18 marzo, 2010
Computer, Mobile
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Via Business Week
Samsung Electronics Co., the world’s second-largest mobile-phone maker, plans to offer a tablet computer to ride the wave of demand it expects for Apple Inc.’s iPad.
“We will respond,” J.K. Shin, president of Samsung’s mobile-communication division, said in an interview last night in Barcelona, Spain. Apple’s tablet computer “will create a new market and new demand,” adding that it’s “too early” to give more details on Samsung’s plans.
The South Korean company provides the processor that powers Apple’s iPad, according to market research firm ISuppli Corp., putting Samsung in a position of being both a components supplier and a competitor for the Cupertino, California-based company. The iPad, a touch-screen tablet computer, will go on sale by March, Apple Chief Executive Officer Steve Jobs said at the Jan. 27 debut of the device.
“This is normal, we have to compete in the market,” Shin said. “At the same time, they are our customer and we are the supplier of components to them.”
12 marzo, 2010
Computer, Mobile
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Via Apple indider
Apple on Friday began accepting preorders for its multimedia iPad — both the Wi-Fi and 3G models — with reservations limited to two per customer and free hardware delivery on the April 3 launch date.
25 febbraio, 2010
Mobile
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Via Venture Beat
Only one in six iPhone owners surveyed by mobile ad network AdMob said that they “intend to purchase” an Apple iPad tablet computer. Among Android phone owners, the ratio dropped to one in seventeen.
The results, from an opt-in survey of 960 respondents that AdMob ran in January, strongly suggest that the iPad lacks the iPhone’s gotta-have-it hotness.
If you factor in the inevitability that not everyone who intends to buy an iPad will actually make the purchase, the numbers don’t look good for the device that Apple chief Steve Jobs is said to have called “the most important thing I’ve ever done.”
9 febbraio, 2010
Economia, Media
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Via Marco Formento
Mi piace pensare che esista una terza via che non considera il prodotto/device/piattaforma digitale e la relativa esperienza utente come la raccolta delle sue features. Che riesca ad esprimere insomma il punto di vista del non specialista/nerd/geek, ovvero la prospettva che conta davvero se ci si appassiona non solo ai mercati digitali, ma alle società che tali mercati incontrano. Se così non fosse, l’iPod non sarebbe che un player mp3 peggiorato dal DRM; l’iPhone un HTC con meno megapixel; l’iMac un pc senza floppy.
Su questa via ‘terza’ possiamo allora provare a collocare, e riportare, alcuni ragionamenti:
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5 febbraio, 2010
Economia, Media
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Via Vittorio Zambardino
Ora io ritengo molto seria e degna di attenzione questa stringa di eventi. Perché di tutte le cose che si son dette dello iPad, quelle giuste sono nella considerazione che senza contenuti il “super iPhone” è come un treno senza passeggeri. E l’operazione è piuttosto semplice da intravvedere: rendere l’iPad il veicolo di un nuovo modo di distribuire contenuti, ripetendo con l’informazione (e altre aree dell’intrattenimento) il successo dell’iPhone con la musica.
Convergono con la giustezza del ragionamento anche le considerazioni che qualche giorno fa ha fatto Hal Varian, chief economist di Google e da sempre studioso dell’economia del contenuto, a proposito di cosa funziona e cosa no nel modello dei giornali a pagamento. Funzionano, dice l’autore di Information Rules, i dispositivi dedicati, che racchiudono e custodiscono il valore dentro un dispositivo. Non funzionano i “pay wall”, traduciamolo con “pacchetti a pagamento”, ma nell’accezione americana è qualcosa di più ed ha a che fare col “tassametro” cui pensa il NYT. Sono troppo aggirabili e non danno niente in più rispetto al web ormai consolidato.
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4 febbraio, 2010
Computer, Economia, Tecnologia
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Via Ennio Martignago
Adobe con il suo post-script, il linguaggio per la stampa professionale a tutti i livelli che ha visto la nascita delle tecnologie laser, il computer design, il desktop publishing, il web publishing e anche la business presentation e il trattamento cine-fotografico. Tutto ciò anche in seguito ad acquisizioni, le più importanti delle quali sono state Aldus (Pagemaker e Freehand) e Macromedia (da Dreamweaver a Flash, passando per i mai veramente sostituiti Director e Authorware). Apple è diventata piano piano una concorrente di Adobe, mentre quella proporzionalmente si avvicinava a Windows. Anche come identità Adobe e Microsoft hanno finito per somigliarsi sempre di più sia per proposta commerciale che per elefantiasi organizzativa. Sta di fatto che programmi come Flash stavano meglio quando dipendevano dai loro creatori e forse oggi i problemi che l’affliggono non ci sarebbero. D’altronde sono rarissime le imprese a vantare manager carismatici che anche solo si approssimino alla determinazione di Jobs!
