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Vittorio Pasteris

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* 6 marzo, 2010 * Diritti, Italia, Pensieri * 0 commenti

Dopo una lunga e angosciosa agonia

* 6 marzo, 2010 * Diritti, Italia * 0 commenti

Via nonleggerlo.blogspot.com

Licenziata, in quanto sindacalista, ma il giudice le da ragione

* 4 marzo, 2010 * Diritti, Torino * 0 commenti

In certe aziende si sfrutta la crisi per restaurare le prassi del ventennio fascista

Nel salotto buono, in piazza San Carlo. Lì, negli ovattati uffici di Intesa-Sanpaolo, secondo la Cgil e anche secondo il giudice, si consuma una sorta di persecuzione antisindacale. Una giovane donna, Cristina Burato, è dipendente di una azienda, la Fidelity, che svolge in appalto servizi di portineria nel prestigioso palazzo.
Lo scorso anno decide di iscriversi alla Filcams-Cgil – la categoria che si occupa dei più deboli nel mercato del lavoro come imprese di pulizia, addetti alle vendite, guardie giurate – e incomincia a parlare con i colleghi, a mettere in discussione orari e retribuzioni, a discutere con il contratto alla mano.

Dopo qualche mese – come racconta la segretaria della Filcams Elena Ferro – apre una breccia tra i suoi compagni e ne iscrive altri sei-sette. E a sua volta diventa delegata sindacale. Dice Ferro: «Tra mille peripezie riesce a fare qualcosa. Evidentemente dà fastidio». Dopo otto anni nello stesso posto viene spostata negli uffici di via Alfieri. Lavora da sola. E così la delegata rimane senza rappresentati e i lavoratori senza delegata. Con lei viene spostata una seconda lavoratrice, anche lei iscritta alla Filcams che però fa turni inversi a quelli di Cristina.

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Il governo si inventa una nuova legge contro i lavoratori

* 3 marzo, 2010 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Via Repubblica

Aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che tutela dal licenziamento senza giusta causa, e anche altre norme della nostra legislazione sul lavoro. Ma senza dirlo, almeno direttamente. La nuova legge sul processo del lavoro presentata dal governo è ormai a un passo dall’approvazione: questa settimana dovrebbe concluderne l’esame la Commissione Lavoro di Palazzo Madama, subito dopo sarà l’Aula a dare il via libera definitivo dopo quasi due anni di navetta tra Camera e Senato.

In quel testo (il disegno di legge 1167-B) c’è scritto che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice: o l’uno o l’altro. Un cambiamento radicale rispetto alla tradizione giuridica italiana, dove c’è sempre stata una forte diffidenza nei confronti dei lodi arbitrali di stampo anglosassone. Un affievolimento di fatto delle tutele a favore del lavoratore, la parte oggettivamente più debole in questo tipo di controversie.

Caso Google privacy: attendere e capire è meglio che sbandierare partiti presi

* 24 febbraio, 2010 * Diritti, Internet, Pensieri * 0 commenti

Un tentativo equilibrato e prudente di commento da parte Carlo Felice Dalla Pasqua sulla sentenza odierna della Procura di Milano contro Google

Strano paese l’Italia, dove si dice che senza conoscere le motivazioni non si può commentare una sentenza e dove, poche ore dopo, proliferano già i commenti pro o contro (soprattutto contro) la sentenza con la quale sono stati condannati tre dirigenti di Google.  Senza dare giudizi definitivi, partiamo dal presupposto che internet ha radicalmente cambiato i comportamenti e le abitudini sociali di molti (e quindi devono cambiare le leggi che regolano quei comportamenti), ma non può essere un luogo legibus solutus. Evitiamo quindi di gridare allo scandalo per partito preso.

Certo, se il giudice avesse stabilito che Google è responsabile semplicemente per aver messo a disposizione la piattaforma, ossia lo spazio, sul quale altri hanno commesso reati a sua insaputa, si tratterebbe di un esempio pericoloso. Sarebbe come dire che Trenitalia è responsabile se avviene un delitto su un vagone di un suo treno o che l’Anas deve essere condannata per un incidente avvenuto su un tratto di strada da lei gestito. O come se fosse colpa vostra se invitaste qualcuno a casa per un caffè e questa persona cominciasse a sfasciare quadri, mobili e soprammobili. Perché, mutate poche cose, quello è il ruolo di Google nel caso in questione. Certo, può essere accaduto che un giudice abbia clamorosamente sbagliato valutazione: è già accaduto, per esempio, che un giudice di Aosta abbia equiparato un blogger al direttore responsabile di un giornale, tanto per non uscire da internet.

