Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

header


Un tentativo di lottare contro crisi e speculazione economica

* 26 febbraio, 2010 * Diritti, Economia, Torino * 0 commenti

La crisi economica viene troppo spesso usata come un alibi che permette a disinvolti e spregiudicati amministratori delegati e imprenditori di perseguire semplici finalità di lucro. Lo sanno bene i lavoratori di Agile ex Eutelia, di Omnia Network, di Phonemedia, di Accenture e di altre importanti aziende del territorio: vittime di ingiustificati licenziamenti collettivi, collocati in cassa integrazione straordinaria, spettatori involontari e incolpevoli di chiusure di reparti o interi stabilimenti.

Si tratta di operazioni realizzate attraverso un uso chirurgico delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese, come accade sfruttando le ampie opportunità offerte dalla Cessione di Ramo d´Azienda. Queste operazioni criminali permettono a professionisti del fallimento di ottenere il massimo profitto scaricando i lavoratori sulle spalle della collettività, sfruttando in maniera indiscriminata gli ammortizzatori sociali come mobilità, Fondo di Garanzia INPS per il TFR, impoverendo il Paese.

Read more »

Anche Accenture HR services chiude a Torino

* 18 febbraio, 2010 * Economia, Torino * 0 commenti

Via LaStampa.it

Accenture Hr Services, controllata della multinazionale Accenture, ha avviato le procedure per mettere in mobilità 85 lavoratori su oltre 300 addetti complessivi. I licenziamenti interessano le sedi di Milano, Firenze, Venezia, Roma, Palermo, mentre a Torino, Bologna, Napoli è prevista la chiusura totale degli uffici.
Per l’azienda la decisione è dovuta al decremento del lavoro e alla forte concorrenza. Accenture ha acquisito attività esternalizzate da Telecom e Seat negli anni 2000 e 2002.

«Era già successo – affermano, in una nota, le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil di Torino – che altri lavoratori Telecom, divisione Immobili Servizi, fossero esternalizzati in un’azienda chiamata Telemaco Immobiliare. Quando terminò di vendere gli immobili della ex Sip, questa venne chiusa, senza alcuna preoccupazione per i lavoratori e fu solo grazie ad iniziative legali e interventi sindacali che i lavoratori furono ricollocati in Telecom».

Finanza creativa e debito pubblico greco

* 16 febbraio, 2010 * Economia, Mondo * 0 commenti

Via Ilsole24Ore

La finanza creativa di Wall Street, e in particolare due grandi banche come Goldman Sachs e JP Morgan Chase, utilizzando ingegneria finanziaria simile a quella dei subprime negli Stati Uniti e cessione di diritti come vendite e non come garanzie su prestiti hanno aiutato la Grecia a mascherare l’entità del suo debito pubblico superiore ai 300 miliardi di euro, mettendo il paese a rischio default.

Lo scrive nell’edizione domenicale con ampio rilievo il New York Times, secondo cui una serie di meccanismi swap messi a punto dalle due banche hanno permesso alla Grecia di ipotecare alcuni settori della propria economia mascherando parte del debito alle autorità comunitarie di Bruxelles, perché le operazioni in questione, perfettamente legali, non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti. In particolare, la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.

Anche quando la crisi era ormai vicina le banche americane di investimento erano alla ricerca di modi per aiutare la Grecia a procrastinare il giorno della resa dei conti. All’inizio di novembre – tre mesi prima che Atene diventasse l’epicentro del terremoto del debito sovrano nell’Eurozona – un’equipe di banchieri di Goldman Sachs arrivò ad Atene, secondo il New York Times, con una proposta per il nuovo governo che lottava per far fronte ai debiti e al deficit ormai al 12,7% del Pil.

Un’università da ricchi

* 8 febbraio, 2010 * Diritti, Economia * 0 commenti

Via Lastampa.it

È stata una sbornia d’inizio millennio, drogata dall’esplosione delle lauree brevi e dal proliferare degli atenei sotto casa. È durata poco. E adesso il mito delle «élite per merito» sembra destinato a restare tale. Altro che avvicinarci alla media Ocse per tasso di universitari e laureati; abbiamo ricominciato a distanziarci. E l’Università sta diventando affare per pochi. Sempre meno e sempre più ricchi. E l’alta formazione di massa? Si sta lentamente affievolendo, stritolata tra disillusione, crisi economica e tagli ai finanziamenti.

La tendenza sembra consolidarsi da qualche anno, quando – dopo il boom a cavallo del 2000 – le immatricolazioni hanno inesorabilmente cominciato a scendere. In cinque anni abbiamo perso 40 mila matricole: erano 324 mila del 2005; 286 mila a ottobre 2009. Il calo demografico, si dirà. E invece no. O, almeno, non solo. Cinque anni fa 56 ragazzi di 19 anni su cento (il 73 per cento dei diplomati) si iscrivevano all’università. Oggi siamo sprofondati in basso: all’ultimo anno accademico si sono iscritti il 47 per cento dei ragazzi dei 19enni e nemmeno il 60 per cento di chi ha superato l’esame di maturità.

