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Vittorio Pasteris

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Renzo Rovaris ha aperto un blog

* 11 marzo, 2010 * Computer, Internet, Torino * 0 commenti

L’ex direttore del CSI Piemonte Renzo Rovaris ha aperto un suo blog in cui , riprendendo da Nuovi Strumenti, scrive

Questo ho costruito negli anni, aiutato da tante persone e guidato dalle istituzioni locali: ricordo l’impegno di molti politici, a partire da Aldo Viglione che volle la nascita del Consorzio, fino a Enzo Ghigo che lo ha fatto crescere alle dimensioni attuali. Avrei voluto completare la riorganizzazione avviata negli ultimi tempi, ma non mi è stato concesso, nonostante i risultati della nostra storia. Così, devo salutare oggi, con affetto e riconoscenza, tutti voi, pazienti lettori. Perché forse, come disse un grande rivoluzionario più di due secoli fa, “non è giunto ancora il tempo in cui gli uomini onesti possano servire la patria impunemente”.

UPDATE: il blog non è  più accessibile

La fine di un’era al CSI Piemonte

* 5 marzo, 2010 * Computer, Torino * 2 commenti

Oggi è l’ultimo giorno da direttore al CSI Piemonte di Renzo Rovaris

Stefano De Capitani nuovo direttore Csi Piemonte

* 11 febbraio, 2010 * Personale * 0 commenti

Via Lo Spiffero, la notizia è confermata da Computerworld

Manca il crisma dell’ufficialità, ovvero la firma del contratto, ma è certo che l’estenuante e per molti versi stucchevole diatriba sulla nomina del direttore generale del Csi è giunta alla conclusione. Sarà Stefano De Capitani, 41 anni, ex amministratore delegato di Insiel, società di informatica della Regione Friuli Venezia Giulia, il successore di Renzo Rovaris, il padre padrone del Csi, che lascia dopo trentatré anni ininterrotti passati al vertice del Consorzio informatico.

Nuova fumata nera per il direttore del CSI Piemonte

* 3 febbraio, 2010 * Economia, Tecnologia, Torino * 0 commenti

Via Lospiffero

Al cda del Csi, il consorzio informatico pubblico, non è stata sufficiente la lunga seduta di ieri, durata un’intera giornata, interrotta dalle 13,45 alle 18 per tentare di trovare una quadra non tanto sul nome del nuovo direttore quanto sull’opportunità di procedere alla nomina nelle more di fine legislatura regionale. Si è concluso, quindi, con l’ennesimo nulla di fatto il braccio di ferro ingaggiato da settimane tra i consiglieri di corso Unione Sovietica e la giunta Bresso sulla sostituzione di Renzo Rovaris, da oltre trent’anni capo indiscusso del Consorzio.

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Politici, amministratori e lavoratori e il CSI Piemonte

* 10 gennaio, 2010 * Computer, Economia, Torino * 0 commenti

C’erano circa un centinaio di persone al convegno organizzato da Rifondazione sul futuro del CSI, per la maggior parte dipendenti dell’azienda che volevano sentire cosa aveva da dire sul tema la Presidente Bresso. Fra questi anche una buona rappresentanza di dirigenti. All’inizio del convegno Mercedes Bresso ha telefonato scusandosi perché non poteva essere presente per motivi personali, ma poi si è presentata all’ora di pranzo.

La parola è passata subito a Renzo Rovaris, direttore dell’ente, che ha voluto rassicurare sul fatto che non era necessario l’SOS indicato nel volantino, ma che l’azienda è in attivo, una trentina di milioni di euro messi da parte. In tempi d’oro il CSI spendeva per le consulenze esterne tanto quanto spendeva per i dipendenti. Ora che c’è la crisi che porta a privilegiare gli interni e quindi a causare una certa sofferenza alle aziende che prima avevano dei subappalti. Esiste invece una criticità finanziaria che dipende dai tempi di pagamento degli enti.

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Csi Piemonte, quali prospettive ?

* 7 gennaio, 2010 * Economia, Tecnologia, Torino * 0 commenti

Sabato 9 gennaio, dalle 9,30 alle 13, presso la sala Viglione di palazzo Lascaris a Torino,  si terrà il convegno dal titolo CSI Piemonte: quali prospettive? organizzato dal gruppo consiliare di rifondazione Comunista con la partecipazione, tra gli altri di Mercedes Bresso, Renzio Rovaris, e Luciano Gallino.

