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Vittorio Pasteris

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Leggere bene i dati del paywall del NYT

* 8 febbraio, 2012 * Internet, Italia, Media * 0 commenti

Pier Luca Santoro via Ejo

Dopo tentennamenti e rinvii a marzo del 2011 il quotidiano newyorkino ha introdotto quello che personalmente ho definito come un “soft paywall” per la possibilità offerta di leggere sino a 20 articoli senza pagare, così come altrettanto avviene se si approda sul sito del NYT arrivando da un social network e/o da un motore di ricerca. La formula si è rivelata vincente e già a metà dell’anno scorso appariva chiaroche l’obiettivo di raggiungere 300mila abbonamenti digitali nei primi 12 mesi sarebbe stato raggiunto.

Arrivano ora i risultati dell’ultimo trimestre a confermare che effettivamente la meta non solo è stata raggiunta ma addirittura superata. Secondo i dati diffusi alla fine della scorsa settimana, a fine dicembre 2011 sarebbero stati effettuati ben 406mila abbonamenti a pagamento dei quali 390mila sono direttamente riferibili al New York Times. Se già la settimana scorsa è stato approfondito il significato ed il valore, soprattutto, del successo del Mail Online proprio a discapito del giornale statunitense, anche in questo caso vale la pena di andare oltre le apparenze e qualificare meglio i termini del successo.

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Delle dimissioni Malinconiche

* 10 gennaio, 2012 * Media * 0 commenti

Via Corriere.it

Il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti ha ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del consiglio per l’editoria, Carlo Malinconico. Il sottosegretario si è dimesso perchè avrebbe soggiornato in un albergo lussuoso a spese di un imprenditore della «cricca», secondo la ricostruzione degli inquirenti pubblicata su alcuni giornali.

Nell’incontro, il sottosegretario ha riferito al Presidente, affermando la correttezza della propria condotta, dopo le polemiche scaturite dalla notizia che le spese per un suo soggiorno all’Argentario erano state pagata da Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti del post terremoto in Abruzzo. Malinconico ha lasciato l’incarico «per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonchè per salvaguardare la credibilità e l’efficacia dell’azione del Governo», si legge in un comunicato di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio, nell’accettare le dimissioni, ha manifestato al sottosegretario Malinconico il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell’anteporre l’interesse pubblico ad ogni altra considerazione. Il Presidente Monti ha inoltre ringraziato il sottosegretario per il suo contributo al lavoro del Governo, pur nella brevità del suo incarico. Carlo Malinconico non è indagato: non è infatti reato accettare favori se non si fa nulla in cambio.

Una cricca Malinconica

* 9 gennaio, 2012 * Diritti, Media * 0 commenti

Via il Fatto Quotidiano

Quando si è visto arrivare il programma delle ferie di Carlo Malinconico per il 2008 Roberto Sciò, patron di uno degli alberghi più belli e cari d’Italia, Il Pellicano di Porto Ercole, nonché padre della più famosa stellina di Non è la Rai Yvonne, sbotta: “Ho visto il fax ci mancava poco che svengo”. Sciò ne ha viste tante nel suo Relais & Chateaux 5 stelle con terrazza sul più bel tramonto del Tirreno, e ride: “Francesco ma che te lo sei adottato il professore?” E poi “Ma che stai costruendo un grattacielo da qualche parte?”….. “e mi auguro che sia veramente foriero tutto questo tuo… (e ride)”. Piscicelli imbarazzato ride anche lui: “Fa parte dei giochi, che vuoi fare? Di qualsiasi colore essi siano poi”.

Il Fatto, pubblica oggi l’elenco che stava facendo svenire Sciò e l’informativa dei Carabinieri del Ros del 7 giugno 2010 sulle vacanze al Pellicano dalla quale risulta una verità incompatibile con il ruolo di Malinconico. Il Ros di Firenze ha passato ore ad ascoltare le intercettazioni telefoniche e ad acquisire le ricevute dell’hotel. La conclusione è netta: “E’ stato rilevato, in sintesi che, tra il 2007 e il 2008, il professor Carlo Malinconico ha soggiornato più volte presso la struttura alberghiera Il Pellicano, e le relative spese quantificate in complessivi euro 19. 876, 00 sono state pagate, con varie modalità, di seguito specificate, da Piscicelli Francesco Maria”.

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Caro Mario Monti: l’editoria non è la Fieg

* 30 novembre, 2011 * Blog, Diritti, Economia, Italia, Media * 0 commenti

Una lettera a Mario Monti sulla nomina a sottosegretario di Malinconico e sull’editoria italiana (tutta la lettera direttamente sul Fatto Quotidiano)

Caro Mario Monti, mi permetta la forma inconsueta, ma ho sentito la necessità di scriverle in forma epistolare. Da tanto tempo avevamo sperato in un suo governo dopo gli anni bui del berlusconismo ed avevamo esultato come la maggior parte degli italiani nel momento in cui il presidente Napolitano le aveva conferito il mandato per la realizzazione del nuovo Governo.

L’altro ieri però una notizia ci ha fatto incupire: Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria. Nulla di personale, però Carlo Malinconico (per farla breve) è dal 2008 presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, la FIEG.

