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Vittorio Pasteris

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Siti, portali, blog, forum e altro: cercare una legge armonica

* 13 marzo, 2009 * Diritti, Internet * 0 commenti

Via Zeus News

Fin dai tempi del disegno di legge che voleva obbligare i blogger e i webmaster in generale a registrarsi al Roc (il Registro degli Operatori della Comunicazione), la Rete italiana si è sempre opposta a questi tentativi di inutile regolamentazione burocratica (e sospettata di censura): in tutta coscienza, come può un diario personale online essere equiparato a un organo di informazione?

Non sono pochi i blogger che, per evitare questo abominio, tuttora espongono sulle proprie pagine la scritta: “Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001″. Eppure l’idea di regolamentare Internet come fosse un’enorme edicola non muore.

Ecco perché la sentenza della Cassazione è sembrata a molti tanto importante: sembrerebbe rappresentare un pronunciamento ufficiale che dovrebbe porre fine alla disputa sull’equiparabilità dei forum e dei blog alle testate giornalistiche.

Eppure in questo ragionamento c’è una non piccola falla: la Cassazione ha parlato di forum, non di blog. Che la stampa generalista non sia attenta a queste sottigliezze è perfino comprensibile, ma la differenza è sostanziale.

D’ora innanzi è chiaro che chi gestisce un forum non è tenuto a registrare la testata, a indicare un direttore responsabile, a sottostare a tutte quelle limitazioni previste dalla legge sulla stampa. Certo non potrà avere nemmeno le tutele elencate nello stesso testo, ma non è questo il punto. Il punto è che, invece, sui blog non c’è ancora chiarezza.

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Il paradiso del social engineering

* 2 dicembre, 2008 * Senza categoria * 2 commenti

Via Maurizio Codogno

La mia personale opinione è che Facebook sia l’esperimento meglio riuscito di social engineering su scala planetaria. Per chi non lo sapesse, il social engineering è il modo più semplice per ottenere informazioni segrete. Crederete mica che i cracker e gli hacker abbiano fatto attacchi bruta forza per penetrare nei sistemi? Figuriamoci. È molto più semplice ricavare la password direttamente dalla persona stessa, magari chiacchierando un po’ e facendo in modo che ti dia implicitamente degli indizi. Facebook è appunto l’estensione di questo concetto. Ti senti invogliato a riempire il tuo profilo parlando di te, perché così i tuoi amici ti possono trovare. (Tra l’altro, nota che il profilo non fa parte dei setting, cioè la parte che viene tipicamente vista come “la sicurezza”). Ti senti invogliato ad accettare tanti amici, perché così ti puoi mantenere in contatto con loro. Addirittura, non appena qualcuno ti manda un messaggio attraverso un’applicazione – e questo è così facile, visto che te lo fa fare di default – tu sei pronto a dare tutti gli accessi in lettura a questa applicazione. E lo fai volontariamente. Il paradiso per un social engineer, non c’è che dire.

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Dal forum del Bracco Italiano al massacro di Mumbay

* 28 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il livornese Antonio Di Lorenzo, l’italiano rimasto ucciso nell’attentato terroristico a Mumbai è  stato ucciso da una granata all’interno dell’hotel Oberoi.
Il figlio Massimiliano quando i terroristi sono entrati in azione è riuscito rocambolescamente nella sua stanza d’hotel e a raccontare in tempo reale sul forun del sito Il Bracco Italiano la situazione fino alla tragica scoperta della morte del padre.

Sono vivo, per miracolo.. ero nella hall quando sono entrati, mi hanno sparato addosso ma sono riuscito a ripararmi ed a scappare appena possibile.. morti vicino a me, sangue dappertutto..

non trovo piu mio padre. sto male.. ma non sono ferito. Ero al trident quando sono entrati.. scappavamo mentre persone mi cadevano vicino.

