Un omino con le ruote
Sono cresciuto con il mito di un uomo che non ho mai visto vivo. Quando sono nato Fausto Coppi era già morto, ma tutti in famiglia mi hanno sempre parlato di lui come di un eroe, di un uomo che aveva vinto tutto sulla bicicletta e poi era andato a trovare la morte per delle zanzare dell’Africa. Era un mito buono, mite e silenzioso per una generazione che non aveva ancora vissuto appieno gli agi del boom economico. Penso di aver letto su Copppi più di ogni altro sportivo. La mia prima bicicletta da corsa aveva il suo marchio: Bianchi e ne ero orgogliosissimo. E’ probabilmente lo sportivo italiano con il maggior numero di lapidi e monumenti che lo ricordano, con una corsa straordinaria che lo celebra
Era un campione vero che correva su strade pazzesche senza troppi beveroni. Un fisico nato per correre i bicicletta, con ossa troppo fragili, ma con un sistema cardio circolatorio da marziano. Aveva il suo alter ego in un toscanaccio fortissimo che si chiamava Gino Bartali. Erano un coppia incredibile.
Quando un uomo, soprattutto nello sport, muore troppo giovane per essere vecchio è difficile capire quanto la sua grandezza dipenda dalla sua morte precoce o dalle sue imprese. Fausto Coppi è stato un mito per quello che ha fatto e per quello che ha rappresentato nella società dei suoi tempi anche con scelte che ha saputo fare. Lui che era nato su un cocuzzolo dell’alessandrino aveva saputo schierarsi contro la società perbenistica dei tempi. La società non ancora laica e intrisa di cattolicesimo puritano. Per questo quando sento questa canzone di Gino Paoli sento le lacrime che scendono giù. Certo che Gino Bartali era molto più simpatico …
Oggi saremo a Castellania e Novi Ligure a 51 anni dopo la sua morte per ricordare Fausto … e Gino
50 anni fa moriva il campionissimo
Fra qualche giorno, il 2 gennaio, moriva Fausto Coppi
Dal forum del Bracco Italiano al massacro di Mumbay
Il livornese Antonio Di Lorenzo, l’italiano rimasto ucciso nell’attentato terroristico a Mumbai è stato ucciso da una granata all’interno dell’hotel Oberoi.
Il figlio Massimiliano quando i terroristi sono entrati in azione è riuscito rocambolescamente nella sua stanza d’hotel e a raccontare in tempo reale sul forun del sito Il Bracco Italiano la situazione fino alla tragica scoperta della morte del padre.
Sono vivo, per miracolo.. ero nella hall quando sono entrati, mi hanno sparato addosso ma sono riuscito a ripararmi ed a scappare appena possibile.. morti vicino a me, sangue dappertutto..
non trovo piu mio padre. sto male.. ma non sono ferito. Ero al trident quando sono entrati.. scappavamo mentre persone mi cadevano vicino.
…
Mumbai e’ il nuovo nome di bombay, io ero al trident hotel .. luogo di attacchi, ho visto morire accanto a me, li ho visti entrare con i fucili e sparci addosso, mi sono nascosto mentre sparavano, correndo… ho visto di tutto, non posso raccontarlo.. sono sveglio da ore, adesso pero’ non ho notizie di mio padre.. sono distrutto, incredulo, ho gli spari e le bombe che mi scoppiavano vicino… urla, e; tutto un incubo… e; tutto irreale…
Dar, stiamo leggendo notizie dal sito della Farnesina…non sappiamo il nome del papà ma c’è stata una vittima italiana ed il cognome è quello di Massi. Ovviamente può essere un caso di omonimia…non sappiamo…e non possiamo scrivere di notizie NON certe.
Poi Massimiliano scopre le notizie della morte del padre. Un unico drammatico commento
dio
Su Facebook commenterà
Spari ovunque, uomini che cadevano, urla, codardi di merda. Non e’ stata una bomba a portarmi via mio padre ma un colpo di un codardo schifoso.