Quando è giunta l’era della mobilità, il partner ideale per competenze e soprattutto per valori e dinamismo è diventato Google, che invece si è messo nei sistemi operativi solo apparentemente cloud-centrici. Anche i messaggi che blogger e clienti della piattaforma professionale gApps stanno ricevendo lasciano pensare ad una svolta di potere (contestuale al periodo della crisi cinese) per BigG. Anche sull’hardware l partnership si porta in Oriente con HTC.
Sotto-sotto non è pensabile che Intel, dopo un fidanzamento che ha fatto la fortuna dei Mac accetti di buon grado la sostituzione dei suoi chip con uno fatto in casa che presto potrebbe estendersi su altre piattaforme mangiando dallo stesso piatto quando si era appena risolto il periodo
3 febbraio, 2010
Computer, Mobile, Multimedia
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Il redivivo (lui sa) Antonio Tombolini dedica delle interessanti vivisezioni concettuali all’iPad di Apple
iPad in quanto computer
iPad, in quanto computer, è un enorme passo indietro dal punto di vista tecnologico: è un computer che consente di fare molte meno cose del mio EEE PC da 350 Euro, che mi accompagna fedele ovunque da oltre un anno e da cui sto scrivendo queste righe, comodamente disteso a letto, munito del mitico BRÄDA Ikea.
Devo davvero giustificare questa affermazione di fatto? Basterebbe citare l’impossibilità di far funzionare più applicazioni contemporaneamente (no multitasking), semplicemente inaccettabile. O l’impossibilità di inserire una chiavetta dati, o un modem, o una scheda sd, o di installare un programma che dico io, o di scriverne uno e di montarcelo senza dover attendere l’approvazione di chicchessia. O l’impossibilità di farmi una foto, o un video, o una chiamata video via skype, o…
Con buona pace di chi va scrivendo un po’ a vanvera qua e là, iPad, a qualsiasi altra cosa possa servire, di certo non mi consentirà di lasciare a casa il mio portatile.
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3 febbraio, 2010
Internet, Media
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Franco Abruzzo riporta una intervista al Carlo Malinconico presidente Fieg
Come si stanno preparando i giornali per sbarcare sull’iPad?
L’arma più efficace che abbiamo è senza dubbio la qualità. Proprio leggendo in questi giorni, su vari quotidiani, il livello degli approfondimenti e delle inchieste sul lancio del nuovo computer di Apple, uno su tutti l’intervento su l’Unità firmato Serge Latouche, mi sono convinto che questa sfida si può vincere.
Si vince anche lasciando le notizie gratuite sul web?
No, in qualche modo, quella qualità, quel livello di ricerca e accuratezza che si richiede ai giornali deve essere remunerato.
Come?
Magari proprio con le modalità dell’Apple Store con cui tanti produttori di musica stanno vincendo la battaglia contro la pirateria, oppure con una tesserina prepagata a scalare che riunisca i servizi di tutti i principali siti internet di notizie.
La pubblicità ancora non basta?
Ancora no, per ora è una prospettiva, interessante, ma ancora non pienamente sviluppata.
Ma un giorno si rinuncerà alla carta?
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2 febbraio, 2010
Computer, Economia, Mobile
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Apple continua a gestire imperativamente i tassi di cambio (Via cellularemagazine)
Bene, adesso lo sappiamo: il cambiavalute di riferimento del patron della Apple ha deciso che il cambio dollaro-euro è in perfetta parità: 499 dollari il prezzo base negli Usa, 499 euro lo stesso prodotto in Germania (e verosimilmente anche in Italia). Poco importa che una stanza d’albergo prenotata allo stesso prezzo e pagata con American Express da Milano, venga addebitata 358,941 euro, oltre un terzo in meno! Tutta Iva e dogana? Non dimentichiamo che le tasse, sia pure non così alte, ci sono da sempre anche negli Stati Uniti.
Ecco, comunque, il listino pubblicato da T-Mobile:
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1 febbraio, 2010
Ironia, Italia, Mobile, Pensieri
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Via Giorgio Gianotto

Magico e rivoluzionario
Dopo l’iPod e l’iPad pare che Steve Jobs sia stato chiamato da Bersani per creare la nuova creatura: l’iPd
(un colpo di genio di emmebi)