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Vittorio Pasteris

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L’inquietante silenzio dei media sull’intervista di Gilioli a Taormina

* 2 febbraio, 2010 * Diritti, Media, Pensieri * 2 commenti

E’ inquietante per la libertà e per la democrazia di questo paese e per il sistema dell’informazione dello stesso che nessuno dei media tradizionali abbia ripreso l’intervista di Alessandro Gilioli all’avvocato Carlo Taormina del 29 gennaio in cui l’ex avvocato di Berlusconi racconta (se servisse per chiarire qualche cosa agli italiani)

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

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30 ragazze per lui posson bastare

* 10 settembre, 2009 * Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Corriere.it

Sarebbero una trentina le donne che Gianpa­olo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi. Alcune hanno ri­cevuto un compenso di 1.000 euro «per prestazioni sessua­li », altre «soltanto un rimbor­so delle spese». Tra loro ci so­no anche alcune ragazze com­parse in programmi tv, come Barbara Guerra e Carolina Marconi del Grande Fratello. Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque me­si, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprendi­tore pugliese ha reclutato ita­liane e straniere per allietare cene e incontri nelle residen­ze del presidente del Consi­glio.

È stato lui stesso ad ammet­terlo il 29 luglio scorso duran­te un interrogatorio nella ca­serma della Guardia di Finan­za di Bari dove è stato convo­cato in segreto come indaga­to per favoreggiamento della prostituzione. Incalzato dagli inquirenti ha fornito dettagli su voli, spostamenti, elargizio­ni, confermando così quanto era già emerso dalle intercet­tazioni telefoniche. Nel verba­le Tarantini ripete quello che aveva già detto in passato: «Le presentavo come mie ami­che e tacevo che a volte le re­tribuivo ». Ma poi rivela che fu proprio «Berlusconi a pre­sentarmi Guido Bertolaso, co­me gli avevo chiesto. E poi lo stesso Bertolaso inviò me e il mio amico Enrico Intini in Finmeccanica, ma dopo i pri­mi incontri non è più succes­so nulla».

TCP-IP Comunista

* 8 settembre, 2009 * Internet, Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Alessandro Gilioli

Se il premier non ha bisogno di Internet perché ha Gianni Letta «che è un Internet umano», magari gli altri cinquanta e rotti milioni di italiani invece gradirebbero collegarsi velocemente alla Rete, e in ogni caso io francamente in salotto preferisco avere un pc ben collegato alla Rete piuttosto che Gianni Letta, che poi mi sporca il divano di brillantina.

Invece pare che la cosa sia difficile e il mitico “piano Romani”  da un miliardo e mezzo di euro è fermo, perché Il Cipe (cioè il governo) non molla i soldi, quindi siamo dopo l’Irlanda e la Corea nella diffusione di banda larga, e anche dopo la Svizzera che pure è abbastanza montuosa.

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Ora, sicuramente se non ci danno la banda larga ci sono tante buone ragioni, e io non voglio fare quello che tira sempre in ballo Berlusconi, ma insomma il capo del governo è lui, ed è stato lui ad esempio a togliere una cinquantina di milioni allo sviluppo della Rete per poter abolire l’Ici, tanto per fare un esempio.

E allora, scusate, penso così male se penso che a Berlusconi non solo della Rete non gliene frega granchè, ma probabilmente gli sta anche un po’ sulle palle perché è l’unico media nel quale non ha una presenza decente?

Voglio dire, è strapotente nelle tivù, messo benone sulla carta stampata, si è fatto pure un po’ di radio ma in Rete non se lo fila quasi nessuno. Che bisogno ha di diffondere Internet? Lui ha Gianni Letta, noi passiamo al digitale terrestre e siamo tutti contenti così.

Sokkomb: Ikea per la giustizia home made

* 22 luglio, 2009 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Via Alessandro Gilioli

Pregevole device per giustizia fatta in casa

Il pizzo per entrare in Italia

* 8 aprile, 2009 * Italia * 1 commenti

UPDATE: L’amico di Gilioli ha ritrattato la sua versione

Una brutta brutta brutta storia in un potenziale paese civile

Ottenuto il regolare visto, dunque, S.T. è arrivato questa mattina a Fiumicino.
Alla dogana, ingresso per i non comunitari, i poliziotti di frontiera l’hanno ovviamente fermato e gli hanno chiesto i documenti, tutti perfettamente in regola.
Ciononostante gli hanno detto che doveva seguirli in una stanza riservata. Lo hanno fatto aspettare un po’ poi lo hanno fatto entrare in un’altra stanza, dove c’erano sei poliziotti.
Gli hanno fatto un sacco di domande (tutto normale, per carità).
E poi gli hanno chiesto 200 euro per uscire dall’aeroporto.
S.T. ha provato a opporsi, dicendo che aveva tutti i documenti in regola. Loro hanno risposto che non gliene fregava nulla, o sganciava i 200 euro o lo rimandavano a casa.
Allora S.T. ha telefonato, con il suo cellulare, al console che a Kathmandu gli aveva dato il visto. Questi gli ha consigliato di non opporsi e di provare a trattare sul pizzo.
S.T. allora ha trattato, offrendo venti euro, un decimo della richiesta. I poliziotti hanno riso, ma hanno risposto che siccome sembrava un ragazzo se la sarebbe cavata con un biglietto da cento.
S.T. glieli ha dati. Ovviamente, nessuna ricevuta.
E così è potuto uscire dall’aeroporto.

L’astuto Ulisse

* 23 gennaio, 2009 * Diritti, Mobile, Pensieri * 0 commenti

Secondo link giornaliero a Gilioli

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Si sa che del conflitto d’interessi non importa quasi nulla a nessuno, è fuori moda parlarne, anzi è un po’ da vecchi barbogi brontoloni, gente che dal ‘94 va ripetendo le stesse cose, come polverosi dischi di vinile.

Sicché è del tutto inutile scandalizzarsi per la notizia – uscita oggi abbastanza in sordina – che la nuova concessionaria di pubblicità del giornale di bordo di Alitalia si chiama Arcus srl, ha sede in via Gaetano Negri 4 a Milano, nello stesso palazzo del “Giornale”, e appartiene – tu guarda – a Paolo Berlusconi. (grazie a Cattivamaestra che ha rintracciato il sito della Arcus)

Il senso delle battaglie civili

* 23 gennaio, 2009 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Via Alessandro Gilioli

Non credo che Feltri si sia pentito. Credo solo che, e dai e dai, a rompere i coglioni al prossimo e a farsi sbertucciare in giro, a poco a poco ci si riesce, a fare passare alcune cose. Se perfino Feltri ha smesso di scrivere “negro”, se nei giornali gli immigrati non sono più chiamati “vù cumprà”, forse ha davvero un senso provare a mandare avanti qualche battaglia civile, nella vita.