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Vittorio Pasteris

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La casta salva Cosentino

* 12 gennaio, 2012 * Diritti, Italia * 0 commenti

Via Dazebao

Con 309 voti contrari e 298 favorevoli su 607 votanti, la Camera a scrutinio segreto ha respinto la richiesta di autorizzazione all’arresto nei confronti del deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Così il deputato classe 1959, nato a Casal di Principe e secondo il boss pentito Carmine Schiavone punto di riferimento politico dei Casalesi continuerà ad essere il coordinatore Pdl per la Campania, anche se lo stesso Cosentino ha annunciato le sue intenzioni a dimettersi, purchè siano i vertici di partito a deciderlo. Insomma le cose non cambiano o comunque non si vogliono cambiare, tant’è che ben 22 deputati non hanno neppure partecipato al voto, quattro dei quali erano in missione, mentre i sei radicali si sono opposti all’arresto pronunciando il loro “no”.

Ancora una volta la giustizia, i magistrati napoletani che hanno indagato escono sconfitti da un epilogo per tanti versi scontato. La Casta Politica salva ancora il “collega” di turno per il quale non si potrà procedere penalmente, almeno finchè ricoprirà il suo ruolo istituzionale. Eppure le accuse rivolte a Cosentino non sono proprio all’acqua di rose; partono dal 2008, anno in cui sempre Schiavone parlò di un patto elettorale tra camorra e l’esponente politico, che una volta eletto avrebbe svolto un ruolo decisivo per la “famiglia”.

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La casta bianca

* 31 dicembre, 2008 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Paolo Cornaglia Ferraris è un medico genovese che aveva già scritto camici & pigiami sullo sfascio di una parte della santà italica.

Ora esce il suo nuovo libro La Casta Bianca.

Giornalismo professionale. Online ?

* 23 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via comunità digitali

I giornali non sono la loro carta. Ma non è detto che ci sia bisogno di persone che lavorino esclusivamente come giornalisti. Anzi.

Che fare? Per la mia generazione (discalimer: sono un giornalista professionista, vivo con questo lavoro, meno di trent’anni) si tratta di scegliere e di inventare nuove strade. L’”assunzione”, il “posto fisso” è una questione che riguarda pochi. Per molti si tratta di creare alternative. Alcune cose che mi sembrano importanti.

- il giornalismo come bene pubblico: il giornalismo aiuta la democrazia. Permette il pluralismo. Consente alle voci di esprimersi. Difendere il giornalismo ( e le condizioni necessarie per farlo) non è una questione di categoria, ma una questione che riguarda principi fondamentali. Beppe Grillo ha fatto bene a denunciare i contirbuti pubblici all’editoria. Altri hanno fatto male a non spiegare perché è importante la sopravvivenza di più giornali. E si sono arroccati nella casta.

- giornalismo e tempo: se il tempo è la risorsa scarsa del XXI secolo, i giornalisti dedicano il loro tempo ai lettori per aiutarli a orientarsi nel mondo. Fanno risparmiare tempo e (se sono bravi) aiutano a viverlo meglio, più consapevolmente. Non mi semra poco.

- giornalismo e lavoro: per la mia generazione è fondamentale puntare sull’arricchimento professionale e (se possibile) umano. Perché non è detto che chi ora fa questo lavoro, lo farà (per) sempre.Sviluppare alternative e capacità da utilizzare in altri contesti: la conoscenza dell’inglese, saperi specialistici, contatti esterni all’ “ambiente”…gli editori potrebbero tenerne conto, è un investimento che vantaggioso anche per loro. Le “macchine umane” non convengono molto nell’epoca dell’economia della conoscenza…

- giornalismo e qualità della vita: se, come sembra, la flessibilità lavorativa non sarà affatto momentanea, occorre sviluppare un sistema per la tutela sanitaria e assicurativa di chi lavora come precario. E se le previsioni degli analisti si avvereranno, i prossimi mesi qui in Italia saranno duri. Ogni crisi resta un’opportunità. Ma tocca a noi, non a altri, fare qualcosa.

