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Vittorio Pasteris

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La crisi economica for dummies in radio

* 20 dicembre, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

Un ottima idea di Radio 24 per spiegare la situazione economica agli italiani

Martedì 20 e mercoledì 21 Dicembre Radio 24 vi da una mano a capire la crisi. Due giornate di programmazione speciale per spiegarvi cosa sta accadendo: le informazioni, gli approfondimenti, i consigli degli esperti, il quadro internazionale, le Borse. Due giornate dedicate ai consigli per i vostri risparmi, comprese le novità della manovra presentata dal governo Monti. Ma anche per saperne di più sulla crisi dei mercati finanziari internazionali e sull’andamento dell’economia reale.

Programmi, rubriche, speciali a partire dal mattino, con un appuntamento speciale di Salvadanaio alle 12 e alle 15. Nel progetto verranno coinvolti i giornalisti del quotidiano Sole 24 Ore e dell’agenzia di stampa Radiocor.
Gli ascoltatori possono intervenire come sempre nelle trasmissioni chiamando il numero verde 800.24.00.24. Inoltre dalle 13 alle 15 gli ascoltatori possono parlare direttamente con gli esperti di Radio 24 chiamando il numero 02 46.52.24.44.

Standard and Poor’s ci mette in classe A

* 20 settembre, 2011 * Economia, Italia * 0 commenti

Sempre peggio, si prevedono borse sempre più in caduta liberaVia Il Sole 24 Ore

Standard and Poor’s ha deciso di tagliare il rating sul debito italiano, portandolo da A+ ad A. La notizia è arrivata almeno in parte a sorpresa, dopo che Moody’s aveva deciso di tenere sotto osservazione il nostro debito sovrano ancora per un mese, ed è arrivata nella notte (italiana) tra lunedì e martedì. L’agenzia di rating statunitense Standard and Poor’s ha dunque declassato il debito sovrano dell’Italia portandolo a «A» da «A+». L’Outlook è negativo.

Il declassamento, spiega S&P in un comunicato, «riflette la nostra visione di prospettive di crescita indebolita» per il Paese. Inoltre, spiega l’agenzia di rating, «la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione a un contesto macroeconomico interno ed esterno difficile».

La vita low cost dell’anno 2011

* 16 giugno, 2011 * Diritti, Economia, Pensieri * 0 commenti

Via Pane o diritti

Il risparmio in Piemonte è azzerato: lo dice l’ultimo rapporto di Unioncamere. Un risultato preoccupante, eppure non si è trattato di un’analisi complicata: sarebbe bastato leggere i dati occupazionali dell’ultimo periodo, ai minimi degli ultimi vent’anni, per giungere alle medesime conclusioni.

Raffaele ha 36 anni. Vive in un bilocale in zona Lingotto, è single. Lavora alla Fiat da quando ne aveva 21: «Mirafiori, carrozzerie» dice con orgoglio. È in Cassa da non ricorda nemmeno più quanto tempo e non sa quando tornerà a lavorare. «”se” torneremo a lavorare» dice. Mi mostra la busta paga di giugno 2009: poco più di 1700 euro. «Turni e qualche straordinario, altri tempi” ricorda e prosegue “c’erano le linee». Già, le linee.

Ogni linea, per garantire margine, deve produrre almeno 40mila vetture l’anno. Nel 2009 le linee impegnate a Mirafiori erano 6, se avessero lavorato a pieno regime il risultato finale sarebbe stato di 240mila vetture: il valore indicato da Vittorio Valletta per rendere profittevole l’attività dello stabilimento torinese. «Risparmiare? Impossibile: in Cassa è difficile anche arrivare a fine mese».

