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Vittorio Pasteris

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Soria cerca di esportarsi il Grinzane

* 4 marzo, 2010 * Pensieri, Torino * 1 commenti

Mentre sembra ripartire qualcosa del Grinzane, Soria cerca di mantenersi i marchi all’estero

Nuova sede, intanto. E un ricco cartellone culturale (musica, arte, letteratura), chiamato «Cambi di stagione», per una fondazione che, nel suo comitato direttivo, annovera il critico e poeta Giorgio Bàrberi Squarotti, che a Monforte è di casa. E poi la scommessa del Grinzane, il premio da mettere a punto per l´anno prossimo, la collaborazione con il Parco culturale «Piemonte Paesaggio Umano» e pertanto con il Salone torinese del Libro, grande sponsor della signora nella vicenda dell´asta per il Grinzane Cavour.

Ma un´ombra, l´ombra del passato che rinviene, potrebbe aleggiare sul nuovo che avanza. È quella di Soria in persona; del Professore, in sostanza. In attesa di essere rinviato a giudizio, adesso sarebbe disposto a collaborare con il dottor Stasi e a ricostruire i complessi meccanismi attraverso cui i finanziamenti pubblici per il premio finivano verso altri lidi, assai privati. Qualche mossa preliminare, tramite il suo avvocato, l´ha già fatta. E sembrerebbe persino disposto a cedere alla liquidazione i famosi marchi del suo premificio, per i quali c´è un´opzione, da 30 mila euro, della Bottari Lattes.

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Svuotate le cantine del Grinzane

* 1 febbraio, 2010 * Torino * 1 commenti

Via repubblica.it

Non sarà l’audace colpo dei soliti ignoti. Ma è comunque un bel colpo anche quello che “ignoti”, non si sa se “soliti” o meno, hanno messo a segno venerdì sera nelle cantine dell’ex premio Grinzane Cavour, all’interno del palazzo torinese di via Montebello 21, già regno e dimora (ancora) di Giuliano Soria. Il bottino consiste in un numero imprecisato di bottiglie di vino, dal Barolo al Barbaresco, dal Dolcetto al Barbera, tutte di pregio, trafugate dai misteriosi ladri entrati, a quanto pare, da un lucernario che dà sulla strada.

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Soria: 5000 euro al mese per le piccole spese

* 27 gennaio, 2010 * Pensieri, Torino * 0 commenti

Via Repubblica

Le spese quotidiane. Nella contabilità delle false fatturazioni tra il “Grinzane” e le società intestate al coimputato Carmelo Pezzino (“Territori del frè”, “Com’media”), compaiono decine e decine di pagamenti di 7200 euro l´uno. Secondo Pezzino, si tratta di un calcolo preciso tenuto conto dell´Iva, per assicurare a Soria ogni mese 5mila euro per le spese personali. Pezzino è esplicito: “Tutte le fatture da 7200 euro venivano emesse per le prestazioni di consulenza che ho indicato, poi di fatto io il pagamento lo restituivo in contanti a Soria, detratta l´Iva”.

I pm non hanno dubbi: “Avviene ogni mese, dal 2004. Hanno tutto l´aspetto di un vero e proprio stipendio”. Soria dà invece la sua versione: “C’era una piccola cassa per le mie spese personali, una sorta di “cassa del presidente”. Per le spese di casa, invece c´era un´altra cassa diversa”. Ma quali erano queste spese? L´imputato risponde così: “Il cibo e i vestiti… quei pochi che mi compro…”. Il patrimonio personale. “Da che cosa è rappresentato il suo patrimonio immobiliare?”, incalzano i pm. Soria fa l´elenco: “C´è l´alloggio di Torino, quello di Ospedaletti, quello di Parigi e queste soffitte in via Gaudenzio Ferrari e in via Riberi… E casa mia a Costigliole d´Asti. A Parigi è in pieno centro, 78 metri quadrati nei paraggi di Notre-Dame. L´ho pagato 600mila euro e ho fatto un mutuo di 300-400mila euro che ho pagato in 10 anni”.

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Le confessioni di Giuliano S.

* 25 gennaio, 2010 * Pensieri, Torino * 0 commenti

Dai verbali delle confessioni di Giuliano Soria (via Repubblica)

«Ero arrivato a un livello di tensione insostenibile, probabilmente avrei dovuto recedere da alcune delle mie attività prima di arrivare a quel punto». È il 16 marzo 2009 e, per la prima volta, Giuliano Soria compare alle 9.38 del mattino davanti al gip, Silvia Salvadori, che ha autorizzato la sua cattura chiesta dai pubblici ministeri. È il cosiddetto «interrogatorio di garanzia». Spesso, in quell´occasione, gli imputati si avvalgono della facoltà di non rispondere. Non è così per l´ex patron del Grinzane che, invece, accetta le domande del giudice.

