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Vittorio Pasteris

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La libertà della rete, l’informazione e il Berlusconi sdoganante

* 18 marzo, 2010 * Diritti, Internet, Media * 0 commenti

Gabriele Farina su Friendfeed

Prima Mentana sul Corriere, poi Floris su La Stampa, ora Rai per una Notte praticamente ovunque. Ho l’impressione che questa volta Silvio abbia involontariamente sdoganato il web… non dovremmo perdere l’occasione

Il balzello on-line di Alitalia

* 18 marzo, 2010 * Diritti, Internet, Mobile * 0 commenti

Via Aduc

Quanto costa volare con Alitalia acquistando online? Il prezzo del biglietto piu’ cinque euro. L’aggravio, chiamato diritto amministrativo, altro non e’ che un vero e proprio balzello e resta nascosto fino al momento dell’effettuazione del pagamento. Pagina principale del sito, regole tariffarie e condizioni generali di trasporto non ne fanno menzione. Non tutti i consumatori sono costretti a pagare la soprattassa: possessori di alcune carte di credito, ed altre categorie sono esentati dalla spesa. Stando cosi’ le cose non si capisce perche’ si debba chiamare diritto amministrativo un qualche cosa che del diritto non ha nemmeno l’ombra: magie Alitalia!
La condotta della compagnia aerea di bandiera e’ la stessa sia nel caso di acquisto di un biglietto ordinario, sia di uno in promozione: in questo caso l’ulteriore scorrettezza sta nel fatto che nella home page del sito si dice che il prezzo e’ “tutto incluso”.
Il decreto Bersani, in materia di trasparenza delle tariffe aeree, oltre che il codice del consumo vietano simili condotte.

Il portale dedicato al lutto

* 18 marzo, 2010 * Diritti, Internet * 0 commenti

La morte è un passaggio della vita che la nostra società ha voluto quasi rimuovere. Ma è comunque la fine della vita, un evento da rispettare che fa parte  della sfera strettamente personale di uomini e famiglie. Un momento per cui occorre saper fare un passo indietro di dignità e di rispetto della privacy.
Stupisce, nel cercare notizie su una morte precoce, di finire attraverso Google in Funeras è il portale dedicato al lutto.

Funeras è il portale dedicato al lutto. I necrologi con le informazioni sui funerali sono aggiornati quotidianamente. I defunti , che riposano nel cimitero virtuale, hanno uno spazio riservato alla loro memoria dove parenti,amici e conoscenti condividono il dolore con condoglianze, dediche, messaggi commemorativi, foto e video.  I familiari inoltre possono ringraziare per la partecipazione al lutto e comunicare la data del trigesimo e anniversario in memoria della scomparsa dei loro cari.

Si attendono commenti per chiarirsi le idee

La situazione dei giornali: sabbia in una clessidra

* 15 marzo, 2010 * Internet, Media * 0 commenti

Via Editor & Publisher

Newspaper advertising revenue plunged an astounding 45% over the last three years forcing publishers to make drastic reductions to the actual size of the print edition, to the space devoted to news to the ranks of employees. Those findings are the latest from the Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism State of the News Media 2010 report that starkly quantifies the affects of a nasty recession and the sweeping structural changes faced by media organizations.

“For newspapers, which still provide the largest share of reportorial journalism in the United Sates, the metaphor that comes to mind is sand in an hourglass,” stated the report. The shrinking top and bottom line over the last three years resulted in loss of 15,000 full-time reporting and editing jobs falling to about 40,000 wrote Rick Edmonds of the Poynter Institute who authored the report’s newspaper chapter. “That means newsrooms have shrunk by 27% in three years,” he wrote.

Newspapers will benefit from the end of the recession, said the report, however it also noted that newspapers are their own worse enemies: “Far too many papers are at risk of becoming insubstantial,” warned the report. “They lack the heft to be thrown up on the front porch or to satisfy those readers still willing to pay for a good print newspaper.”


