7 novembre, 2011
Media
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Via Apogeonline
Difficile per questo tipo di televisione – ma possiamo ancora definirla tale o sarebbe meglio videoevento, trasmissione intermediale o qualcos’altro che verrà? – definire chiaramente il successo di “visione”, perché l’audience non è raccolta come nella tv tradizionale davanti a uno schermo, ma occorre mappare le forme di fruizione sparse. Raccogliendo le tracce scopriamo che la prima puntata andata in onda giovedì 3 novembre ha raccolto questi numeri:
- 12,03% di share assommando gli ascolti di tv regionali (2.276.418 spettatori) e SkyTg24 Eventi (645.113), altri dati stimano tra 12% e 14% complessivo;
- 172.000 spettatori che hanno seguito lo streaming su Facebook;
- 400.000 utenti sul sito del Corriere della Sera e altri 400.000 sui siti del Fatto Quotidiano e dell’associazione Servizio Pubblico, mentre su Repubblica.it 5 milioni di contatti e più di 300.000 utenti medi contemporanei.
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21 dicembre, 2010
Scienza
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Via Apogeonline
Quando i primi uomini andarono in orbita attorno alla luna, Marshall McLuhan fu colpito dal fatto che, mentre tutti noi ci aspettavamo fotografie dei crateri lunari, il simbolo di questa avventura spaziale diventò l’immagine della Terra ripresa da un oblò della navicella spaziale. «Tutti noi che stavamo guardando abbiamo avuto un’enorme risposta riflessiva. Eravamo allo stesso tempo outered e innered. Eravamo sulla Terra e sulla luna simultaneamente». E avere fatto un’esperienza di massa di quel tipo ha indubbiamente relativizzato il nostro punto di vista: ci siamo per la prima volta visti, come specie umana, contenuti da un oblò in un’immagine televisiva o in una fotografia su un quotidiano.
Questo momento è stato descritto come un «intervallo di risonanza» perché «la vera azione non era sulla Terra o sulla luna, ma piuttosto nel vuoto senz’aria tra…». Un’esperienza inedita che ha dato forma all’immaginario di una società dell’immagine che si è costruita attorno ai media di massa. Oggi è invece la realtà conversazionale del web a portare nello spazio il microblogging, con l’astronauta italiano Paolo Nespoli che passerà i prossimi due mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e che dal suo canale Twitter @astro_paolo si prepara a raccontare la sua esperienza direttamente dal cielo dopo avere accompagnato le ore precedenti il lancio:
1 novembre, 2010
Internet, Italia
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Il sempre imperdibile Roberto Venturini fa un po’ di ordine fra i numeri degli italiani in rete (via Apogeonline)
Sulla base del principio lies, damned lies and statistics, ecco i numeretti che potreste usare per convincere il cliente. Scegliete quello che vi fa più comodo (ma assicuratevi di comprare l’eccellente libretto, guida fondamentale per Product Manager e account, How to lie with statistics):
- gli italiani in rete sono circa il 40% (arrotondando un pelo);
- in una fascia d’età sensata per il prodotto “…” (riempite le caselle, sempre che non vendiate pannolini o pannoloni), c’è in rete il 50% degli italiani;
- il 58% degli italiani dotati di un titolo di studio sufficiente per essere con una qualche probabilità utenti internet è connesso in rete;
- se prendiamo gli italiani con competenze alfabetiche sufficienti a capire che cosa accidenti c’è scritto su una pagina web, sono collegati al 74%;
- in rete ci sono tutti quelli che sanno leggere e in aggiunta ci sono 6 milioni di semianalfabeti collegati;
- in rete ci sono tutti quelli che hanno le competenze culturali sufficienti per orientarsi e in aggiunta ci sono 12 milioni di persone che non hanno gli strumenti per capire;
in rete ci siamo solo io e lei, gli altri utenti sono un’illusione dei miei sensi malati.
6 settembre, 2010
Internet, Media
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Via Apogeonline
Nato in aprile, il nuovo giornale online sperimenta in Italia una ricetta che negli Stati Uniti sta portando fortuna per esempio all’Huffington Post: poca ma buona informazione originale e tanta digestione e contestualizzazione del lavoro altrui. Intervista al direttore
Luca, Il Post è online da quattro mesi. Certo in mezzo ce ne sono stati anche due di estivi, che non sono magari il periodo più vivace per spingere su una start up. Ad ogni modo, come siete sulla tabella di marcia, meglio o peggio di quanto ti proponevi?
Molto meglio, se ti riferisci ai numeri. Abbiamo una tabella di marcia che ci impone crescite continue e considerevoli, ma un ottimo risultato di partenza ci ha permesso di rispettarla finora ampiamente. Adesso ci prepariamo alla strada in salita, ma con buone idee e prospettive.