Dice ancora poco, si rifiuta di confermare qualsiasi versione del maggiordomo che lo accusa di molestie sessuali («Ho detto le frasi che mi vengono contestate, ma aggiungo che gran parte delle volte erano dette in tono scherzoso»), non accenna ancora ad ammettere nulla sui soldi pubblici sottratti per comprarsi un alloggio e per farne ristrutturare arredare altri due, ma comincia a rivelare lo scenario sconvolgente nel quale sono piombati lui e la sua «creatura».

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Caso Grinzane: 19 milioni di euro senza controllo

* 20 gennaio, 2010 * Pensieri, Torino * 1 commenti

Alberto Gaino su Lastampa.it

Com’è che Giuliano Soria potè ricevere 19 milioni e 361.215,45 euro di contributi pubblici in soli quattro anni e sette mesi, da metà 2004 al 31 gennaio scorso, per non parlare di quanto ebbe in precedenza? In un anno di indagini e di scandalo si è assai detto e scritto del «sistema Soria»: sapeva calamitare risorse pubbliche ministeriali e locali sulla sua girandola di meeting, dai premi ai Nobel, circondato dalla propria corte, alle cene pantagrueliche offerte a tanta bella gente.

Come quella volta, era il 2007, che andò a New York in scelta e numerosa compagnia fondamentalmente per consegnare il Grinzane a Philip Roth che non aveva voluto «scendere» a Torino. Grandi meriti. In Langa ha portato Sepulveda a conoscere funghi e Barolo, aromi e nebbie. Con la Bosè pigiava l’uva. Gli bastava inventare nuove idee letterarie in ogni angolo del mondo e gli veniva dato. Poi stornava e dirottava su altro, anche sul proprio patrimonio, aiutato in quest’opera di furbizia contadina dal fratello dirigente della Regione Piemonte. La Procura di Torino contesta loro 4 milioni e mezzo di malversazione. Fondi pubblici. Gli sprechi non sono entrati nell’inchiesta.

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Chiusa l’indagine per il Grinzane

* 16 gennaio, 2010 * Torino * 1 commenti

Via Lastampa.it

Quattro milioni e mezzo – per l’esattezza 4.413.540,1 euro – il conto che la procura presenta a Soria & Soria, i fratelloni caduti dalle stelle alle stalle. Quelli che ai tempi spensierati del Grinzane pigiavano l’uva con attori e letterati di fama per celebrare l’epicureismo in salsa. Giuliano, il patron del Premio, ha la parte del principe delle distrazioni, malversazioni e truffe (aggravate) ad enti pubblici (Regione e ministeri). Oltre 4 i milioni contestati solo a lui per aver dirottato fondi pubblici su attività diverse da quelle finanziate. O, peggio, sugli arredi delle sue abitazioni private di Torino e Parigi. O ancora peggio, servitigli per acquistare come proprietà personale l’appartamento più ampio (500 metri quadri) del palazzo di via Montebello 21 attingendo (800 mila euro) dai finanziamenti per trovare casa non a lui ma al Grinzane. Un gioco delle tre carte, neanche complicato, scoperto e crollato addosso a Soria I, con tutto il castello di seduzioni intellettuali tenacemente costruito in tanti anni, quando un suo collaboratore domestico l’ha denunciato per molestie sessuali.

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Il caos del post Grinzane continua

* 8 gennaio, 2010 * Torino * 1 commenti

Lattes passa alle vie legali

A sorpresa la Fondazione Lattes fa un passo indietro. Non vuole più sentirne parlare di aste e non parteciperà alla prossima gara che si dovrà tenere entro il 23 gennaio per l’assegnazione del Premio Grinzane. Così come ha disposto lunedì il Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Torino, il giudice Francesco Donato.

Ha deciso di spostare la battaglia sul piano legale, perché ritiene «di essere ampiamente legittimata dalle due aggiudicazioni precedenti», dice la presidente Caterina Bottari Lattes. E continua: «Io mi sento la vincitrice morale. Non condivido e non capisco la decisione di riaprire per la terza volta la competizione. Abbiamo già dimostrato due volte, aggiudicandoci il Grinzane, la nostra credibilità dando fiducia pagando per intero».