Mumbai e’ il nuovo nome di bombay, io ero al trident hotel .. luogo di attacchi, ho visto morire accanto a me, li ho visti entrare con i fucili e sparci addosso, mi sono nascosto mentre sparavano, correndo… ho visto di tutto, non posso raccontarlo.. sono sveglio da ore, adesso pero’ non ho notizie di mio padre.. sono distrutto, incredulo, ho gli spari e le bombe che mi scoppiavano vicino… urla, e; tutto un incubo… e; tutto irreale


Dar, stiamo leggendo notizie dal sito della Farnesina…non sappiamo il nome del papà ma c’è stata una vittima italiana ed il cognome è quello di Massi. Ovviamente può essere un caso di omonimia…non sappiamo…e non possiamo scrivere di notizie NON certe.

Poi Massimiliano scopre le notizie della morte del padre. Un unico drammatico commento

dio

Su Facebook commenterà

Spari ovunque, uomini che cadevano, urla, codardi di merda. Non e’ stata una bomba a portarmi via mio padre ma un colpo di un codardo schifoso.

Nella Mumbai militarizzata Massimiliano ha trovato aiuto e conforto nel “suo” forum sul bracco italiano, anche se nessuno oramai gli darà il padre ucciso.

Legge 2.0

* 27 novembre, 2008 * Diritti, Internet * 0 commenti

I problemi giuridici collegati a blog, wiki e podcast e più in generale ai vari sistemi di content management del Web 2.0 (Facebook, YouTube, Flickr ecc.), universi virtuali compresi (Second Life), sono molti, e spesso non evidenti o male interpretati.

Legge 2.0 li analizza, affiancandoli a suggerimenti per comunicare e operare in Rete nel rispetto di leggi e normative. L’approccio è divulgativo e pratico.

Il libro E’ stato scritto da Elvira Berviglieri.

Palm leggermente alla frutta

* 26 novembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Amatissima Palm con i tuoi device palmari, per molti anni innovativi e geniali, abbiamo convissuto per anni, ora sei leggermente alla frutta se l’unica idea che ti viene per natale è un imperdibile …

Palm Treo 500v White Limited Edition di un raffinato bianco perlato, per chi ama eleganza, design e semplicità d’uso.

La morte dell’User Generated Content

* 25 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Giovanni Calia

L’user Generated Content è morto.
Ad essere precisi è morta l’idea di User Generated Content così come la si intendeva nel 2004, che è cosa leggermente diversa. Per molti questo è un dato di fatto, ma noto ancora in giro gente che si ostina a pensare che l’era del “tutto 2.0? sia tra noi.
Sono bastati pochi anni per capire che gli utenti nella maggior parte dei casi hanno poco da dire. La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda.
Nel post precedente ho riportato un articolo emblematico, apparentemente banale e datato, in cui fondamentalmente si dice che il 90% degli utenti (del Web) sono “audience”, il 9% sono editor e solo l’1% è creatore di contenuti originali.


Come qualcuno mi ha fatto notare, questa piramide era conosciuta, ma decisamente ancora attuale. Se a distanza di qualche anno i risultati continuano ad essere gli stessi, i motivi sono facilmente identificabili.
Nonostante questo, la maggior parte di quei “pochi” contenuti prodotti sono pura “fuffa”.
Oltre all’aspetto contenutistico c’è un altro aspetto che si è imposto e di cui bisogna prendere atto: l’effetto Facebook. Facebook prescinde da tutto questo e delinea molto più chiaramente la tendenza sicuramente molto meno autoriale della rete, ma molto più predisposta a creare relazioni umane in cui il “contenuto” è l’utente stesso

….
I vecchi pensatori della comunicazione l’avevano capito. Noi pensavamo di averli fregati, ma il tempo gli ha dato ragione: non possiamo pensare che l’umanità produca contenuti di massa e di qualità per se stessa, autoregolamentandosi. Se c’è una lezione che abbiamo davvero imparato durante questo primo decennio del secolo è ci vogliono modalità nuove di fruizione dei contenuti (e su questo c’è molto da lavorare), ma il contenuto vero e proprio deve essere strutturato secondo logiche precise, scientifiche che portano inevitabilmente a contenuti pensati e creati da chi sa farlo.
Ora, che il Web bottom-up sia riuscito a far emergere cose e personi interessanti, questo è indubbio, ma stiamo parlando di casi rari.

