28 febbraio, 2010
Sport, Torino
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I lavoratori di Termini Imerese avevano chiesto ai giocatori del Palermo di battere la Juventus.
Fabrizio Miccoli, capitano dei rosanero, aveva risposto “Il nostro impegno non è mai mancato per tutta la stagione e non mancherà certamente ora ma stavolta avremo uno stimolo in più, dopo che gli operai di Termini ci hanno chiesto di vincere per loro. A prescindere dall’esito del campo, noi daremo tutto quello che abbiamo. Come squadra e come società siamo loro vicini, è gente che ha trascorso tutta la vita in quegli stabilimenti, che ha famiglia, dei bambini da sfamare, che deve continuare ad avere un lavoro”.
Il Palermo ha vinto 2-0 contro la Juventus allo Stadio Olimpico di Torino.
22 febbraio, 2010
Economia, Torino
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Via Repubblica.it
“Non mi scandalizzano gli alti compensi in sé, ma il fatto che quest’anno i bonus dei top manager della Fiat cresceranno di almeno un terzo, mentre contemporaneamente i premi dei dipendenti verranno ridotti del 30-40 per cento, e stiamo parlando di cifre già basse: l’anno scorso si erano attestati in media tra gli 800 e i 900 milioni”. A Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, proprio non va giù la notizia secondo la quale quest’anno, nonostante la crisi e la cassa integrazione, i top manager incasseranno compensi che superano di almeno un terzo quelli dell’anno precedente.
In particolare, all’amministratore delegato Sergio Marchionne, per il fatto di aver raggiunto un utile di gestione di 1,1 miliardi e di aver tenuto l’indebitamento a 4,4 miliardi, è stato assegnato un bonus di 1,343 milioni, che si aggiunge ai 3,347 milioni percepiti per la carica ricoperta nel Gruppo. Luca di Montezemolo incasserà 5,2 milioni, di questi 550.000 euro sono la retribuzione per la presidenza, mentre 4,6 milioni comprendono l’emolumento per la presidenza Ferrari e il raggiungimento dei bonus legati agli obiettivi di bilancio di Maranello. Mentre al vicepresidente John Elkann vanno ’solo’ 631.000 euro. In tutto, per i top manager di prima fascia il monte stipendi è salito dagli 11 milioni del 2008 ai 19 del 2009. Gli aumenti verranno proposti all’assemblea degli azionisti della Fiat in calendario il 26 marzo.
18 febbraio, 2010
Economia, Mobile
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Via Reuters Italia
Un progetto di conversione degli stabilimenti di Termini Imerese alla produzione di veicoli senza benzina è stato presentato oggi dal fondo di private equity Cape Spa e dalla Regione Sicilia, con lo scopo di superare la crisi derivante dall’intenzione di Fiat di cedere gli impianti del comune palermitano.
Il progetto – scrivono i promotori – si pone contemporaneamente lo scopo di convertire gli impianti di Termini Imerese e di realizzare in Sicilia un centro di sviluppo, ingegnerizzazione, produzione e vendita di veicoli alimentati con energia solare.
“L’intento di Cape è quello di dare soluzione al contingente problema dello stabilimento di Termini, convertendone oltre all’area, anche le risorse umane”, dice la nota. Il progetto assicurerebbe l’occupazione di 3.400 persone, di cui 1.400 a Termini Imerese e 2.000 a Catania.
E fra le proposte alternative quella di un socio di Montezemolo
8 febbraio, 2010
Personale
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Lunedì 8 febbraio alle ore 18, presso Il Circolo della Stampa a Torino in Corso Stati Uniti 27, Gigi Moncalvo presenta il suo libro I lupi & gli Agnelli. All’incontro interviene Luciano Moggi, ex Direttore Generale della Juventus.