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29 luglio, 2010
Internet, Media
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Alessandro Longo via Apogeonline
Scade il 30 luglio la consultazione pubblica Agcom su nuove regole destinate a cambiare il mondo delle web tv italiane. In peggio, dicono gli interessati: l’ultima protesta formale viene dalla Femi, federazione italiana delle micro web tv presieduta da Gianpaolo Colletti, già fondatore dell’osservatorio AltraTv. Significa che fino al 30 luglio Agcom raccoglierà i pareri di vari soggetti: «Ne stanno già arrivando, a fine settembre avremo le prime audizioni con loro», spiega Stefano Mannoni, consigliere Agcom. Dopo, l’Autorità potrebbe modificare almeno gli aspetti più criticati del nuovo regolamento, ma ci sono poche speranze che questo cambi radicalmente.
Il nodo della polemica
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11 gennaio, 2010
Eventi, Internet, Media
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Dal sito di Apogeo Editore
Ci siamo quasi: venerdì 15 gennaio, negli uffici di Apogeo in Via Natale Battaglia 12 a Milano ci sarà l’evento per ebookofili annunciato prima delle Feste. A partire dalle 14:00 discuteremo di temi come formati, conversioni, cambiamenti nei flussi di lavoro, devices, situazione del mercato, strategie contrattuali e metodi di classificazione per i libri digitali, con spazio per tutti, professionisti e appassionati.
Le conversazioni in rete da cui è nata l’idea di quest’incontro ci hanno convinti a proporvi una sorta di “concorso”: proponeteci un vostro progetto riguardo gli ebook, che riguardi possibili pratiche da seguire per realizzarli, strategie per lo sviluppo o soluzioni per risolvere i problemi tecnici che si incontrano nella loro creazione. Se lo troveremo interessante valuteremo insieme la possibilità di finanziarlo e/o realizzarlo in Apogeo.
23 novembre, 2009
Internet, Pensieri
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Via Apogeonline
In primo luogo ci sono delle ragioni di ordine pratico: chi ritira il premio? Si estrae a sorte tra i blogger del mondo? Si fa un concorso tra candidati e vince il più “rated” o quello con più amici? Certo sarà solo una rappresentanza simbolica in quanto “internet” è, per definizione, di tutti coloro che la abitano. E se vincono Laura Scimone, Chris Crocker, Dagospia o Susan Boyle (l’elenco può essere vastissimo da Arianna Huffington a Mario Adinolfi) li possiamo considerare rappresentativi? Oppure si premia, sempre simbolicamente, l’azienda che ha posato più cavi per la diffusione della rete o quella che applica tariffe più convenienti per la connessione?
E poi c’è una questione dei soldi e si sa, quando nel condominio,anche il più minuscolo, saltano fuori le questioni di soldi sono cavoli amari. Figuriamoci nel condominione che chiamiamo internet. Che cosa ce ne facciamo di questi soldi? Li lasciamo alla fondazione? O li destiniamo a un progetto per la diffusione ulteriore della rete, magari nel terzo mondo. Bello, ma quale? Ce n’è uno che è più meritevole degli altri? E poi, diciamocelo, con 10 milioni di corone svedesi (meno di un milione di euro) non è che si combina un granché a livello di umanità. Siamo sinceri: la rete ha ancora diversi conti in sospeso, qualche lato oscuro, qualche nodo irrisolto. Secondo il Webby Award prestigioso premio internazionale tra i dieci eventi più importanti della rete si annoverano grandi passi per l’umanità quali Wikipedia e la protesta iraniana monitorata da Twitter ma anche la chiusura di Napster, che rappresenta l’irrisolto contenzioso tra diritti d’autore e file sharing.
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17 novembre, 2009
Diritti, Internet
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Alessandro Longo su Apogeonline
Alla fine forse arriveranno, i milioni di fondi pubblici promessi per la banda larga. Domenica il ministro allo sviluppo economico Scajola l’ha definito «un investimento proritario». Nei giorni precedenti il ministro per l’innovazione Brunetta aveva addirittura indicato una data: entro il 15 dicembre. A fine anno, si prevede, sarà sbloccata una prima tranche, forse 200-300 milioni, degli 800 che questo governo dovrebbe stanziare, nell’ambito degli 1,47 miliardi previsti dal piano Romani. Piano che quindi potrebbe partire nel 2010 e andare avanti con i ritmi già annunciati. Per dare i 20 Megabit al 96% della popolazione e i 2 Megabit (via wireless) al resto entro il 2012.
Eppure, tutto questo can can sui fondi promessi, poi spariti, ora ripromessi rischia di farci perdere di vista il quadro d’insieme. Dimentichiamo che il problema dell’Italia non sono quegli 800 milioni che mancano, ma è il ritardo sistematico rispetto all’Europa. «Ci sono tre partite aperte, la lotta al digital divide, all’analfabetismo digitale e la spinta verso il futuro della banda larga», dice Maurizio Decina, ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano. «E il piano Romani si occupa solo del primo, che è la minor parte, cioè di portare banda larga nelle aree di fallimento di mercato».
