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Vittorio Pasteris

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Vittime del digitale: gli elenchi telefonici

* 17 gennaio, 2011 * Computer, Internet * 1 commenti

Via Marco Bardazzi

Nel palazzo dove abito sono arrivati, come ogni anno, gli elenchi del telefono. Ho visto la pila di giganteschi volumi nell’androne, pagine bianche e pagine gialle, e non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma chi li usa più?”.

Passano gli inquilini, ma la pila non diminuisce: nel fine settimana mi sembra che nessuno abbia preso la propria copia gratuita degli elenchi. Un bambino ha chiesto al padre, aspettando l’ascensore: “Papà, quelli che sono?”. Non aveva mai visto un elenco del telefono.

Un tempo l’elenco era un punto di riferimento della casa. Stava di solito in un cassetto o in uno scaffale sotto l’oggetto con cui viveva in simbiosi: il telefono. Oggi nelle case il telefono, nella migliore delle ipotesi, è un cordless che non si sa mai dove è finito. Ma cresce il numero delle famiglie che il numero fisso non lo hanno più, usano solo il cellulare. Quindi, a che serve l’elenco del telefono?

Non ricordo l’ultima volta in cui l’ho usato. Se vado su PagineBianche.it o PagineGialle.it, faccio assai più in fretta che non sfogliando il librone (peraltro diventato troppo ingombrante nelle nostre case). Le mie figlie, poi, gli “elenchi del telefono” li hanno sulla rubrica del cellulare e nella lista degli amici su Facebook. Del librone non sanno che farsene.

Assange, il nemico della trasparenza

* 8 dicembre, 2010 * Diritti, Internet, Pensieri * 0 commenti

Marco Bardazzi propone un’analisi diversa del caso Wikileaks, possiamo non condividerla, ma la serietà professionale di Marco è tale da richiedere grande attenzione al pluralismo delle idee

Ci sono voluti decenni di campagne di stampa e battaglie giudiziarie e politiche, perché in democrazie avanzate come gli Usa si arrivasse a mettere a punto leggi sulla libertà di informare e sulla trasparenza che, pur con molti limiti, hanno permesso di veder fiorire un serio e aggressivo giornalismo d’inchiesta. L’arrivo di Assange e del suo Wikileaks rischiano di spazzare via tutto. Diciamolo: Assange potrebbe rivelarsi il più grande nemico della trasparenza dai tempi di Nixon.

L’effetto più immediato che avrà la pubblicazione in Rete della valanga di documenti del Dipartimento di Stato, sarà quello di spingere l’amministrazione Obama e i futuri governi di Washington a restringere in modo significativo e pericoloso l’accesso alle informazioni. Aumenterà il ricorso al “segreto”, anche indiscriminato. Verranno rafforzate le protezioni a tutte le linee di comunicazione. Sarà più difficile riuscire a mettere le mani su documenti ufficiali.

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Il Times digitale a pagamento in primavera

* 19 novembre, 2009 * Economia, Media * 0 commenti

Dopo i proclami di Rupert Murdoch (News Co.) e le sue sfide al concetto dell’informazione gratuita sul web, dall’interno del gruppo editoriale dell’imprenditore australiano arrivano le prime indicazioni concrete su cosa bolle in pentola. Il direttore del Times di Londra, James Harding, ha scoperto qualche carta e offerto un assaggio su come – a suo dire – i media di Murdoch intendono “riscrivere le regole economiche dei quotidiani”.

In un intervento a una conferenza della Society of Editors a Stansted, in Gran Bretagna, Harding ha affermato che il Times ha in programma di cominciare “dalla primavera del prossimo anno a far pagare per l’edizione digitale. Stiamo lavorando su un modello preciso per quanto riguarda i prezzi, ma faremo pagare per un accesso di 24 ore al Times, oltre a fissare un prezzo per gli abbonamenti veri e propri”. Harding ha bocciato qualsiasi idea di micropagamento per i singoli articoli, spiegando che il Times punta invece a formule “a tempo” .