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Vittorio Pasteris

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Soria torna a casa in furgone

* 12 giugno, 2009 * Piemonte * 1 commenti

Via Repubblica.it

«È dura, Pietro. È dura». Poche parole sussurrate al custode. Sono le prime che Giuliano Soria pronuncia nell´androne della ritrovata casa di via Montebello. Una casa lasciata in fretta e furia tre mesi fa, quando fu arrestato dalla guardia di finanza.

Tornarci, ieri, fa effetto. Il palazzo è sempre lo stesso, con il cantiere aperto, il cartone sull´ascensore per non sporcarlo di cemento, gli operai che vanno e che vengono. Il patron del premio Grinzane Cavour, invece, sembra un´altra persona rispetto a prima. Dimagrito, i capelli più lunghi sopra le orecchie, la tinta castana che lascia il posto al grigio, la pelle d´improvviso più rugosa. E lo sguardo, soprattutto lo sguardo, non è più quello dell´uomo che comandava a bacchetta i suoi dipendenti e li maltrattava, come hanno raccontato. L´uomo che si imponeva su tutto e si diceva onnipotente adesso è ridimensionato, più umano. «Quando l´ho visto mi è sembrato che gli sia venuto un groppo alla gola – racconta Pietro, il custode – Forse anche il pensiero di rivedere la mamma, di tornare da sconfitto, lo ha imbarazzato».

Il ritorno a casa è tutt´altro che trionfale. Per evitare gli scatti dei fotografi un furgone bianco alle otto lo preleva di soppiatto dall´aula bunker del carcere Lorusso e Cutugno e lo porta nascosto nel cassone posteriore fino dentro al passo carraio di casa. Chi nel vicinato aveva visto con soddisfazione la caduta del suo impero ora si secca a saperlo a casa. «Ha rubato, perché lo rilasciano?», dicono. Soria è libero perché sono scaduti i termini per la custodia cautelare ma a partire da oggi dovrà andare quattro volte alla settimana a presentarsi al commissariato di polizia in via Verdi.

Pensionato Soria

* 20 aprile, 2009 * Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Angelo Soria, fratello di Giuliano, ex presidente del Grinzane Cavour, non ha risposto alle domande del Gip dopo l’arresto nell’inchiesta della Guardia di Finanza sui conti dell’Associazione.

Soria, inquisito per peculato per i fondi erogati quando dirigeva il settore comunicazione istituzionale della Giunta regionale, ha  firmato la richiesta di pensionamento davanti al giudice nell’aula del palazzo di giustizia torinese.

Affidare i new media a un indagato ora arrestato

* 19 aprile, 2009 * Multimedia, Pensieri, Piemonte * 1 commenti

La Regione Piemonte aveva spostato l’arrestato Agnelo Soria al settore New Media per limitarne i danni potenziali

La Regione ha sospeso dalle sue funzioni Angelo Soria. Il provvedimento ha effetto immediato ma secondo il centrodestra – e pure per esponenti del Pd come l’onorevole Stefano Esposito – è tardivo. Soria, infatti, era rientrato in servizio solo mercoledì dopo un mese di ferie e dopo essere stato spostato dalla direzione comunicazione istituzionale alla guida del settore Nuovi Media. Un trasferimento che, se pure tutelava la Regione – i fondi a disposizione sono poche centinaia di migliaia di euro a fronte dei milioni del settore comunicazione -, avrebbe comunque permesso a Soria, almeno secondo il Gip, di reiterare il reato e inquinare le prove.

E che sono i New Media, il fratello brutto della comunicazione ?
Le competenze del settore

Gestione e coordinamento dell’informazione integrata on line sia attraverso i siti web regionali sia attraverso altri sistemi telematici multimediali; Coordinamento dei portali Internet della Regione e della comunicazione attraverso le nuove tecnologie di informazione; Promozione del sistema web regionale come piattaforma di sperimentazione per nuove tecnologie; Sperimentazione di nuovi strumenti on line per gli utenti; Realizzazione di prodotti audiovisivi informatici volti a far conoscere i servizi on line; Supporto alle strutture regionali per il corretto utilizzo del sistema di gestione dei contenuti dell’informazione e per la redazione di documenti in linea con l’obbiettivo di realizzare un modello web dinamico e innovativo di redazione diffusa; Supporto tecnico alle Strutture regionali per progetti speciali, programmi ed iniziative inerenti le innovazioni tecnologiche applicate al settore dell’informazione.

