4 novembre, 2010
Internet, Mobile
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Aprendo per caso il wifi sul Freccia Rossa Roma – Torino è comparso a sorpresa messaggio di benvenuto del servizio Broadband On Board.

Benvenuto, Naviga subito grazie alla sperimentazione Internet a Bordo offerta da TelecomItalia e Trenitalia ! Approfitta di questa opportunità sui treni AV coinvolti nella sperimentazione. Se possiedi le credenziali di accesso al servizio wi-fi di Telecom Italia inseriscile sotto e naviga in libertà. Sperimentazione tecnica in corso.
Procuratisi la password, è stato un piacere navigare senza dover imprecare contro gallerie e “buchi di rete”. Speriamo che il servizio vada a regime in tempi brevi.
Update: Le Ferrovie hanno presentato ufficialmente il servizio . Sul prezzo della connettività Massimo Mantellini ha delle ottime idee …
20 settembre, 2010
Eventi, Internet, Piemonte
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Luca Castelli su Lastampa.it
Proprio la performance dei network è uno dei temi al centro delle conferenze e dei workshop di ECOC. Sulle grandi dorsali che costituiscono lo scheletro principale di Internet, collegando paesi e continenti diversi, sfrecciano ormai più di dieci gigabit al secondo. E dietro l’angolo si intravede l’obiettivo dei cento gigabit. “Entro cinque o al massimo dieci anni quello sarà lo standard”, prevede Neri. “Siamo in fase di consolidamento e in questi giorni a Torino si confronteranno idee e risultati”.
L’ECOC fornirà anche l’occasione per verificare le ultime innovazioni sulla struttura delle fibre ottiche. “All’inizio erano solo di vetro”, spiega Neri, “mentre oggi si stanno sviluppando strutture più complicate, a nido d’ape, in grado di trasportare più dati. Inoltre si inizia a pensare che la tecnologia fotonica, quella alla base della fibra ottica, possa essere utilizzata anche all’interno di dispositivi. Per esempio quelli USB”.
Come rivela il suo nome completo (“European Conference and Exhibition on Optical Comunication”), l’ECOC non è solo un momento di incontro tra professori, ricercatori e scienziati. Sempre al Lingotto, sebbene in spazi differenti, la conference sarà affiancata da una exhibition a cui parteciperanno aziende provenienti da tutto il mondo. E nonostante l’origine e la natura prevalentemente europea dell’evento (i paesi fondatori dell’ECOC sono Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Benelux), la parte del leone la faranno – si perdoni il gioco di parole zoologico – le tigri dell’est asiatico.
2 luglio, 2010
Diritti, Internet
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Via BBC
From 1 July every Finn will have the right to access to a 1Mbps (megabit per second) broadband connection. Finland has vowed to connect everyone to a 100Mbps connection by 2015. In the UK the government has promised a minimum connection of at least 2Mbps to all homes by 2012 but has stopped short of enshrining this as a right in law.
The Finnish deal means that from 1 July all telecommunications companies will be obliged to provide all residents with broadband lines that can run at a minimum 1Mbps speed.
Speaking to the BBC, Finland’s communication minister Suvi Linden explained the thinking behind the legislation: “We considered the role of the internet in Finns everyday life. Internet services are no longer just for entertainment. “Finland has worked hard to develop an information society and a couple of years ago we realised not everyone had access,” she said.
It is believed up to 96% of the population are already online and that only about 4,000 homes still need connecting to comply with the law. In the UK internet penetration stands at 73%.
9 giugno, 2010
Economia, Internet, Italia
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Via Pino Bruno

Sta avendo successo l’iniziativa congiunta di questo blog con SOS Tariffe e Tom’s Hardware, per verificare le prestazioni dell’italico Adsl. Cioè, paghiamo quanto ci promettono gli operatori? Scopo della nostra iniziativa è soprattutto delineare lo scenario italiano per mantenere vivo il dibattito sulle reali performance della banda larga. Ebbene, al nostro appello di quattro giorni fa hanno risposto finora più di diecimila utenti. Ecco i risultati.
Cagliari e Milano vantano i migliori servizi ADSL da 7 e 8 Mega. Le velocità medie dei servizi ADSL da 7/8 Mbps di Cagliari e Milano sono rispettivamente di 5,9 Mbps e 4,9 Mbps. I dati peggiori sono quelli di Perugia e L’Aquila con rispettivamente 3,6 Mbps e 3,7 Mbps.
Nel frattempo si lavora alla rete alternativa a Telecom
9 aprile, 2010
Economia, Internet, Italia
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Alessandro Longo su Repubblica.it
La vera velocità delle adsl italiane è circa la metà di quella pubblicizzata e penalizza soprattutto gli utenti di alcune zone geografiche. Gli abitanti delle città medio-piccole navigano più lenti e in certi casi pagano di più degli altri. È quanto svelato dal primo studio complessivo sull’adsl italiana, condotto da Between-Osservatorio Banda Larga. La ricerca si avvale di 120 mila test delle connessioni, in un centinaio di province italiane, con il contributo di 11.400 utenti campione.
