Si chiamano hubber, sono circa 5 mila imprenditori, tutti con lo stesso ambizioso obiettivo: realizzare progetti ecologici e socialmente etici per cambiare il mondo. Il loro network si ispira aWikipedia per l’idea di condivisione, ma gli Hub non sono solo luoghi virtuali, bensì spazi di aggregazione, hangar-uffici con scrivanie aperti a ecoimprenditori, finanzieri, giornalisti e chiunque abbia un piano d’emergenza salvapianeta. Sono già 20 gli Hub spuntati nel mondo, da Mumbai a Toronto, da Johannesburg a Berlino, Madrid e Londra. E proprio a Londra, dove nel 2005 è nata l’idea di questi incubatori di innovazione e dove le sedi sono 2, è stato ideato l’Hub di Milano, primo in Italia, che inaugura domani. Al numero 8 di Paolo Sarpi, piena Chinatown, dal cortile si accede alla struttura industriale in vetro e acciaio, arredata secondo principi ecosostenibili da tre architetti della community: Roberto Siena, Andrea Paoli e Marta Pietraboni.
Fernando D’Aniello, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Dottorandi e Dottori di ricerca ha confessato di non aver mai pensato di fuggire ma, per crescere professionalmente, ha dovuto viaggiare molto all’estero. Secondo D’Aniello “il pericolo fuga è uno dei rischi del periodo post dottorato, quando il titolo è stato conseguito e occorre trovare spazio per lavorare e crescere”.
Proprio su questo contesto ci si gioca il futuro del sistema universitario italiano. Il numero dei dottori di ricerca prodotti in Italia è ancora molto basso, lontano dagli standard di Germania e Francia per esempio. Nonostante questo, ad oggi produciamo ancora troppi dottori per la capacità ricettiva del sistema educativo italiano. Ogni anno ottengono il dottorato 10 mila ricercatori, di cui solo 2 mila sono poi assorbiti dalla carriera accademica. Il sistema produttivo privato non riesce a valorizzare le persone, e quello pubblico non sta di certo meglio.
Adi ha realizzato in passato un libro e un sito dedicato al fenomeno dei Cervalli in Fuga, ma paradossalmente questo non è il male maggiore. Secondo D’Aniello “parlare di fuga dei cervelli nei tempi della globalizzazione è riduttivo: andare all’estero è un percorso necessario per crescere e, se gli italiani trovano facilmente collocazioni fuori dai confini nazionali, vuol dire che la qualità del nostro sistema formativo è buona. Il problema grave è che il sistema universitario italiano non attrae ricercatori stranieri. All’estero i dottorandi stranieri sono il 30%, in Italia ci attestiamo intorno a un misero 2%. Questi numeri sono in grado di fare la differenza a scapito del Sistema Italia”.
Oggi apre a Verona la famosa e internazionale Fiera Agricola. Il manifesto con il germoglio e l’USB testimonia che l’agricoltura italiana è ancora un territorio di grande e forte innovazione.
E’ partita la sesta edizione di Start Cup Torino Piemonte. Start Cup Torino Piemonte è la competizione regionale che mette in gara i migliori progetti d’impresa innovativi e ad alto contenuto di conoscenza.
La Start Cup Torino Piemonte è un concorso di progetti imprenditoriali dedicato a tutti coloro che hanno un progetto di impresa innovativa. Le imprese innovative sono quelle che apportano, in un prodotto o in un processo, nell’organizzazione o nel rapporto con il mercato, caratteristiche di novità rispetto allo stato della tecnologia riscontrabile nelle imprese piemontesi o italiane e che rappresentino una valorizzazione economica di saperi e competenze scientifiche.
Nasce NextMe, il magazine online che affronta i temi dell’innovazione a 360°. Nextme si propone come hub del futuro e punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere le ultime novità sulla tecnologia, le scoperte della scienza, ma anche le tendenze e gli stili di vita di ultima generazione, per essere sempre ‘un passo avanti agli altri’.