L’economia dei giornali secondo Hal Varian

* 11 marzo, 2010 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

030910 Hal Varian FTC Preso

Popular Science tutto online

* 9 marzo, 2010 * Media, Scienza * 0 commenti

Via Luca Castelli

Una cosa è certa: non c’è niente di certo. Almeno non per quanto riguarda i giornali e Internet. Proprio mentre il vento sembrava essere cambiato, con le bellicose dichiarazioni di Rupert Murdoch nei confronti di Google e l’annuncio del New York Times di un dolce passaggio verso le news online a pagamento, importanti riviste americane come Popular Science e Spin hanno deciso di seguire la direzione opposta, andando ad arricchire proprio l’immensa e gratuita biblioteca digitale dell’acerrimo nemico, Google Books.

Nel mondo dei giornali scientifici, Popular Science è una voce autorevole e, soprattutto, longeva. Il suo primo numero venne stampato e distribuito nel maggio del 1872, quasi un secolo e mezzo fa, quando la visione umana della scienza era ben diversa da quella attuale. E quando l’industria dei giornali stava per sbocciare in tutto il suo splendore cartaceo. Oggi quello storico numero uno è disponibile integralmente e in libera consultazione, in digitale, assieme all’intero archivio della rivista.

Il progetto nasce in collaborazione con Google, come la stessa Popular Science sottolinea tranquillamente sul suo sito. Le versioni digitalizzate della rivista sono consultabili sia su www.popsci.com/archives che su Google Books, dove giorno dopo giorno si sviluppa e arricchisce uno strano ibrido di edicola e biblioteca.

Mediagazer: il Techmeme delle news sui media

* 8 marzo, 2010 * Internet, Media * 1 commenti

Dalla presentazione di Mediagazer

The media business is in tumult: from the production side to the distribution side, new technologies are upending the industry. What do news organizations need to do to survive? Will books become extinct? When will an audience pay for content? Can video bring television and the internet together? Will the iPad save us all? Keeping up with these changes is time-consuming, as essential media coverage is scattered across numerous web sites at any given moment.

Mediagazer simplifies this task by organizing the key coverage in one place. We’ve combined sophisticated automated aggregation technologies with direct editorial input from knowledgeable human editors to present the one indispensible narrative of an industry in transition. We collect relevant takes on an issue and package them together in a comprehensive group of links. That way, you not only get the lead opinion on an issue, but you can easily find the supporting, opposing, smart, controversial, notable, and previously unseen viewpoints. You get the big picture.

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La Rivoluzione Virtuale della rete sulla BBC

* 8 marzo, 2010 * Internet, Multimedia * 1 commenti

La BBC ha realizzato una serie di eccellenti documentari di una serie intitolata The Virtual Revolution How 20 years of the web has reshaped our lives, su come il mondo è stato trasformato dal web, collegata anche all’attività di The Open University.

La serie è solamente visibile per minima parte via web al di fuori dei confini IP della Gran Bretagna. Ma grazie alle divinità della rete le puntate sono state prontamente torrentate.

Beati gli inglesi che hanno un servizio pubblico televisivo che da sempre ha investito nella e sulla rete

UPDATE: il prgramma è di una serietà, pacatezza ed eleganza da BBC che merita di essere visto !