Macchine da soldi

* 19 aprile, 2009 * Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Via Lastampa.it

Il silenzio davanti al magistrato. La mancanza di elementi difensivi da valutare. Il ritorno al lavoro in un posto di responsabilità in Regione, con la possibilità di inquinare prove e commettere altri reati. E una «gita» notturna nell’alloggio collegato alle attività sotto inchiesta e appena perquisito dalla Finanza. Per questo è finito in carcere Angelo Soria, dirigente regionale piemontese fratello di Giuliano, patron del Premio Grinzane Cavour. Il mandato di custodia cautelare firmato dal gip Silvia Salvadori si riferisce a nove «determinazioni dirigenziali» firmate da Angelo a vantaggio dell’Associazione Civiltà Territori Letterari (Actl) e due finite a riempire le casse dell’Associazione Studi Iberici (Asi). In tutto, 400 mila euro. Pagati dalla Regione tra gennaio 2006 e ottobre 2008. Le associazioni avevano due presidenti (Luigi Morelli per l’Actl e Giuseppe Bellini per l’Asi), che hanno solo visto passare quei soldi. Il beneficiario era Giuliano Soria. D’accordo con il fratello. «Lui sapeva» ha ammesso il patron del Grinzane. Per questo i fratelli sono sotto inchiesta per peculato.

Una vecchia intervista di Soria

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Arrestato anche Angelo Soria

* 18 aprile, 2009 * Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Una nuova perla della culturopoli sabauda

Angelo Soria, fratello dell’ex patron del Premio Grinzane Cavour, Giuliano, è stato arrestato ieri sera dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Torino. Ex responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Piemonte e trasferito ad un altro incarico dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura di Torino, è accusato di concorso in peculato per una cifra di circa 400 mila euro. È stato arrestato nella sua casa di Castiglione d’Asti.

L’arresto disposto dal gip Silvia Salvadori ed eseguito dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino è scattato alle 22.30 di ieri sera. Nei suoi confronti è stata disposta dal Gip un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Procura della Repubblica.

Secondo l’accusa, agendo nella sua veste di pubblico ufficiale, Angelo Soria si è appropriato di 400.000 euro, precisa la Procura di Torino, «disponendo di tale importo in più soluzioni, adottando undici determinazioni di spesa, senza alcuna ragionevole giustificazione, in favore di private associazioni (Associazione civiltà territori letterari e Associazione Studi Iberici, ndr) che, seppure formalmente presiedute da terze persone, erano in realtà gestite in via esclusiva dal fratello Giuliano che richiedeva le erogazioni patrimoniali che Angelo Soria puntualmente disponeva in suo favore, per iniziative cui in realtà le citate associazioni richiedenti erano del tutto estranee». Contestazioni che fanno riferimento dal novembre 2006 al luglio 2008.

Tutti a casa

* 4 aprile, 2009 * Piemonte * 0 commenti

Via Repubblica

Licenziati e senza l´ultimo stipendio. Quello che più temevano i lavoratori del premio Grinzane Cavour si è avverato. Lunedì il liquidatore dell´associazione, il commercialista Enrico Stasi, ha convocato negli uffici di via Montebello le 13 persone che da anni lavoravano lì – 5 assunti a tempo indeterminato, 8 contratti a progetto – e ha annunciato che il loro incarico era sospeso con effetto immediato. E ha aggiunto che nelle casse del Grinzane non c´erano i soldi né per pagare i loro stipendi di marzo, né per i Tfr, che per qualcuno, che negli uffici di via Montebello lavora da 18 anni, sono consistenti.

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Casa Soria

* 31 marzo, 2009 * Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Le foto dei video che hanno fatto partire la culturopoli sabauda ricordano come previsto la commedia italiana più classica piuttosto che le dignità dei premi letterari

Anche se le ulteriori notizie dicono chela situazione si sta inscurendo politicamente sempre di più

La Regione non poteva sapere che Soria si fosse rivolto ad Unicredit per il trasferimento di credito. Il presidente del Grinzane ha presentato le delibere firmate dagli uffici regionali e ha ottenuto la somma richiesta. Come poteva la Regione essere al corrente di questa operazione, se né Unicredit, né lo stesso Soria hanno informato gli uffici dell´operazione? Questa la scarna replica della Regione sulle ultime rivelazioni del caso Soria, la scoperta di un nuovo buco nei conti del Grinzane, 650 mila euro, l´importo esatto della convenzione annuale stipulata a partire dal 2006.

