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Vittorio Pasteris

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Shoe attack

* 15 dicembre, 2008 * Ironia, Mondo * 0 commenti


Per sbizzarrirsi personalmente a lanciare scarpate a Bush

A lezione di Giornalismo da Rupert Murdoch: muovendosi dietro alberi morti

* 19 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

A spiegare che succederà nel futuro del giornalismo ci voleva Rupert Murdoch che di mestiere fa l’editore, che non è per niente amato dai suoi giornalisti, ma che ha le idee chiarissime sul futuro dell’informazione (e non si può che dargli ragione) Trascrizione del suo intervento da Vittorio Zambardino

Today I would like to talk with you about a subject that always gets certain journalists going: the future of newspapers, and it’s a subject that has a relevance far beyond the feverish, sometimes insecure collection of egos and energy that is the journalistic profession.

Too many journalists seem to take a perverse pleasure in ruminating on their pending demise. I know industries that are today facing stiff new competition from the internet: banks, retailers, phone companies, and so on. But these sectors also see the internet as an extraordinary opportunity. But among our journalistic friends are some misguided cynics who are too busy writing their own obituary to be excited by the opportunity.

Self-pity is never pretty. And sometimes it even starts in journalism school—some of which are perpetuating the pessimism of their tribal elders. But I have a very different view.

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Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti

* 5 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Quando leggerete questo post il senatore Barack Obama sarà stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Si tratta del primo presidente di colore o per dirla politically correct afro americano degli USA. Un nuovo presidente democratico dopo  10 anni di disastri Bush.
Questo blog ha sostenuto da tempi non sospetti la candidatura alla presidenza di Obama. Perché si sentiva da subito la novità della sua proposta per il cambiamento che è la sua promessa del futuro.

A ben riflettere non si tratta di un “vero” afroamericano: i nonni di Obama non sono figli di piantatori di cotone del sud degli Usa, gente portata a forza nel pieno colonialismo. Obama è un presidente etnicamente “globale”. Figlio di Mamma Africa, del Kenia che speriamo gli rimarrà nel suo cuore anche da Presidente, ha vissuto e conosciuto nell’Oriente, nelle Haway,  nell’America profonda. Questo essere nuovo e globale lo ha fatto vincere contro un McCain vecchio e locale.
Obama sembra voler spiegare che la politica è una cosa per la gente e della gente, non dei furbetti e dei falsi. Una bella sberla concettuale contro il mondo politico dominante in Italia, ma anche a una parte dei perdenti delle recenti elezioni.

Obama piace e convince perché ha saputo unire l’intelligenza e la preparazione con caratteristiche non comuni nei politici di oggi. Un carisma non comune, che deriva della sua vis oratoria non comune, quella dei grandi predicatori  di colore con quel vocione profondo che emoziona. Obaama piace perché è giovane, perché è veramente un self made man, uno che è cresciuto da una famiglia non ricca e pure piuttosto sfigata.

Obama piace perché è un democratico illuminato che pare affidabile. Non un santo, ma neppure un semi dio ruffiano come John Kennedy che figlio di ricchi bostoniani da un lato parlava come un papa buono, dall’altra correva maniacalmente dietro a tutte le possibili gonne in movimento…

Obama ha saputo usare internet per costruire una rete di volontari, per reperire fondi, per comunicare come nessun politico prima di lui.

Obama rischia anche di ottenere un risultato non comune: far piacere gli americani ai molti che dopo anni di pensiero Bush continuano a pensare che non siamo i padroni benevoli del mondo , ma un pericoloso circolo di guerrafondai narcisi. Mentre noi in Italia ci teniamo Berlusconi e i suoi ancora per un po’ di anni.

Nota: Questo post  è stato scritto il 31 ottobre a partire alle ore 20.15

Google vota Obama

* 21 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

via WSJ

Google Inc. Chief Executive Eric Schmidt will hit the campaign trail this week on behalf of Democratic presidential candidate Barack Obama, signaling Mr. Schmidt’s push for a greater voice in politics while giving the Obama campaign a boost from a highly desirable constituency.

