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Vittorio Pasteris

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Il movimento dei giornalisti liberi da una scarpata in testa al sindacato dei dipendenti (o pensionati)

* 7 febbraio, 2012 * Diritti, Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Via Stefano Tesi

Al termine di un percorso lungo e variegato di equivoci, buona volontà, malizia, miopia, buona fede, petizioni di principio, ingenuità, sommi scopi e latitanze più o meno strategiche anche in Stampa Romana, la circoscrizione laziale dell’Fnsi, è saltato il tappo della consulta freelance, equivalente regionale della famigerata Commissione lavoro autonomo della Federazione.
A dar fuoco alle polveri, le dimissioni della vicepresidente della Consulta medesima, nonchè membro della Commissione, Maria Giovanna Faiella.
Motivazioni? Le solite: l’organismo “non funziona”, “nonostante la buona volontà di alcuni colleghi illuminati come Paolo Butturini (il segretario della Romana, ndr) il sindacato è ancora oggi il sindacato dei dipendenti oppure dei signorsì che occupano poltrone e dei signori delle tessere” e tratta ancora i colleghi autonomi, freelance e precari “non come dei professionisti alla pari, ma come degli sfigati che non sono riusciti ad avere un contratto”.
Tutto vero, ma non è una grande scoperta: è così da sempre.

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Giornalismo, il lato emerso della professione, un anno dopo

* 4 novembre, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

Continuano ad aumentare gli iscritti all’ Ordine dei Giornalsti, cresce, impoverendosi ulteriormente il lavoro autonomo, cala il lavoro subordinato e sparisce il turnover nelle redazioni mentre gli attivi continuano ad invecchiare. E’ la fisionomia della professione che emerge dall’ aggiornamento, con i dati del 2010, della Ricerca – Giornalismo,il lato emerso della professione – realizzata l’anno scorso da Lsdi.

L’analisi sarà presentata nel corso di un incontro, organizzato da Fnsi e Lsdi, che si terrà la mattina del 4 novembre a Roma (Fnsi, Corso Vittorio Emanuele 349, h. 10,30), in occasione della quarta giornata della Campagna lanciata nel 2008 dalla Federazione europea dei giornalisti Stand Up for Journalism, dedicata quest’ anno al problema del lavoro precario e della difesa dei freelance.

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il male sta principalmente in noi e nei nostri organismi e non nel solito “cattivo”

* 14 settembre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Via Stefano Tesi

Cavalcando maliziosamente l’illusione ottica che in apparenza rende uguali soggetti diversi, qualcuno cerca di cavalcare il malcontento chiamando i lettori allo sciopero contro gli editori il 7 e 8 ottobre, per la “Carta di Firenze”. Forse per evitare che si scioperi contro il vero responsabile, un sindacato inadeguato e colpevole.

Gli editori fanno ciò che il quadro normativo gli consente. Allora la colpa è loro o di chi dovrebbe garantire una tutela ai lavoratori, cioè il legislatore e il sindacato? Il 50% del pubblicato è frutto di “precari dell’informazione”? Ma quando mai. Qui si confonde il precariato con la precarietà. I precari sono i titolari di un contratto a termine, una categoria ben precisa. Non sono “precari” né i collaboratori esterni, né i liberi professionisti. Sono forse precari i “falsi freelance”, cioè i giornalisti che per continuare a lavorare con l’unica testata per la quale scrivono hanno scelto e/o sono stati costretti a prendere una partita iva (questo è in vero punto dolente, vedi qui).
Risultato di tanto caos concettuale?

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Giornalisti, Ordine ed editori (5)

* 29 aprile, 2011 * Media, Pensieri * 0 commenti

Via LSDI

Il dibattito si sta animando su LSDI dopo l’incontro svoltosi al festival del Giornalismo di Perugia. E’ cosa positiva che finalmente si affronti “a cielo aperto” le tematiche del precariato e della legalità del giornalismo italiano. Per quanto non personalmente non possa condividere diversi aspetti dell’intervento del presidente ODG Iacopino occorre riconoscere che rispetto al recente passato si è fatto un salto quantico in avanti.