L’ultima beffa dei lavoratori di Eutelia

* 24 marzo, 2011 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Beatrice Borromeo sul Fatto via QP

Condannati. Solo che gli ultimi a sporcarsi la fedina penale non sono i manager che hanno spolpato Eutelia, lasciato senza lavoro migliaia di persone e che si sono intascati milioni di euro di commesse. Ma i dipendenti che, nei mesi in cui venivano ignorati dai loro datori di lavoro (distratti da quella che i magistrati romani hanno definito una frode “colossale”), hanno protestato occupando la sede romana dell’azienda. A dodici di loro è stata appena notificata la sentenza del Tribunale penale di Roma: tre mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria di 7.600 euro a testa. Cioè quanto ognuno di loro prende di cassa integrazione in un anno. Il delitto? Aver “invaso arbitrariamente, al fine di occuparlo, l’immobile di proprietà della società Eutelia”. E visto che erano in gruppo, scatta automaticamente anche il concorso di persone.

La giornata incriminata è stata al centro delle cronache nazionali per ben altri motivi: in molti ricorderanno l’irruzione con piede di porco del fondatore della società, Samuele Landi, all’alba del 10 novembre 2009 nell’edificio di via Bona. Con lui diciassette vigilantes, arruolati per sgomberare il presidio dei lavoratori. Questi ultimi sono stati condannati per “sostituzione di persona”, ma dovranno pagare una somma inferiore di 100 euro a quella dei dipendenti ex Eutelia: 7.500 euro a testa. Il giudice per le indagini preliminari Roberta Palmisano ha dunque accolto le richieste del pm, Fabio Santoni, emettendo un decreto penale secondo cui spacciarsi per poliziotti, svegliare i lavoratori con torce puntate in faccia e chiedere loro i documenti senza alcuna autorità sia meno grave che presidiare un’azienda mentre viene distrutta dai suoi proprietari.

Compro oro

* 4 gennaio, 2011 * Economia, Piemonte * 4 commenti

Via Lastampa.it

Difficile, ormai, girare per la città senza imbattersi nei loro sgargianti inviti: «compro oro», «pago in contanti». Complice la crisi e le performances borsistiche da star del metallo bene rifugio per eccellenza, questi negozi con le insegne gialle e cubitali, le vetrine rigurgitanti di luci e di promesse, sembrano moltiplicarsi un po’ ovunque. Dalla Questura spiegano che a Torino e provincia, solo nel corso del 2010, sono state richieste più di cento licenze. Cifre di tutto rispetto se pensiamo che nel capoluogo piemontese (dati Camera di Commercio) ci sono oggi 340 gioiellerie. O meglio, 340 «commercianti al dettaglio di orologi e gioielli». Il guaio è che i mister «compro oro» sono inquadrati nella medesima categoria dei gioiellieri «normali». E il monitoraggio puntuale delle licenze da parte della Questura è stato avviato solo dal 2010. Impossibile, dunque, misurare l’incremento di queste attività rispetto al passato. Ma le oltre cento licenze richieste e una semplice occhiata fra le vie della città, autorizzano comunque a parlare di un vero e proprio «boom» del fenomeno.

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Vittime della crisi (e della serietà) : Vagnino

* 31 dicembre, 2010 * Economia, Piemonte * 1 commenti

Via Lastampa.it

Dopo quasi novant’anni di attività, «Da Vagnino c’è» non c’è più. Oggi infatti la catena di cartolerie nata nel cuore di Torino vivrà l’ultimo atto di una storia cominciata nel 1922, quando, in via Lagrange, per opera di Francesco Vagnino, nasceva il primo negozio di cancelleria, forniture per ufficio e materiale da disegno della famiglia.

L’ambizioso progetto si avvaleva di uno scrupoloso credo commerciale che Vagnino definiva così: «La mia soddisfazione è la soddisfazione del cliente soddisfatto, e la fiducia del pubblico è cosa sacra». Una filosofia tramandata al figlio Riccardo, che nei primi Anni 60 ha assunto la direzione dell’azienda. Nello steso periodo Vagnino apriva un nuovo negozio in corso Francia, seguendo una strategia di espansione aziendale che nel 1972 sfocerà in un’altra apertura a Mirafiori.