C’era una volta la New Economy

* 8 marzo, 2010 * Economia, Internet * 0 commenti

Federico Rampini Su repubblica.it

L’euforia e poi il crollo della New Economy sembrano vicende lontanissime, tanto profondamente siamo cambiati da allora. Il periodo che si chiude in quel marzo 2000 è una sorta di Età dell’Oro che oggi appare quasi irreale. L’America di allora sta entrando nell’ottavo anno di presidenza Clinton, ha un bilancio pubblico in attivo, e incassa i dividendi politico-economici di un primato mondiale che sembra inattaccabile, irraggiungibile. La disoccupazione è praticamente scomparsa, scesa al di sotto del 4% che è considerato il minimo fisiologico. La Cina in quegli anni è solo un prezioso fornitore a basso costo, l’industria informatica californiana vi delocalizza le produzioni manifatturiere ma si tiene il controllo di tutte le funzioni strategiche come la ricerca. Al Qaeda è una sigla pressoché sconosciuta al grande pubblico. I protagonisti di quella fase oggi sono scomparsi o ridimensionati. C’è America Online (Aol), un portale Internet che dall’alto della sua quotazione stratosferica conquista il controllo di un gruppo multimediale più “maturo”, Time Warner. C’è Yahoo che sembra avviato a sfruttare come luogo di scambio le nuove abitudini degli utenti Internet. C’è Cisco, gigante virtuale dell’era in cui il mondo intero insegue l’America nel cablaggio a fibre ottiche. E c’è Microsoft, il Golia che sovrasta tutti, l’unico gruppo a cui si attribuisce la capacità di dominare il cyber-spazio. È ai confini di quel mondo che appaiono le prime patologie gravi. Enron sta in Texas anziché in California, è un gigante giovane che ha moltiplicato le sue fortune situandosi all’incrocio di tre fenomeni: la deregulation energetica, la deregulation finanziaria, e Internet. Ha creato un immenso mercato virtuale di futures e derivati per speculare sull’energia, di cui fa le spese la California stremata dai blackout elettrici. Worldcom è un altro colosso creato su una bolla, quella dei sovrainvestimenti nelle fibre ottiche, nati da proiezioni assurde sull’aumento dell’uso delle telecom. (Enron e Worldcom saranno i più gravi crac fraudolenti nel post-crac della New Economy, nel dicembre 2001 e aprile 2002).

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Modelli ibridi dell’editoria

* 4 marzo, 2010 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

Via Marco Bardazzi

“Ibrido” sembra essere la parola magica del momento. Al Salone dell’Auto di Ginevra, le case automobilistiche di tutto il mondo hanno fatto a gara a presentare modelli ibridi o ad annunciarne l’arrivo. Ma anche nel mondo del giornalismo e, più in generale, nel settore della comunicazione e dei contenuti online, soprattutto negli Usa di questi tempi non si fa che parlare di ibridi.

Gli editori, alla ricerca di nuovi modelli di business che non vincolino la vita dei giornali alla sola pubblicità, si stanno dimostrando aperti a valutare soluzioni di ogni genere, dalle news a pagamento ai modelli “freemium” (una base di informazioni gratis, e un sistema “premium” a pagamento per gli approfondimenti). A una conferenza dei media nei giorni scorsi a New York, la parola “ibrido” circolava come se si parlasse di motori ecologici, invece che di quotidiani. L’idea di fondo è che occorre la massima flessibilità per unire molteplici fonti di finanziamento dell’informazione, passando agilmente da una modalità all’altra, incluso il “tutto gratis”. Anche i siti di informazione online di maggior successo, come Huffington Post, sono in un momento di piena sperimentazione, inventando alleanze interessanti con società che traggono profitti dal…non-profit.

Uno scenario che spinge l’editore del New York Times, Arthur Sulzberger Jr., ad affermare pubblicamente che il giornale cartaceo “resterà una parte importante della nostra strategia di lungo termine”. Una frase nella quale colpisce soprattutto la sottolineatura “una parte”.

Quando in televisione si parla seriamente di internet e informazione

* 3 marzo, 2010 * Internet, Media * 1 commenti

Questa mattina La7 ha trasmesso  in Omnibus un dibattito intitolato Media e informazione, ritorno al futuro ?

Presenti in studio Massimo Gaggi , Marco Bardazzi, Diego Bianchi, Claudio Velardi, Riccardo Luna e Alessandro Gilioli.

Una trasmissione da rivedere, se l’avete persa, perchè è una delle prime volte in cui si discute in televisione di informazione e internet in maniera pacata e seria, visto che sono stati chiamati a parlarne persone competenti e capaci e non, come spesso succede, fenomeni da baraccone.

Per rivedere il dibattito passate da qui e per fare in fretta scorrete il video fino al minuto 42.

Che fine ha fatto il Cubo di Telecom ?

* 3 marzo, 2010 * Internet, Media, Multimedia * 1 commenti

Dopo il lancio del Cubo Telecom si era creata grande aspettativa per il nuovo giocattolone multimediale commercializzato da Telecom Italia, si aspettava il cubotto per testarlo, se ne era discusso per un po’ in rete, forse c’erano stati dei problemi tecnici. E ora che fine ha fatto il Cubo ?

Update: la discussione continua anche su FF