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Vittorio Pasteris

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Al Cern hanno prodotto l’antimateria

* 17 novembre, 2010 * Scienza * 1 commenti

Via Corriere.it

Un risultato che sembra tratto da un film. Atomi di antimateria sono stati prodotti in laboratorio e «imprigionati» in un esperimento condotto al Cern di Ginevra. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati, in un scenario che (anche se con alcune differenze fondamentali) ricorda il romanzo «Angeli e demoni» di Dan Brown.

Come nel romanzo «Angeli e demoni», nel Cern di Ginevra è stata prodotta e imprigionata l’antimateria, ossia la materia «specchio» nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. «È però impensabile portare l’antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l’antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d’ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l’antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all’antimateria.

Lhc crea le temperature del Big Bang

* 7 novembre, 2010 * Scienza * 1 commenti

Via Repubblica

Un passo avanti per svelare il comportamento dell’universo nei primissimi istanti di vita. Il Cern di Ginevra ha annunciato che sono state ricreate nel più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc), temperature di migliaia di miliardi di gradi, paragonabili a quelle esistite nei primi milionesimi di secondo dopo il Big Bang. E’ accaduto in seguito alle prime collisioni tra ioni di piombo, avvenute oggi e osservate inizialmente dall’esperimento Alice (che ne ha già rilevate mezzo milione). In seguito le collisioni sono state viste anche da altri due grandi esperimenti dell’Lhc, Cms e Atlas.

Obituary: Nicola Cabibbo

* 17 agosto, 2010 * Scienza * 0 commenti

Via Corriere.it

È morto lunedì sera a Roma il fisico Nicola Cabibbo. Era malato da tempo e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano rapidamente aggravate. Cabibbo, 75 anni, è stato uno dei fisici italiani più noti a livello mondiale per il contributo dato alla conoscenza del mondo delle particelle elementari. Le sue teorie sono presenti in tutti i libri di fisica. Negli ultimi anni, dopo aver lavorato nel Cern di Ginevra, ha insegnato nelle università di Roma La Sapienza e Tor Vergata. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. La sua morte è avvenuta nell’ospedale romano Fatebenefratelli, dove era stato ricoverato nel pomeriggio per una crisi respiratoria.] È morto lunedì sera a Roma il fisico Nicola Cabibbo. Era malato da tempo e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano rapidamente aggravate. Cabibbo, 75 anni, è stato uno dei fisici italiani più noti a livello mondiale per il contributo dato alla conoscenza del mondo delle particelle elementari. Le sue teorie sono presenti in tutti i libri di fisica. Negli ultimi anni, dopo aver lavorato nel Cern di Ginevra, ha insegnato nelle università di Roma La Sapienza e Tor Vergata. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. La sua morte è avvenuta nell’ospedale romano Fatebenefratelli, dove era stato ricoverato nel pomeriggio per una crisi respiratoria.

La Teoria della relatività e la nostra vita di ogni giorno

* 7 giugno, 2010 * Scienza * 1 commenti

Arriva il carnevale della fisica

* 30 novembre, 2009 * Scienza * 0 commenti

Si sperimenta un nuovo modo di fare divulgazione scientifica

Per celebrare l’incipit di una rivoluzione che coinvolse tutte le discipline, dalle redazioni del blog «Gravità Zero» e del suo omonimo spagnolo, «Gravedad Cero», lanciamo un’iniziativa per promuovere la comprensione della scienza tra il grande pubblico. Grazie a questa collaborazione internazionale e al patrocinio dell’Unione Astrofili Italiani sta per nascere il «Carnevale della Fisica», un evento ideato per far apprezzare la fisica in tutti i suoi aspetti, anche ai meno esperti, e fare conoscere i numerosi blog scientifici sulla Rete.

Decine di blogger e autori segnaleranno i propri contributi, che abbiano come filo conduttore la fisica. Per questa prima edizione verranno presentati sulle pagine di www.gravita-zero.org e www.gravedad-cero.org i fondatori del Carnevale. I temi possono riguardare tutte le discipline legate alla fisica (fisica teorica, meteorologia, nanotecnologie, astrofisica…), ma anche letteratura, musica o recensioni di altri blog, libri, film. Per il lancio è stato scelto proprio il 30 novembre: 400 anni fa Galileo alzava il cannocchiale, osservando la Luna. Successivamente, allo stesso modo in cui vengono realizzati i «Carnival of Mathematics», il 30 di ogni mese altri blogger potranno ospitare l’evento.

L’obiettivo è anche sviluppare collaborazioni tra i blog scientifici e infatti è stato attivato un social network, in cui chiunque – e anche chi non possiede un blog – può lasciare appunti, osservazioni, foto, video. Finora la risposta della Rete è stata più che interessante, dato che è stato già centrato un obiettivo: fare del «Carnevale della Fisica» un evento a carattere internazionale. La maggior parte dei partecipanti in Spagna scriveranno nelle quattro lingue ufficiali dello Stato iberico (spagnolo, galiziano, basco e catalano), ma ci saranno anche contributi in inglese, senza dimenticare che la mobilitazione dei blogger italiani è imponente.