Nella Mumbai militarizzata Massimiliano ha trovato aiuto e conforto nel “suo” forum sul bracco italiano, anche se nessuno oramai gli darà il padre ucciso.
Capezzone il ribaltonista smemorato
Capezzone oggi continua a farmi venire l’orticaria perché è ancora come era prima: uno che dice qualunque cosa, anche la più democratica, con il piglio e la fermezza di un despota totalitario. Quell’instancabile voglia di tirare in mezzo, di convincere, di prendere fisicamente per la giacca, che è sempre stata di Emma Bonino e Marco Pannella, in Capezzone non c’è mai stata. Al contrario Capezzone cerca di annientare l’avversario, di sovrastarlo, di asfissiarlo nell’edera velenosa della sua retorica barocca anzichenò.
…
Cambio di paradigma needed
Un grandissimo al solito Vittorio Zambardino per aver riassunto in poche parole tutto quello che ci serve
Oggi (ieri) e domani a Urbino c’è il Festival dei blog. Non è la prima edizione. Ma quest’anno c’è più di un motivo per dire che sarebbe il caso di sconvolgere l’agenda e rinunciare a rituali di recente formazione ma già molto consolidati e che si prendono maledettamente sul serio.
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Tesi: il giro di boa
La tesi che si sostiene qui è molto semplice: una crisi che brucia in pochi giorni l’equivalente del PIL statunitense di un anno non è una bolla che scoppia. E’ un giro di civiltà, una boa che si tocca per invertire la direzione di marcia, un fatto che rende non assurda l’affermazione che il web 2.0 si avvia alla sua fine.
Fine, ma intesa non come esaurimento dell’attività di blogging, della condivisione, della “vita sociale” in rete. A meno di uno sconvolgimento davvero apocalittico, quell’aspetto continuerà a vivere. E qui, come persone e come sito, ci sarà sempre visibilità e sostegno.
Il Senato USA approva il salvataggio
Via Luca Debiase
Una maggioranza schiacciante di democratici e repubblicani ha approvato il piano di salvataggio della finanza americana da 700 miliardi di dollari che aumenta il debito pubblico e nazionalizza le perdite delle banche e dei loro creditori, impedendo il temuto fallimento di molti istituti di credito e bloccandone le conseguenze possibili sui risparmiatori e le imprese. La Camera aveva respinto la manovra proposta dal governo. Il Senato l’ha approvata solo dopo avere introdotto significativi emendamenti compensativi: meno tasse per i contribuenti della classe media, più garanzie per i correntisti e più sostegno per i proprietari di case. Gli emendamenti costeranno 150 miliardi di dollari. Solo 40 miliardi di minori spese pubbliche. Vedi New York Times.
Le modifiche si vedono. Il piano che era stato presentato dal Tesoro era di 3 pagine. Il testo approvato dal Senato è di 450 pagine. Tra le altre modifiche si fa notare l’introduzione di un tetto ai compensi dei manager delle istituzioni che accederanno al piano di salvataggio.
Le modifiche sono state necessarie per far passare un piano che sembrava fatto apposta per salvare non l’economia ma i banchieri, responsabili del disastro. Le leggi che nel tempo hanno liberalizzato il mercato finanziario sono state sfruttate dai finanzieri per inventare ogni sorta di marchingegno finanziario volto a suddividere il rischio finanziario in pacchetti da rifilare ai risparmiatori di tutto il mondo, aumentando la propensione al rischio delle banche e dunque aumentando la rischiosità del debito. La quantità di capitale artificialmente generato attraverso questo esasperato effetto leva ha invaso il mercato, distorto ogni logica economica e concentrato un enorme potere nelle mani dei finanzieri: un potere che è esploso tra le loro mani.
I senatori americani hanno approvato il piano di salvataggio per evitare le conseguenze immediate dello scoppio della finanza americana sull’economia reale, solo dopo aver ottenuto soldi anche per la classe media e i correntisti che temevano di veder evaporare i loro risparmi depositati in banche che rischiavano il fallimento.