Immunità parlamentare vaselinata

* 19 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Alessandro Gilioli

E’ abbastanza singolare come questo paese, dopo aver sbraitato un annetto contro i privilegi della famosa Casta, ora ingoi come niente pure il ritorno dell’immunità parlamentare.

Verrebbe da pensare che quello contro la Casta è stato giusto un gran colpo di tosse, rumoroso e a tratti violento, ma senza conseguenza alcuna per la salute della medesima Casta e, soprattutto, senza alcun effetto nel rapporto tra rappresentati e rappresentanti. Sembra sempre che in Italia si vada a scossoni morali-umorali, tanto indignati e rissosi quanto di breve durata.

Poi, a settembre, arriverà l’onda lunga della crisi, della recessione. Allora ci accorgeremo che molte cose non vanno nelle nostre tasche – e gli stipendi non bastano, e l’inflazione viaggia sopra le alchimie di Tremonti, e la poverty card è un’elemosina da 90 centesimi al giorno, e i consumi hanno il segno meno, magari vedremo perfino le file davanti alle banche a ritirare quel ch’è rimasto.

Il festival del refuso

* 1 giugno, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Nasce il festival del refuso: per un anno i lettori di tutti i giornali d’Italia potranno inviare al Museo della Stampa di Mondovì indicazioni sugli errori, i doppi sensi, che hanno trovato più divertenti o più curiosi. Il progetto è stato lanciato il 25 maggio a chiusura delle due giornate dedicate alla Gazzetta del Popolo per i 160 anni dalla sua fondazione.
A farsene promotore il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, Sergio Miravalle, il cui intervento ha chiuso il dibattito sull’informazione locale. «Non è vero che quella dei giornalisti è una casta – ha detto tra l’altro – ma una categoria di gente che lavora. E che ha senso dell’autoironia».
Vocazione umoristica che si sposa bene con un’ iniziativa che fa dello sbaglio, che sia esso semplice errore di stampa o battitura o frutto di sbadataggine o, più gravemente, di ignoranza, un modo per prendersi un pò in giro. Nel giornalismo sempre più affannato di questi tempi, gli scivoloni linguistici sono sempre dietro l’angolo. Una commissione di giornalisti esaminerà quelli più grossolani o più divertenti sui quali i lettori si contenderanno dei premi messi in palio

Informazione pulita

* 11 maggio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Bernardo Parrella

Informazione PulitaNei giorni scorsi, su incitamento dell’amico Carlo Gubitosa, è partita la campagna online per una Informazione Pulita in Italia. Rilanciando l’ampio interesse suscitato dal libro La Casta dei Giornali di Beppe Lopez,  l’iniziativa puntualizza fra l’altro, citando il testo iniziale di Carlo:

“i soldi che escono dalle nostre tasse per finire nelle tasche di chi fa cattiva informazione sono un problema sicuramente grave e serio, ma purtroppo non l’unico: le malattie dell’informazione si intrecciano e aggrumano in una metastasi culturale ormai molto difficile da curare.” Una campagna propositiva e aperta a tutti, dunque, con pochi ma cruciali obiettivi concreti. Si chiede che: i finanziamenti alle imprese editoriali siano stabiliti dai cittadini in base a indicazioni espresse nella dichiarazione dei redditi con un meccanismo simile a quello del cinque per mille; l’accesso all’Ordine professionale dei Giornalisti venga aperto a tutti coloro ne facciano richiesta praticando a qualunque titolo e con qualunque mezzo l’attivita’ giornalistica; le cariche direttive all’interno della Rai vengano determinate con elezioni pubbliche e aperte a tutti i cittadini, e non in base alle indicazioni dei partiti.