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La Torino da imbucarsi

* 23 marzo, 2009 * Italia, Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Massimo Numa su Lastampa.it

Gli inquirenti hanno sequestrato, nell’agenzia di viaggio di Santa Rita, i borderò delle trasferte mondiali e locali; dal data-base dell’amministrazione sono stati estratti rendiconti e fatture di alberghi e di un prestigioso auto-noleggio di Torino per ricostruire anche questo aspetto. I regali e i «piaceri» personali di Soria a questa piccola legione di imbucati possono essere letti in vari modi, anche dal punto di vista penale. S’è aperto così il capitolo accompagnatori, tutti regolarmente al seguito delle trasferte estere e locali del Grinzane. Con molte sorprese. Per gli ospiti Vip, il presidente non badava a spese: suite in hotel cinque stelle (con i suoi collaboratori invece relegati nelle pensioni più modeste) e attenzioni particolari: regali più o meno costosi, escursioni e guide durante i premi all’estero, cene e pranzi nei locali più cari e prestigiosi, di Torino ma non solo. Altro che «benefit». Tra gli episodi più curiosi, un viaggio oltre-oceano di padre e figlio adolescente.

Coinvolti un po’ tutti. Politici, intellettuali e giornalisti. Sono state esaminate le liste dei vip. La maniacale precisione di Soria non lascia spazio a dubbi o a interpretazioni ambigue: a fianco del nome della personalità da ospitare nell’albergo X o nel ristorante Y c’è scritto se il «soggetto è accompagnato» o solo o se la presenza del coniuge o dell’amica è «incerta». Tra gli elementi sequestrati, migliaia di e-mail. Le ragazze dell’amministrazione chiedevano agli invitati i nomi e i numeri di passaporto degli accompagnatori. Che rispondevano nel modo più preciso e utile per gli investigatori della procura.

Un paio di assessori hanno già messo le mani avanti: «Le nostre mogli si pagavano i biglietti aerei». Ma anche gli alberghi e i ristoranti? È il dilemma che i detective della polizia tributaria stanno per sciogliere. Sono in ballo cifre rilevanti. Solo per il 2007, il conto spese di alberghi e altro, ha divorato più di 560 mila euro.

La solita vecchia, insopportabile e ipocrita Torino

* 19 marzo, 2009 * Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Bruno Babando su La stampa

Non sono amico di Giuliano Soria. Anzi, allorché nel 2007, in uno dei miei libri semiclandestini (almeno per l’establishment), descrissi l’opacità del sistema che governava il Grinzane Cavour, il caudillo del Monferrato in una telefonata mi sommerse di improperi e minacciò fuoco e fiamme (leggi carte bollate e querele).
Tutto si risolse con la cancellazione della presentazione di Torino, provincia di Milano (così s’intitola il sapido pamphlet) per “sopraggiunta indisponibilità dei relatori”, alcuni dei quali, oggi, sono in prima fila a stracciarsi le vesti, indignati e scandalizzati. Per quanto riguarda l’appuntamento in tribunale, sono ancora qui che aspetto. Non amico, quindi, e neppure garantista tout court.

Giacché ritengo che chiunque rivesta un ruolo pubblico, o vi aspiri, non possa essere neppure sfiorato dal semplice sospetto di un comportamento illecito, come la proverbiale moglie di Cesare.
Eppure, fatta questa premessa, chiedo a gran voce la scarcerazione di Soria. Non entro nel merito delle imputazioni che gli vengono contestate: spetta alla magistratura accertare se e come egli abbia realmente compiuto malversazioni e sottoposto ad angherie i suoi collaboratori. Mi limito a considerare perlomeno risibile che un giovanottone di quasi trent’anni, mauriziano o villico che sia, abbia anche solo per un attimo rischiato di mettere a repentaglio la propria supposta verginità a causa delle attenzioni morbose di un attempato professore che, nottetempo, si infilava tra le lenzuola del suo lettino. Né, francamente, mi convincono le ricostruzioni di una serqua di dipendenti vessati senza che ciò abbia mai provocato la loro benché minima reazione.

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