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11 settembre, 2009
Mondo, Pensieri
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Il ricordo ancora pulsante di quel giorno che sembrava poter cambiare il corso del mondo
Una giornata di dolce sole pallido del settembre italiano. Il primo pomeriggio sonnecchioso ci riaccompagna in ufficio. Lettura di e-mail, qualche parola con i colleghi, un caffè. Nulla di anomalo, situazione sotto controllo. Ore 14.45 (8.45 di New York) un aereo si schianta contro una delle torri gemelle del Wtc a Manhattan. Dopo pochi minuti un collega entra in ufficio: “Girate il televisore sulla Cnn, un aereo è andato a sbattere contro il Wtc a New York”. Il tempo di impugnare il telecomando e di sintonizzarsi sulla Cnn per vedere in diretta il secondo aereo dirottato schiantarsi contro la torre gemella. “Che diavolo succede? Sono attentati? Ma sono in un film di fantapolitica o sono nel reale? Qui è tutto vero!” A questo punto ci si accorge sensatamente che occorre cercare di tralasciare le emozioni, o almeno di tenerle nei propri ricordi, e di iniziare a pensare al proprio lavoro.
Imbraccio il portatile e cerco meccanicamente www.cnn.com. Il sito è già, ovviamente, irraggiungibile e sovraccarico di accessi. Cerco degli strumenti per capire il tracing, ovvero il percorso dei pacchetti TCP/IP verso la destinazione. Arrivano praticamente a metà oceano e poi si fermano in time out. Sono situazioni che si erano già viste in Rete. Ogni volta che un evento veramente importante accade durante il giorno è in grado di bloccare tronconi e snodi importanti di Internet. Se poi l’evento è globale, si blocca tutto per un’oretta, poi la tensione cala e la comunicazione riprende lentamente.
26 giugno, 2009
Internet, Media
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Via Apogeonline
Continuano in Iran gli scontri. Sia reali, in piazze purtroppo insanguinate, sia dentro il social web (Twitter sopra tutto, in special modo per la sua integrazione con la telefonia mobile) – di fatto l’unico canale, più o meno aperto o aperto a intermittenza, attraverso cui fuoriescono notizie e informazioni di quello che sta accadendo nella repubblica islamica dopo le contestate elezioni presidenziali iraniane che hanno visto la vittoria di Ahmadinejad. È in corso sui social media una sorta di battaglia per la definizione del “frame informativo” e del contesto: e gli attori in gioco sono molti, dai testimoni/citizen journalists ai media tradizionali (ormai pochi rimasti), da chi fuori dall’Iran aiuta tecnicamente o rilanciando i contenuti, alla controinformazione dei governi. Ne abbiamo parlato una settimana fa con Giuseppe Tempestini, ne continuiamo a parlare con Luca Alagna, conosciuto come Ezekiel, consulente per i media digitali dal lontano ‘95, che da qualche settimana cura un canale di copertura sulle social news in entrata e in uscita dall’Iran: green revolution.
30 aprile, 2009
Computer, Internet, Mobile
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Alessandro Longo su Apogeonline
Come funghi sotto le prime pioggerelle, stanno sbucando a frotte le offerte Wimax italiane e la sensazione è che siamo sull’orlo di un qualcosa di più importante. Andando a chiedere ai vari operatori in gara, si scopre che sarà quest’estate (maggio-giugno) il periodo di boom delle coperture. L’inizio cioè della vera sfida sul Wimax, il banco di prova per questa tecnologia, finora restata in poche province italiane. Si pensi che persino Aria – l’operatore che più ha investito e il solo ad avere le licenze per coprire tutta l’Italia – per ora si è limitato a restare nella natia Umbria. E ad oggi gli utenti WiMax attivi in Italia sono appena 4-5.000 (di cui 3.800 tra Aria e Linkem). Gli stessi operatori non fanno difficoltà a riconoscere che i piani sono in ritardo rispetto alle previsioni di qualche mese fa: costruire la rete e, soprattutto, richiedere le autorizzazioni ai comuni per le antenne ha richiesto più tempo di quanto si aspettavano. Il WiMax italiano è un quadro appena abbozzato, insomma, ma si sta delineando. Ed è un quadro a macchie di leopardo.
…
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24 aprile, 2009
Economia, Internet, Media
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Una chiara e lunga analisi di Roberto Venturini su Apogeonline
In fondo potremmo decidere di dividere il mondo dell’editoria (e sul web siamo tutti editori) in quattro macro aree alquanto disomogenee. Proviamoci e vediamo che succede. Primo: ci sono i mezzi che nascono a fini politici, di lobby o associazionistici – mezzi che possono anche essere no profit nel senso che il loro fine è far passare un messaggio al proprio pubblico, al di fuori di logiche commerciali – per capirci come una volta erano i giornali di partito – oppure di fare un servizio ai propri associati o al pubblico in generale. Questi media i soldi li fanno dalle quote associative, da fondi pubblici, finanziamenti privati e così via.
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