3 febbraio, 2010
Economia, Torino
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Via repubblica.it
Sciopero di quattro ore oggi per i metalmeccanici della Fiat di Termini Imerese, che protestano contro il piano industriale del Lingotto che prevede la chiusura dello stabilimento siciliano nel 2011. Gli operai hanno aderito in massa alla protesta indetta dai sindacati Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Davanti un cancello è previsto anche un sit-in, al quale partecipano anche molti dirigenti sindacali locali e il segretario nazionale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini.
…
Il segretario della Fiom contesta all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, “di cambiare spesso idea”. “Fino a qualche mese fa Marchionne prevedeva investimenti e nuova occupazione a Termini Imerese – aggiunge Rinaldini – poi, dopo l’accordo con Chrysler, ha deciso che la fabbrica deve chiudere, ma non esiste un motivo reale se non quello che l’azienda sta spostando il suo business agli Stati Uniti”. Rinaldini giudica “insensate e arroganti” le recenti dichiarazioni di Marchionne.
E intanto il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha affermato che non è detto che anche nel 2010 vengano erogati gli incentivi auto. “Stiamo valutando se siano ancora utili o un fenomeno distorsivo del mercato”, ha detto Scajola, precisando che non si può “andare avanti in maniera disarmonica con l’Europa”, ricordando che il tema sarà sul tavolo della riunione dei ministri dell’industria in Spagna. “Se procederemo con gli incentivi – ha quindi ribadito – saranno ridotti nel tempo e nell’intensità”. Scajola lo ha detto a margine della presentazione del Rapporto Aie sulla politica energetica italiana.
2 febbraio, 2010
Economia, Torino
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Via Lastampa
Nastro biancorosso e volantini per “sigillare” i luoghi simbolo della Fiat a Torino, in corso Agnelli e via Nizza. Il tutto corredato da striscioni con la scritta «Fiat odia l’Italia». È quanto inscenato questa notte e rivendicato dal centro sociale di destra Casapound, che ha realizzato forme di protesta simile contro la casa automobilistica torinese su tutto il territorio nazionale.
«Si tratta di un’azione non violenta – spiega in una nota Marco Racca, coordinatore regionale di Casapound -, di un gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio. Esigiamo lo stop agli incentivi per auto prodotte all’estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati, chiedendo nel contempo incentivi solo per auto prodotte in Italia. La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante ciò, ha tradito il nostro Paese e la nostra gente, licenziando e chiudendo le fabbriche per produrre all’estero».
8 gennaio, 2010
Economia, Torino
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Via Repubblica.it
La condanna di tutti gli imputati è stata chiesta dal pm Giancarlo Avenati Bassi al processo per l’equity swap di Ifil-Exor. Il magistrato ha chiesto due anni e sei mesi per l’avvocato Franzo Grande Stevens, due anni per Gianluigi Gabetti e un anno e sei mesi per Virgilio Marrone. Il pm ha parlato cinque ore: al suo fianco, per tutto il tempo, è rimasto il procuratore capo Giancarlo Caselli.
Il processo vede i tre manager della famiglia Agnelli imputati per aggiotaggio informativo. Secondo il pubblico ministero, i tre imputati “sono responsabili dei reati loro ascritti per aver pubblicato e diramato comunicazioni Ifil e “Giovanni Agnelli e c.” per tenere segreta un’operazione (l’equity swap sul titolo Fiat) che nel segreto aveva il suo connotato più rilevante. Un’operazione effettivamente intrapresa o quantomeno allo studio e non comunicata al mercato”. Per tutti e tre i manager il pm ha richiesto la concessione delle attenuanti generiche per il ruolo che hanno avuto nella storia, nella cultura e nell’economia del Paese.
29 dicembre, 2009
Economia, Pensieri, Torino
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Il WSJ su Marchionne, Torino, Fiat, …
The holidays in Turin have certain rituals that set the city apart from others in Italy. That’s because Turin is home to the country’s largest manufacturing company, the multinational auto maker Fiat SpA, and like all big companies, Fiat is a sort of state within a state.
