Il fantasma dell’urna piemontese
Ecco quindi che quanto lamentato da Mercedes Bresso chiedendo il riconteggio pare vagamente fondato: un punto percentuale esatto sparisce tra la Presidente e le sue liste. Qualcuno potrebbe dire che è da cercarsi in quello 0,42% in più che prende il candidato dei Grillini Davide Bono rispetto alla sua lista, ma così non è: infatti chi se ne intende sa bene che chi si presenta sulla scheda con due simboli identici per maggioritario e proporzionale, soffre inevitabilmente di una perdita fisiologica (di cui soffrono anche i Grillini, che proprio per questo motivo non fanno seggi in Lombardia e Veneto pur avendo superato il 3% come maggioritario), data da quegli elettori che crociano il simbolo una volta soltanto e non due.
Dove è finito il punto percentuale di vantaggio del centrosinistra allora? Non da Renzo Rabellino, le sue liste gli sono superiori per uno 0,09; non nel centrodestra perchè è difficile pensare che qualcuno possa crociare “Pd” e poi fare una croce su Cota.
Vittorio Bertola quasi a Palazzo Lascaris

Vittorio Bertola non ce l’ha fatta a entrare nel Consiglio Regionale, ma ha ottenuto un eccellente successo personale con un budget di 155 euro, molto lavoro in rete, e molta, moltissima fatica. Non male nei tempi della politica dei denari, delle veline e della telecrazia.
L’industria elettorale piemontese
Maurizio Tropeano su Lastampa.it
Se gli date del guastatore della politica non si offende. E nemmeno se lo accusate di essere un inventore di liste tarocche. Renzo Rabellino tira dritto per la sua strada – «vogliamo abbattere questo sistema bipolare» – anche se precisa: «Le nostre firme sono tutte a posto e non temiamo il confronto calligrafico. Non una è falsa». Domani, il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato dall’avvocato Luca Procacci per conto di Roberto Cota per escludere la Lega Padana Piemont dalla competizione elettorale. Contro di lui si sono scatenati i radicali e anche i grillini doc che hanno organizzato presidi «No Rab». Su Facebook sono fiorite le proteste di cittadini che hanno firmato petizioni per il Filadelfia e contro la Ztl e poi si sono trovati presentatori di una delle dieci liste che lo appoggiano nella sua corsa alla presidenza della Regione.
Rabellino, però, che dichiara di essere nullafacente e di far politica a tempo pieno, è dal 28 di agosto che batte i mercati, lo stadio comunale e le sagre di paese per autenticare le firme. E’ stato lui a vidimarne migliaia e afferma che nei banchetti «accanto alle petizioni si chiedeva espressamente di firmare per le regionali». Si vedrà l’esito dei ricorsi e degli esposti.
…
Read more »
Istruzioni per le elezioni amministrative
E’ una parodia, ma potrebbe un giorno essere reale
Questo è purtroppo vero, ma sembra una parodia Read more »
Il massacro delle istituzioni
Carlo Azeglio Ciampi intervistato da Repubblica
Dopo il ricorso già avanzato da diverse giunte regionali, potrebbe persino accadere che, ad elezioni già svolte, anche la Consulta giudichi quel decreto illegittimo, con un verdetto definitivo e a quel punto davvero insindacabile. Questo preoccupa Ciampi: “Il risultato, in teoria, sarebbe l’invalidazione dell’intero risultato elettorale. Il rischio c’è, purtroppo. C’è solo da augurarsi che il peggio non accada, perché a quel punto il Paese precipiterebbe in un caos che non oso immaginare…”. Il presidente emerito non lo dice in esplicito, ma dal suo ragionamento si evince che qualche dubbio lui l’avrebbe avuto, sulla percorribilità giuridica e politica di un decreto solo apparentemente “interpretativo”, ma in realtà effettivamente “innovativo” della legislazione elettorale.
Read more »
L’interpretazione autentica dello yogurth
E’ vero che l’ultima azione, ieri sera all’Olimpico, era della Roma (gran tiro di Riise e successivo calcio d’angolo) ma, per come era andata la partita, ci si aspettava che il Milan chiedesse ulteriore extra time fino a un gol. Però il tempo era scaduto: ancora irrimediabilmente. Per quanto?
Ci sono tempi che ancora scadono, scadenze che vanno rispettate, C’è perfino una custode del Pantheon che interrompe un concerto perché l’ultimo movimento finirebbe quattro minuti dopo le 18, orario di chiusura. S’è fatto tardi, la musica è finita.
C’è anche un proverbio: chi tardi arriva male alloggia. Ma non è più vero sulla Penisola dei Famosi. Se lo yogurth è scaduto una “interpretazione autentica” lo farà tornare buono? Se sbagliamo una firma su un atto legale, se presentiamo una domanda fuori termine nella nostra vita quotidiana (un figlio che volesse partecipare a un concorso se ancora ce ne fossero) potremmo farlo?
18 aprile, 2010






















