzza si è personalmente attivato per abbozzare un ricorso «come informativa, allora, tutti e quattro: Savarese, Mannoni io e Napoli, a parte Magri (tutti componenti dell’Agcom, ndr) siamo d’accordo, salvo che domani non mi brucino, per fare casino all’interno del Consiglio, staremo a vedere…».
Innocenzi dice di più. «Sai presidente, anche Napoli è d’accordo poiché lui aveva vissuto la vicenda di Clemente (Mastella, ndr) quindi…». Berlusconi non lo fa finire: «Napoli da dove arriva?, da Mastella?». «Sì, da lì, da Napoli» biascica Innocenzi. Berlusconi irrompe: «Mastella adesso è totalmente con me… e con Napoli avete la maggioranza senza Magris». Innocenzi finalmente sospira. E dice: «Diciamo che al momento c’è Mannoni, poi Savarese che era amico di Fini, però questa… è più amico adesso di Maurizio Gasparri…».
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28 novembre, 2009
Diritti, Mobile
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Dal sito di AltroConsumo
L’annuncio di ieri dell’Agcom sul costo degli sms nel mercato italiano non risolve l’anomalia, tutta del belpaese, delle tariffe ingessate. Anzi, peggiora in alcuni casi la situazione.
Dall’inchiesta di confronto tariffario sugli sms di Altroconsumo emerge che oggi, per ben due terzi dei casi, cioè il 66% delle offerte sul mercato, le tariffe sono già sotto la soglia di Agcom. Che si dimostra inutile e anzi rischia di legittimare livellamenti verso l’alto.
Il raffronto è fatto sui costi degli sms per tutte le tariffe ricaricabili attualmente attivabili. Compresi gli operatori virtuali, che da tempo propongono sul mercato tariffe molto convenienti, ma poiché ci sono grossissimi vincoli a un loro significativo inserimento, non riescono a fare breccia e arrivare al consumatore.
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24 febbraio, 2009
Diritti, Mobile
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Via IlSole24Ore
Sanzioni per oltre 2,8 milioni complessivi da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nei confronti degli operatori telefonici. Le sanzioni riguardano Vodafone (1,68 milioni), Telecom Italia (536mila), Opitel (348mila), Bt Italia (120mila) e Eutelia (120mila). L’Agcom in una nota spiega che nell’ambito della sua attività a tutela dei consumatori, ha concluso negli ultimi mesi una serie di procedimenti diretti a verificare la corretta osservanza da parte degli operatori telefonici delle norme in tema di portabilità del numero, servizi non richiesti, indici di qualità.
La multa più salata è quella di Vodafone a causa della «violazione delle norme relative alla mobile number portability». In particolare, spiega l’Agcom, la sanzione è composta da 1,440 milioni «per aver illegittimamente ostacolato le richieste di trasferimento di utenti verso operatori concorrenti» e di 240mila euro «per aver utilizzato in modo improprio i dati dei clienti che avevano chiesto la portabilità del numero verso un altro operatore».
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17 febbraio, 2009
Diritti, Mobile
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Via Sos Computer
La multa da 500 mila euro dell’antitrust a Tim e Vodafone per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore è servita a stimmatizzare il comportamento non corretto dei due operatori telefonici mobili che hanno operato al di fuori delle normative vigenti.
Ma della multa agli operatori i consumatori non se ne fanno nulla nel loro privato, nel senso che paradossalmente, ma neppure tanto, Tim e Vodafone possono aver guadagnato molto di più dalla loro azione rispetto alla sanzione ricevuta. E i consumatori come possono riavere i soldi persi per le modifiche delle loro tariffe ?
In Italia non esiste purtroppo ancora una legge, come nei paesi evoluti, sulla class action oovero di una azione congiunta e coerente di tutti i consumatori che sono lesi dagli atti di una azienda. Per il momento bisogna darsi un po’ al “fai da te”. Esistono due azioni legali da intrapprendere secondo l’attuale normativa
La prima è il tentativo di conciliazione obbligatoria presso il Corecom su cui abbiamo recentemente pubblicato una guida.
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