Besides traditional winter festivities, such as buying orange-colored boxes of handmade hazelnut chocolates at Gobino and stopping for a cup of hot chocolate mixed with coffee and cream at Café al Bicerin to fight off the Alpine cold, Turin offers parallel Fiat activities.
In this photo from 1955, Fiat 600s are driven on the roof track of the Lingotto factory in Turin. Like the car maker that calls it home, Turin, more than any other Italian city, mixes old with new, tradition with innovation.
Fiat auto workers’ kids receive gifts at the company’s annual Christmas party as the car maker’s sprawling Mirafiori factory shuts for the break. Fiat Chief Executive Sergio Marchionne delivers his annual speech to hundreds of managers gathered at the Lingotto—a former factory modeled on the Ford plant in Detroit where the Model T was born—that now houses Fiat’s executive offices.
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23 dicembre, 2009
Economia, Torino
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Marina Cassi su Lastampa.it
sono confermati, per il 2010, alcuni modelli Idea, Musa, Mi.To; altri sono annunciati in fine produzione come Punto e Multipla. E due sono, nel 2011, in arrivo: si tratta del monovolume L0 che sarà realizzato a cinque e a sette porte; si potrebbe dire una sorta di prosecuzione ideale della Multipla.
Ma le notizie sui modelli, peraltro già conosciute, non si fermano qui. Marchionne spiega che Mirafiori sarà riorganizzata per «installare una linea di produzione del tutto nuova, che sia in grado di costruire contemporaneamente modelli diversi». Il reparto della lastratura sarà completamente rifatto. L’obiettivo è «ottimizzare la flessibilità del sito, saturare la capacità produttiva, migliorare l’utilizzo della manodopera, ridurre i tempi di formazione e le operazioni per ogni persona». Per Marchionne sono «interventi che cambieranno a fondo Mirafiori».
L’ad Fiat ha anche parlato della Bertone – vera novità dell’anno – riconfermando che lì, a partire dal 2011, si produrranno due modelli Chrysler di alta gamma con l’obiettivo di arrivare a una produzione di 50 mila auto all’anno. Marchionne si concede una battuta: «Credo che al di là del programma di lavoro la cosa più importante sia che questa iniziativa ci ha permesso di dare un futuro lavorativo a più di mille persone che non facevano parte del gruppo Fiat».
14 dicembre, 2009
Sport, Torino
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Paolo Griseri su Repubblica
Gentile ingegner John Elkann, detto Jaki.
Sono abbastanza vecchio per poterle raccontare come si comportò suo nonno, Gianni Agnelli detto l´Avvocato, in una situazione nella quale la Juventus si trovava ad affrontare difficoltà molto simili a quelle odierne.
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Suo nonno, ne siamo convinti, non l´avrebbe pensata allo stesso modo e neppure suo prozio, il dottor Umberto. Entrambi (lo fecero prima con Boniperti e poi con Giraudo e Moggi) avrebbero capito che, prima di tutto, il vero problema della Juventus è rappresentato dalla sua gestione societaria piuttosto che soltanto dalla sua guida tecnica. Ed entrambi, ne sono altrettanto sicuro, non avrebbero esitato a intervenire, in una struttura dove quasi nessuno capisce qualcosa di calcio, dove Blanc adesso assomma i poteri sia di presidente e di amministratore delegato e dove la campagna acquisti è stata affidata, negli ultimi anni, all´ex ragazzo di fatica di Luciano Moggi. Serve qualcuno che sia in grado di non sprecare 50 milioni di euro per due buoni giocatori che non sono però dei fuoriclasse (Diego e Melo) e soprattutto qualcuno che sappia distinguere un regista (Xabi Alonso, D´Agostino) da una pletora di mediani (Sissoko, Melo, Marchisio e Poulsen). Poi, forse, servirà anche un allenatore.
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3 dicembre, 2009
Pensieri, Torino
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A Torino è partito un nuovo giornale online che sta cercando di fare le pulci alla Torino che conta …