13 agosto, 2010
Ambiente, Computer
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Via Lastampa.it
- La produzione di apparecchi elettronici consuma grandi quantità di energia e materiali tra cui sostanze tossiche o di valore, o entrambi; occorre quindi evitare che finiscano nelle discariche.
- L’alta frequenza con cui vengono rimpiazzati questi apparecchi e il fatto che la maggior parte dell’energia che consumano viene utilizzata per produrli piuttosto che per farli funzionare (80% contro 20%) significa che qualsiasi iniziativa che ne prolunghi la vita – come, ad esempio, il loro riutilizzo – dovrebbe avere la priorità.
- Riutilizzare computer ancora in buono stato fa risparmiare 20 volte più energia rispetto al loro riciclo. Inoltre, il riutilizzo ha costi assai minori in termini di sfruttamento delle risorse. Di conseguenza, la gerarchia delle opzioni di gestione dei rifiuti, che preferisce il riutilizzo al riciclaggio, si può applicare ai rifiuti elettronici e a quelli di altro tipo.
- Le apparecchiature elettroniche vengono spesso sostituite prima che ne sia concluso il ciclo vitale, quindi il riutilizzo avvantagerebbe quanti non possono permettersi di acquistarle nuove.
- I risultati superiori del riutilizzo sono stati riconosciuti anche dalla legislazione dell’Unione Europea. La Direttiva europea sui Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici contiene elementi che danno la priorità al riutilizzo, ma la mancanza di target specifici fa sì che spesso il riciclaggio diventi la norma di fatto. Perciò occorre fare di più sia in Europa che altrove per cominciare a raccogliere i frutti del riutilizzo.
8 maggio, 2010
Ambiente, Computer
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Via It-espresso
A 30 mesi dall’avvio del Sistema Nazionale di gestione dei RAEE il provvedimento attua semplificazioni per i negozi, introduce vantaggi per i consumatori e consente potenzialità di crescita e di sviluppo della raccolta di RAEE in Italia.
Il Decreto RAEE, pubblicato il 29 luglio 2005, entrato in vigore il 13 agosto 2005 e diventato attuativo nel novembre 2007, oltre a sancire la raccolta differenziata di tutte le tipologie di Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ha introdotto anche il principio del ritiro “uno contro uno”, oggi diventato finalmente realtà con il Decreto n.65 dell’8 Marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.102 del 4 maggio ed in edicola oggi. Secondo tale principio, in occasione di un nuovo acquisto di un’apparecchiatura elettrica od elettronica destinata ad un nucleo domestico, il distributore avrà l’obbligo di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura a fine vita – purché sia equivalente alla prima – e di predisporne il trasporto presso i centri di raccolta autorizzati.
Dal 19 i distributori avranno 30 giorni per iscriversi nell’apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali ed organizzare il ritiro; dal 18 giugno il consumatore potrà quindi conferire gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico anche presso il punto di vendita (o al momento della consegna a domicilio), a fronte dell’acquisto di un nuovo analogo prodotto.
12 gennaio, 2010
Ambiente, Computer
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L’Officina Informatica Libera recupera hardware considerato obsoleto, ma che noi può essere felicemente riutilizzato. Non si tratta di smaltimento vero e proprio, ma di recupero. Il vantaggio che ne deriva sta anche nel diminuire la quantita’ di rifiuti RAEE da dover smaltire a proprie spese, e nella gratificazione dovuta ad un azione che riduce l’inquinamento dovuto ai RAEE.
Tutti i giovedì In Via silvio Pellico 8 dalle 18 alle 20 presso Fluxlab Torino è possibile
presentarsi con il proprio PC o con pezzi di PC per scambiare hardware
29 giugno, 2009
Economia, Mobile, Tecnologia
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E’ ufficiale: arriverà sul mercato a partire dal 2010 la nuova generazione di cellulari dotati di un caricatore standard. Un accordo in questo senso e’ stato infatti raggiunto dall’industria del settore che ha cosi’ risposto ad un preciso invito della Commissione Europea.
La diversita’ dei caricatori ha fatto accumulare ogni anno diverse migliaia di tonnellate di rifiuti.
27 maggio, 2009
Computer
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Via Lastampa.it
Quando si parla di riciclo di PC c’è molta confusione, infatti 7 europei su 10 preferiscono mettere in ripostiglio piuttosto che riciclare i vecchi apparecchi elettronici, in particolare, inglesi e italiani. Questo è il quadro che viene messo in luce da una ricerca condotta da Dell sulle abitudini al riciclo di 5.000 persone intervistate in Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Germania. Lo studio rivela anche che solo il 5% degli europei ricicla i vecchi computer.