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L’Irlanda per salvarsi accetta gli aiuti di Fondo monetario e Unione europea

* 21 novembre, 2010 * Economia, Mondo * 0 commenti

Via Ilsole24ore

Cade l’ultima foglia per voce del ministro delle Finanze Brian Lenihan e Dublino si lascia andare all’abbraccio di Fondo monetario e Unione europea. «Un pacchetto da decine di miliardi di euro» sarà ufficialmente richiesto dal governo di Brian Cowen a conferma, tardiva, dell’anticipazione del governatore Parick Honohan nei giorni scorsi. Lo ha detto il responsabile delle Finanze in un’intervista a Rte poco prima di entrare in conclave con gli altri ministri per mettere a punto la manovra correttiva per il prossimo quadriennio. I ministri delle Finanze dell’Eurozona si riuniranno nel tardo pomeriggio in conferenza telefonica per discutere dell’aiuto finanziario che l’Irlanda si è risolta a chiedere. La riunione dell’Eurogruppo sarà poi allargata a tutti i ministri delle Finanze dell’Unione europea.

L’esecutivo irlandese discute in queste ore di una manovra da 15 miliardi di sterline, che presenterà domani, lunedì 22 novembre, ai tecnici di Fondo e Unione. Una mossa attesa, che sarà la base del budget del 7 dicembre, e che agirà sia sul fronte dei tagli alla spesa pubblica che su quello delle imposte. Le anticipazioni annunciano che ci sarà una nuova tassa, salvo ripensamenti dell’ultima ora, sulle proprietà; saranno ridotti drasticamente gli assegni famigliari per i figli minori; sarà abbattuta l’indennità di disoccupazione e diminuito il salario minimo che in Irlanda è di 8,65 euro all’ora. Si parla anche di 20mila uscite incentivate di lavoratori pubblici.

Perdere 5500 euro in dieci anni

* 28 settembre, 2010 * Economia * 0 commenti

Via Reuters

Le retribuzioni lorde dei dipendenti italiani hanno registrato fra il 2000 e il 2010, a causa di una inflazione più alta del previsto, una perdita di potere d’acquisto di 3.384 euro che, sommata alla mancata restituzione del fiscal drag, si traduce in 5.453 euro.

E’ quanto emerge dal V rapporto Ires-Cgil sui salari presentato stamani.

Riferendosi al biennio della crisi 2009-2010, l’Ires fa notare come la perdita di potere d’acquisto dei salari sia stata determinata fondamentalmente da un aumento della pressione fiscale dello 0,2% all’anno. Ciò ha annullato, secondo l’Ires, l’effetto di retribuzioni contrattuali cresciute nel 2010 del 2,1%, più dell’1,7% dell’inflazione.

L’incremento medio reale del salario nel biennio 2009-2010 risulta di 16,4 euro netti mensili che scende a 5,9 euro se si considera l’abbattimento del reddito dovuto al ricorso alla cassa integrazione.

Siamo tutti ex Eutelia

* 10 settembre, 2010 * Diritti, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Fotografia di bloggante mascherato per ricordare ai lettori di questo blog che la situazione dei lavoratori Agile ex Eutelia non si è ancora risolta dopo quasi un anno e che nel mondo del giornalismo se vengono meno applicazioni delle leggi, tutele sindacali e ordinistiche, deontologia e rispetto del lavoro può succedere quasi di peggio …

Siamo tutti ex Eutelia

Il coma ormai irreversibile di Epolis

* 8 settembre, 2010 * Economia, Media * 0 commenti

Con Epolis se ne potrebbe andare un ottimo tentativo di fare giornalismo su carta e web . di chi le colme della sua crisi oramai pare irrevversibile ? Perchè non se ne parla in rete della situazione dei lavoratori di Epolis ?
Via  Gery Palazzotto

Le nuvole sull’orizzonte di E Polis che annunciavano tempesta hanno mantenuto la promessa. L’acquazzone è arrivato, e se non è ancora bufera, poco, pochissimo, ci manca.
Il quotidiano free press, dopo 5 settimane di ferie coatte, 2 giorni di sciopero, e qualche stipendio congelato per i 131 giornalisti a libro paga,  oggi non era in distribuzione, né a Palermo né nelle altre 18 città italiane dove cerca di mettere radici.
La situazione viene definita gravissima da un componente del comitato di redazione che affida a un gruppo costituito su Facebook (“Solidarietà ai giornalisti di E Polis”) il trait d’union con redattori e collaboratori in azione lungo lo Stivale: “Non c’è carta, le stamperie non sono pagate, la pubblicitaria è ferma e in smantellamento”.

