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Vittorio Pasteris

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Future12: la tua idea in 12 minuti al festival del giornalismo di Perugia

* 1 febbraio, 2012 * Eventi, Media * 0 commenti

Il Festival Internazionale del Giornalismo inaugura quest’anno Future12: la tua idea in 12 minuti. Uno spazio dedicato alla scoperta e alla presentazione di nuove iniziative nel campo dei media, dai social media alle news apps fino ai progetti di ricerca mediatici.

Future12, curato e moderato da Luca Contie Johanna Vehkoo, sarà strutturato in 3 presentazioni consecutive seguite da 15 minuti di ‘domande e risposte’ tra il pubblico e i presentatori. Questa serie sarà ripetuta 4 volte per un totale di 12 presentazioni nelle 4 ore di durata dell’evento, che si terrà sabato 28 aprile.

Le presentazioni dovranno essere in inglese o in italiano. Tutte le presentazioni saranno trasmesse sulla webtv del Festival ed i progetti selezionati saranno pubblicati sul sito www.festivaldelgiornalismo.com e www.journalismfestival.com. Inoltre gli autori dei progetti di particolare interesse per l’organizzazione del festival saranno invitati come speaker nell’ambito dell’edizione 2013.

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Un appello al Direttore Generale della RAI, per la dignità delle donne in televisione (e non solo)

* 31 gennaio, 2012 * Italia, Media, Multimedia, Pensieri * 0 commenti

L’Associazione Pulitzer lancia un appello per la tutela della dignità delle donne nei media e in Rai in particolare.

Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei, Le scriviamo per il Suo ruolo istituzionale di Direttore generale dalla RAI ma, ancora prima e soprattutto, in qualità di Donna.
Il 25 gennaio 2012 al TG1 delle 20.00 è stato trasmesso un servizio giornalistico offensivo e umiliante nei confronti di tutte le donne italiane e dei cittadini che pagano il canone per ricevere un servizio pubblico. Stiamo parlando del servizio realizzato dal giornalista Vincenzo Mollica dal titolo “La donna dell’Ariston” nel quale Gianni Morandi e Rocco Papaleo presentano Ivana Mrazova, la valletta della prossima edizione del Festival di Sanremo. Nel vederlo – è inserito in calce alla presente – si renderà conto che si tratta non solo di un pessimo esempio di informazione televisiva, ma di un vero e proprio schiaffo alla dignità delle donne.

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In primavera incontro nazionale a Firenze sul Giornalismo digitale

* 27 gennaio, 2012 * Eventi, Italia, Media * 0 commenti

Via Sito AST

Un semi­na­rio nazio­nale sull’ evo­lu­zione del gior­na­li­smo online da tenersi a Firenze in pri­ma­vera. E’ que­sta una delle pro­po­ste emerse dalla riu­nione del gruppo DiGiTi (Gior­na­li­sti digi­tali toscani) che si è svolta ieri sera (23 gen­naio) nella sede dell’ Asso­cia­zione stampa Toscana.

L’ incon­tro dovrebbe segnare il lan­cio su scala nazio­nale dell’ espe­rienza che DiGiTi ha avviato in Toscana un anno fa, attra­verso un lavoro di con­di­vi­sione delle ana­lisi e dei pro­blemi del set­tore. Un’ atti­vità che?–?è stato rico­no­sciuto una­ni­me­mente?—?potrebbe essere allar­gata effi­ca­ce­mente a tutto il ter­ri­to­rio nazio­nale impo­nendo all’ atten­zione del sin­da­cato dei gior­na­li­sti le spe­ci­fi­cità (in ter­mini di rela­tiva fra­gi­lità, certo, ma anche di ric­chezza e di occa­sioni pro­fes­sio­nali) del lavoro e dell’ impresa gior­na­li­stica digitale.

Le linee gene­rali del semi­na­rio?–?ha pro­po­sto Paolo Ciampi, pre­si­dente dell’ Ast?–?potreb­bero essere ela­bo­rate nel corso di una riu­nione a cui DiGiTi invi­terà rap­pre­sen­tanti di tutte le altre Asso­cia­zioni regio­nali di stampa inte­res­sate al mondo del gior­na­li­smo digitale.

La pro­po­sta è stata pie­na­mente accolta da Gio­vanni Rossi, segre­ta­rio gene­rale aggiunto della Fede­ra­zione nazio­nale della stampa (Fnsi).

