28 luglio, 2011
Media
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Via Repubblica
Tutto confermato. La Corte di giustizia della Ue ribadisce “che i contributi italiani per l’acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 costituiscono aiuti di Stato e le emittenti radiotelevisive che ne hanno beneficiato indirettamente sono tenute a rimborsarli”. Vale quindi la sentenza del tribunale di primo grado contro la quale Mediaset aveva presentato ricorso. Già nella sentenza di primo grado, i giudici europei avevano stabilito che il contributo pubblico all’acquisto dei decoder (150 euro per ogni utente previsti dalla finanziaria 2004 e 70 euro in quella del 2005), attribuiva alle emittenti digitali terrestri “un vantaggio indiretto a danno delle satellitari”.
28 febbraio, 2011
Economia, Italia, Media
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Via Il Fatto Quotidiano
Prometteva passioni, ora è un monoscopio. La televisione Dahlia ha chiuso le trasmissioni venerdì pomeriggio con un messaggio di poche righe per i 600 mila abbonati. Non sospesi: falliti. Il mercato di chi guarda le partite di calcio, ormai spalmate sette giorni su sette, è dominato da Sky sul satellite e da Mediaset sul digitale terrestre, ex coinquilino proprio di Dhalia che per 30 milioni di euro per due anni ha comprato i diritti per la serie B e otto squadre di serie A.
…
Tutto ritorna al mittente: i diritti alla Lega Calcio che martedì ha convocato una riunione sul tema, le frequenze a Telecom Italia Media Brodcasting. Sarà interessante conoscere la strategia di Piero Vigorelli, l’amministratore delegato che dovrà riempire un vuoto e soprattutto recuperare 24 milioni di euro. Di Vigorelli, ai tempi di Mamma Rai, scrisse Dario Di Vico sul Corriere della Sera: “Nelle ore immediatamente successive alla vittoria di Silvio Berlusconi nelle elezioni del marzo ’94: girò nei corridoi di Saxa Rubra avvolto nella bandiera di Forza Italia”. E dunque di mezzo c’è sempre Mediaset che vedeva in Dahlia un avversario morbido, quasi comodo, come quelli scelti per le partite amichevoli.
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11 gennaio, 2011
Media
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Via Il Messaggero.it
Il gruppo Mediaset, per il momento, sta a guardare sulla situazione dei diritti sul calcio che Dahlia tv potrebbe essere costretta a restituire alla Lega. È quanto ha affermato il presidente Fedele Confalonieri rispondendo a una domanda a margine del convegno inaugurale del congresso della Fnsi a Bergamo. A chi gli chiedeva se il gruppo fosse interessato a rilevare i diritti delle partite di serie A in caso si rendessero disponibili, ha replicato: «non so niente, ci penseremo».
Intanto l’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha emesso un comunicato stampa che mette in guardia gli abbonati e suggerisce come comportarsi. “Dahlia Tv è in liquidazione, e ora a rischiare sono gli utenti/tifosi che hanno già pagato per vedere tutte le partite del campionato (di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria, Udinese, per la Seria A, e tutta la Serie B). Se i cattivi presagi si concretizzassero, questi utenti/tifosi aggiungerebbero a quelli di Fiorentina e Palermo, già beffati da Dahlia: avevano accettato abbonamenti annuali dietro la promessa di vedere le partite delle proprie squadre, poi trasmesse da altra emittente sul digitale terrestre.
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30 dicembre, 2010
Diritti, Economia, Media, Piemonte
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Luciano Borghesan su Lastampa.it
Berlusconi ci sta uccidendo», l’Sos giunge dai responsabili delle tv piemontesi che si uniscono al coro nazionale dell’emittenza privata contro il governo. «In un sol colpo – dicono – il decreto Milleproroghe spazza via 45 milioni di euro destinati alle radiotv locali e la Legge di stabilità sottrae all’emittenza nove canali (dal 61 al 69) per destinarle a Mediaset, Rai, Telecom e Sky».
