Obituary: Socrates
E’ morto Socrates per essere precisi Socrates Brasileiro Sampaio De Souza Vieira De Oliveira.
Così lo racconta Darwin Pastorin
Il dottor Socrates, oggi, a San Paolo del Brasile, gioca a pallone soltanto con gli amici («sempre più rari, sempre più cari», per dirla con Giovanni Arpino): si dedica, piuttosto, a curare i bambini poveri e a mettere alla gogna il pallone degli affari e degli scandali dalle colonne della prestigiosa rivista «Placar». Socrates è stato, nel variegato circo calcistico, un personaggio unico. Un libero pensatore, un filosofo, un uomo schierato a sinistra. Quando giocava nel Corinthians paulista fu il principale artefice della “democrazia corintiana”: il primo tentativo di gestire una squadra in maniera sindacale, collettiva. A decidere la formazione erano i giocatori, riuniti in assemblea. Socrates giocava al football in maniera strepitosa: alto, magro, aveva nel colpo di tacco la sua specialità. Un quotidiano brasiliano titolò a nove colonne: “Ecco il tacco che la palla chiese a Dio”. Nel mundial di Spagna dell’82, nella fatidica sfida del Sarrià contro gli azzurri del rinato Pablito Rossi, realizzò una rete a Zoff. Alla fine, disse soltanto: «E’ una sconfitta, non un dramma. I drammi nella vita sono altri». E parlò delle favelas, dei bambini e delle bambine di strada, del “sertao” (la zona incoltivabile del Nordeste).
Gooooool a Coverciano
Improbabili acrobazie sul campo di allenamento della nazionale a Coverciano (fotografo ufficiale CFDP)

Ivan il terribile condannato a 3 anni e 3 mesi
È stato condannato a tre anni e tre mesi Ivan Bogdanov, uno dei quattro ultrà serbi processati oggi con rito abbreviato per gli scontri allo stadio Ferraris di Genova che provocarono la sospensione della partita Italia-Serbia del 12 ottobre scorso.
Le conseguenze del non mercato televisivo italiano: Dahlia TV in liquidazione
Il gruppo Mediaset, per il momento, sta a guardare sulla situazione dei diritti sul calcio che Dahlia tv potrebbe essere costretta a restituire alla Lega. È quanto ha affermato il presidente Fedele Confalonieri rispondendo a una domanda a margine del convegno inaugurale del congresso della Fnsi a Bergamo. A chi gli chiedeva se il gruppo fosse interessato a rilevare i diritti delle partite di serie A in caso si rendessero disponibili, ha replicato: «non so niente, ci penseremo».
Intanto l’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha emesso un comunicato stampa che mette in guardia gli abbonati e suggerisce come comportarsi. “Dahlia Tv è in liquidazione, e ora a rischiare sono gli utenti/tifosi che hanno già pagato per vedere tutte le partite del campionato (di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria, Udinese, per la Seria A, e tutta la Serie B). Se i cattivi presagi si concretizzassero, questi utenti/tifosi aggiungerebbero a quelli di Fiorentina e Palermo, già beffati da Dahlia: avevano accettato abbonamenti annuali dietro la promessa di vedere le partite delle proprie squadre, poi trasmesse da altra emittente sul digitale terrestre.
Quel gran signore di Ibra
Battibecco in diretta tv tra Zlatan Ibrahimovic e Arrigo Sacchi dopo la vittoria del Milan contro l’Auxerre, firmata proprio dallo svedese. Scherzando Sacchi dice che se Ibrahimovic non avesse il 47 di piede non sarebbe arrivato sulla palla spizzicata da Kevin Prince Boateng in occasione del primo gol. La reazione dello svedese spiazza tutto lo studio di Mediaset Premium: «Sacchi deve imparare a stare zitto – attacca l’attaccante -. Se deve dire qualcosa deve venire da me, non in tv. Non deve permettersi di criticare, se ha qualcosa contro di me, che venga a dirmelo».
L’ex ct della nazionale ha replicato: «Io esprimo i miei giudizi con correttezza». Lo svedese ha poi sostenuto che Sacchi lo ha criticato troppo ai tempi del Barcellona e ha rincarato la dose «Se non ti piace come gioco non guardarmi. Quando uno parla troppo, parla troppo e tu sei uno di quelli», ha replicato ancora lo svedese. «Guarda ti spiego», prova a dice ancora Sacchi, rompendo un silenzio imbarazzato. «Non mi devi spiegare nulla» taglia corto lo svedese. Chiude poi il responsabile delle giovanili dell’Italia: «Dovrai imparare l’educazione».
26 dicembre, 2011






