Wolfgang Achtner presenta la sua candidatura a direttore del TG1

* 12 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Uscire da una Rai lottizzata, dalle nomine decise dai partiti, dalla stagione dei direttori al servizio del padrino politico di turno. Con questa promessa, il giornalista americano Wolfgang Achtner, ha presentato, in una conferenza stampa a Roma, nel silenzio dei media tradizionali italiani, la sua candidatura alla direzione del TG1.
Anche Vittorio Pasteris appoggia la candidatura di Wolfgang Achtner a direttore del TG1

Due video della conferenza stampa

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L’apertura di una nuova epoca, l’alba di un nuovo giornalismo. La morte di buffoni e delinquenti dell’informazione

* 30 dicembre, 2011 * Media, Pensieri * 0 commenti

Via Lsdi

In un editoriale sul sito di ‘Nuova informazione’ Luca De Biase delinea il futuro ecosistema mediale spiegando perché, a suo parere, quella che stiamo vivendo ‘’non è la crisi. E’ l’apertura di una nuova epoca. L’alba di un nuovo giornalismo’’

l tema centrale è il sistema dei filtri che consentono a ciascuno di selezionare ciò che è importante sapere da ciò che è rumore di fondo. La rete ha bisogno di ruoli specializzati per filtrare i flussi di informazione e connettere reti diverse tra loro (reti digitali, reti sociali, reti territoriali, per esempio). Sicché, in questo nuovo contesto, il ruolo professionale non è più definito dalla posizione (in un certo senso privilegiata) che il professionista occupa nella mediasfera, poiché detiene i mezzi scarsi con i quali si produce e diffonde l’informazione: in questo nuovo contesto, il ruolo professionale è definito dal servizio che svolge a vantaggio della comunità.

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Obituary: Giorgio Bocca

* 26 dicembre, 2011 * Italia, Pensieri * 0 commenti

A 91 anni è morto Giorgio Bocca un partigiano ceduto felicemente al giornalismo

La Carta di Firenze entrerà in vigore il primo gennaio

* 24 dicembre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Via sito Odg

La Carta di Firenze entrerà in vigore il 1° gennaio. L’annuncio è stato dato dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, nel corso di una conferenza stampa al termine del consiglio nazionale dell’Ordine. “Il 13 dicembre scorso – ha detto Iacopino – abbiamo convocato i presidenti degli Ordini Regionali per parlare non solo delle novità normative legate alla finanziaria, ma anche del nuovo strumento deontologico che tutelerà la dignità professionale. Un documento che ha visto il sostegno e la fattiva collaborazione di tutti gli enti di categoria, e che deve diventare uno strumento di tutela per tutti i colleghi” Alla conferenza stampa erano presenti anche il referente del gruppo di lavoro sul precariato Odg, Fabrizio Morviducci, coi membri del gruppo: Paolo Tomassone, Alessandro Mantovani, Massimiliano Saggese; Maurizio Bekar del gruppo Fnsi che ha partecipato ai lavori preparatori della carta; i coordinatori dei gruppi di lavoro che hanno dato il loro determinate contributo alla stesura definitiva del documento deontologico durante la manifestazione “Giornalisti e giornalismi” organizzata a Firenze proprio per redigere la carta: Nicola Chiarini (Veneto), Patrizia Tossi (Lombardia), Maria Giovanna Faiella (Lazio), Ciro Pellegrino (Campania)

Meglio digital only che digital first

* 24 dicembre, 2011 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

Via Steve Buttry

John Paton, CEO of Digital First Media (and Journal Register Co. and MediaNews Group) explained the Digital First business approach better than I would (which is good, since he’s the CEO) in his June address to the International Newsroom Summit in Zurich: How the Crowd Saved Our Company. His recent post on news media as medium and messenger elaborates, including the slide below. His September post announcing the formation of Digital First discussed some of the results of the approach so far (and we’re just getting started).

Peter Kirwan’s analysis of the Digital First approach also provides a good explanation. Ken Doctor’s post The newsonomics of ComboCo gave some insight on our plans (though much of it was speculative, so you might not see everything he mentioned).

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Le lobby del giornalismo italiano contro la Fornero: mai pestare i piedi alla casta

* 22 dicembre, 2011 * Economia, Italia, Media, Pensieri * 0 commenti


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Aspiranti giornalisti in cerca di Editore

* 17 dicembre, 2011 * Italia, Media * 0 commenti

Giuseppe Sicari Via Dazebaonews

Giovani, giornalisti e disoccupati, che per trovare sbocchi dove liberare il proprio sogno, trovano maggiore spazio sul web, scrivendo sì su testate giornalistiche ma on-line. E così sulla rete internet, si affollano migliaia di giornali. Pensando a ciò, è possibile ipotizzare una diversa e più accurata redistribuzione del finanziamento pubblico alle testate giornalistiche?

