Gioventù, amore e rabbia
Nel suo libro più arrabbiato, Luca Telese raccoglie la sfida di raccontare l’Italia ai tempi della crisi, e lo fa intrecciando la propria passione professionale, quella di un «giovane quarantenne» che ha firmato il primo vero contratto dodici anni dopo aver iniziato a lavorare, con le storie raccolte da un osservatorio privilegiato quale è quello del cronista. Ci guida nella terra dei precari, del popolo «viola» speranzoso e deluso, di quello «black» furioso e iconoclasta, di talenti e fuoriclasse, di creativi cassintegrati e di operai sbeffeggiati.
No free jobs in pratica: modi per ottenere 20 euro senza bisogno di usare il proprio prezioso ingegno
E’ iniziato tutto ieri, e oggi è esplosa la rivolta con tutta l‘indignazione, l’energia e la velocità di condivisione che hanno i social media. Stronco pubblica un post su WikiCulture dal titolo “Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi”.
In pratica una Società editoriale è disposta a pagare 50 centesimi per post, un sacco di soldi. Chi non aspira a tale retribuzione? Basta un mese e mezzo di lavoro per potersi permettere la pizza al ristorante. Per i maschietti che vogliono invitare le femminucce ne servono tre.
Esiste un modo per guadagnare 20 euro senza perdere la dignità? Certo e Stronco elabora una lista alternativa. Ad esempio “Montare su un piedistallo in piazza del duomo e rimanere fermi, cercando di fare la statua umana, basteranno poche ore e poi ti paghi anche la lezione di stretching in palestra. Mettersi a cantare lungo una delle vie dello shopping, se sei bravo guadagni, se non sei bravo ti pagano per smettere. Pescarli di notte dalla vasca portafortuna della tua città”. Semplice e sicuramente più divertente che stare davanti allo schermo del pc, per guadagnare il grasso bottino di 50 centesimi a pubblicazione.
Strike different: lavoriamo alla mela ma siamo alla frutta
Clamorosa protesta dei lavoratori dell’Apple store di Roma Est che accolgono il nuovo gioiello della casa di Cupertino, scioperando contro l’azienda, di fronte a centinaia di persone in fila per il nuovo IPhone. “Lavoriamo alla Mela, ma siamo alla frutta”
Dal think different allo strike different il passo è breve. Lo sanno bene i lavoratori dell’Apple Store del centro commerciale Roma Est, che da questa mattina stanno scioperando davanti al proprio negozio in concomitanza con l’uscita del nuovo iPhone.
“Lavoriamo alla mela ma siamo alla frutta”, così recita il lungo striscione esposto dai dipendenti della casa di Cupertino. “I lavoratori Apple sono tutti specializzati e il contratto del commercio non valorizza la loro alta professionalità – spiega Giancarlo Desiderati, segretario provinciale del Flaica Cub – per questo avevamo chiesto all’azienda di ragionare su una nuova piattaforma che mirasse a migliorare le condizioni dei lavoratori”.
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Il pane quotidiano e il lavoro manuale e intellettuale
Caro signor Gramellini, oggi ho letto, come ogni mattina, il suo Buongiorno. E ci sono rimasto male. Il pane quotidiano si basa su due presupposti: un dato non verificato e una testimonianza diretta.
Il dato non verificato è quello dell’Unione Panettieri romana. La fonte è probabilmente una notizia che gira in rete, a giudicare dal numero di articoli che si possono trovare con una rapidissima ricerca su google (che richiede molto meno di otto ore).
La testimonianza diretta è invece quella di un suo amico pizzaiolo (a che serve l’ISTAT, quando hai un amico pizzaiolo?). Ciò serve per affermare in sostanza che i giovani sono schizzinosi, e non vogliono fare i lavori manuali, socialmente considerati umili, ma che alla fine la colpa è del capitalismo moderno.
