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Vittorio Pasteris

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Il real time search di Google anche in Italia

* 19 marzo, 2010 * Internet * 0 commenti

Via Repubblica.it

Google cambia faccia: da oggi anche in Italia sarà possibile usare il motore di ricerca più famoso del mondo per rovistare tra le conversazioni in tempo reale che avvengono sulle pagine pubbliche di Facebook, Twitter e gli altri social network.

La funzione di “Real Time Search”, lanciata a dicembre negli Stati Uniti e disponibile da oggi in tutto il mondo, costituisce una svolta significativa nell’approccio di Google alle ricerche online, settore nel quale la società domina incontrastata da un decennio. Gli utenti internet più navigati ricordano ancora l’epoca (era solo pochi anni fa) in cui l’indice nel quale Google cataloga ogni pagina di internet veniva aggiornato meno di una volta al giorno. Col passare del tempo gli “spider”, cioè i sofware che setacciano il web per conto della “grande G”, hanno preso a lavorare a ritmi frenetici, per garantire risultati sempre più freschi, tanto che i siti più popolari sono ormai indicizzati più volte ogni ora.

Con l’ingresso dei social network nelle ricerche di Google, questo percorso viene portato alle estreme conseguenze: se l’utente cerca un termine che in quel momento è oggetto di una conversazione su Twitter, quel thread apparirà tra i primi risultati della sua ricerca e si aggiornerà in tempo reale con i nuovi interventi mano a mano che questi vengono inviati.

Il Nexus One per ora non è stato un successo

* 17 marzo, 2010 * Economia, Mobile * 0 commenti

A Google converrebbe venderlo molto a meno per invadere davvero il mercato – Via Silicon Alley Insider

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This just in from mobile analytics company Flurry: Nexus One sales are still flopping. After 74 days on the market, Flurry estimates that Google has sold 135,000 Nexus Ones. In its first 74 days on the market, the Droid sold 1.05 million units. In the iPhone’s first 74 days on the market, it sold 1 million units.

For further context, the iPad just went on sale in an online-only mode and sold an estimated 152,000 units in three days. None of these comparisons can be “apples to apples.” The Nexus One is only available online, and only through T-Mobile. The original iPhone was a completely new style phone and it cost $600 when it came out. The Droid is on Verizon, sold for $200 during the holidays and marketed like crazy. The iPad is a totally new and unique product. Even with all those caveats, it’s evident that Google’s plan to disrupt the carriers by selling direct to the consumer is off to a very rocky start.

Un Google bestiale

* 12 marzo, 2010 * Diritti, Internet * 0 commenti

THE BEAST FILE: GOOGLE from Hungry Beast on Vimeo.

Popular Science tutto online

* 9 marzo, 2010 * Media, Scienza * 0 commenti

Via Luca Castelli

Una cosa è certa: non c’è niente di certo. Almeno non per quanto riguarda i giornali e Internet. Proprio mentre il vento sembrava essere cambiato, con le bellicose dichiarazioni di Rupert Murdoch nei confronti di Google e l’annuncio del New York Times di un dolce passaggio verso le news online a pagamento, importanti riviste americane come Popular Science e Spin hanno deciso di seguire la direzione opposta, andando ad arricchire proprio l’immensa e gratuita biblioteca digitale dell’acerrimo nemico, Google Books.

Nel mondo dei giornali scientifici, Popular Science è una voce autorevole e, soprattutto, longeva. Il suo primo numero venne stampato e distribuito nel maggio del 1872, quasi un secolo e mezzo fa, quando la visione umana della scienza era ben diversa da quella attuale. E quando l’industria dei giornali stava per sbocciare in tutto il suo splendore cartaceo. Oggi quello storico numero uno è disponibile integralmente e in libera consultazione, in digitale, assieme all’intero archivio della rivista.

Il progetto nasce in collaborazione con Google, come la stessa Popular Science sottolinea tranquillamente sul suo sito. Le versioni digitalizzate della rivista sono consultabili sia su www.popsci.com/archives che su Google Books, dove giorno dopo giorno si sviluppa e arricchisce uno strano ibrido di edicola e biblioteca.

Google si da al Picnik

* 2 marzo, 2010 * Internet, Multimedia * 0 commenti

Google ha comprato Picnik la nota piattaforma di fotoritocco on-line

Caso Google privacy: attendere e capire è meglio che sbandierare partiti presi

* 24 febbraio, 2010 * Diritti, Internet, Pensieri * 0 commenti

Un tentativo equilibrato e prudente di commento da parte Carlo Felice Dalla Pasqua sulla sentenza odierna della Procura di Milano contro Google

Strano paese l’Italia, dove si dice che senza conoscere le motivazioni non si può commentare una sentenza e dove, poche ore dopo, proliferano già i commenti pro o contro (soprattutto contro) la sentenza con la quale sono stati condannati tre dirigenti di Google.  Senza dare giudizi definitivi, partiamo dal presupposto che internet ha radicalmente cambiato i comportamenti e le abitudini sociali di molti (e quindi devono cambiare le leggi che regolano quei comportamenti), ma non può essere un luogo legibus solutus. Evitiamo quindi di gridare allo scandalo per partito preso.