Nella precedente gestione non avremmo mai pensato di trovare un Presidente che prima si rende disponibile ad un incontro sapendo che si sarebbe trovato di fronte persone arrabbiate, insoddisfatte, stuprate intellettualmente, moralmente ed economicamente.

Un Presidente che poi discute animatamente in rete, accettando la sfida dell’ Internet e della discussione. Forse questo non risolve molto nel concreto, ma è già un enorme passo avanti nel tentativo di avvicinare il mondo del giornalismo italiano a un necessario e traumatico cambiamento per lo status quo pregresso. La sfida non ha alternative: cambiare o morire con agonia veloce e molto dolorosa.
In attesa di un intervento più articolato sui temi del precariato e della legalità nel giornalismo, del rapporto fra giornalisti, editori e altri giornalisti, fra i giornalisti e la società civile, rilancio la discussione citando il corpo di un articolo pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano il giorno dopo le manifestazioni dei precari in Italia.

Giornalisti, Ordine ed editori (4)

* 28 aprile, 2011 * Diritti, Media * 0 commenti

Il presidente Jacopino risponde Via LSDI

Mi chiede un segnale forte. Credo di darlo, so di darlo grazie al conforto che mi viene da centinaia e centinaia di giovani sfruttati da quei ladri di sogni e di verità che ci sono tra gli editori.

La risposta al suo quesito di fondo è NO. Un no netto, chiaro. Non baratterò il dovere della denuncia del comportamento vergognoso di molti editori, i loro furti di dignità che perpetuano con la schiavitù del precariato con il miraggio di una carota, il colloquio con gli editori.

In questa vicenda ci sono in campo due parti: una i giornalisti, in particolare i più giovani; l’altra gli editori, impegnati solo in logiche mercantili. Non mi chieda, né lei né altri, di stare in mezzo. La mia scelta è netta ed è con i primi, non perché sono gli ultimi (non mi condiziona il mio essere cattolico) e neanche per una logica di casta. Ma per ragioni morali.

In una sua recente performance, il presidente della Fieg si è gloriato di risultati che vanno un po’ meglio, sorvolando su una riduzione del costo del lavoro del 9,6 per cento. Siamo stati noi, con il sacrificio di centinaia di professionisti, rottamati senza ritegno, a dare un contributo fondamentale se non unico. Carlo Malinconico parla solo e sempre di soldi, in tutte le occasioni. E’ stato inutile chiedergli una presa di distanze da quanti tra gli editori si comportano in maniera scorretta. Inutile. Per il presidente della Fieg non è mai “la sede giusta”.

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Giornalisti, Ordine ed editori (2)

* 25 aprile, 2011 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Via LSDI

Nel corso dell’ incontro ci sono stati momenti di tensione per l’ intervento di Marco Renzi, giornalista digitale e componente della redazione di Lsdi che ora, con una lettera aperta al presidente dell’ Ordine, rilancia le questioni sollevate e cerca di chiarire la sua posizione. Sostenendo che in un momento come questo uno scontro senza quartiere fra editori e istituzioni giornalistiche servirebbe a poco. Il momento è tale – sostiene Renzi – che una presa di posizione solo in questa direzione, si rivelerebbe ‘’non solo fuori tempo massimo, ma anche inutile e poco interessante ai fini di una seria riorganizzazione, meglio, rifondazione,  del sistema dell’ informazione professionale’’.

Ecco la lettera di Renzi.

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Giornalisti, Ordine ed editori (1)

* 25 aprile, 2011 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Via EJO

Come è possibile concludere un ciclo di appuntamenti – quelli del Journalism Lab a cura di Vittorio Pasteris all’interno del Festival di Perugia - in cui in modo brillante e appassionato  per giorni si è parlato di nuove iniziative digitali, blog, social media, di modelli di business sostenibili, discutendo di precariato e di compensi che oggi i giornalisti freelance ricevono in Italia?

