Un seminario nazionale sull’ evoluzione del giornalismo online da tenersi a Firenze in primavera. E’ questa una delle proposte emerse dalla riunione del gruppo DiGiTi (Giornalisti digitali toscani) che si è svolta ieri sera (23 gennaio) nella sede dell’ Associazione stampa Toscana.
L’ incontro dovrebbe segnare il lancio su scala nazionale dell’ esperienza che DiGiTi ha avviato in Toscana un anno fa, attraverso un lavoro di condivisione delle analisi e dei problemi del settore. Un’ attività che?–?è stato riconosciuto unanimemente?—?potrebbe essere allargata efficacemente a tutto il territorio nazionale imponendo all’ attenzione del sindacato dei giornalisti le specificità (in termini di relativa fragilità, certo, ma anche di ricchezza e di occasioni professionali) del lavoro e dell’ impresa giornalistica digitale.
Le linee generali del seminario?–?ha proposto Paolo Ciampi, presidente dell’ Ast?–?potrebbero essere elaborate nel corso di una riunione a cui DiGiTi inviterà rappresentanti di tutte le altre Associazioni regionali di stampa interessate al mondo del giornalismo digitale.
La proposta è stata pienamente accolta da Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa (Fnsi).
Oggi glorioso meeting di LSDI a Firenze per progettare molte cose e fare il punto della nostra attività oltre ad incontrare un sacco di amici e festeggiare il nuovo sito ancora in beta.
Qualche notizia aggiornata su Giornalismi e Giornalisti Libera stampa liberi tutti, per una nuova dignità della professione giornalistica, contro lo sfruttamento, per una informazione di qualità, in programma a Firenze al teatro Odeon il 7-8 Ottobre 2011.
Da una mail di una collega senza paura e con grande professionalità
Penso che la Carta di Firenze sia un’ottima idea se si riesce a sanzionare il direttore o il caporedattore che sfrutta i collaboratori. Dobbiamo sempre ricordarci che l’artefice dello sfruttamento è l’editore, ma noi collaboratori non entriamo mai in relazione diretta con lui, il nostro rapporto di lavoro è con i kapi in redazione. I comportamenti da sanzionare sono quelli di chi sta dietro una scrivania e ordina pezzi al ribasso al manovale della notizia, molte volte solo per farsi bello con la direzione e con l’editore, visto che i soldi per pagare le collaborazioni non li prende dal suo stipendio…è davvero squallido e sarò felice se la categoria ne prenderà atto formalmente e deciderò di fare un pò di pulizia al suo interno.
Adotta un giornalista precario, questo il nome dell’iniziativa lanciata dal Gruppo di lavoro sulla precarietà dell’Ordine nazionale dei giornalisti. In poche parole si tratta della possibilità di offrire ospitalità a giornalisti precari di fuori Firenze che verranno nel capoluogo toscano per partecipare al convegno “Giornalisti e Giornalismi, per la dignità della professione giornalistica” che si svolgerà a Firenze il 7 e 8 ottobre prossimi, presso il Teatro Odeon in Piazza Strozzi.
Per partecipare basta davvero poco, un letto, un divano e soprattutto tanta voglia di aiutare chi ancora crede di poter fare del giornalismo la sua professione. Gli interessati possono rivolgersi al seguente indirizzo:giornalistigiornalismi@hotmail.it – 3398707413. Sarà compito degli organizzatori incrociare domanda di ospitalità e l’offerta di posti letto, anche sulla base di preferenze che verranno di volta in volta indicate.
Un evento per affermare la dignità della professione giornalistica. Il 7 e 8 ottobre, Firenze diventerà la capitale del giornalismo italiano. La manifestazione dal titolo «Giornalisti e giornalismi», organizzata da Ordine nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei giornalisti Toscana e Assostampa Toscana, chiamerà a raccolta colleghi da tutta Italia per concorrere a dar vita alla ‘Carta di Firenze’, uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora la fiducia tra stampa e lettori. La carta normerà condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione.
La Carta di Firenze sarà frutto di un procedimento partecipato che parte dal basso e coinvolge in prima persona professionisti e pubblicisti che vivono sulla loro pelle il cambiamento sempre più frenetico della professione. Dai coordinamenti di precari, ai freelance, ai collaboratori, i ‘contrattualizzati’ i quali saranno richiamati a una maggiore responsabilità nelle scelte che spesso determinano il futuro di altri colleghi.
A Firenze parte Terra Futura una mostra convegno internazionale.
Informarsi, sperimentare, acquistare e divertirsi: sono queste alcune delle svariate opportunità che caratterizzano la manifestazione che apre i battenti tra pochi giorni: l’appuntamento è dal 20 al 22 maggio alla Fortezza da Basso.
Per conoscere i temi e gli attori di riferimento potete contare su un programma culturale di altissimo livello (consultabile on-line), che prevede la suddivisione degli appuntamenti per aree tematiche. Fitto anche il parterre delle presentazioni di libri e autori , nello Spazio Media Eventi e non solo.
Si è costituito in seno all’Associazione Stampa Toscana, il sindacato dei giornalisti regionale, un gruppo di lavoro sul giornalismo online, col nome di ”Digiti” (Giornalisti digitali toscani). Il primo incontro si svolgerà la sera del 25 febbraio (venerdì) alle ore 20, nella sede dell’ Associazione stampa toscana (Via dei Medici, 2 – 50122 Firenze).
L’obbiettivo del gruppo è analizzare senza pregiudizi e con la massima apertura mentale possibile il mondo del giornalismo e dell’editoria online, cominciando dalla situazione nella nostra regione, e avviare un confronto con i protagonisti. Per valutarne quindi le potenzialità di sviluppo e mettere a fuoco l’eventuale ruolo positivo che il sindacato potrebbe avere in questo processo: non solo attraverso la difesa e la rappresentanza dei diritti dei giornalisti, sia quelli che formalmente lo sono già, sia quelli che -pur senza avere il ”tesserino”- fanno ugualmente questo lavoro; ma anche cercando di favorire, attraverso il riconoscimento delle sue specificità, il suo rafforzamento come settore industriale e, quindi, anche, come importante sbocco occupazionale.