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Condannati per violazione della privacy i responsabili di Google per il video del ragazzo Down torinese

* 24 febbraio, 2010 * Computer, Diritti, Internet, Torino * 0 commenti

Il tribunale di Milano ha condannato i tre dirigenti di Google per violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul Google video di un filmato in cui un minore affetto da sindrome di Down veniva insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. Il quarto imputato è stato assolto.

Due copertine dei giornali il giorno dopo la grande truffa delle tlc

* 24 febbraio, 2010 * Diritti, Economia, Internet, Italia * 0 commenti



Arrestate Scaglia, commissariate Fastweb e Telecom Italia Sparkle

* 23 febbraio, 2010 * Diritti, Economia, Internet * 1 commenti

Via Repubblica.it (per aggiornamenti sul tema il blog di Stefano Quintarelli)

Una colossale operazione di riciclaggio di denaro sporco per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro è stata scoperta dai carabinieri del Ros e dalle Fiamme Gialle: 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. Ordine d’arresto anche per Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb. Il provvedimento restrittivo, però, non è stato ancora eseguito perché Scaglia non è stato rintracciato dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di Finanza. L’imprenditore, che in una nota inviata alle agenzie di stampa si dice estraneo a qualunque reato, ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. Indagato anche Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb a partire dal primo novembre 2004.

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Concita, la gelatina di ordinaria corruzione e i superman istituzionali

* 18 febbraio, 2010 * Diritti, Italia * 1 commenti

Toro dimesso

* 18 febbraio, 2010 * Personale * 0 commenti

Via La Nazione

Il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, indagato nell’inchiesta avviata a Firenze sugli appalti, si è dimesso dalla magistratura. Lo ha fatto inviando una lettera al procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara che domani la inoltrerà al ministro Guardasigilli e al ministero di Grazia e Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura.

Dando le dimissioni irrevocabili dopo 40 anni di servizio, Achille Toro evita di essere sottoposto al procedimento disciplinare che stava per essere avviato come richiesto dalla Procura generale della Cassazione, alla quale spetta appunto la via dei procedimenti di natura disciplinare riguardanti i magistrati.

Toro, indagato per violazione del segreto d’ufficio, ha motivato la decisione di dimettersi per “essere libero di difendere – è detto nell’atto – l’onorabilità mia e di mio figlio (a sua volta indagato) e, nel contempo desiderando eliminare ogni ragione di imbarazzo per l’ambiente di lavoro, con grande rammarico, ma con animo sereno, dichiaro la mia volontà di dimettermi con effetto immediato dall’ordine giudiziario”.

Una normativa seria sul whistleblowing, il soffiare civile nei fischietti

* 15 febbraio, 2010 * Diritti, Italia, Pensieri * 0 commenti

In questi giorni in cui si rivedono i sintomi di una corruzione pubblica e in cui la crisi permette a manager senza scrupoli e senza controlli di prendere atteggiamenti e provvedimenti al di fuori delle leggi varrebbe la pena di rispolverare uno strumento legale che ha ottenuto buoni risultati nei paesi anglosassoni: il whistleblowing

Il whistleblower (soffiatore nel fischietto) è il lavoratore che, durante l’attività all’interno di un’azienda, rileva una possibile frode, un pericolo, una irregolarità che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la  reputazione dell’impresa o ente pubblico o fondazione; per questo decide di segnalarla alle autorità competenti.

Il whistleblowing è uno strumento legale  collaudato con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna,  per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora.

Indipendentemente dalla gravità o meno del fenomeno riscontrato, molto spesso i dipendenti non danno voce ai propri dubbi per paura di ritorsioni e non addirittura del licenziamento. Una legge seria per l’istituto del whistleblowing offrirebbe anche in Italia una tutela legale per i lavoratori che denunciano le irregolarità nel caso questi subiscano una ritorsione da parte del denunciato.

Rivincite toponomastiche sulla politica: Via Lodo Alfano

* 6 febbraio, 2010 * Italia, Pensieri * 0 commenti