Significa che il giornalismo italiano non è pronto per una sana e qualitativa rivoluzione digitale dell’informazione e  che alla base del sistema c’è qualcosa che non funziona.

In Germania un giornalista freelance percepisce in media 2147.00 euro al mese (dato dell’associazione dei giornalisti in Germania) e 127 euro al giorno per un reportage; in Inghilterra si parla di 170 sterline a pezzo, in Svizzera per un normalissimo pezzo di cronaca, diciamo di 3.500 battute, siamo sui 78 euro, 200 euro o più se si tratta invece di un reportage. E in Italia? In Italia come ha recitato il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Jacopino, ci sono testate che retribuiscono i loro collaboratori 4.30 euro al pezzo lordi o 325.00 euro lordi per due mesi di lavoro al Mattino di Napoli. E parliamo della carta stampata perchè per l’online c’è chi sostiene che non ci sia nemmeno bisogno di pagare un giornalista perchè in fondo gli si dà visibilità.

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Un piano nazionale contro il precariato

* 18 aprile, 2011 * Diritti, Media * 0 commenti

Via Ansa

Un piano straordinario per l’uscita del precariato»: è l’obiettivo al quale punta la Federazione nazionale della stampa, alla vigilia della riunione del tavolo di confronto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti, previsto per martedì 19 aprile. Lo ha spiegato oggi il presidente del sindacato dei giornalisti, Roberto Natale, a un dibattito al festival internazionale del giornalismo di Perugia dedicato proprio a precari e freelance e simbolicamente intitolato ‘Se 5 euro vi sembran pochi per un futuro radiosissimò. «Quello di martedì è il primo incontro con il governo dopo il congresso Fnsi di Bergamo – ha detto Natale alla platea, in gran parte composta da precari e aspiranti giornalisti – e ha un solo tema all’ordine del giorno: la tutela del lavoro autonomo, dei freelance, dei collaboratori». Per il presidente della Federazione della stampa, è necessario «agire su tre livelli: migliorare le leggi, costringendo gli editori a eliminare le forme di capolarato che ancora praticano e vincolando i finanziamenti pubblici ai contratti giornalistici; ottenere che finalmente il lavoro autonomo entri nella contrattazione; diffondere una sensibilità nuova nelle redazioni. La situazione è drammatica, ma sta cambiando». Anche l’Ordine dei giornalisti, ha assicurato il presidente Enzo Jacopino, farà la sua parte: «Il 10 maggio chiederò ai presidenti degli Ordini regionali – ha annunciato Jacopino – di aprire procedure disciplinari nei confronti dei direttori e dei responsabili dei servizi che pagano i colleghi pochi spiccioli. So già che la magistratura ci darà torto, ma certe cose vanno fatte per esigenza morale».

Storia di un trombato dal sindacato giornalistico raccontato dallo stesso medesimo

* 4 marzo, 2011 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Stefano Tesi ha raccontato nel suo blog la storia di Stefano Fabbri.

Poiche’ alcuni mi chiedono della mia “trombatura” nelle elezioni per il Consiglio nazionale della Fnsi, invece di spiegarlo al telefono lo faccio qui. Ovviamente sui contenuti del Congresso mi riservo di dedicare una nota a parte, anche se rischia di essere molto, molto piu’ breve per assenza oggettiva di materia prima.

Allora, e’ andata cosi’. I diari si cominciano dal primo giorno, ma intanto vi dico invece come e’ finita con tre brevi ‘morali’ la cui spiegazione trovate nelle righe che seguono:

a) se i giornalisti italiani sapessero e vedessero cosa accade nei retrobottega (ma in fondo anche nelle vetrine) delle loro assise sindacali nazionali, rincorrerebbero con il forcone tutti coloro che vi partecipano. Lo dico senza fare la vergine dal candido manto, visto che sono al mio terzo congresso della Fnsi, e senza pensare alla (triste?) sorte di trombato che la (triste, senza punto interrogativo) Bergamo mi ha riservato.

