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Vittorio Pasteris

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Torino Youth Center: si parte

* 13 dicembre, 2010 * Piemonte * 0 commenti

Dal sito di Torino Youth Center

Atteso a lungo, alla fine è arrivato. Il gran momento, quello della presentazione ufficiale della rete TYC alla città di Torino e ai suoi giovani, alla gente del quartiere Vanchiglia e alle istituzioni del territorio. Ieri si è aperta infatti con una conferenza stampa inaugurale il primo OpenTYC, la due giorni di iniziative, incontri e attività che tiene a battesimo il progetto Torino Youth Centre e i tre spazi, la palazzina uffici, la sala polivalente e il circolo ARCI, che ne compongono la struttura fisica. Una struttura che si riempie di contenuti sempre nuovi grazie alle sue realtà associative, tutte rigorosamente composte almeno per il 70% da soci under 30.

Lettera a Fazio e Saviano sul precariato

* 22 novembre, 2010 * Diritti * 0 commenti

Via Generazione P

Gentile Roberto Saviano e Fabio Fazio,

Vorrei che raccontiate l’inferno che vivono tanti giovani come me. Un inferno che molti di noi, la politica, l’economia, la società e i mezzi di comunicazione di massa rifiutano di guardare in faccia. Abbiamo paura, ci spaventa perché forse scopriremo più colpevoli che innocenti. Ma è in questo clima di omertà, di silenzi che prolifera l’impunità di coloro che approfittano della debolezza di quelle persone che hanno avuto la sfortuna di nascere dopo.

A settembre, Norman Zarcone dottorando in filosofia del linguaggio presso la facoltà di Palermo si è lanciato dal terrazzo della sua università. Norman sognava una carriera universitaria, ma non gli si prospettava alcuna possibilità. Anni e anni di sacrifici, di duro studio e poi per cosa? La sua storia è stata presto dimenticata, occultata dalla nostra memoria individuale e collettiva perché troppo scomoda, la sua vicenda è lo specchio del nostro fallimento.

Oggi esistono migliaia di diplomati e laureati che escono dalle scuole e dalle università per essere degli eterni stagisti. Stagisti nelle agenzie del lavoro, stagisti nelle redazioni giornalistiche, stagisti come addetti cassa nei supermercati, ovunque ci troviamo, tra di noi ci sarà uno stagista che lo guarderemo in faccia e forse penseremo: “beato te che hai un posto di lavoro e uno stipendio.”

Ma lo stagista secondo la legge non è un lavoratore, ed è a discrezione della società che lo ospita prevedere o meno delle “facilitazioni” o un “Rimborso spese minimo.” Queste espressioni, a mio avviso, rappresentano la mancanza di rispetto che ha la mia società verso i suoi giovani. Figli senza il diritto ad uno stipendio che consenta a loro una esistenza libera, dignitosa e autonoma dai nostri padri e madri.

Delle speranze dei giornalisti digitali

* 17 ottobre, 2010 * Diritti, Media, Pensieri * 0 commenti

Il finale di uno splendido post di Vittorio Zambardino

Oggi il giornalismo è più debole, si può entrare con più “armi” – E non avrai mai la certezza di avercela fatta, fino a quando non ti volgerai indietro e vedrai la strada fatta. Il giornalismo non è l’avvocatura o la medicina. E’ merce deperibile, instabile e soggetta a furto. Ma se ce l’hai dentro questo è il gioco da giocare. Voi non siete sfortunati e noi privilegiati. La merda nel menù è sempre stata questa. Solo che adesso siete in molti di più a volerla mangiare. Ma con più carte in mano. Perché la rete apre alla professione libera molto più di quanto fu per noi. Perché il giornalismo in questo momento è più in crisi di prima e “sa” meno cose di prima. Si sa debole. Scavate fra le opportunità dell’approfondimento o del giornalismo dei dati o di quello d’inchiesta. Troverete molto, a patto di non voler essere come loro, i giornalisti affermati, e di essere voi e cazzuti, preparati, orgogliosi e forti della vostra cultura digitale. La “porta” è sempre aperta per te, da qualche parte.

Il giornalismo e le aspettative dei giovani

* 28 aprile, 2010 * Media, Pensieri * 0 commenti

Via LSDI

Di ritorno da Perugia, dove è stato ovviamente colpito dalle aspettative che circolavano fra le “centinaia di ragazzi, fra i 20 e i 30 anni, che vivono il giornalismo come un valore civile e vogliono praticare la professione”*, Vittorio Zambardino è preoccupato (Scene digitali ) dal “costo sociale rappresentato dal lasciar fuori dalla porta della società tutte queste aspettative, visto che accanto al main theme del giornalismo civile, a Perugia il “buzz” più diffuso, sui palchi e fra i ragazzi, era “lasciare questo paese perché non c’è niente da fare”.

Su questi due poli – entrare come giornalisti civili o andarsene – si giocano molto delle speranze, le aspettative e i desideri dei giovani presenti. Io credo – osserva Zambardino – che lasciarli andare, e in larga parte non farli tornare visto che sono già andati, sarebbe una perdita per la qualità civile di questo paese”.

