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Vittorio Pasteris

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Analizzando la vicenda di Alex Schwazer

* 10 agosto, 2012 * Pensieri, Sport * 0 commenti

Nell’attesa che i media italiani finiscano di tartassare Alex Scwhazer e inizino a fare analisi degli accadimenti come ha fatto Stefano Tesi

Se crediamo all’atleta, che dice (inverosimilmente) di aver fatto tutto da solo, dallo scandalo escono tutti a pezzi: non solo la Federazione e il Coni, ma anche l’entourage di Alex, perché è da non credere che un tesserato-personaggio di quel livello venga lasciato libero di agire in solitudine (in tutti i sensi: possibile che a un olimpionico, a tre settimane dalla gara della vita, sia consentito di allenarsi per lunghi periodi all’estero senza avere al seguito un allenatore, un preparatore, un tecnico e uno staff dedicati, un manager, un assistente, qualcuno insomma per non dire della fidanzata-pattinatrice e campionessa mondiale che cade dal pero? Mah… Se invece gli è consentito, è anche peggio). E ovviamente ne esce distrutto, come ne è uscito, lo stesso marciatore: tanto per la disonestà quanto per l’ingenuità, visto che è inspiegabile il motivo per il quale un campione esperto possa solo concepire di iniettarsi sostanze illecite che sa perfettamente essere individuabili al primo banale controllo. A meno di non pensare alla volontà di un suicidio sportivo.

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Il comunicato più stupido dell’anno lo ha fatto il CONI

* 6 agosto, 2012 * Diritti, Sport * 0 commenti

Mentre tutta l’Italia e il mondo sanno che cosa è successo ad  Alex Schwazer

Choc doping sugli azzurri nel giorno in cui l’Italia ha conquistato altre tre medaglie. Alex Schwazer, campione della 50 km di Pechino, è stato escluso da Londra 2012 perché positivo all’Epo ad un test anti doping, effettuato il 30 luglio ad Oberstdorf, dove si stava preparando per i Giochi.  “Meglio che non mi chieda come sto, ho sbagliato…”. Al telefono con l’Ansa Alex Schwazer trasmette la disperazione dell’ atleta che nel volgere di metà pomeriggio è passato dalla gloria sportiva alla vergogna. Infatti spiega in una dichiarazione “Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato”. “Ho fatto tutto da solo e di testa mia – prosegue nella sua dichiarazione l’atleta azzurro – e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo”. Poi, la conclusione: “la mia vita nell’atletica è finita oggi”.

il CONI pubblica questo comunicato omettendo faresicamente nome e cognome

Il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Petrucci, sentito il capo delegazione, Raffaele Pagnozzi, ha disposto l’esclusione immediata dalla squadra olimpica di un atleta che non è ancora giunto a Londra.  Per tale atleta infatti il CONI ha ricevuto nel primo pomeriggio di oggi una notifica di esito avverso per un controllo antidoping disposto precedentemente dalla WADA. Il Capo Gruppo della disciplina interessata è stato prontamente informato dal CONI per gli adempimenti di conseguenza.

Lo scandalo insabbiato

* 7 marzo, 2009 * Diritti, Pensieri, Sport * 0 commenti

Come probabilmente “la ragion di stato” ha fatto insabbiare la più grande inchiesta di sempre sul doping nello sport (via repubblica.it)

sacca-sangueErano cominciati gli anni d’oro della Spagna sportiva. Il paese si identifica nei suoi eroi, nel Real di Capello, Zidane e Raul, in Nadal, in Alonso. Che bisogno c’era di rischiare di distruggere quel castello di emozioni? Così appena comparve la parola Liga nell’inchiesta, tutto si fermò davanti a un problema giuridico “insormontabile”: il doping, al tempo, non era un reato penale. Uno scoglio fino ad allora sempre brillantemente aggirato ma che da quel momento in poi divenne pietra tombale. E l’inchiesta si fermò.