Il deserto degli Avatar
Bruno Ruffilli su Lastampa.it
Sembrava l’alba di un nuovo mondo, Second Life. Sembrava che per internet stesse arrivando un’ondata di entusiasmo come alla fine degli anni Novanta, quando gli investitori si lanciavano sul web con capitali e personale, anche se con le idee un po’ confuse. Sembrava una nuova rivoluzione culturale, che richiamava titoli su giornali e riviste, oltre che libri a non finire.
E invece. La bolla è scoppiata: sono quasi quindici milioni gli iscritti in tutto il mondo, ma solo 460 mila quelli che si sono connessi almeno una volta nell’ultima settimana. E soprattutto aumentano le aziende che chiudono le sedi aperte appena qualche mese fa con grande dispiego di comunicati stampa: in silenzio però, perché ormai Second Life non fa più notizia. E’ stata prima una curiosità, poi un’opportunità economica e un mezzo per acquistare visibilità. Infine, dopo qualche scandalo amplificato più o meno ad arte, sul mondo inventato nei Linden Labs è sceso il silenzio.
Fortezza digitale
Su Melablog e su DarkApples si discute della supposta inviolabilità del firmware 2.0 di Iphone
Nel corso della settimana appena trascorsa ha fatto il giro della rete italiana una interessante analisi di un gruppo italiano, denominato DarkApples, riguardante le prospettive di violabilità del nuovo firmware 2.0 di iPhone e iPhone 3G che, come sappiamo, sarà rilasciato il prossimo venerdì.
La base di questo ragionamento risiede nella presenza, tanto nel modello originale quanto in quello che sta per essere lanciato, della tecnologia TrustZone.
“L’integrità del sistema viene protetta da manomissioni e falsificazioni grazie a una sofisticata tecnica crittografica che impedisce a emulatori software (ad esempio driver) di avviare una transazione sicura con un programma, un dispositivo hardware o un sistema remoto. Ciò sarà realizzabile mediante una coppia di chiavi RSA a 2048 bit che identifica univocamente ogni TPM. Tale coppia di chiavi, detta Endorsement Key (”Chiave di approvazione”), è diversa per ogni chip e viene generata al momento della produzione del chip. In alcuni casi, ma non sempre, è revocabile (e dunque modificabile) solo con una password fornita dal produttore. Il TPM è realizzato in modo che non esistano funzioni in grado di estrarre direttamente tale chiave, e lo stesso dispositivo hardware (secondo le specifiche) riconoscerà di essere stato manomesso. All’atto dell’instaurazione di una transazione sicura, i TPM coinvolti dovranno firmare un numero casuale per certificare la loro identità e la propria adesione alle specifiche TCG. Ciò potrà, ad esempio, impedire la falsificazione dell’IMEI di un cellulare rubato.
UPDATE: Applelounge parla di “buio oltre la siepe”
Ieri, in un intervento non programmato, ci siamo presi l’onere e l’onore di avvisarvi di non aggiornare assolutamente il vostro iPhone 1.1.4 al firmware 2.0 e allo stesso tempo di non aggiornate iTunes alla versione che sarà rilasciata contestualmente ad iPhone 3G: non vogliamo creare allarmismi, ma, vi proponiamo le notizie che si respirano oltreoceano nella comunità internazionale di “hacker” di iPhone, augurandoci vivamente che si stiano sbagliando. Tutte queste indiscrezioni sembrano pure essere confermate, seppure indirettamente, da Zibri. Purtroppo Apple sembra avere mosso ottimamente le sue pedine e, se queste indiscrezioni saranno confermate, questa volta la battaglia l’avrà vinta il gatto: la guerra però, ci auguriamo, è ancora lunga.
I furbetti d’oltre oceano: i mutui maliziosi
A un anno dallo scoppio del terremoto dei mutui subprime e dei titoli obbligazionari ad essi associati, costato miliardi di dollari di perdite alle banche di Wall Street a tutto il settore del credito in America, le autorità cominciano ad individuare dei colpevoli.