Queste osservazioni, che condividiamo in pieno, sono espresse alla fine di un articolo dal titolo indicativo: “Modelli di news, speranze di ragazzi, soldi di genitori”, in cui si annuncia un’ analisi delle molte iniziative di giornalismo di cui si è parlato nei giorni di Perugia.

Da internauti a infonauti

* 29 ottobre, 2009 * Internet, Italia * 0 commenti

Via Repubblica, qui le tabelle

La tecnologia digitale ha rivoluzionato il modo di informarsi degli italiani. L’utilizzo di internet e della Tv satellitare è in continuo aumento. Ma tenersi al corrente su questioni di pubblico interesse vuol dire prendere parte alla vita di una comunità. Significa essere cittadini, partecipare. Oggi, dunque, il nesso tra Internet e informazione (e politica) desta, più che in passato, attenzione e interesse.

I giovani sono protagonisti importanti di questa dinamica. In sette casi su dieci utilizzano quotidianamente internet per informarsi, al pari della Tv. E molto più del giornale cartaceo (19%) o del satellite (37%). E’ un dato interessante se consideriamo che vengono spesso rimproverati di informarsi poco. Evidentemente bypassano i canali tradizionali ricorrendo alla rete.

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Premio “Giovanni Giovannini. Nostalgia di Futuro

* 27 settembre, 2009 * Personale * 0 commenti

Via Media 2000

Al via il Premio “Giovanni Giovannini. Nostalgia di futuro”. Si tratta di un riconoscimento internazionale che verrà attribuito, a “persone, enti, società, organizzazioni che abbiano contribuito, con idee, progetti, realizzazioni all’innovazione nel campo della comunicazione o alla comunicazione nel campo dell’innovazione”. Le candidature saranno proposte (massimo due per ogni membro) all’interno del Comitato promotore che sceglierà il vincitore dopo attenta istruttoria.
A fianco del premio principale viene istituto un premio per la migliore tesi di laurea discussa nei 12 mesi precedenti alla scadenza del bando (settembre 2008-settembre 2009). Il premio per giovani neolaureati consisterà in uno stage di un mese presso una redazione dell’Ansa a scelta del vincitore e in una borsa di studio.
Questi i nomi delle personalità che fanno parte del Comitato promotore del Premio “Giovanni Giovannini. Nostalgia di Futuro”:
Alessandro Brignone, Enrico Carità, Fabrizio Carotti, Mario Ciancio Sanfilippo, Corrado Corradi, Derrick de Kerckhove, Alain Elkann, Mario Frullone, Maurizio Gasparri, Marco Giovanelli, Giampiero Gramaglia (Presidente), Gianni Letta (Presidente onorario), Arrigo Levi, Carlo Malinconico, Stefano Mignanego, Paolo Paloschi, Francesco Passerini Glazel, Carlo Perrone, Cesare Protettì, Mario Ricciardi, Maria Pia Rossignaud (Segretario), Roberto Saracco, Sebastiano Sortino, Vincenzo Maria Vita.
I vincitori riceveranno il premio nel corso di una cerimonia pubblica legata a un importante evento comunicativo su uno dei temi connaturati alla battaglia culturale che Media Duemila conduce da 25 anni.
Scarica il bando
Scarica la domanda

Richiesta di pensionamento

* 24 febbraio, 2009 * Internet, Pensieri * 0 commenti

Sul Corriere Alberoni dimostra che l’età della sua pensione è vicina

Parto da una notizia che ho appena avuto da due giornalisti che hanno intervistato numerosi adolescenti milanesi. Alcuni di loro hanno incominciato a usare l’eroina, ma non se la iniettano, la fumano. Dicono che gli dà un grande rilassamento, una grande serenità. Poi nel weekend, quando vogliono scatenarsi tutta la notte, passano alla coca. La coca li fa sentire onnipotenti. Come se le procurano? «In giro ne trovi quanta ne vuoi, anche su Internet e costa poco». «Non pensi che ti farà male?» «No, fa bene».

Questi adolescenti quando sono a scuola, in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all’interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù. Si incontrano di notte, nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale. Considerano i docenti dei falliti che insegnano cose inutili e guardano con compatimento gli psicologi. Fra loro parlano poco, piuttosto chattano e ascoltano musica.

È dalle canzonette che prendono le parole e i concetti filosofici che ispirano la loro vita: «Sii libero, fa quello che vuoi e ricorda che sei perfetto !». I loro modelli sono i personaggi dello spettacolo, chi va a Il Grande fratello, i calciatori miliardari, i bulli, e perfino chi si distingue su YouTube con qualche filmato da brivido. La separazione fra il mondo giovanile e adulto è incominciato negli anni ’60 del secolo scorso con i figli dei fiori, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale. Molti di questi giovani hanno avuto problemi, ma perlomeno avevano radici e ideali. La nuova generazione non ha radici, non ha fondamenti etici, non ha cultura né classica, né politica. Alcuni pensano che, proprio perche è così vuota, sarà più aperta, creativa.