Sarebbe interessante che si ragionasse anche in rete a partire da questo post su quello che può pensarsi essere nell’ottica degli utenti finali dei servizi del CSI, i cittadini, il futuro di un ente di cui parlano molto i politici che sono anche stati quelli che lo hanno colonizzato, e sfruttato secondo le filosofie peggiori della lotizzazione.

Nel frattempo continua il dibattito sui pro e contro sulla gestione passata e futura dell’ente.

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Filtri non casuali per la navigazione dei dipendenti CSI

* 1 gennaio, 2010 * Economia, Internet, Torino * 0 commenti

Via LoSpiffero

Le nostre (sempre documentatissime) fonti interne ci hanno riferito che “qualcuno” dei vertici di corso Unione Sovietica ha pensato di bloccare l’accesso dai pc interni al nostro sito. Sarebbe per noi comodo fare le vittime e urlare alla censura. Evidentemente le alte sfere non hanno gradito le nostre inchieste, ma questo era scontato e ampiamente messo in conto. Ancora una volta ci preme ribadire che lungi dal voler fare un giornalismo scandalistico era, è stata, è nostra intenzione mettere in luce le troppe zone grigie di una gestione sclerotizzata da trent’anni di monocolore rovarisiano.

Ci aspettiamo il contributo, competente e orgoglioso della struttura. Dei tecnici, dei dirigenti, dei (tanti, troppi) collaboratori, degli amministratori. Ci pare che però abbiano iniziato nel peggiore dei modi. Oscurando una flebile voce che nessun altro interesse persegue se non quello di trasformare il Csi in quel centro propulsore di innovazione e di opportunità economiche per il Piemonte che merita.

Sul Csi Piemonte volano i corvi

* 17 dicembre, 2009 * Computer, Pensieri * 0 commenti

Via Lo spiffero 1 e 2

Il Csi, il consorzio informatico pubblico partecipato da Regione, Comune e Provincia, al centro di recenti polemiche circa presunte inefficienze gestionali, denunciate negli scorsi mesi dall’opposizione di centrodestra, torna prepotentemente nell’occhio del ciclone. Ai rilievi degli esponenti del Pdl (il consigliere comunale Michele Coppola e il capogruppo regionale Angelo Burzi) si aggiungono ora accuse precise e circostanziate da parte di un “corvo”, assai informato, che in uno scritto non firmato svela episodi a dir poco inquietanti.

Questa volta è una lettera anonima, indirizzata tra gli altri anche al “Nucleo reati contro la pubblica amministrazione” guidato dal magistrato Andrea Beconi, a mettere sulla graticola l’ente presieduto da Francesco Brizio (figlio dell’ex presidente democristiano della Regione e supporter della Bresso) e diretto da oltre trent’anni, cioè sin dalla sua istituzione (1977), da Renzo Rovaris.

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Il CSI fa gola (a chi ?)

* 30 ottobre, 2009 * Computer, Economia, Internet, Torino * 1 commenti

Rovaris risponde alle critiche al CSI Piemonte

Leggo che il centrodestra è pronto a smembrare il Csi Piemonte, apprendo delle preoccupazioni del centrosinistra che, comunque, parla di mancanza di strategia e mi domando: perché? Il consorzio va bene, economicamente e produttivamente. Tutto si fonda sull’errata premessa che il Csi sia in crisi. Non è così. Forse la congiuntura tra elezioni politiche e il rinnovo del direttore generale sta agitando un po’ troppo la politica. Il consorzio è un bel boccone e qualcuno potrebbe farci dei soldi scardinandolo e rivendendolo sul mercato».

Renzo Rovaris, direttore generale del Csi Piemonte fin dalla sua istituzione nel 1977, non ci sta a fare da bersaglio. Soprattutto non vuole che la sua creatura sia trattata come tale. Le critiche piovute nei giorni scorsi non lo scompongono. «Il capogruppo di Forza Italia-Pdl in Regione, Angelo Burzi, dice che siamo indietro di dieci anni. Allora spieghi perché l’anno scorso abbiamo preso sette premi dal ministro della sua maggioranza Renato Brunetta e perché anche quest’anno ne abbiamo presi cinque», dice Rovaris.

Certo, quel documento della Booz&Co che ha analizzato i costi riducibili del consorzio su mandato dello stesso Rovaris, proprio non ci voleva che finisse sui tavoli del Consiglio regionale. «Si tratta di migliorie che stiamo già attuando – spiega Rovaris -. Tra l’altro l’analisi di Booz&Co ci sembra un po’ eccessiva. Calcolano tagli compresi tra i 25 e i 34 milioni per restare sul mercato. Noi siamo convinti che 10-12 basteranno: 2 li abbiamo recuperati da maggio, altri 5 il prossimo anno, una dozzina nei prossimi due».