Il primo risultato che balza agli occhi è che la velocità media è di 4,1 Megabit al secondo in download, mentre ora le Adsl sono vendute con tagli “fino a” 7 o 20 Megabit. La velocità è un’alea: varia molto a seconda dell’operatore, della zona geografica e della fascia oraria. Nelle ore di punta e nei comuni meno importanti scende fino a 2 Mbps in media, mentre gli utenti più fortunati possono arrivare a 5 Mbps.
L’Italia è divisa in due: anche se il 90 per cento circa della popolazione può avere l’adsl, solo una parte può navigare davvero veloce e avere le offerte più economiche sul mercato. Il 50 per cento degli italiani, infatti, non è raggiunto dalla rete diretta (in “unbundling”) degli operatori alternativi a Telecom Italia. Per loro, i canoni base per i servizi banda larga e telefonici tutto compreso sono quindi più alti di circa 5 euro al mese. Il danno è doppio: pagano di più e navigano più lenti, poiché fuori dalla propria rete gli operatori alternativi hanno al solito meno risorse di banda.
23 marzo, 2010
Personale
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E’ stato ufficialmente attivato il ripetitore di Eolo sull’acquedotto di Villareggia, a brevissimo il servizio sarà disponibile al pubblico.
9 marzo, 2010
Economia, Internet, Piemonte
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La Giunta regionale del Piemonte ha approvato ieri l’Accordo di Programma per lo sviluppo della banda larga sul territorio piemontese, per fornire la banda larga ai comuni ad oggi esclusi dal servizio. Entro tre mesi dalla firma, saranno individuati i territori su cui intervenire e le modalità di esecuzione degli interventi, per la cui realizzazione ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2015.
I 192 Comuni con “divario digitale” citati dall’Accordo di Programma sono ripartiti per provincia: 57 a Cuneo, 29 a Torino, 28 sia ad Alessandria che a Vercelli, 16 ad Asti, 13 nel Verbano-Cusio-Ossola, 11 a Biella e 10 a Novara.
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13 febbraio, 2010
Internet, Personale
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Questo blog ha condotto da oramai anni una battaglia civile per far uscire il comune di Villareggia da una non comune e scandalosa condizione di digital divide.
Finalmente una buona notizia: a giorni verrà installata sulla collina del paese una antenna che porterà a Villareggia la connessione di Eolo, uno dei più seri provider wireless italiani.
Se non ci credete date un’occhiata alla mappa delle BTS di Eolo. Attendiamo a breve l’annuncio via Twitter.
Qualche approfondimento sull’argomento
30 dicembre, 2009
Personale
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Questo è il grafico delle nazioni con migliore performance di banda larga secondo i dati di Speedtest.net.
L’Italia vedete dove bazzica: oltre la 40esima o la 70a posizione.
17 novembre, 2009
Diritti, Internet
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Alessandro Longo su Apogeonline
Alla fine forse arriveranno, i milioni di fondi pubblici promessi per la banda larga. Domenica il ministro allo sviluppo economico Scajola l’ha definito «un investimento proritario». Nei giorni precedenti il ministro per l’innovazione Brunetta aveva addirittura indicato una data: entro il 15 dicembre. A fine anno, si prevede, sarà sbloccata una prima tranche, forse 200-300 milioni, degli 800 che questo governo dovrebbe stanziare, nell’ambito degli 1,47 miliardi previsti dal piano Romani. Piano che quindi potrebbe partire nel 2010 e andare avanti con i ritmi già annunciati. Per dare i 20 Megabit al 96% della popolazione e i 2 Megabit (via wireless) al resto entro il 2012.
Eppure, tutto questo can can sui fondi promessi, poi spariti, ora ripromessi rischia di farci perdere di vista il quadro d’insieme. Dimentichiamo che il problema dell’Italia non sono quegli 800 milioni che mancano, ma è il ritardo sistematico rispetto all’Europa. «Ci sono tre partite aperte, la lotta al digital divide, all’analfabetismo digitale e la spinta verso il futuro della banda larga», dice Maurizio Decina, ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano. «E il piano Romani si occupa solo del primo, che è la minor parte, cioè di portare banda larga nelle aree di fallimento di mercato».
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8 novembre, 2009
Economia, Internet, Italia
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Via Repubblica
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso dell’ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere – secondo quanto risulta all’agenzia Ansa – l’avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, “misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto”.
Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali. Ma, nell’elenco, sono indicati anche i progetti di riconversione di aree industriali e quelli per la creazione di zone franche, anche in Abruzzo.
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5 novembre, 2009
Diritti, Economia, Internet, Italia
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Via Repubblica.it
Il governo ha distrutto le speranze di avere, in breve tempo, internet banda larga per tutti gli italiani. L’annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”. Si riferisce agli 800 milioni che il governo aveva promesso di dare da mesi nell’ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro: il cosiddetto “piano Romani” – da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni.
Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.
Con il piano Romani il governo rinunciava nell’immediato, invece di occuparsi del futuro della nuova rete. A differenza di altri Paesi europei, dove ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit. Al 75% delle case entro il 2014 in Germania; a 4 milioni di case nel 2012 in Francia (che investirà 10 miliardi di euro). Eppure, a quanto pare, anche questo piano minimo ha avuto un intoppo.