E’ la rivolta di televisioni storiche verso chi si affermò in nome della «libertà d’antenna» contro il monopolio Rai: «Il gruppo Mediaset di Berlusconi persegue da tempo un disegno che prevede il nostro annientamento – avverte Davide Boscaini, da trent’anni impegnato con Quartarete -: Striscia la notizia e le Iene hanno fatto a gara per minare la credibilità delle nostre emittenti, con inchieste su aste, televendite, cartomanti, denunciando truffe, vero, ma senza mai evidenziare che certi personaggi erano diventati tali grazie a trasmissioni nazionali di Rai e Fininvest. Hanno generalizzato, e noi abbiamo perso gli introiti pubblicitari anche di chi non c’entrava con Vanna Marchi e simili. Poi il passaggio al digitale, che a noi non serviva, ora i tagli, la retrocessione a canali che si trovano sul telecomando in collocazioni inarrivabili, l’impossibilità di coprire con il segnale l’intero Piemonte, a causa della suddivisione delle regioni in più aree tecniche. Ci stanno macellando».
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1 dicembre, 2010
Media
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Con le trasmissioni 3D su TV Digitale Terrestre, Quartarete TV è diventata la prima TV locale Italiana e a livello internazionale, a trasmettere in chiaro programmi per la TV
28 novembre, 2010
Media, Piemonte
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In Torino, abbiamo già dato. Via Repubblica
Canali oscurati, centralini degli antennisti presi d’assalto, alberghi e condomini in rivolta perché le tivù non funzionano. Il giorno dello switch off, a Milano, è stato il giorno del grande caos. Tutti disagi previsti, spiegano i tecnici, che però non troveranno soluzione prima di qualche settimana. Addirittura, fino a metà gennaio, dicono alcuni antennisti, “perché fino ad allora l’agenda degli appuntamenti è piena”.
Il primo problema è stato capire cosa stesse accadendo ai televisori. “Abbiamo ricevuto più di duecento chiamate – racconta Giancarlo Righi, antennista della Sai elettronica srl – la maggior parte delle quali per la risintonizzazione. A qualcuno abbiamo provato a spiegarlo via telefono, andarci fisicamente è impossibile”. Secondo problema, le antenne. Con lo switch off molte emittenti hanno cambiato la frequenza da cui trasmettevano e in alcuni condomini è necessaria la mano di uno specialista. Anche per questi interventi erano arrivate moltissime chiamate.
18 ottobre, 2010
Media, Piemonte, Tecnologia
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Dal 25 ottobre al 26 novembre ci compirà il percorso che porterà allo switch-off al digitale terrestre della Lombardia, esclusa la provincia di Mantova, delle province del Piemonte orientale e di quelle di Parma e Piacenza. In tutto saranno coinvolti 600 comuni piemontesi, 1500 comuni lombardi e 90 comuni emiliani.
Ecco tutte le date dello switch-off in Lombardia, Piemonte orientale e Emilia
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24 agosto, 2010
Media
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Via Onetv
Si allungano i tempi di attesa per le regioni del Nord Italia. Secondo il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto, infatti, lo switch off sarà rimandato di alcune settimane. La fase di transizione definitiva dalla televisione analogica a quella digitale avrebbe dovuto coinvolgere, in ordine cronologico a partire dalla metà di settembre, Piemonte orientale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Sembra, tuttavia, che la causa scatenante il rinvio sia da attribuirsi a problematiche di natura tecnica.
Il Comitato Nazionale Italia Digitale non ha potuto ignorare le richieste delle emittenti locali che si erano dichiarate non del tutto pronte ad abbandonare definitivamente la trasmissione analogica in favore di quella digitale. Ecco qui di seguito, dunque, le date ufficiali del rinvio degli switch off nel Nord Italia:
- Piemonte orientale e Lombardia (incluse province di Parma e Piacenza): 15 ottobre – 26 novembre;
- Emilia Romagna: 27 novembre – 2 dicembre;
- Veneto (incluse province di Mantova e Pordenone): 30 novembre – 10 dicembre;
- Friuli Venezia Giulia: 3 dicembre – 15 dicembre;
- Liguria: posticipata al 2011.
