I blog sembrano essere diventati l’ultima scialuppa di salvataggio delle versioni on line dei principali quotidiani on line. Il fenomeno, come sempre più frequentemente avviene, pare essere di carattere internazionale. Dopo le iniziative del NYTimes e del Guardian, tra i media di fama internazionale, si aggiunge El Pais che, secondo quanto segnalato da Periodistas 21 dell’ottimo Juan Varela, scommette sui blog per rilanciare il processo di convergenza editoriale del << periodico global en español >> di Madrid.
Negli ultimi giorni, infatti, El Pais ha inaugurato tre nuovi blog, tra i quali va segnalato, per chi si occupa a vario titolo di editoria e media, l’interessantissimo Estrategia Digital. La tendenza non pare essere appannaggio solo dei quotidiani esteri ed anche in Italia vi è una fervente attività al riguardo. Tra tutti il giornale torinese pare essere il più attivo con la recentissima inaugurazione di una sezione dedicata al meglio della blogosfera internazionale grazie alla collaborazione con Global Voices.
Eccomi qua con il post più “duro ” della mia carriera di blogger che mi appresto a scrivere,e che probabilmente mi porterà ad avere tanti nemici, ma chi se ne frega!!
Il titolo già è emblematico e non c’è bisogno di fare giri di parole, con questo post attacco “ufficialmente” la community italiana di web design e di internet, un attacco diretto a molti GURU, definiti tali, dei quali mi sono stancato già da diverso tempo e che non riesco più a sopportare.
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Si cari esperti italiani, avete rotto le scatole con la vostra arroganza e presunzione. Con il vostro far credere di Essere Dei, quando in realtà non avete manco un vostro sito fatto, quando i vostri “lavori” sono pieni di errori nel codice, quanti approfittano dei consigli degli utenti non “esperti” prendendo i loro lavori, codici sorgenti o altro e poi si vantano di averli scritti loro perchè tanto i poveretti non sono GURU e nessuno saprà mai che esistono.
Fitte discussioni nei blog dopo che si è scoperto che il sito mobile del Corriere visitato da 3 viene tariffato 9 centesimi di euro a pagina. Ovviamente se si accede allo stesso via wi-fi non c’è nessuna tariffazione IDa tempo si vocifera che quasi tutti gli editori maggiori e tutti gli operatori telefonici stiano per partire con una filosofia analoga, per cui a ore o giorni il sistema dovrebbe allargarsi a macchia d’olio. A breve per le città incontreremo cittadini simili a rabdomanti con smartphone o iphone in mano, con connessione telefonica rigorosamente down, a cercare reti wireless per leggersi le news. Via macitynet
Nuovo passo verso l’informazione a pagamento su Internet, anche se per ora in versione mobile. A compierlo è stata nelle scorse ore il Corriere della Sera e ad accorgersene per primi sono stati i clienti di 3. Chi ha un abbonamento al servizio mobile di Hutichinson Whampoa dalla giornata di ieri tentando di accedere a mobile.corriere.it usando un cellulare, iPhone incluso, viene reindirizzato ad una pagina con il logo di H3G e un avviso che rende nota che la lettura di ciascuna pagina verrà tariffata 0,09 euro, ovvero nove centesimi di euro (circa 18 delle vecchie lire).
Su Internet la vicenda sta suscitando interrogativi e polemiche. Ci si sta chiedendo se la scelta sia stata di 3 o di RCS (con la maggioranza che propende per questa seconda ipotesi) e se in futuro anche i clienti di altri operatori mobili saranno soggetti allo stessa navigazione a pagamento. Infine la domanda principale riguarda la possibilità che questo trend, quello delle notizie a pagamento su dispositivo mobile (e non mobile), possa estendersi anche ad altri media.
Premessa: riesce in questo compito (insegnare la lealtà), solo se tu sei già incline ad essa. Altrimenti per te sarà un ottimo mezzo per nascondersi, simulare.
Eppure se giochi con le parole presto ti rendi conto che se i tuoi lettori sono solo 12, ti senti portato a essere trasparente e sincero con essi.
No, non dico che devi comunicare il codice del tuo Bancomat. Però quando quei 12 sconosciuti leggono quanto scrivi, magari commentano pure (ogni tanto); si stabilisce qualcosa che non è solo uno scambio di punti di vista. Si tratta piuttosto di un credito che ti viene aperto, e allora inizi a capire che la posta in gioco anche se di modeste dimensioni, è importante.
Nasce Liquida Network, un circuito di affiliazione pubblicitaria, centrato sul Brand di Liquida e su BanzaiADV , rivolto ai blog italiani che si distinguono per notorietà e visibilitè, ma soprattutto per la qualit` e la specificità dei contenuti pubblicati. Liquida avrà il ruolo di garantire agli investitori pubblicitari la qualità di questi blog che raggiungono un’audience interessante ed evoluta, ma difficilmente raggiungibile per gli investitori e per i grandi brand a causa della loro frammentarietà.
Come funziona nel dettaglio? Il blog che aderisce al network include nelle proprie pagine posizioni pubblicitarie fornite da Liquida. Sui blog del network verrà proposta la stessa pubblicità presente su Liquida, che acquisterà l’intero bacino di traffico disponibile su ogni blog, garantendo al blogger un “ricavo fisso” per pagina.
Da un po’ di giorni con altri avventurosi o fortunati si sta cercando di testare la versione Alpah di Blognation, aggregatore di contenuti realizzato da Telecom con appunto il team di Blognation. L’interfaccia è molto Liquida style, per capire meglio come siano gestiti i contenuti ci vorrà un po’ di tempo.
Celentano alla conquista di BoingBoing. Oltre a far sorridere, la notizia rivela uno degli aspetti più interessanti di Internet: la capacità di far accedere le generazioni al sapere e di scambiare opinioni su eventi che cronologicamente, geograficamente e culturalmente appartengono a mondi diversi. Senza barriere e preconcetti.
I commenti arrivati su Boing Boing al video di “Prisencolinesinanciusol” sono forse una delle migliori recensioni spontanee e collettive mai avute da Celentano. E sicuramente un riconoscimento importante per il nostro Adriano, che a distanza di tanti anni sembra vivere una seconda giovinezza in Rete, su uno dei blog più proiettati verso il futuro e con degli utenti sicuramente molto evoluti e sempre in cerca della novità.
Sta proseguendo ormai da qualche giorno un dibattito – un nodo venuto al pettine, diciamo – sulla scarsa qualità della produzione intellettuale e di contenuti nella parte italiana della rete: io almeno ci leggo questo, ma ci sono molte sfumature. Benché in molti ci avessimo girato intorno, Giuseppe Granieri ha coniato il termine “blogosfera molle”, e altri hanno detto la loro, più o meno condividendo. Forse la sintesi più facile è quella per cui la mollezza di un paese non può che generare mollezze, anche in rete: ma è una sintesi molto preoccupante, perché fino a poco fa ci eravamo raccontati che a risollevare il paese dalle sue mollezze potesse essere solo un luogo nuovo come la rete. E che riporta all’ipotesi che la retroguardia si mangi le avanguardie, piuttosto che venirne trascinato avanti.
Ignara dei recenti ed imbarazzanti confronti di audience tra Italia.it e mezza blogosfera italiana, Michela Vittoria Brambilla giovedì scorso ha sentenziato in diretta e senza tema di smentita lo straordinario successo in termini di visitatori di Italia.it:
A questo punto attendiamo fiduciosi i grafici di Google Analytics.