Bollettino dello disastro finanziario del 5 febbraio

* 5 febbraio, 2010 * Economia * 0 commenti

Via IlSole24Ore

Non si arresta l’ondata di vendite sui listini azionari europei sulla scia della speculazione innescata ieri dai timori sulla tenuta dei bilanci di Grecia, Spagna e Portogallo. Sulla base dell’indice Eurostoxx 600 che ha perso l’1,88%, la capitalizzazione delle borse europee accusa una perdita di altri 100 miliardi di euro dopo i 150 miliardi di ieri. A Piazza Affari, il Ftse All Share e il FTSE Mib hanno perso entrambi il 2,75%. Parigi, dopo il deficit record annunciato dal Governo francese, è la peggiore (-3,4%), Francoforte cede l’1,79% e Madrid l’1,01%.

A incoraggiare i realizzi i timori per la delicata situazione delle finanze spagnole e di quelle portoghesi, messe sotto osservazione dalla stessa Commissione europea. Il commissario europeo, Joaquin Almunia, ieri ha infatti puntato l’indice su Grecia, Spagna e Portogallo.

Ci hanno portato via la dignità

* 5 febbraio, 2010 * Diritti, Economia * 0 commenti

Il video nella pagina è drammatico ma merita di essere visto Via Corriere.it

Sette mila lavoratori, da Catanzaro a Novara, senza stipendio da quattro mesi. Sono gli operatori di Phonemedia, azienda fondata nel 2002 da Fabrizio Cazzago e diventata nel giro di pochi anni un colosso nel settore dei call center, almeno così sembrava: clienti come Telecom, Enel, Vodafone, Avon, Seat ma anche Regioni, Asl e Comuni. Tutto pare andare per il meglio, tanto che l’azienda arriva ad aprire succursali fino in Argentina e in Albania; ma a fine 2008, complice la crisi economica, qualcosa cambia: gli stipendi iniziano a essere pagati in due tranche, Cazzago si sfila e a luglio 2009 cede Phonemedia nelle mani di Omega Spa, già nota per altre acquisizioni come quella di Agile, finita con un migliaio di licenziamenti.

Bollettino dello disastro finanziario del 4-5 febbraio

* 5 febbraio, 2010 * Economia, Pensieri * 0 commenti

Via Sole24Ore

I timori sullo stato dell’economia dei paesi dell’Eurozona, come Grecia, Spagna e Portogallo (reduce dal flop di un’asta di titoli di stato) hanno alimentato le vendite sui listini mondiali. A Wall Street l’S&P 500 ha lasciato sul terreno il 3,11%, il Dow Jones il 2,61% e il Nasdaq il 2,99%. I listini hanno scontato, oltre alle preoccupazioni per il debito dei paesi europei, l’aumento a sorpresa delle richieste di disoccupazione.

Stesso segno in Europa: l’indice Eurostoxx 600 ha perso oltre il 3%. Il Vecchio Continente ha visto andare in fumo circa 128 miliardi di euro in termini di capitalizzazione. Madrid la piazza peggiore, con un tonfo del 5,94%. Oggi il Tesoro spagnolo ha venduto titoli di stato per 2,5 miliardi di euro con scadenza 2013. La domanda è stata buona (quasi il doppio dell’offerta) , ma Madrid ha dovuto pagare un tasso piuttosto salato. Il rendimento medio infatti è stato del 2,63 per cento, contro il 2,14% dell’ultima asta del 3 dicembre.

Ieri il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, aveva affermato che Spagna e Portogallo hanno «problemi comuni» con la Grecia (il cui piano di rientro dai debiti ha avuto il via libera dalla commissione Ue) oggi è stata la volta del direttore del Fmi, Dominique Strauss Kahn, che ha dichiarato che la crisi spagnola è «molto forte». Solo ieri, Deutsche Bank, nella presentazione dell’outlook 2010 sull’economia, aveva messo in allerta nei confronti della situazione debitoria di molti Stati europei, evidenziando il problema Madrid, un Paese la cui crescita è stata costruita sulla bolla immobiliare e dove la disoccupazione è vicina al 20%. «Il vero pericolo potrebbe venire dalla Spagna, che è un Paese ben più importante della Grecia», aveva spiegato Luigi Sottile, responsabile delle gestioni patrimoniali in Italia, «se la Spagna andasse in gravi difficoltà, e qualche segnale c’è, potrebbe essere un rischio più alto per il sistema di quello che stiamo vedendo oggi con la Grecia».

Segni dei tempi: scompare il marchio Standa

* 5 febbraio, 2010 * Economia * 0 commenti

Tutti i magazzini Standa da marzo si chiameranno Billa

Un braccio di ferro fra politici, manager e lavoratori per il futuro Fiat in Italia

* 3 febbraio, 2010 * Economia, Torino * 0 commenti

Via repubblica.it

Sciopero di quattro ore oggi per i metalmeccanici della Fiat di Termini Imerese, che protestano contro il piano industriale del Lingotto che prevede la chiusura dello stabilimento siciliano nel 2011. Gli operai hanno aderito in massa alla protesta indetta dai sindacati Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Davanti un cancello è previsto anche un sit-in, al quale partecipano anche molti dirigenti sindacali locali e il segretario nazionale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini.