L’FBI ha reso noto di aver operato da marzo oltre 400 arresti di persone nel settore immobiliare accusate di frode e altri comportamenti illeciti. In precedenza, nella mattinata, due ex-manager degli hedge-fund della banca d’affari Bear Stearns collassati un anno fa, si sono consegnati alle autorità, accusati di frode sull’azionario e insider trading.
Secondo l’FBI i reati si sarebbero tradotti in più di un miliardo di dollari di perdite per i cittadini americani, sia proprietari di case che clienti di società finanziarie. Le banche hanno riportato 53.000 casi di sospette frodi su mutui l’anno scorso, un rialzo di 37.000 unità rispetto ad un anno prima e circa 10 volte il livello di quanto riportato nel 2001 e nel 2002, secondo dati forniti dal dipartimento del Tesoro. I tipi di frode più diffusi sono stati quelli relativi a dichiarazioni di redditi o di asset posseduti, corredati da documenti falsificati.
I 25 anni di Wargames
In questi giorni compie 25 anni il film Wargames di John Badham, con Matthew Broderick, Ally Sheedy e il mitico WOPR. Se non l’avete visto, recuperatelo: è uno dei pochi parti di Hollywood che mostri l’informatica con una discreta plausibilità (a parte il dettaglio del giovane e timido informatico che riesce a conquistare la spasimata).
L’idea di poter entrare nei sistemi informatici e cambiarne il contenuto, come fece David (Broderick) nel film “correggendo” i propri voti scolastici, stimolò l’interesse di tanti giovani verso i computer, ma al tempo stesso fece sentire irrimediabilmente primitivi coloro che non vivevano negli USA. Non solo David aveva un computer (un IMSAI): la sua scuola era informatizzata e online, e questo era considerato normale. Nel 1983. Umiliante.
Certo, l’incubo nucleare è finito, ma l’idea che si possano causare devastazioni tramite computer è ancora attualissima: semplicemente è cambiato il tipo di devastazione. E nel mio piccolo, pensare che sono passati 25 anni da quando ho visto Wargames al cinema è piuttosto devastante.
L’unica consolazione è che quei tempi pionieristici, fra accoppiatori acustici, modem a 1200 baud e calcolatori pesanti come incudini, io li ho vissuti; e questo mi permette di avere ancora tanta meraviglia quando vedo le cose che si fanno oggi con l’informatica, senza mai darle per scontate come fanno spesso le nuove leve.
Il puzzofono
Ho il forte sospetto che i brillanti ingegneri giapponesi che hanno sviluppato il progetto lo definiscano puzzofono; mi sembra comunque un buon termine per definire l’innovativo progetto, che aprirà nuove dimensioni alla comunicazione cellulare. Il puzzofono in realtà è un sistema complesso sviluppato dall’operatore telefonico NTT che, accoppiato a un paio di cellulari, permette l’invio di fragranze wireless.
Se il cellulare trasmittente va sostanzialmente bene così com’è, il cellulare ricevente deve essere collegato (via IR) a un diffusore d’essenze programmato; attraverso una library di fragranze (fragrance playlist) , il mittente potrà decidere quale piacevole aroma inviare (magari accoppiato a un’immagine o musica in tema) e il diffusore, ricevuto il file, provvederà all’elaborazione ed erogazione, combinando essenze “di base”, un po’ come fanno le stampanti con i colori. Il sistema è già collaudato dal punto di vista tecnologico, essendo la versione “desktop” già disponibile dal 2005.
3 gennaio, 2011

Ho il forte sospetto che i brillanti ingegneri giapponesi che hanno sviluppato il progetto lo definiscano puzzofono; mi sembra comunque un buon termine per definire l’innovativo progetto, che aprirà nuove dimensioni alla comunicazione cellulare. Il puzzofono in realtà è un sistema complesso sviluppato dall’operatore telefonico NTT che, accoppiato a un paio di cellulari, permette l’invio di fragranze wireless.




