Soldi pubblici e giornali: il punto di Beppe Grillo

* 11 gennaio, 2008 * Senza categoria * 2 commenti

Continuando una raccolta di materiale utile sulla discussione di periodo: il Grillo pensiero a proposito dei finanziamenti pubblici ai giornali

NOT EMBEDABLE

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The dark side of BG e i problemi del giornalismo italiano

* 10 gennaio, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Premettendo che Beppe Grillo sta facendo, un po’ troppo a spallate ma quando ci vuole ci vuole, un grande lavoro per “visualizzare” importanti problemi dell’Italia. Al momento non è riuscito a risolvere nulla, forse non è neppure il suo ragionevole obiettivo, ma ha avuto anche la capacità di fare da ariete o paladino contro brutture, storture, clientele … e la capacità visionaria di capire l’importanza della rete per comunicare al grande pubblico.

Premettendo che “la casta giornalistica” in Italia è piena di problemi al suo interno e deve per amore o per forza trovare la capacità di rinnovarsi e ripulirsi per evitare il rischio di perdere credibilità e scomparire definitivamente sotto la “possente spallata” dei media elettronici.

Premettendo che oggi in Italia ci sono sicuramente giornalisti cialtroni, venduti e vergognosi, ma anche ottimi professionisti, non necessariamente i più visibili e famosi, che lavorano con grande capacità e deontologia, spesso rischiando la propria pelle per fare bene il loro lavoro.

Premendo questo e altro … Occorre leggere con attenzione e senza preclusioni, se possibile, la storia della tentata intervista di Alessandro Giglioli a Beppe Grillo

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Il meglio del 2007: il libro

* 28 dicembre, 2007 * Senza categoria * 0 commenti

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
La casta

Una legge per l’editoria nata già vecchia

* 22 ottobre, 2007 * Senza categoria * 0 commenti

Dal Blog di Webnews
L’aspetto più grave della nuova proposta di legge per l’editoria è che nasce già vecchia perché è una legge nata e pensata intorno all’editoria cartacea tradizionale e con pochissimi riferimenti orientati al vero futuro dell’editoria nel digitale e nel multimediale.

Si tratta quindi sostanzialmente di una legge di conservazione e di mantenimento per difendere e tutelare gli status quo attuali dell’editoria cartacea. Le caste difese sono soprattutto gli editori di giornali e soprattutto gli editori di giornali di partito, ovvero i partiti stessi, che ricavano dalla esistenza in vita dei loro giornali ideologici finanziamenti per la loro sussistenza.

Un’altra casta che cerca di portarsi alla pensione con una legge del genere è quella dei giornalisti oramai fuori mercato per competenze tecniche o per conoscenza del nuovo media, che già cercano di ostacolare nei fatti l’accesso alla professione di giovani pericolosamente dotati di numeri nel nuovo mondo editoriale e con una legge conservatrice come l’attuale possono vivacchiare per ancora qualche anno.

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Blogosfera = casta ?

* 17 settembre, 2007 * Senza categoria * 0 commenti

Evidentemente poco è cambiato … se Gigi Cogo scrive

Forse no! E qui sta il vizio della “casta”. Tutto italiano. Nel nostro DNA e, purtroppo, inconsapevolmente nel DNA dei giovani più promettenti.
La ricerca del consenso, dell’ ammirazione e la presunzione di influenza sono, a mio modo di vedere, patetiche. Ma, o sei dentro o sei fuori! La blogosfera è spietata.

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Per favore non definitemi giornalista

* 18 maggio, 2007 * Senza categoria * 2 commenti

Un favorino tenero tenero Pregherei di evitare di citare il bloggante in futuro e se possibile nel passato come “Vittorio Pasteris giornalista” per una serie di ragioni:

  • è vagamente riduttivo
  • l’attività strettamente giornalistica occupa una parte ridotta del mio tempo
  • i giornalisti in quanto casta non sono propriamente ben visti

Basta Vittorio Pasteris … perchè affibbiare per forza una definizione ? Così è se vi pare