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L’online, convitato di pietra al Congresso Fnsi

* 19 gennaio, 2011 * Internet, Media * 0 commenti

Marco Renzi Via LSDI

Il Congresso della Fnsi (numero 26) svoltosi nei giorni scorsi a Bergamo, c’era un ospite segreto, un convitato di pietra sempre presente eppure non ufficialmente convocato, un mondo intero cui pensare di affidare il futuro dell’intera professione, eppure ancora lontano da una seppur minima, e necessaria rappresentanza sindacale, ma anche professionale: l’on line.

Nessun intento polemico e tono critico da parte mia, non fraintendetemi, solo una constatazione dei fatti, realizzata da un partecipante interessato, e francamente assai coinvolto, ai lavori del Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Di giornalismo on-line hanno parlato gli ospiti, prestigiosi, convenuti a Bergamo nei 4 giorni della kermesse.

Di informazione sulla rete hanno discusso i delegati sindacali, o almeno la maggior parte di essi, nel corso dei loro interventi al microfono del palco della Sala Alabastro del Centro Congressi Papa Giovanni XXIII.

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La scure degli editori si abbatte sui freelance e sulla legalità

* 17 gennaio, 2011 * Diritti, Media * 1 commenti

Documento della commissione lavoro autonomo per il congresso Fnsi Via Refusi:

Oggi in Italia essere giornalisti freelance non è quasi mai una libera scelta, e spesso è solo una costrizione, a causa di condizioni di mercato che raramente offrono la possibilità di assunzioni o prospettive di stabilità e a volte spingono all’apertura – controvoglia – di una partita IVA.

Molti freelance non cercano necessariamente il posto fisso, ma tutti chiedono che sia garantita anche a loro la possibilità di vivere decorosamente con il proprio lavoro, condizione che si verifica in percentuali assai più elevate fra i liberi professionisti di altri settori e Ordini. Ma troppo spesso il termine “freelance”, in Italia, è solo un eufemismo elegante per definire un lavoratore sottopagato e senza diritti, quello che in altri settori – soprattutto del lavoro intellettuale – viene comunemente definito “precario”.

Oggi bisogna tornare a portare in primo piano i problemi della libertà e della qualità dell’informazione. Il che significa ridare valore e dignità al lavoro giornalistico, a partire da quello dei freelance e dei precari. Puntando sul merito, sull’autonomia di coscienza e di giudizio, sulle competenze e sulle capacità, che hanno un costo e devono contare su diritti certi e prospettive chiare. Sia che si lavori dentro o fuori dalle redazioni.

Negli ultimi mesi la volontà degli editori di ridurre i costi, aumentare i profitti e la crisi economica hanno portato la situazione del lavoro precario a livelli ormai insostenibili. Dopo anni di mancanza di tutele e certezze per il futuro, spesso nell’illusione di un posto fisso (che per la maggioranza, in un mercato sempre più flessibile, non arriverà mai), i freelance stanno ora assistendo a una rapida riduzione delle loro collaborazioni e dei compensi, quasi sempre già al di sotto dei livelli minimi di decoro ed accettabilità

Franco Siddi rieletto segretario FNSI

* 15 gennaio, 2011 * Media * 0 commenti

Franco Siddi è stato confermato segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Lo ha eletto, al primo scrutinio, il ventiseiesimo  Congresso Nazionale della Stampa Italiana, con 221 voti su 306 votanti. Hanno riportato un voto  Franco Abruzzo, Mariagrazia Molinari, Roberto Natale e Luigi Ronsisvalle. 42 le schede bianche, 39 le nulle.

UPDATE: Roberto Natale confermato presidente FNSI