Per quanto riguarda l’Unione Panettieri, il dato è incompleto, e mi pare falsifichi la realtà. Manca qualunque rimando ad annunci e comunicazioni ufficiali da parte dell’Unione Panettieri: non si tratta di dati certi, ma di un commento che riprende una notizia che, come si suol dire, gira in rete; in sostanza non è nemmeno un dato.
Abomini pensionistici
Cosa c’è di meglio che alzarsi la mattina e, dopo aver gustato un buon cappuccio e brioche, sfogliare il giornale e scoprire che sono stati finalmente definiti i punti bui della finanziaria….un po’ come se ci avessero accesso la luce su una strada lastricata di escrementi….ma finalmente vediamo in chiaro gli abomini deliberati.
Oltre all’ormai annunciato taglio delle province e la soppressione della “Robin Tax” (mi sembra giusto che gli stra ricchi non debbano pagare tanto….poverini…) la parte più dolente riguarda l’ennesima riforma (scempiosa) del sistema pensionistico. I principali provvedimenti sono:
A) La decadenza del limite di età per il raggiungimento della soglia pensionabile;
B) L’impossibilità di riscatto dell’anno del servizio di leva e degli anni di università;
C) L’accesso alla pensione esclusivamente al raggiungimento del 40° anno di contribuzione.
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Mobbing: storia di una donna che non si arrende
Il mobbing, in quanto forma di violenza psicologica, è un fenomeno sociale dal quale nessuno è immune.
La protagonista della vicenda è una dirigente che, improvvisamente, e apparentemente per futili motivi, diventa bersaglio dei vertici della struttura nella quale lavora. È una cronaca carica di emozioni, intensa, che narra dei continui trasferimenti, delle vessazioni, dell’isolamento e delle aggressioni subite. Ma è anche la storia di una donna decisa a reagire, sia dal punto di vista psicologico, spirituale, che nel concreto, affrontando faticose battaglie in Tribunale.
Generazione Trenta Quaranta
Una serie di manifesti per una generazione che non vuole morire schiacciata
Vorremmo che, com’è accaduto per i primi firmatari, l’adesione a TQ fosse un’adesione motivata. Ci siamo detti fin dall’inizio che decidere di fare qualcosa assieme implicava un gesto di responsabilità: per questo, chi aderisce allo spirito del TQ, ha intenzione di dedicare parte del proprio tempo per riflettere criticamente sulla situazione culturale e politica italiana e per agire di conseguenza, aderendo alle nostre iniziative e immaginandone di nuove: abbiamo bisogno di un sostegno concreto ed efficace. Per questo, oltre che scriverci un messaggio di adesione, per entrare in un dialogo reale, ci piacerebbe che ci diceste in poche righe chi siete, perché il contenuto dei manifesti vi ha convinti a aderire, in che modo vi piacerebbe collaborare.
Giornalista precario suicida nel Brindisino
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno
Il giornalista pubblicista, Pierpaolo Faggiano, 41 anni, si è suicidato ieri sera impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello. E’ stato quest’ultimo a scoprire il suicidio quando assieme alla madre è rientrato dopo che avevano partecipato a un matrimonio.
L’uomo, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno, da Ceglie Messapica (Brindisi), a quanto si è appreso avrebbe lasciato una lettera in cui spiegherebbe le motivazioni del gesto legate a una delusione sentimentale e alle precarie condizioni lavorative.
3 febbraio, 2012
Nel suo libro più arrabbiato, Luca Telese raccoglie la sfida di raccontare l’Italia ai tempi della crisi, e lo fa intrecciando la propria passione professionale, quella di un «giovane quarantenne» che ha firmato il primo vero contratto dodici anni dopo aver iniziato a lavorare, con le storie raccolte da un osservatorio privilegiato quale è quello del cronista. Ci guida nella terra dei precari, del popolo «viola» speranzoso e deluso, di quello «black» furioso e iconoclasta, di talenti e fuoriclasse, di creativi cassintegrati e di operai sbeffeggiati.
Il mobbing, in quanto forma di violenza psicologica, è un fenomeno sociale dal quale nessuno è immune.




