Google Chief Executive Eric Schmidt in Washington earlier this year. He has advised the Obama campaign on technology and energy issues.

Although the Internet-search company has numerous issues pending on Capitol Hill, Mr. Schmidt said in an interview that “I’m doing this personally,” adding that “Google is officially neutral” in the campaign.

Mr. Schmidt said his planned endorsement of the Illinois senator is a “natural evolution” from his role as an informal adviser to the Obama campaign.

The Google chief plans to join executives from other technology companies to announce their support for Sen. Obama. Sunday, Sen. Obama received an endorsement from Colin Powell, who was President George W. Bush’s first secretary of state.

Il duello è Obama-Palin

* 5 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Maurizio Molinari su Lastampa.it


Paragonandosi a un «pit bull con il rossetto» nel discorso che restituisce carica ai conservatori Sarah Palin rovescia la campagna: sebbene il candidato dei repubblicani sia John McCain l’esito finale sarà deciso dal duello fra lei e Barack Obama, fra una donna bianca dell’Alaska e un afroamericano delle Hawaii.

Tanto McCain che Joe Biden, vice di Obama, hanno le radici nei rispettivi partiti e sono volti noti dell’establishment di Washington da oltre trent’anni mentre Obama e Palin sono outsider che vengono dall’estrema frontiera del Pacifico, senza un passato nelle nomenklature e incarnano categorie – donne e afroamericani – mai entrate alla Casa Bianca. Soprattutto, tanto Sarah che Barack riescono a far sognare una nazione stanca della politica tradizionale, afflitta dalla «Bush fatigue». Il sogno nasce dalla rivoluzionaria normalità dei candidati: la famiglia tutta afroamericana di Obama sul palco di Denver e quella di Palin a St Paul con un bimbo down, una figlia incinta non sposata e un marito inuit. Ma le similitudini fra la governatrice che va a caccia di alci, ama l’hockey, antiabortista e con un figlio in partenza per l’Iraq e il senatore che vuole limitare il porto d’armi, giocatore di basket, pro-aborto e fautore del ritiro da Baghdad finiscono qui.

Obama for president è una realtà

* 29 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Pochi ci credevano due anni fa, qulacuno in più lo scorso anno, oggi è realta. Il senatore dell’Illinois Barack Obama è il primo afroamericano candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America. E’ soprattutto il candidato delegato di chiudere otto anni da incubo con quel clown di George Bush.
Un brano dell’intervento di Obama alla convention democratica 2004 che rivelò il suo talento e il suo futuro politico.

La morte di George Bush

* 27 agosto, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Ieri sera la7 ha riproposto Death of a President un documentario che ricostruisce minuziosamente gli eventi legati a un finto assassinio di George W Bush che il film racconta essere avvenuto il 19 ottobre 2007.

E’ un film stranissimo, tecnicamente straordinario per il piglio da documentario maniacale che ricostruice fatti finti e e paranoie vere dell’america del post 11 settembre.

Ma è anche un film inquietante perchè dimostra come con gli stumenti tecnologici a disposizione, con una buona tecnica di montaggio, con un ritmo incisivo sia possibile costruire dell’informazione falsa assolutamene verosimile.

Una specie di Guerra dei mondi di Orson Welles da tempi moderni

Autocrazie pericolose e errori del turco

* 16 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via NoiseFromAmerika

L’autocrata che governa l’Italia sta, ancora una volta, generando enormi costi pubblici per proteggere i propri interessi privati. Gli esempi vanno ben aldilà della progressiva macerazione del sistema giudiziario: bastino, in ciò che va del 2008, il caso Alitalia e la conferma “telefonica” della collusione RAI-Mediaset. Il Bel Paese sta diventando sempre di più un’anomalia, ma l’opinione pubblica “che conta” non sembra farci caso, tantomeno preoccuparsene. A leggere i giornali e ad ascoltare televisione e radio si ha l’impressione che il responsabile della deriva nazionale sia un tal Antonio Di Pietro …

Consapevole che, in Italia, i fatti raramente scalfiggono le opinioni politiche ricordo, fra i cento possibili, due fatti recentissimi. L’amministrazione Bush ha ritenuto appropriato presentare alla stampa il signor BS con una biografia che iniziava così:

Il premier italiano è stato uno dei piu’ controversi leaders nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. [...]