Ci sono interessanti discrepanze di sesso, età e nazionalità quando si parla di riciclo: i tedeschi sono i più attenti (quattro su cinque riciclano regolarmente) rispetto ai britannici (solo uno su due). I maschi europei sono meglio informati sulle procedure di riciclo di un PC, ma questo non fa di loro dei perfetti “riciclatori”.
Le donne sono complessivamente più coinvolte dalle iniziative a protezione dell’ambiente; riciclano meno solo per mancanza di conoscenza delle procedure piuttosto che per scarso interesse:
- le donne prendono a cuore le possibili implicazioni sull’ambiente del riciclare o meno e si preoccupano di dove vadano a finire i prodotti da riciclare una volta che escono dalla propria abitazione.
- le donne leggono le etichette e le avvertenze poste sui PC e sulle attrezzature elettroniche e si preoccupano di più dei consumi energetici quando acquistano nuovi prodotti rispetto agli uomini
- le donne sono meno interessate all’estetica dei prodotti e non amano packaging eccessivi, ma pensano che le aziende produttrici dovrebbero lavorare sulla riduzione degli imballaggi.
5 dicembre, 2008
Computer, Diritti
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Via Sos Computer
Tutti i rifiuti possono essere riciclati, anche quelli informatici, contribuendo a sconfiggere l’electronic waste che rischia di essere uno delle peggiori forme di inquinamento ambientale del futuro.
Il problema è però di evitare che nelle operazioni di smaltimento restino disponibili dati digitali che contengono dati personali e magari sensibilì. Per questo il Garante per la privacy ha messo a punto una serie di indicazioni per evitare che, al momento di dismettere apparecchiature elettriche ed elettroniche rimangano in memoria nomi, indirizzi mail, rubriche telefoniche, foto, filmati, numero di conto bancario, dati personali in generale, anche di tipo sensibile come quelli sanitari.
Le misure suggerite dal Garante per una rottamazione sicura di pc e dispositivi elettronici, attrsaverso un provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato, hanno l’obiettivo di richiamare tutti sulla necessità di assicurare una reale ed effettiva cancellazione dei dati.
Si va da misure tecniche preventive o di cancellazione sicura, alle indicazioni per la distruzione degli hard disk e supporti magnetici. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il
Garante metterà a disposizione sul suo sito un documento con le istruzioni per una cancellazione sicura dei dati.
5 agosto, 2008
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Vai Repubblica
La denuncia viene da Greenpeace che, con un’azione di “spionaggio industriale” è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l’Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all’anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l’ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.
Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E’ questa la fine che fa una buona parte dell’e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell’Unione Europea e di oltre l’80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.
29 novembre, 2006
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Via lastampa.it
Oggi l’Onu ha lanciato un monito sulle decine di migliaia di tonnellate all’anno di spazzatura elettronica che finiscono in Africa: a Nairobi delegazioni di oltre cento nazioni che aderiscono alla convenzione di Basilea stanno cercando una soluzione all’«e-waste».
Il grido di allarme era già stato lanciato in un rapporto pubblicato settimana scorsa in Australia dall’Ufficio di statistica: gli australiani, tra i piu grandi consumatori al mondo di computer e avidi di qualsiasi novità che aggiorni ed espanda di continuo i loro sistemi, producono E-waste (rifiuti elettronici) con un tasso di crescita triplo rispetto al resto delle immondizie.
14 luglio, 2006
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Lo sviluppo dell’elettronica e dei computer, la velocità dii evoluzione delle apparecchiature e la conseguente obsolescenza in brevi termini delle stesse ha generato un grave problema di inquinamento da rifiuti teconologici chiamato in gergo e-waste.
www.ewaste.ch
8 marzo, 2005
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From Ebay: Rethink: Fresh Ideas for a Cleaner World
The Rethink Initiative brings together industry, government and environmental organizations to offer a fresh perspective and new answers to the challenge of e-waste.
On this site you can find information, tools and solutions that make it easy – and even profitable – to find new users for idle computers and electronics, and responsibly recycle unwanted products.
eBay and the Rethink Initiative: A natural combination
eBay recognizes that its member community of more than 125 million computer users can be a powerful force for good. Educating and enabling them to take action to reduce e-waste is good for the environment. eBay’s heritage is also about bringing buyers and sellers together – making it easy for people with idle computers and electronics to find others who can put them to good use. Putting old products to new use extends their useful life and delays their entry into the waste stream.
http://pages.ebay.com/rethink/