Max 2 Ipad per volta
Apple on Friday began accepting preorders for its multimedia iPad — both the Wi-Fi and 3G models — with reservations limited to two per customer and free hardware delivery on the April 3 launch date.
Apple on Friday began accepting preorders for its multimedia iPad — both the Wi-Fi and 3G models — with reservations limited to two per customer and free hardware delivery on the April 3 launch date.
People love their iPhone apps — after all, Apple has sold over a billion of them since it launched the phone. And a big proportion of those apps are games. But you know what else a growing number of people love to have on their iPhone? Books. According to Mobclix, which does mobile advertising for apps, the number of books in the iTunes store now exceeds the number of games for the first time since the device was launched, making books the largest category in the store. The numbers from Mobclix, which keeps a regular tally on the most popular apps and downloads, show that there are more than 26,000 books in iTunes, compared with a little over 24,000 games.
Only one in six iPhone owners surveyed by mobile ad network AdMob said that they “intend to purchase” an Apple iPad tablet computer. Among Android phone owners, the ratio dropped to one in seventeen.
The results, from an opt-in survey of 960 respondents that AdMob ran in January, strongly suggest that the iPad lacks the iPhone’s gotta-have-it hotness.
If you factor in the inevitability that not everyone who intends to buy an iPad will actually make the purchase, the numbers don’t look good for the device that Apple chief Steve Jobs is said to have called “the most important thing I’ve ever done.”
Da una segnalazione di Massimo Mantellini : timecapsuledead.org

Le cattedrali della societò digitale: il nuovo gigantesco datacenter di Apple a Maiden in North Carolina
Windows/Mac: Unfortunately the iPhone and iPod touch lack the ability older iPods had to run in Disk Mode. That’s where iPhone Explorer steps in, allowing you manually manage files on your device, or just use it as a flash drive, without jailbreaking.
Apple continua a gestire imperativamente i tassi di cambio (Via cellularemagazine)
Bene, adesso lo sappiamo: il cambiavalute di riferimento del patron della Apple ha deciso che il cambio dollaro-euro è in perfetta parità: 499 dollari il prezzo base negli Usa, 499 euro lo stesso prodotto in Germania (e verosimilmente anche in Italia). Poco importa che una stanza d’albergo prenotata allo stesso prezzo e pagata con American Express da Milano, venga addebitata 358,941 euro, oltre un terzo in meno! Tutta Iva e dogana? Non dimentichiamo che le tasse, sia pure non così alte, ci sono da sempre anche negli Stati Uniti.
Ecco, comunque, il listino pubblicato da T-Mobile:
Quello che manca davvero a iPad, tuttavia, è uno scopo preciso. Non fa il telefono, la connessione 3G è presente (ci sono offerte interessanti per gli USA, per l’Europa occorrerà attendere la primavera) ma non serve a quello scopo. Non è un computer, sebbene Apple abbia presentato una nuova release di iWork fatta apposta per il suo tablet e un dock completo di tastiera (alternativa a quella touch sullo schermo): montando lo stesso OS di iPhone rimane “relegato” nella categoria degli smartphone, con tutti i pregi e le limitazioni che questo impone. Ci si può scordare il multitasking, ci si può dimenticare il Finder di Mac OSX: niente cartelle dentro cui archiviare documenti, iPad è una specie di via di mezzo tra iPhone e iPod Touch e dunque un device fondamentalmente “chiuso”.
Altro mistero è il formato scelto per la vendita dei libri: Apple, come di consueto, decide di fare da sé e crea una nuova app per lo scopo, chiamata iBook Store. Ci si collega, in stile iTunes Store, si sceglie cosa leggere, si acquista e ce lo si ritrova sul proprio scaffale virtuale. Mistero su cosa capiterà nel caso si voglia prestare un libro a un amico, o se questi titoli siano interoperabili con altre piattaforme: mettiamo l’utente sia in possesso di una biblioteca in formato epub, regolarmente acquisita o proveniente dal pubblico dominio, che fine farà se decide di saltare a bordo di iPad? Mistero anche su quali e quanti libri saranno disponibili per iPad, e quali saranno i costi.