Che Bush abbia poi “smentito”, nulla toglie al fatto che dei funzionari di una amministrazione di destra ritengano del tutto consona una tale descrizione di BS, e dell’Italia.

Un signore fino all’ultimo

* 4 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che il presidente George W. Bush assisterà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino.

La decisione di Bush, a suo tempo annunciata, ha suscitato critiche da chi teme che possa incoraggiare Pechino a portare avanti le sue violazioni dei diritti umani.

Oggi le comiche

* 13 giugno, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Silvio Berlusconi si è lasciato un po’ troppo andare nel godimento di ritrovarsi a Roma il suo amicone George Bush presidente uscente e non rimpianto degli Usa. Ci faremo due risate quando a sedere alla casa Bianca sarà un afroamericano e Berlusconi dovrà preparare scenette da realizzare con lui.

L’eccessivo godimento gli ha fatto perdere il nuovo austero stile politico “tipo padre della patria” per ridarsi a delle uscite modello oggi le comiche che fanno ridere uscite dalla bocca del capo del governo di un paese serio.

Caro George permettimi di dire che sei una persona rara e che ho apprezzato il tuo coraggio e la tua visione del mondo in tutti questi anni e quello che hai saputo offrire come idee e come ideali
Dio ci liberi

Esprimo solo una personalissima preferenza per il candidato repubblicano, perchè così non sarò io il più vecchio nel prossimo G8
Grossa analisi politica

Non mente mai e sa sempre dare amicizia. Grazie per quella che hai dato a me e quello che hai voluto concedere al mio Paese
Moltissimi ne avrebbero fatto alla grande a meno

I rapporti tra Italia e Stati Uniti “non hanno mai raggiunto un tale di livello di eccellenza in passato
In effetti dopo la Liberazione erano ancora più subordinati

Nel frattempo Papa Woytila si rigira tristo nella sua tomba sotto San Pietro a vedere il colloquio amichevole con papa Ratzinger e la passeggiata nei giardini vaticani del signore che ogni giorno riempie il mondo di ordigni e morti.

Al voto, al voto !

* 5 febbraio, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Come tutti o quasi si aspettavano il mandato esplorativo di Marini è finito con un nulla

La destra aveva oramai capito che poteva permettersi la linea dura

La sinistra ha cercato di far prevalere il buon senso, ma non aveva numeri

E allora si voterà a inizio aprile. Non è il casodi farsi prednere dal panico: Berlusconi e i suoi sono conosciuto oramai all’estero (come comici fondamentalmente) Bush e i suoi amici sono in caduta libera.  Se davvero le forze sensate del centro sinistra lo vogliono hanno il tempo di mettere da parte le baruffe e le menate, compattarsi politicamente in massimo due partiti, eliminare eventuali mine vaganti Mastella style dalla coalizione e pensare a un vero futuro politico sensato e nuovo.

Sarà impontante capire il ruolo che avranno Grillo e  i suoi in questa campagna elettorale e nelle camere che usciranno dalle prossime elezioni.

Se invece vincerà il centro destra ci vorrà molta pazienza: 5 anni di legislatura e un paio di anni per sanare le cose fatte durante il loro governo, durante il quale una cosa è certa: si pagheranno meno tasse, e non si capisce come fara quindi a tirare avanti lo stato, salvo far ricrescere a dismisura il debito pubblico.

Dall’Iowa verso Washington

* 3 gennaio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Parte l’incertissima corsa per la presidenza Usa, grazie a dio inizia il dopo Bush.
Potete seguirla anche nello speciale elezioni Usa 2008 di Lastampa.it.

Il preferito del bloggante: Barack Obama

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