Il prossimo 15 novembre, sono undici anni dalla morte di Edoardo Agnelli, caduto da un viadotto nei pressi di Fossano, sull’autostrada Torino-Savona. La morte venne da subito ritenuta un suicidio , anche se delle incongruenze dell’indagine condotta, hanno fatto crescere delle diverse possibili interpretazioni della vicenda. In questi giorni è uscito un libro di Antonio Parisi che cerca di riaprire la vicenda della morte di Edoardo Agnelli analizzando giornalisticamente i fatti accaduti e un’altra serie di eventi legati agli Agnelli come la fondazione della Fiat, l’acquisto del quotidiano «La Stampa», il suicidio di Giorgio Agnelli, lo scandalo di Lapo Elkann, la lite tra gli eredi per la successione all’Avvocato.
Exor e NewsCorp stanno per comprarsi la Formula 1. Secondo quanto riporta il SkyNews, le trattative per l’acquisizione dei diritti del circus da Bernie Ecclestone sono già iniziate e nei prossimi giorni formalizzate. Per la cassaforte di Casa Agnelli si tratta di una novità che potrebbe coinvolgere positivamente anche Fiat e Ferrari. Per la società di Rupert Murdoch, invece, potrebbe essere un passo ulteriore nel mondo dei media. L’attuale patron, per ora, smentisce all’agenzia di stampa Bloomberg.
Exor e NewsCorp stanno per comprarsi la Formula 1. Secondo quanto riporta il SkyNews, le trattative per l’acquisizione dei diritti del circus da Bernie Ecclestone sono già iniziate e nei prossimi giorni formalizzate. Per la cassaforte di Casa Agnelli si tratta di una novità che potrebbe coinvolgere positivamente anche Fiat e Ferrari, quest’ultima finora deludente sotto il profilo dei risultati della stagione in corso. Per la società di Rupert Murdoch, invece, potrebbe essere un passo ulteriore verso il dominio nel mondo dei media. Il patron di adesso, per ora, smentisce all’agenzia di stampa finanziaria Bloomberg: «Per quanto ne so, certamente non è in vendita. CVC Capital non è interessata a vendere». Nel frattempo, tuttavia, arrivano i comunicati congiunti delle due società.
Lo Spiffero lancia due notizie su John e Lapo Elkann
L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne ha ricevuto nel 2010 compensi per 3,47 milioni di euro totali. Luca Cordero di Montezemolo ha incassato invece 8,7 milioni complessivi, 7,45 dei quali per la carica in Ferrari e circa 1 milione come compenso straordinario “una tantum” per l’opera prestata come presidente Fiat fino ad aprile
Fanalino di coda il presidente John Elkann, fino al 21 aprile era vice presidente, ha ricevuto poco più di 589 mila euro, 500 mila il compenso annuo lordo per la carica di presidente. Emerge dal progetto di bilancio d’esercizio del gruppo del Lingotto.
La Exor lascia Torino e sposta il suo quartier generale a Hong Kong, uno dei più importanti snodi della finanza internazionale e principale via d’accesso all’Oriente. La decisione è stata presa nei mesi scorsi da John Elkann dopo aver consultato tutti i rappresentanti dei vari rami della famiglia e i “grandi vecchi” Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens. L’orizzonte di business del gruppo è ormai il mercato globale, con particolare attenzione alle realtà emergenti e dinamiche, un fronte troppo vasto per essere presidiato dalla periferia dell’impero. Il nuovo capo azienda che sostituirà Carlo Barel di Sant’ Albano, l’amministratore delegato che ha traghettato Ifi e Ifil nella fusione con la nuova Exor, non avrà più il suo ufficio in corso Matteotti 26 ma risiederà stabilmente nell’isola dei Nove Draghi.
Anzi, secondo quanto riportano fonti interne alla famiglia Agnelli, la palazzina in stile umbertino che ha dato i natali alla dinastia è stata messa in vendita. Nel giro di qualche mese la toponomastica storica della città perderà così un altro luogo simbolico. È in quelle stanze di corso Oporto, il vecchio nome di corso Matteotti, che Edoardo e Virginia posero le basi della casa regnante della Sacra Ruota ed è in quegli austeri saloni che l’Avvocato e il Dottore trascorsero la loro infanzia.
Lunedì 8 febbraio alle ore 18, presso Il Circolo della Stampa a Torino in Corso Stati Uniti 27, Gigi Moncalvo presenta il suo libro I lupi & gli Agnelli. All’incontro interviene Luciano Moggi, ex Direttore Generale della Juventus.
Oltre due anni di riserbo, quasi assoluto. Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron, accusati da Margherita Agnelli de Pahlen di essere stati i gestori del patrimonio del padre (anche di un presunto «tesoro» occulto), si sono difesi con memorie giudiziarie di cui non è mai trapelato nulla. E la madre, Marella, chiamata in causa, ha risposto nello stesso modo, con atti legali. Lì dentro, in quelle pagine durissime, talvolta amare e ironiche, c’è l’altra verità sull ’affaire Agnelli, quella che finora non è andata sui giornali. Sono le memorie conclusive di Gabetti, Grande Stevens, Maron e Marella Agnelli, consegnate al Tribunale di Torino a fine giugno (della memoria di Margherita si è dato conto ieri). Il Corriere ne è venuto in possesso. Ecco il contenuto.
L’Agenzia delle entrate indaga sull’eredità Agnelli, come annuncia il Tg5 delle 20. E’ l’inevitabile sbocco della vicenda che vede da 6 anni Margherita Agnelli (figlia dell’Avvocato) contrapposta alla madre Marella sui lasciti del padre. Nel mirino ci sarebbe una somma superiore al miliardo di euro depositata in Svizzera e mai dichiarata al Fisco. Sulla base delle disposizioni del recente decreto anticrisi, applicando le nuove norme, gli eredi (che non usufruirebbero dello scudo fiscale perché il procedimento è ancora aperto) potrebbero dover pagare tra imposte, sanzioni ed interessi un importo addirittura superiore a quello del capitale conteso. E in questo caso, tra i litiganti a godere sarebbe un terzo soggetto, il Fisco.
E’ un braccio di ferro senza esclusione di colpi, una guerra combattuta in famiglia a colpi di carta bollata sullo sfondo di uno dei patrimoni più ingenti d’Italia, quello di Giovanni Agnelli. Tra affondi, rivelazioni e rivalità, la querelle continua a riservare clamorosi colpi di scena, in un intreccio sempre più complicato che ruota attorno all’eredità dell’Avvocato.
Pensate se oggi Giovanni Agnelli si svegliasse oggi dal suo sonno mortale e vedesse che la Fiat, che aveva lasciato in crisi, sta per inglobarsi buona parte delle maggiori aziende automobilistiche americane. Non ci crederebbe …
E’ morto l’Avvocato Gianni Agnelli. Aveva 81 anni. Con lui finisce un epoca di capitalismo e di stile.
Ora i problemi del Gruppo Fiat aumentano: mancano personaggi di personalità e carisma come “l’avvocato”.