Il segretario della Fiom contesta all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, “di cambiare spesso idea”. “Fino a qualche mese fa Marchionne prevedeva investimenti e nuova occupazione a Termini Imerese – aggiunge Rinaldini – poi, dopo l’accordo con Chrysler, ha deciso che la fabbrica deve chiudere, ma non esiste un motivo reale se non quello che l’azienda sta spostando il suo business agli Stati Uniti”. Rinaldini giudica “insensate e arroganti” le recenti dichiarazioni di Marchionne.

E intanto il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha affermato che non è detto che anche nel 2010 vengano erogati gli incentivi auto. “Stiamo valutando se siano ancora utili o un fenomeno distorsivo del mercato”, ha detto Scajola, precisando che non si può “andare avanti in maniera disarmonica con l’Europa”, ricordando che il tema sarà sul tavolo della riunione dei ministri dell’industria in Spagna. “Se procederemo con gli incentivi – ha quindi ribadito – saranno ridotti nel tempo e nell’intensità”. Scajola lo ha detto a margine della presentazione del Rapporto Aie sulla politica energetica italiana.

Parte il tavolo istituzionale per Agile ex Eutelia

* 2 febbraio, 2010 * Diritti, Economia, Torino * 0 commenti

Via Rassegna.it

Si aprirà un tavolo di confronto istituzionale fra tre settimane, il 22 febbraio, dopo l’udienza del Tribunale prevista per il 17. E’ quanto emerge dall’incontro di ieri sera (1 febbraio) a Palazzo Chigi per i circa 3.000 lavoratori di Agile (ex Eutelia), da sette mesi senza stipendio. Il tavolo, che coinvolgerà Regioni, Province ed enti locali interessati alle commesse al gruppo Omega, è stato convocato alle 19.00, mentre il 12 febbraio si terrà al ministero dello Sviluppo economico un’istruttoria sul ramo call-center del gruppo che fa capo a Phonomedia (6.500 dipendenti).

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha parlato in apertura dell’incontro: per affrontare la vertenza Omega, ha detto, occorre ‘tenere conto che c’è un procedimento penale aperto, che ci porta a poter fare solo il punto della situazione’. Così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: ‘E’ stata accolta la nostra richiesta di aprire un tavolo istituzionale per affrontare sia il tema della commesse che quello dell’occupazione, ma c’è anche il grande problema, che si aggrava, nel call center”. La soluzione, dunque, “non è vicina, bisogna lavorare duramente, e il futuro è tutto da costruire’.

La crisi aumenta i ladri: crescono gli evasori fiscali

* 17 gennaio, 2010 * Diritti, Economia, Torino * 0 commenti

Via Lastampa.it

Aumenta l’evasione fiscale in Piemonte. Nel corso del 2009 sono stati sottratti alla tassazione ben 2.200 milioni di euro e circa 720 milioni di Iva non versata, il 146% in più rispetto al 2008. I dati sono stati illustrati questa mattina dalla Guardia di Finanza, che ha tracciato il bilancio consuntivo dell’attività svolta nel corso del 2009.

«La crisi economica, in Piemonte, è stata particolarmente marcata – ha spiegato il comandante della guardia di finanza piemontese, generale di divisione Vincenzo Basso – e l’evasione è un elemento spia di questa difficile situazione». Le fiamme gialle piemontesi hanno dedicato il 50% della propria forza al contrasto di questo fenomeno. Gli interventi ispettivi sono stati 7.800 e hanno permesso di individuare 414 imprenditori del tutto o in parte sconosciuti al fisco. Denunciate 749 persone, 21 delle quali sono state arrestate.

Annullata la cessione del ramo it da Eutelia ad Agile

* 17 gennaio, 2010 * Diritti, Economia * 0 commenti

Via Localport

La Sezione lavoro del Tribunale di Roma ha accolto il ricorso dei Sindacati in merito alla cessione del ramo di It da Eutelia ad Agile, condannando l’azienda per comportamento antisindacale. I rapporti di lavoro ritornano così in capo ad Eutelia.

Laura Spezia, segretaria nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore informatica-Itc, e Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale per il gruppo Eutelia-Agile per la Fiom-Cgil, hanno così commentato la sentenza: «La scarsa trasparenza di tutta l’operazione di cessione da Eutelia ad Agile, denunciata da mesi dalle organizzazioni sindacali, emerge chiaramente dalla sentenza del giudice che dispone l’antisindacalità della condotta di Eutelia-Agile e che ordina di rimuovere gli effetti della cessione di ramo d’azienda e di pagare gli stipendi dei lavoratori».

«La condanna di Eutelia e il riconoscimento delle sue gravi responsabilità giuridiche ed economiche – concludono i due sindacalisti -, sono un primo importante risultato delle lotte delle lavoratici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».