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Vittorio Pasteris

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Paola Caruso da De Bortoli

* 17 novembre, 2010 * Diritti, Media, Pensieri, Piemonte * 1 commenti

Dopolo sciopero della fame il rientro in via Solferino

Corriere della Sera, ore 16,30. Varco la porta di via Solferino e mi sembra quasi strano. Non mi reggo in piedi. Paradossalmente oggi che ho ripreso a mangiare sto peggio di ieri. Alla reception aspetto di salire in direzione. Ho un incontro con il direttore a cui partecipano anche il condirettore e il direttore delle risorse umane. La prima domanda è ovvia: “Come stai?”. E poi si inizia a parlare della vicenda con toni cordiali, quasi affettuosi.
Non sono qui per una trattativa, ma per un chiarimento su tutta la vicenda. Mi scuso subito per le tante mail di insulti arrivate al direttore: la critica è una cosa, l’offesa un’altra. “Ho risposto a tutti – spiega Ferruccio de Bortoli -. Sono passato per uno che non sostiene i giovani e non così. Ma ho le spalle larghe”.
Abbiamo molte cose da chiarire: dai motivi della protesta alla preoccupazione dei colleghi per la mia salute, dallo stato di crisi del giornale alle mie aspirazioni reali/illuse/disilluse. Cerco di leggere tra le righe, ma faccio fatica perché il mio mezzo neurone rimasto attivo incomincia a vacillare. So che i colleghi mi sono vicini: i loro messaggi di questi giorni mi hanno dato grande conforto. So che amo sempre mamma Rcs, anche se al momento mi considero una figliastra.
E adesso cosa succede? Succede che ho un contratto e posso tornare a lavorare appena mi sarò ristabilita. Nessuna promessa, ma l’assicurazione che chi merita prima o poi fa carriera. Fa davvero carriera. “Insomma, mi perdonate?” dico quasi scherzando. De Bortoli sorride, mi stringe la mano e mi saluta.

Un direttore con la rete aperta e attiva

* 12 aprile, 2009 * Internet, Media * 0 commenti

De Bortoli nel suo discorso di “insediamento”

E allora vi dev’essere una ragione profonda che lega il lettore al proprio quotidiano. E questa ragione sta nella qualità e nella credibilità dell’informazione. Nella capacità del giornale di rappresentare la comunità a cui si rivolge. Di rappresentarla e di difenderla nei suoi bisogni, persino nelle sue paure, ma nella costante necessità di veder riaffermata la propria identità, la propria cultura, le proprie tradizioni. Nella sua utilità come strumento per capire il mondo ma nello stesso tempo come antidoto alla solitudine della globalità. Però, ve lo dico subito, bisogna essere più umili, mettersi di più nei panni di chi legge, avere la pazienza di rispondere alle mail, per esempio. Ogni lettore va curato personalmente, non deve mai sentirsi abbandonato dal proprio quotidiano. Perché poi non torna più. E perché, ricordatevi, nella Rete il lettore sta un gradino sopra di noi. E’ insieme navigatore, utente, consumatore, certificatore e persino giornalista. Qualche volta migliore di noi. Guardate con interesse il fenomeno dei social network e del citizen journalism. Non con sufficienza. Nel minuto successivo alla scossa del terremoto in Abruzzo c’erano già otto persone che l’avevano comunicato, facendo i cronisti, su Twitter.

De Bortoli presidente della Rai

* 9 marzo, 2009 * Media * 0 commenti

E’ praticamente ufficiale: Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore diventerà il nuovo presidente della Rai. Finalmente si muove qualcosa nel rinnovamento auspicato della TV di stato. La Tv di stato guadagna un ottimo e equilibrato giornalista.

La nomina di De Bortoli inizierà a sbloccare la possibile danza dei direttori dei quotidiani cartacei italiani.

UPDATE: De Bortoli ha rinunciato alla carica “Mi ero reso disponibile per la presidenza ma dopo attenta riflessione ho deciso di restare a fare soltanto il giornalista”

La rinuncia di De Bortoli potrebbe comunque far partire la danza dei direttori perchè potrebbe preludere al passaggio di De Bortoli a Corriere o Repubblica