“Penso che in linea di principio sia giusto ma credo che per far ciò si dovrà arrivare con una decisione politica, una trattativa a cui dovranno partecipare tutte gli interessati. Però, immagino che le parti interessate all’interno della FIEG – televisioni, quotidiani, periodici ecc. – saranno riluttanti a perdere una fetta dei proventi che, allo stato attuale, ottengono. Per cui ci sarebbe bisogno sicuramente di una trattativa. Lo stesso discorso si è verificato con la pubblicità. Esiste una grande polemica tra carta stampata e televisione perché quest’ultima, negli ultimi anni, l’ha fatta da padrona, rastrellando forse l’80% della torta pubblicitaria, mentre prima avveniva il contrario”.

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Dai titoli alle vie di fatto passando dalle scuse a posteriori. Ecco perchè il giornalismo italiano perde credibilità

* 13 dicembre, 2011 * Italia, Media, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Via QP

“Inconsapevolmente” è parola da usare con cautela, soprattutto se a farlo sono dei professionisti della comunicazione come i giornalisti. Perchè ci hanno insegnato a non giocare con le parole, a pensarci su centinaia di volte prima di titolare un pezzo, scegliere un aggettivo, virgolettare le frasi sentite per strada, interpretare i pensieri delle persone. Non è la prima volta – verrebbe da dire – che sui quotidiani generalisti (cartacei, online, ovunque) leggiamo titoli costruiti ad arte per incendiare “inconsapevolmente” le menti della gente, del tanto coccolato uomo della strada che diventa subito un mostro non appena si scatena in lui quella “bestialità” insita in ognuno di noi, nessuno escluso. Per questo suonano un po’ ipocrite le scuse che La Stampa fa dopo aver titolato (testualmente) “Mette in fuga i due rom che violentano la sorella”: ipocrite perchè chi conosce i quotidiani italiani e il loro funzionamento conosce benissimo il meccanismo  che entra in gioco in quello che è uno dei passaggi fondamentali del prodotto giornalistico, il titolo.

Nel caso del finto stupro e dell’incendio alla Continassa la vicenda assume contorni pericolosi, che dovrebbero (ma non succederà: un’editoriale di scuse e amici come prima) portare a una riflessione profonda sulla distanza che separa la classe dei giornalisti dal ruolo del giornalista. Fatto ancor più vero quando si parla di rom, un popolo che alla totalità dei quotidiani italiani appare realmente sconosciuto (o almeno così sembra): il definirli “nomadi” è già di per sè una fesseria, mentre la scioltezza con la quale vengono sistematicamente ignorate le continue violazioni dei diritti fondamentali dei rom (a differenza di quanto accade per categorie come i pappagalli della Papuasia o gli elefantini nani della Cambogia) è imbarazzante.

L’Italia la terra del giornalismo servile

* 3 dicembre, 2011 * Media * 0 commenti

Via lettera 43

L’Italia è un Paese abituato al giornalismo servile. E i pochi professionisti coraggiosi che si lanciano in inchieste o critiche fuori dal coro, finiscono per diventare vittime delle vendette politiche. Lo pensa Milena Gabanelli che, ospite di ’24 Mattino’ in vista della ripresa del suo programma Report, da domenica 23 ottobre in onda su Raitre, ha detto: «La cultura del Paese, vale per i politici ma anche per l’imprenditoria, è di avere a che fare con un giornalismo servile, sono abituati a essere coccolati. Se non avviene, i politici si vendicano».
In Italia «non si accetta un certo giornalismo di critica e di inchiesta», ha spiegato. «Per alcuni politici che vengono smascherati è una cosa più forte di loro: se possono poi si vendicano».
La giornalista è anche tornata sulla questione della tutela legale al programma, che dopo un lungo periodo di stallo, le è stata accordata dal Cda della Rai. «Qualcuno usa questo pretesto della tutela legale. Ma poi tutto si supera, basta rimanere fermi come dei ramarri. L’azienda ha tutto il diritto di scegliere quali programmi mandare in onda e quali no, ma Report può andare in onda solo se l’azienda ne condivide i rischi».