Certo, se il giudice avesse stabilito che Google è responsabile semplicemente per aver messo a disposizione la piattaforma, ossia lo spazio, sul quale altri hanno commesso reati a sua insaputa, si tratterebbe di un esempio pericoloso. Sarebbe come dire che Trenitalia è responsabile se avviene un delitto su un vagone di un suo treno o che l’Anas deve essere condannata per un incidente avvenuto su un tratto di strada da lei gestito. O come se fosse colpa vostra se invitaste qualcuno a casa per un caffè e questa persona cominciasse a sfasciare quadri, mobili e soprammobili. Perché, mutate poche cose, quello è il ruolo di Google nel caso in questione. Certo, può essere accaduto che un giudice abbia clamorosamente sbagliato valutazione: è già accaduto, per esempio, che un giudice di Aosta abbia equiparato un blogger al direttore responsabile di un giornale, tanto per non uscire da internet.

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Facebook dirotta maggiori visitatori di Google

* 16 febbraio, 2010 * Internet * 0 commenti

Via SF Cronicle

A big part of the Facebook experience is how friends and family share Web links to interesting news stories, photos, videos and Internet sites. This “friend-casting” of information has helped propel Facebook into a major force in directing traffic around the Web.

According to Web measurement firm Compete Inc., Facebook has passed search-engine giant Google to become the top source for traffic to major portals like Yahoo and MSN, and is among the leaders for other types of sites. This trend is shifting the way Web site operators approach online marketing, even as Google takes steps to move into the social-media world.

Some experts say social media could become the Internet’s next search engine.

Come funzionano le aste della pubblicità di Google

* 13 febbraio, 2010 * Economia, Internet, Personale * 0 commenti

Street View snowmobile

* 11 febbraio, 2010 * Sport, Tecnologia * 0 commenti

Anche Google dedica uno speciale alle Olimpiadi di Vancouver e si inventa lo Streetview da pista da sci

Google Buzz, più Friendfeed che Twitter o Facebook, con il pregio della geolocalizzazione

* 10 febbraio, 2010 * Economia, Internet, Pensieri * 0 commenti

twitter friendfeed facebookGoogle ha lanciato Google Buzz il suo servizio sociale con l’evidente obiettivo di contrastare la crescita degli altri competitor come Facebook e Twitter. Era da un po’ che ci si stupiva che BigG non riuscisse ad inventarsene una delle sue per colonizzare appieno il mondo dei social network. Anche se è presto per fare analisi e in queste ore sta avvenendo la migrazione degli account Gmail che piano piano si trovano anche Buzz disponibile sembra che  siamo di fronte a un servizio con ottime chances di successo.Google hanno scelto pragmaticamente di interpretare un adagio semplice: se non hai una buona idea, copiala !

Google Buzz sembra moltissimo a Friendfeed con in più tutta la facilità del mondo Google. La scelta strategica però appare sensata: obiettivo primario puntare all’utilità d’uso del servizio.

I media tradizionali da tempo stanno facendo da grancassa dei successi di Twitter e Facebook, inducendo aziende e cittadini a sbarcare su questi con risultati altalenanti. Oramai piccole e grandi aziende, giornali, enti, associazioni, circoli ricreativi, bocciofile e altro ancora si sono aperti un account Twitter che mediamente usano come megafono delle loro attività o spesso come piccolo, grande strumento di spam veicolando link alle loro risorse web, sperando che i followers  visitino le pagine in questione. Agli estremi opposti Facebook è diventato la sarabanda globale con di tutto di più, un media in cui il rapporto segnale-rumore si fa bassissimo e la confusione sovrana da megalopoli ipertrafficata è il pane quotidiano.

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Google Buzz, l’anti Twitter di BigG

* 9 febbraio, 2010 * Internet, Mobile, Tecnologia * 0 commenti

Via Googleblog

Google Buzz is a new way to start conversations about the things you find interesting. It’s built right into Gmail, so you don’t have to peck out an entirely new set of friends from scratch — it just works. If you think about it, there’s always been a big social network underlying Gmail. Buzz brings this network to the surface by automatically setting you up to follow the people you email and chat with the most. We focused on building an easy-to-use sharing experience that richly integrates photos, videos and links, and makes it easy to share publicly or privately (so you don’t have to use different tools to share with different audiences). Plus, Buzz integrates tightly with your existing Gmail inbox, so you’re sure to see the stuff that matters most as it happens in real time.


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L’anti Twitter di Google per Gmail

* 9 febbraio, 2010 * Economia, Internet * 0 commenti

Il WSJ ha lanciato la notizia

Google Inc. is taking a swipe at Facebook Inc. and Twitter Inc. with a new feature that makes it easier for users of Gmail to view media and status updates shared online by their friends.

Google could announce the new Gmail feature as soon as this week, said people familiar with the matter. A Google spokeswoman declined to comment.

The change adds a module to the Gmail screen that will display a stream of updates from individuals a user chooses to connect with, said one of these people. It is a format popularized by Facebook and Twitter.

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