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Il Piemonte tira la cinghia

* 10 agosto, 2010 * Economia, Piemonte * 0 commenti

Via lo Spiffero

Calano i consumi nel Mezzogiorno, ma la crisi si fa sentire anche al Nord. Ed è proprio il Piemonte a registrare, tra le regioni settentrionali, la contrazione più marcata: meno 5%. È quanto emerge dal Rapporto dell’Ufficio studi di Confcommercio. In particolare, nel lungo periodo,  è in continuo ridimensionamento la quota di consumi nel Sud, rispetto al totale nazionale, con una percentuale che passa dal 28,6% del 1995 al 27,3% del 2007, al 26,8% nelle previsioni al 2011; nello stesso periodo, l’incidenza della spesa delle famiglie italiane al Nord risulta, al contrario, in costante crescita sia per l’area Nord-Ovest (che passa dal 29,6% del 1995 al 30,1% nelle previsioni al 2011), che per il Nord-Est (dal 21,2% al 22,3%). Le regioni del Centro, dopo aver mostrato una stabilità dei consumi nel corso del 2008, hanno subito nel 2009 una marcata riduzione della spesa, soprattutto in Toscana e in Umbria.

Negli anni della crisi (biennio 2008-2009) il calo della spesa ha colpito, in particolare, anche il Nord-Ovest con in testa il Piemonte che ha registrato un calo di oltre il 5%; nel periodo 1996-2007. Un’area che ha risposto alla crisi in maniera disomogenea, mostrando maggiore sofferenza nel capoluogo subalpino, colpito da processi di ristrutturazione industriale che hanno pesanti riflessi sull’occupazione. Hanno parato meglio i colpi Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio,Veneto, regioni con le migliori performance (tutte con una variazione media annua dei consumi prossima al 2%), mentre Puglia, Abruzzo, Liguria e Calabria sono quelle con le minori dinamiche (tutte con una variazione inferiore ad 1 punto percentuale).

Sul ruolo (modesto) dei sindacati in tempi di crisi

* 9 agosto, 2010 * Diritti, Economia * 0 commenti

Via Rosebud

Dopo il default Lehman Brothers del 15 Settembre 2008, e nella successiva crisi finanziaria globale che ne seguì, uno degli aspetti che maggiormente mi colpirono in quel d’Irlanda fu il quasi totale venire meno del ruolo dei sindacati. Vi era qualcosa di paradossale in quello che stava accadendo, dato che mai come in quel momento una loro presenza attiva sarebbe stata indispensabile.

Di fatto, mi rendevo conto che l’assenza delle unions non era viziosa. Non era neppure un’assenza. Semplicemente, tanto più è perniciosa la crisi tanto più il ruolo del sindacato diventa marginale. È  una verità e non può essere altrimenti. Di sicuro, non poteva essere altrimenti nel burrascoso aftermath del crollo Lehman quando i posti di lavoro cominciarono a rovinare a centinaia di migliaia come ciliegie appese ai rami fragili di un albero sbatacchiato dall’uragano più spaventoso.

Ma non poteva essere altrimenti neppure nel tempo che ne seguì quando, dopo mesi e mesi di orizzonte cupo, la situazione cominciò a stabilizzarsi. Solamente in apparenza si intende. Fu infatti quello l’inizio di uno status-quo veramente deleterio e che, a mio modo di vedere, nessuno si è mai preso la briga di andare a verificare con l’attenzione che meriterebbe. Uno status-quo insalubre soprattutto nell’Isola Smeralda, appena reduce da un boom continuato che, per più di una decade, aveva suo malgrado contribuito a distaccare mentalmente gli Irlandesi e i loro ospiti residenti dalle dinamiche lavorative più severe che di solito governano il mondo.