Farmville in mucche e prato
FarmVille è il gioco online che tramite Facebook permette (già a 62 milioni di utenti!) di gestire una fattoria con tanto di mucche, galline, campi di grano e mulini. Ora, in Inghilterra, sarà possibile partecipare, sempre in rete, alla gestione di una vera fattoria.
Il U.K. National Trust ha scelto una tenuta di circa dieci chilometri quadrati (un migliaio di ettari) da mettere a disposizione per questo esperimento. Si tratta di capire se gli allevatori virtuali vorranno diventare “reali” investendo 48 sterline per iscriversi.
Il responsabile del progetto sottoporrà agli utenti tutte le decisioni per mandare avanti la fattoria: dalla scelta del grano da coltivare, al tipo di investimeti da fare, a come gestire mucche e altri animali. Resta da vedere quanto sopravviveranno.
Spostiamoci in provincia di Vercelli, a Cascina Pozzolo, dove un progetto ancora più interessante ha compiuto il secondo anno di età: si chiama Le verdure del mio orto, e grazie all’idea e la fantasia dei fratelli Ferraris permette ai clienti di costruirsi online il proprio appezzamento coltivato e ricevere direttamente a casa le verdure appena colte.
AAA cercasi pifferaio per topi, astenersi perditempo
Cercasi disperatamente Pifferaio Magico per Downing Street e per la metropolitana di New York. L’annuncio, anche se un tantino stravagante, potrebbe di certo risultare utile sia all’inquilino della residenza al numero 10, il primo ministro David Cameron, che ai passeggeri della subway nella Grande Mela. In questi giorni due video stanno facendo il giro della blogosfera. I protagonisti? Due grossi roditori. – Gli spettatori della BBC sono stati testimoni la scorsa notte di un ospite alquanto sgradito presente sui gradini della sede del governo del Regno Unito: un grosso ratto. A documentare la curiosa scena sono state le telecamere della Bbc che stavano riprendendo in diretta il commento del corrispondente politico Gary O’Donoghue. «Non sarà certo il primo e neanche l’ultimo topo che vedremo davanti al civico più famoso d’Inghilterra, soprattutto da quando non c’è più Humphrey», scrive ironicamente l’inglese Mail. Il famoso felino, a partire dal 1989, è stato infatti la mascotte di tre primi ministri: Margaret Thatcher e John Major, conservatori, che lo coccolarono, poi del laburista Tony Blair che invece lo sfrattò. Il micio morì nel 2006.
L’inquietante strage dimenticata di animali
Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo seguito alla strage di merli (oltre cinquemila) registrata il giorno di Capodanno a Beebe, nell’Arkansas, seguiti da duemila pesci tamburo pancia all’aria sulla superficie del fiume Arkansas. Anche se i risultati degli esami e degli accertamenti diagnostici arriveranno solo la prossima settimana, dai primi esami necroscopici effettuati sui corpi delle tortore, l’ipotesi più plausibile e più accreditata al momento è quella di uno squilibrio digestivo per eccesso di un particolare tipo di cibo (i semi di girasole) legato ad un momento sfavorevole delle condizione atmosferiche. Il freddo infatti non avrebbe permesso loro di trovare altro tipo di cibo.] Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo seguito alla strage di merli (oltre cinquemila) registrata il giorno di Capodanno a Beebe, nell’Arkansas, seguiti da duemila pesci tamburo pancia all’aria sulla superficie del fiume Arkansas.
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Anche gli animali nel loro piccolo si incazzano
Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609/CEE che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici. Come se ci fosse da regolamentare, e quindi da approvare, la vivisezione! Che già il nome fa ribrezzo: sezionare da vivo.
Le prove sugli animali, oltre a essere crudelissime, sono oltre tutto controproducenti, perchè inattendibili. Noi non reagiamo come un cane, un gatto, un topo (ma spesso peggio).
Queste alcune delle nuove chicche, in pratica (questo il testo della Direttiva 86/609/CEE:
Permessa la sperimentazione sui randagi cani e gatti.
Permesso l’utilizzo di specie in via di estinzione, anche catturate in natura;
Permessa la sperimentazione senza anestesia;
Permesse le prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto);
Peremssa la soppressione per inalazione con l’utilizzo di anidride carbonica che provoca grave sofferenza;
Permesso il “riutilizzo” degli stessi animali già torturati per un esperimento.
Bisonti padani

Li trovate qui
Salvare Timbuctù
Stanno cercando di chiudere Timbuctù, il programma di Raitre dedicato al mondo degli animali, realizzato da Davide Demichelis (nel video), Alessandro Rocca e Ezio Torta. Un nuovo tassello del paventato ridimensionamento del Centro di Produzione Rai di Torino.
Nella snowcalypse i più felici sono i cani
Gli automobilisti un paio di anni fa l’avevano vista meno divertente Read more »
Se non è selvatico non vale
Via i 10 mila euro del premio e via il titolo di fotografo naturalista dell’anno, perché il lupo tutto era fuorché “wild”, cioè selvaggio. José Luis Rodriguez aveva vinto uno dei premi più ambiti per i fotografi di animali, il Wildlife Photographer of the Year Award, attribuito dal Museo di Storia Naturale britannico su una selezione tra partecipanti di oltre 94 nazioni e 43mila scatti.
L’immagine del lupo con gli occhi iniettati di sangue, mentre saltava uno steccato di legno per andare a fare razzie, era sembrata la migliore rappresentazione della vicinanza tra uomo e animale, tra il mondo selvaggio del bosco e la vita antropizzata della campagna. Falso. Non era un fotomontaggio, come in molti avevano subito sospettato, ma non era neanche uno scatto vero. I giudici hanno infatti accertato che Rodriguez non era riuscito nell’impresa di cogliere una specie raramente immortalata per la sua ritrosia, ma aveva invece utilizzato un lupo siberiano addomesticato. Insomma, come fotografare un cagnolino da circo o poco più.
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Capodogli morti per indigestione di schifezze
I capodogli spiaggiati a Peschici sono morti perché avevano ingerito di tutto di più. Buste di plastica, pezzi di corda, scatolette e contenitori di vari materiali sono stati trovati nello stomaco di quattro dei sette mammiferi ritrovati in località Foce Varano, sul Gargano, in Puglia. La scoperta è stata compiuta dal professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell’università della Tuscia, ritenuto uno massimi esperiti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, chiamato come esperto a valutare le cause dello spiaggiamento e della successiva morte dei cetacei.
20 novembre, 2011