Già da un paio d’anni, almeno dal lancio dell’iPhone, Apple sembra aver deciso di ridimensionare il suo impegno nella musica. L’azzeccata doppietta iPod/iTunes è servita a rilanciare la società e a conquistare i favori dell’uomo digitale del terzo millennio. Ma oggi il panorama è cambiato molto rispetto al 2001. Grazie anche al contributo dell’iPhone, il pubblico ha scoperto il piacere dei device multifunzionali. Apple ha sfidato e spronato i produttori di telefonini come Nokia. Blackberry ha rilanciato. Google è entrata nella partita. Amazon ci sta provando, attraverso il nuovo terreno del Kindle e degli e-books. La tecnologia è pronta per una nuova rivoluzione che sembra avere libri e giornali come contenuti cardine. I consumatori, anche.
L’ascolto musicale stesso, forse per la prima volta, si sta spostando verso questo tipo di dispositivi. L’iPod è stato il dominatore/detonatore dell’era del download. La macchina musicale perfetta. Oggi che stiamo entrando nella stagione dello streaming e delle applicazioni wi-fi, alcune sue caratteristiche non sono più necessarie. Non servono più decine e decine di gigabyte di memoria. Non basta più l’idea del “play” e nemmeno quella dello “shuffle”. E’ preferibile un’elasticità nell’ospitare programmi come Spotify, Pandora, Last.fm, Shazam o TapTap Revenge, che ti permettono di potenziare la tua esperienza di ascolto. E infatti, ormai gli acquisti di iPod Touch (la versione simile all’iPhone) stanno sostituendo quelli degll’iPod classico e del Nano. Intanto, se ci fate caso, dal fronte dei lettori MP3 concorrenti della Apple non arrivano più segnali di vita. Creative, iRiver, Samsung, SonyWalkman, lo Zune di Microsoft. Fino a due anni fa era tutto un brulicare di sfide e nuove proposte. Oggi, il silenzio. Si gioca di conserva, i mercati che interessano sono altri.
Tutti aspettavano che Apple partorisse la next big thing, il nuovo contenitore multimediale multiuso con casello di accesso e pagamento del pedaggio per arrivare al grande mare dei contenuti digitali. E Apple non ha deluso. L’Ipad è più o meno quello che tutti si aspettavano e che molti avevano anche rappresentato esteticamente con forme vicine a quello che con l’orgoglio di padre Steve jobs ha presentato ai convenuti allo Yerba Buena Center di San Francisco. E’ arrivata la piattaforma che tutti speravano: unificante, in stile sexy alla Apple, con un marketing che farà miracoli. Per molti, ma forse ancora lontana dalle masse.
L’ha detto da subito Steve jobs nello show di presentazione dell’Ipad: il grande gioco è quello mobile. Apple è una mobile company e ad Apple interessa inserirsi nel segmento fra l’Iphone e il Macbook. Jobs ha anche precisato che ad Apple non interessa il concept di netbook. Quella che cerca la casa di Cupertino è una terza via al device mobile che si mette in mezzo fra telefonini-pda e laptop. Un device a sfioramento che perde la tastiera convenzionale e si alleggerisce drasticamente. Visto lo show di presentazione ora resta l’attesa di vedere e toccare in Europa gli Ipad. Oggetti innnovativi del genere vanno palpati per capire come reagiscono prima di comprendere se sono killer application. Nel frattempo restiamo alla finestra per capire che diranno gli americani a cui a marzo ed aprile verranno consegnati i primi device wifi e 3g.
La Cosa è notevole e dimostra la lungimiranza e il talento di Jobs. Il tablet di Gates è un pc con un pezzo in meno, quello di Apple è una ‘cosa’ perché non esisteva prima. Sembra un iPhone gigante e non ha un sistema operativo da computer ma da ‘cosa’, appunto, da hopefulmonster destinato a ficcarsi nello spazio esistente tra il massimo della fruizione/esperienza mobile e il pc, che per quanto sempre più laptop che desktop, resta in cima alla complessità e con un sistema operativo ‘da pc’, potente e complesso.