Presa dalla stanchezza per una storia che sta diventando infinita, la signora Lattes ha dato mandato ai suoi avvocati di parlare a suo titolo. Oggi emetterà un documento ufficiale nel quale spiega le ragioni della sua scelta. E non si esclude che proprio questa mossa possa risultare vincente per riappropriarsi una volta per tutte del tanto conteso Premi

Continua la maledizione del Grinzane

* 5 gennaio, 2010 * Pensieri, Torino * 1 commenti

Ora ci vuole una terza asta (via Lastampa.it)

L’affaire Grinzane salta di nuovo: nulla pure la seconda asta. Entro fine mese sarà indetta una nuova gara, come ha deciso ieri il tribunale di Torino. Era il 15 dicembre. Presso lo studio del notaio Giovanna Ioli (per la seconda volta nel giro di un mese) la Fondazione Lattes vinceva per 336 mila euro tutto il bottino che fu un tempo di Giuliano Soria. Asta vinta a tavolino per mancanza dell’altro contraente, Gianni Aringoli della romana fondazione Epoké.

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Un nuovo pasticcio per il Grinzane

* 17 dicembre, 2009 * Pensieri, Torino * 1 commenti

Via La Stampa.it

Nella giornata trionfale del Salone del libro si materializza ancora il fantasma del Grinzane Cavour. C’è stata la seconda asta dei beni dell’associazione, che per la seconda volta sono andati alla Fondazione Lattes; ma il grande rivale, Gianni Aringoli, patron del premio Capalbio, minaccia ricorsi, dopo aver mancato in modo clamoroso e anche un po’ rocambolesco l’appuntamento con il liquidatore. Il Salone ha avuto il tempo di presentare l’edizione 2010 (Paese ospite l’India) oltre ai risultati clamorosi di una ricerca sul suo ritorno economico, e subito il pendolo della giornata si è spostato dal notaio Giovanna Ioli. Si doveva assegnare al miglior offerente ciò che è rimasto del Grinzane: la biblioteca, l’archivio, un immobile ma non i marchi, perché requisiti dal tribunale che giudica i fratelli Soria, e l’esito pareva scontato.

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Si fanno i conti sul Grinzane

* 15 dicembre, 2009 * Pensieri, Torino * 0 commenti

Perizia sulle fatture del Premio (via Lastampa.it)

Lo scandalo sul premio Grinzane Cavour – che a marzo portò all’arresto del patron Giuliano Soria e del fratello Angelo, funzionario regionale – si arricchisce di una perizia tecnica. Servirà a stabilire il costo reale dell’Orangerie a Costigliole d’Asti, realizzata dallo chef Bruno Libralon – fondatore dell’ Icif (talian Culinary Institute for Foreigners) – l’unico ancora in carcere. O meglio, la perizia punta a dimostrare alla procura torinese che i soli spesi furono i 2 milioni stanziati dalla Regione e non i 500 mila, come risulta dalle fatture.

Tutto per convincere i magistrati che quelle fatture non sono false. Almeno questo nelle intenzioni del difensore di Libralon. L’avvocato Claudio Strata confida, infatti, negli esami dello studio torinese degli ingegneri associati «Angelino» per rafforzare la richiesta di scarcerazione. «La chiusura delle indagini da parte dei pm non ha addebitato al mio assistito altri capi d’imputazione – spiega – che restano quelli di peculato, truffa, malversazione e frode fiscale. Ho chiesto un nuovo interrogatorio, che avverrà giovedì. Dimostreremo che quelle fatture non sono false: i lavori per la costruzione dell’Orangerie sono stati pagati in parte in nero e alcune fatture devono ancora essere emesse. I calcoli degli ingegneri, inoltre, proveranno che 500 mila erano del tutto insufficienti a pagare l’attività svolta».

Bruno Libralon, intraprendente titolare di ristoranti ha rilanciato il suo nome nel mondo grazie alla sua creatura, l’Icif appunto. Una scuola di cucina destinata agli stranieri per celebrare nel mondo l’ars gastronomica piemontese. Con sedi in Brasile e Cina e una location faraonica a Costigliole d’Asti: prima nel Castello, poi nell’Orangerie edificata poco più in basso, dove c’era il tennis del castello. L’inchiesta condotta dai pm Stefano Demontis, Valerio Longi, Gabriella Viglione e dall’aggiunto Pietro Forno, in collaborazione con la Guardia di finanza, ipotizza che per quel cantiere Libralon ottenne dalle casse regionali denaro intascato e mai utilizzato. Nel precedente interrogatorio si avvalse della facoltà di non rispondere, giovedì invece offrirà la sua versione dei fatti.

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