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Solite bufere sul CSI Piemonte

* 29 ottobre, 2009 * Computer, Economia, Torino * 4 commenti

Prima Beppe Minello su Lastampa

Chi, per i motivi più diversi, confida nel fatto che al Csi l’era-Rovaris stia volgendo al termine è meglio che rifaccia i suoi conti. Tra i 570 aspiranti all’incarico di direttore generale c’è anche Rovaris che su quella poltrona siede ininterrottamente da oltre 30 anni, da quando il Consorzio informatico lanciava i primi vagiti. «Invece di fare una selezione ad evidenza pubblica come ha deciso il cda forse sarebbe stato sufficiente ipotizzare un paio d’anni durante i quali affiancare ed accompagnare il successore…» ha commentato Rovaris a margine di una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente Francesco Brizio hanno ribattuto punto su punto a tutte le accuse piovute addosso al Csi in questi mesi, in particolare dal vicepresidente della Sala Rossa, Michele Coppola (Fi-Pdl) e dal capogruppo in Regione dello stesso partito, Burzi.

Poi Rapahel Zanotti sempre su La Stampa

Ci sono tre motivi per cui il Csi Piemonte è diventato, negli ultimi tempi, zona di guerra. Uno: siamo a fine legislatura e il consorzio regionale, che offre sistemi informatici e servizi alle amministrazioni pubbliche, è un ottimo bacino di voti visti i suoi 1200 addetti. Due: Renzo Rovaris, il direttore generale che guida il consorzio dalla sua nascita, oltre trent’anni, è in parabola discendente. L’assessore regionale all’Innovazione Andrea Bairati ha deciso che era ora di cambiare. Tre: è in scadenza la convenzione con la Regione. Questo significa nuovi equilibri del consorzio con il suo maggior cliente che rappresenta, da solo, il 65% dei ricavi.
Non stupisce, dunque, che attorno a questo centro di potere si muovano gli appetiti di molti. C’è però un dato incontrovertibile che fa da sfondo e su cui tutti, indistintamente, dovranno fare i conti: il Csi Piemonte è diventato un pachiderma che fagocita milioni di euro, nonostante il suo bilancio risulti comunque in attivo.

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Rovaris non molla il CSI

* 23 luglio, 2009 * Internet, Tecnologia, Torino * 0 commenti

Nella sua seduta di mercoledì 22 luglio 2009, il Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte ha discusso, come prescritto dallo Statuto , il rinnovo dell’incarico del Direttore Generale.

Poiché nel 2008 è entrata in vigore una nuova legge (L. 133/08), che impone procedure pubbliche per le nomine, non è stata possibile una riconferma immediata dell’attuale Direttore Generale, ing. Renzo Rovaris, per il prossimo quinquennio.

Si è stabilito di aprire una procedura ad evidenza pubblica e, nel frattempo, l’incarico è stato prorogato con pieni poteri. Al termine della procedura di selezione sarà definito chi guiderà il CSI per i successivi cinque anni.

Nuvole nere al Csi Piemonte

* 20 luglio, 2009 * Personale * 6 commenti

Qualcosa sta succedendo nell’infornatica sotto la Mole

Nuvole nere al Csi, il Consorzio informatico che serve 54 enti, in testa Regione e Comune che ogni anno gli versano, rispettivamente, un centinaio e una trentina dei 170 milioni del bilancio della società nata nel 1977. Lo stesso anno che ha visto la nomina a direttore generale di Renzo Rovaris al centro del sommovimento.

Domani è convocato il cda presieduto da Francesco Brizio. Si parlerà anche di «provvedimenti» riguardo il direttore generale. Tenuto conto che proprio domani scade il quinquennio di incarico e che lo Statuto prevede, se lo si intende rinnovare, una «conferma motivata», fa strano non compaia esplicitamente questo fatto. Tanto basta ai non pochi avversari di Rovaris per arrivare alla conclusione che Rovaris è arrivato al capolinea di una lunga e onorata carriera.
Il direttore, giusto l’altroieri, ha scatenato l’ira dei sindacati. Ai 1200 dipendenti ha inviato un videomessaggio per denunciare «una situazione di emergenza da affrontare con decisione perché altrimenti ci sarà una situazione molto pericolosa». E ancora, si dice preoccupato di «un risultato molto inferiore alle previsioni con un ammanco pari a diversi milioni per il bilancio 2009». Infine, sottolinea «il registrarsi di un calo improvviso di produttività con un margine che avrebbe dovuto essere del 10% e invece è pari – ad oggi – solo al 3%».

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