…
Perché la Cosa iPad è un computer senza esserlo, un computer che mette in primo piano le persone, i contenuti e i servizi e si acquatta discreto sullo sfondo. E’ una cosa che prima non c’era, come il Mac nel 1984.
L’iPad:
1) “Non posso farne a meno sono anni che lo aspetto, friggo, devo essere il primo”:
Compratelo in USA fra 60 giorni 499 costa meno del cellulare che hanno tutti. Tanto non hai neanche il problema di hardware, tastiera e blocchi SIM. Poi, se resisti alla seconda versione passi direttamente alla terza.
2) “Ho fretta ma credo che sia ancora presto”
Aspetta la versione 2 che toglierà bug inevitabili con un OS stabile, anche se non perfetto. Un’anno ancora e poi lo compro.
3) “Mi piace, ma non ne ho bisogno. Non ho ancora neppure l’iPhone…” Oggi comprati l’iPhone: quello attuale o quello della prossima primavera. L’iPhone ti sarà sempre più utile e questo è il prodotto della maturità. L’iPad sarà maturo fra un paio d’anni, alla sua terza versione e assieme a lui i prodotti basati sull’esperienza dei clienti e non dei tecnici.
Esattamente come in molti se lo aspettavano, molto meno caro di quanto in molti sospettavano, con un iWork in più e forse qualche accordo editoriale in meno: come e-reader gioca un’altra partita rispetto al Kindle. Partite diverse, pubblici diversi, quantità diverse: detto un po’, come dire, in poche e semplici parole, il Kindle manterrà la sfera dei forti lettori, un pubblico con voglia di spendere in libri, che apprezza o comunque apprezzerà il fatto di non dover cambiare appartamento per poter comprare la nuova edizione di non importa cosa (Shakespeare, Simenon, Potter, fate voi) e che tiene a un’esperienza di lettura durevole, di ore ed ore che solo l’e-ink al momento può garantire. Ha dalla sua un’esperienza come Amazon, che Apple non è in grado di ripetere. L’iPad conquisterà invece i mercati dei magazine, dei giochi (pensatelo in mano a un ragazzino…), delle graphic novel, dei fumetti (Marvel vi dice niente, tanto per fare un esempio non casuale?), ha enormi possibilità di espansione nel mercato educational e chi ha molto bisogno di mobilità non potrà farne a meno: ucciderà i notebook.
Questo è il nodo cruciale. L’iPod non aveva bisogno di questo passaggio per conquistare i consumatori: la musica c’era già ed era nel formato giusto, l’mp3. E le etichette musicali non dovevano fare troppe complicate scommesse per vendere i loro brani su iTunes: a loro non costava nulla tentare la via proposta da Jobs. L’iPhone si diffondeva a sua volta per le sue caratteristiche tecniche e di design: quindi le aziende che hanno sviluppato le applicazioni per l’iPhone hanno potuto investire su una base installata relativamente sicura. Per l’iPad, la situazione è un po’ diversa: perché mentre per i giochi la storia sarà relativamente facile, per i libri e i giornali gli editori dovranno investire in ricerca, design, inventiva. E questo varrà più per gli editori di giornali che per quelli di libri. Tanto è vero che ai libri, Jobs, dopo un doveroso omaggio all’attività pionieristica svolta da Amazon, ha offerto una libreria, iBooks, dove si potranno trovare le versioni ePub dei volumi senza necessariamente dotarle di grandi innovazioni. Per i giornali invece non c’è un’equivalente dell’edicola, per ora: probabilmente perché i giornali non sono prodotti standard, sono esperienze complesse, fatte di flussi di notizie e progetti speciali, di testi da leggere, documenti da ascoltare, video da guardare, relazioni intense tra il pubblico attivo e gli autori, dotate di una chiave di lettura speciale.