20 luglio, 2010
Economia, Italia, Media
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Via Il Fatto Quotidiano
Sky Italia sbarca sul digitale terrestre. Lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha anticipato l’ingresso dei canali di Murdoch nel mercato della televisione in chiaro. Mediaset si è detta “assolutamente sconcertata” dalla decisione e ha annunciato che farà ricorso presso la Corte di giustizia europea. Il realtà la decisione di Bruxelles è un via libera ma a una serie di condizioni. Innanzitutto Sky potrà trasmettere su digitale terrestre solo a patto che, per i prossimi cinque anni, i suoi canali siano “in chiaro”, e cioè distribuiti gratuitamente senza nessun servizio a pagamento. E poi la tv di Murdoch sarà limitata a un solo multiplex, e cioè a una sola frequenza digitale (che però può trasmettere fino a sei canali).
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22 giugno, 2010
Media, Piemonte, Tecnologia
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Via IlPost
Mentre molti di noi seguivano la partita dell’Italia, ieri pomeriggio, su internet sono cominciate a circolare isolate (isolate in Piemonte) grida di allarme: aiuto, dicevano, a Torino la partita non si vede più. Ma stava finendo il primo tempo, eravamo sull’uno a uno, e il resto del paese non se ne è accorto. Quelli che invece erano rimasti collegati anche mentre seguivano la partita hanno visto balenare sui social network gli allarmi piemontesi ma hanno risposto al massimo con un “non rompete, c’è la partita”.
Oggi il disastro Rai di ieri pomeriggio sta assumendo dimensioni più vistose e visibili: ci sono articoli di giornale, interrogazioni parlamentari e agitate polemiche. E meno male che la partita è stata mediocre. Però non si capisce ancora esattamente cosa sia successo, o perché sia successo. Questo è quello che si ricostruisce in Rai.
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20 giugno, 2010
Media, Piemonte, Sport, Tecnologia
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E’ buffo pensare che si dice che lo switchoff al digitale è stato posticipato per evitate che gli italiani rischiassero di non vedere i mondiali. Poi verso la metà del primo tempo di Italia – Nuova Zelanda è sparito il segnale digitale da mezzo Piemonte. Non che calcisticamente sia stata una grande perdita. (via Repubblica)
Quando stava per iniziare su Rai1 il secondo tempo della partita dei Mondiali di calcio Italia-Nuova Zelanda è saltato il collegamento del digitale terrestre della Rai in diverse zone di Torino. Sono così arrivare immediatamente centinaia di telefonate di cittadini arrabbiati ai giornali, ai vigili urbani e alle emittenti private per cercare di conoscerne il motivo. “Non pagherò mai più il canone”, hanno detto alcuni abbonati. “Da quando c’è il digitale terrestre non si vede più nulla”, hanno protestato altri.
18 maggio, 2010
Media, Multimedia
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Via Blitzquotidiano, La testata è diventata semplicemente Rai News
“Rainews informa che da questa mattina gli utenti non ci trovano più al Canale 42 della piattaforma digitale terrestre: ci scusiamo con gli utenti, faremo di tutto per comprendere le ragioni di questo oscuramento e di porvi rimedio”. Corradino Mineo, direttore di Rainews, commenta così la scomparsa di Rainews canale 42 della piattaforma del digitale terrestre e dal canale 506 della piattaforma Sky.
Mineo sottolinea come le “centinaia di mail pervenute al nostro sito e altrettante telefonate testimoniano che, in realtà, molti spettatori non riescono più in alcun modo a sintonizzarsi sul nostro Canale”. Da oggi il canale non si chiama più Rainews24 ma solo Rainews e che, per omologare l’intera offerta aziendale, “la Direzione Generale ha deciso di spostare il logo in alto a destra dello schermo. Il logo, purtroppo, risulta poco leggibile, mentre la nuova grafica impedisce, per il momento, di mandare in onda i flash, strumento indispensabile per una all news. Anche di questo ci scusiamo con gli utenti”, conclude Mineo.
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