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Un tipo molto Malinconico diventa sottosegretario per l’editoria

* 29 novembre, 2011 * Economia, Italia, Media, Multimedia, Pensieri * 0 commenti

Il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, è il sottosegretario all’editoria del Governo Monti. Di Malinconico  si è tristemente (scusate ma non è un gioco di parole) parlato in questo blog. La spinta innovativa del soggetto è tale che tenterà probabilmente di fare utilizzare la carta di cellulosa anche a Radio e Televisione e probabilemente farà chiudere tutta l’informazione online che non sia iscritta alla Fieg. Scherziamo … o perlomeno per ora è uno scherzo.

Caro Monti, ma il peggio lo dovevi proprio mollare all’editoria, pardon al futuro dell’editoria ?

Nel video degli sprazzi del “Malinconico pensiero”

La crisi morde a La Stampa

* 2 novembre, 2011 * Economia, Media, Piemonte * 2 commenti

Via Lo Spiffero

Rivoluzione nella macchina organizzativa della Stampa a sei mesi dal trasloco del giornale nella nuova sede – proprietà Intesa-Sanpaolo – di via Lugaro, edificio, in affitto, dove saranno concentrati tre falle della gestione Fiat-Elkann: appunto La Stampa, che continua a perdere copie e che chiuderà il 2011 in rosso di 700 mila euro, la cugina Publikompass, non certo in floride condizioni, e l’Alpitour, sloggiata non senza dolore (per il personale) da Cuneo.

In sostanza la famiglia Elkann, creando tre nuove direzioni, ha silurato il vicedirettore generale, Angelo Cappetti, uno dei pilastri del quotidiano torinese, da sempre tenuto sotto la mano benevola della consigliera d’amministrazione Giovanna Recchi e che tutti si aspettavano prossimamente al vertice. Da un giorno all’altro Cappetti è stato spostato alle partecipate dell’Itedi: Nexta (multimedia), Bmi (radio e internet) e Todis (distribuzione). Come dire messo nel retrobottega con un contentino: aiutare il direttore delle “Funzioni centrali”, una delle nuove tre direzioni, per le questioni legali.

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I giornali quotidiani possono sopravvivere solo con Internet. Si, no, forse

* 22 agosto, 2011 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

Stefano Quintarelli analizza in maniera straordinaria il mercato editoriale … Questo è il finale, leggere il resto è cultura allo stato puro (per chi sa apprezzare senza prosciutti sugli occhi)

Un giornale italiano (escluse riviste di nicchia), io, almeno, lo leggo esclusivamente per le informazioni commodity, per quelle non-commodity il più delle volte mi infurio per la scarsa qualità e saltuariamente mi sorprendo per aver trovato qualcosa di buono.
Ne consegue che se talvolta trovo comodo leggere il giornale cartaceo (io non sono uno di quelli sempre connessi con iPad a seguito), non ho alcun motivo valido per abbonarmi/acquistare un’edizione online avente questi contenuti, zero, se anche decidessero di chiudere l’edizione online di Repubblica o del CorSera, la differenza per me sarebbe sicuramente molto inferiore che se invece decidessero di non renderla più disponibile in edicola.

La Fieg fa training autogeno

* 7 maggio, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

I testi delle pubblicità della campagna istituzionale print power della Fieg sono imbarazzanti. Vedere l’immagine per credere.
Qualcuno gli spieghi che siamo nel 2011 !

Italic n.2: eroticamente scorretto

* 6 maggio, 2011 * Media, Personale * 0 commenti

È in edicola il secondo numero di Italic


Qualche articolo in anteprima

Da IacopinoLeaks all’assalto frontale al sistema della vecchia informazione

* 6 maggio, 2011 * Italia, Media, Multimedia, Personale * 0 commenti

Qualche idea per rivoluzionare il mondo dell’editoria italiana.

Continua la curva discendente dei quotidiani cartacei

* 28 marzo, 2011 * Economia, Media * 1 commenti

Via Pazzo per Repubblica

Quasi 50mila copie in meno per il Corriere della Sera in un anno. E’ quanto emerge dai dati Ads sulla diffusione dei quotidiani italiani a dicembre 2010, raffrontati con quelli dello stesso mese del 2009: il giornale di via Solferino è passato da 539mila a meno di 499mila copie, sotto la “soglia psicologica” delle 500mila quindi, con una perdita del 9,1%.
Perdita più contenuta ma comunque pesante per La Repubblica, passata da 485mila a 449mila copie (-7,4%), e per Il Sole 24 Ore, che nello stesso periodo lascia sul campo quasi 24mila copie (da 291mila a 267mila, -8,2%). Giù anche La Stampa, da 300mila a meno di 280mila copie, oltre 20mila in meno (-6,9%).
In attesa di vedere le conseguenze del passaggio di Vittorio Feltri dal Giornale a Libero, il quotidiano di Paolo Berlusconi tiene sostanzialmente con una perdita contenuta un mille copie, a quota 183mila (-0,6%); più consistente il calo di Libero, oltre 8mila copie in meno a quota 105mila (-7,4%).

La nuova bolla del digitale analizzata dal NYT

* 28 marzo, 2011 * Economia, Internet * 1 commenti

Via NYT