Il futuro è nel sole

* 29 novembre, 2009 * Economia, Scienza * 0 commenti

Carlo Rubbia charisce le sue idee sul futuro energetico italiano

Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c’è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?
“Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l’amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L’unico dubbio ormai non è se l’energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi”.

Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola…
“Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici – a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici – sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo”.

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Il LHC del CERN ha fatto il primo centro

* 23 novembre, 2009 * Scienza * 0 commenti

Via Repubblica

Dopo quattordici mesi spesi in riparazioni e migliorie, in realtà oggi la notizia delle prime collisioni ha riempito di entusiasmo gli scienziati del Cern, inclusi i 600 italiani (15 per cento del totale) che lavorano all’esperimento. “Proprio cinque minuti fa abbiamo visto le prime collisioni nel rivelatore di Alice”, racconta Paolo Giubellino, alla guida di uno dei quattro esperimenti di Lhc. “Non ce le aspettavamo così presto. I protoni sono estremamente piccoli e far collidere due fasci che viaggiano in direzione opposta è come mettere due cacciatori a distanza di un chilometro e chiedergli di far scontrare i loro pallini in aria a metà strada. Bisogna avere un’ottima mira”.

E’ anche uscito il sito di INFN dedicato al contributo italiano a LHC

Briciole di pane bloccano il Large Hadron Collider del Cern

* 9 novembre, 2009 * Scienza * 0 commenti

Via Corriere.it

Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei detta­gli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. Il Large Hadron Collider (in italiano: grande colli­sore di adroni) è un acceleratore di parti­celle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di eu­ro, dovrebbe provare l’esistenza del «bo­sone di Higgs», detto anche «la particella di Dio», che fornisce la massa alla mate­ria nell’universo e simula il Big Bang Be’, si è fermato: ci hanno tro­vato dentro mollica di pane. Nessuno sa come sia finita lì. Tecnicamente, essendo Ginevra nella Svizzera francese, si tratta­va di mollica di baguette. Duran­te l’ispezione si è scoperto che aveva messo fuori uso una delle unità esterne di raffreddamen­to che mantengono la tempera­tura a 1,9 gradi sopra lo zero as­soluto. Una portavoce del Cern ha detto:

«Supponiamo sia sta­to portato da un volatile oppure sia caduto da un aeroplano di passaggio». Titola il sito www. smartplanet. com : « Uccel­lino con Baguette 1 – Big Bang 0». Sembra un buon riassunto. Fin qui, la vicenda appare di­vertente e paradossale. Una macchina studiata per accelera­re protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità del­la luce, e scoprire l’origine del­l’universo, bloccata da una bri­ciola. Il più grande e costoso esperimento della fisica mon­diale sconfitto (temporanea­mente) dalla panetteria quoti­diana. Materiale per umoristi scientifici o scienziati dotati di senso dell’umorismo.

Slitta la riaccensione LHC

* 6 agosto, 2009 * Scienza * 0 commenti

Via Repubblica

Ci sono voluti 15 anni di lavoro per costruire la più grande e più costosa macchina mai costruita per ricerche scientifiche. Si tratta dell’LHC, Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più potente al mondo che si trova in una galleria sotterranea di 27 km di circonferenza, posta al confine tra Francia e Svizzera. Lo scorso mese di settembre vi era stata l’inaugurazione e la macchina da 6 miliardi di euro aveva iniziato a lavorare.

Il suo funzionamento avrebbe dato modo ad un gran numero di scienziati di trasformare un sogno in realtà: capire alcuni grandi misteri dell’Universo. Ma un’improvvisa esplosione bloccò la macchina dopo pochi giorni dall’accensione senza permettere alcun esperimento. Prima ancora di immettere tutta l’energia necessaria alle ricerche, infatti, si ebbe una improvvisa perdita di elio, che serve per tenere a bassissime temperature i cavi in niobio e titanio che in tali condizioni perdono ogni resistenza elettrica e diventano superconduttori.

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Wolfram cerca per voi

* 9 marzo, 2009 * Internet, Scienza * 1 commenti

Stephen Wolfram dopo Mathematica e A New Kind of Science si lancia nei motori di ricerca (Via Crossroads)

Wolfram Alpha è un nuovo motore di ricerca per il web. Ma non restituisce documenti pubblicati online in risposta a parole digitate dall’utente, come fa Google. Risponde a domande scritte in linguaggio naturale. E lo fa comprendendo la domanda e trovando la risposta. O almeno questo è quello che promette.

Stephen Wolfram, che lo ha progettato, lo racconta. Nova Spivack, che lo ha visto in funzione, lo commenta. Il servizio è previsto in arrivo per il prossimo maggio.