Dalle scoperte naturali a quelle spaziali o in campo medico, dai prototipi ai gadget più innovativi,lanciati sul mercato, dal design alla comunicazione, dalla robotica alle biotecnologie. Su Nextme verrà assicurata un’attenzione particolare anche al mondo del web e del software, come ai nuovi mezzi di trasporto che renderanno il pianeta Terra sempre ‘più piccolo’ e lo spazio sempre più vicino.
Next Open Innovation in collaborazione con Codice Internet presenta Innovation Cafè ,uno spazio di informazione e condivisione interamente dedicato alle opinioni degli Innovatori italiani sia di chi crea che di che racconta ogni giorno l’Innovazione, aperto al contributo di tutti quanti vorranno partecipare.
Ogni giorno una o più interviste pubblicate per arrivare a inizio 2010 quando tutte le interviste saranno raccolte e pubblicate in un Instant eBook scaricabile gratuitamente in PDF sotto CC, corredate anche dai migliori commenti ricevuti attraverso i social network e la Community di Next Open Innovation.
This group is intended as a community of change agents, a digital place where to exchange ideas, cross-fertilize experiences and discuss innovation policies for improving the productivity of enterprises, industries and economies.
The group is promoted by The Innovation Group a management consulting “boutique” designed to innovate business and organizations through ICT and new technologies (digital, science-driven, etc.). We are based in Milan, Italy and our Partners are prestigious companies and institutes from US, India and Italy.
In the future we are looking forward to establishing further collaborations with leading, original innovation centres all over the world. The Partners are a small group of managers coming from various experiences in the Management consulting, in ICT Market Research and in the IT Industry. We share a few ideas in which we believe but that we would like to discuss, sharpen and in case review in discussing with you.
Dopo la riforma Gelmini, con i tagli drastici che ha portato, e’ inutile riempirsi la bocca con l’innovazione.
Lo ha dichiarato Margherita Hack. Per l’astrofisica L’innovazione si fa con la ricerca, e per quella è fondamentale l’università e se qualcuno deve porre dei limiti alla ricerca, non può essere il legislatore, e nemmeno la Chiesa che interferisce di continuo’. L’astrofisica si dice infine convinta che su cambiamenti climatici ci sia un allarmismo eccessivo.
Si dice che una volta rischiò una multa dalla polizia di New York, il fondatore della Sony Akio Morita, per aver attraversato la strada distrattamente, preso com’era dall’ascolto del suo walkman. Lanciato sul mercato nell’estate di trent’anni fa, il walkman era stato fortemente voluto da Morita contro il parere di gran parte dei suoi collaboratori. Il mercato della registrazione audio era andato sino ad allora verso una crescente fedeltà e qualità sonora, gli obiettavano; perché il consumatore avrebbe dovuto interessarsi a un registratore portatile, e che per di più si poteva ascoltare solo in cuffia? Morita rispose che si sarebbe dimesso dalla presidenza se non ne fossero stati venduti almeno centomila esemplari, e vinse di gran lunga la scommessa: le vendite superarono rapidamente il milione nonostante il prezzo non irrisorio (30.000 yen, 90 dollari negli USA, molto più di un iPod oggi per il costo della vita di allora).
Da tempo pensavo di scrivere un post intitolato Mi sun turineis cercando di descrivere le basi di un orgoglio torinese a partire da un titolo simile al famoso Ich bin ein Berliner. La mia passione per la mia città è nota e probabilmente deriva più da pulsioni emotive e emozionali piuttosto che razionali. Dimentichiamo il cuore e usiamo come interprete delle cose la ragione.
Torino, la sua provincia, il suo intorno economico, hanno avuto nell’inizio degli anni 2000 una delle più drammatiche crisi economico – esistenziali che una città e una comunità possano vivere. Si è toccato il fondo e si è vissuta la crisi per primi. Questa città ha avuto la fortuna, nonostante si pensasse il contrario, di dimostrare di avere molte anime, molte eccellenze, una capacità non comune di accogliere persone ed etnie, un mondo capace di rinnovarsi. Il ruolo dei politici, alcuni capaci, altri meno, è stato quello di saper coagulare questi aspetti, di difendere il difendibile e si essere ragionevolmente onesti materialmente e intellettualmente. Il ruolo delle Olimpiadi è stato quello della vetrina, più che quello del catalizzatore.