Maxi multa contro tutta la filiera dei dialer

* 23 novembre, 2008 * Personale * 0 commenti

via Sos Computer

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di sanzionare tredici società che, con diverse responsabilità e diversi ruoli, hanno attuato pratiche commerciali scorrette nei confronti di moltissimi consumatori ai quali sono state addebitate chiamate satellitari internazionali e a numeri speciali non consapevolmente effettuate.

Il totale delle multe complessive contro le aziende coinvolte  ammonta a 2,43 milioni di euro. In fondo non si tratta di  sanzioni di grande entità economica per aziende del genere, ma l’Autority ha finalmente descritto e smascherato concretamente quasi tutto il percorso fraudolento della filiera dei dialer, dando luogo finalmente a una posizione importante di tutela dei consumatori.

Le tredici società coinvolte dal provvedimento sono Telecom Italia, Elsacom, CSINFO, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin TV, AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited. Il procedimento era stato avviato alla luce di migliaia di segnalazioni di consumatori arrivate a partire dal novembre 2007. Nelle segnalazioni gli utenti lamentavano addebiti nella bolletta telefonica dovuti a chiamate o connessioni verso numerazioni satellitari e speciali, i famigerati 899 per capirsi, che facevano riferimento a comunicazioni mai effettuate, in gran parte dovute, secondo l’istruttoria, all’installazione degli altrettanto famigerati dialer.

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Arriva la Coda Lunga

* 16 novembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Secondo appuntamento il 15 novembre di Mutazioni Digitali dedicato dell’evoluzione del mercato dei contenuti. I nuovi modelli di distribuzione sempre più disintermediati scuotono dalle fondamenta il meccanismo tradizionale per cui la top ten dei libri, dei CD, e dei DVD più venduti garantiva il grosso degli introiti, a patto di tagliar fuori le nicchie, ritenute improduttive. Ne derivava una “cultura dei grandi successi” dal grande potenziale aggregativo, ma drammaticamente tendente all’omologazione. Con la distribuzione digitale tutto cambia: l’annullamento dei costi di distribuzione, di scaffale e di magazzino permette a tutti di vendere tutto. Le nicchie e le sottonicchie si moltiplicano e ciascuno di noi legge, vede e ascolta esattamente quello che vuole, con buona pace delle classifiche e della loro tirannia.
La registrazione di mutazioni digitali

Libero Brunetta (nel Software)

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Associazione Software Libero
On.le Ministro Renato Brunetta,
il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d’intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello “per lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola” , e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) “per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici” (…).

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Wired riflessioni dopo colazione

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 3 commenti

Dopo la colazione da Wired si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista …

Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si abbona per un anno: costa un po’ di più di due numeri in lingua originale

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Leggersi dentro, direttamente nel DNA

* 12 novembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Webnews

23andMe è l’azienda che, partendo da un campione di saliva, promette di analizzare il DNA consegnando all’utente uno spaccato di quelle che sono le caratteristiche che porta in dote all’interno del proprio codice genetico. Il gruppo ha ricevuto l’importante riconoscimento di “Invenzione dell’anno” da parte del Time solo nei giorni scorsi e con le luci della ribalta sono in molti ad aver avuto un primo curioso impatto con la proposta dell’azienda.

Il DNA è in qualche modo il nostro codice sorgente, ciò che fa funzionare la “macchina” del corpo, ciò che regola il modo in cui ogni nostra caratteristica è stata maturata dal momento del concepimento in poi. Analizzarlo significa poterlo decodificare in modo che possa essere poi interpretato in una seconda fase. Ed è questo il passaggio più importante: i meandri del codice vengono messi in chiaro e “tradotti” secondo quello che è lo stato attuale della ricerca.

Quello che 23andMe intende proporre è una cosa relativamente rivoluzionaria: aprire il DNA al suo legittimo proprietario, così che ognuno possa leggere e conoscere le proprie caratteristiche e conoscere meglio se stesso di quanto non si possa fare davanti a uno specchio. Ma 23andMe offre anche altro: agendo su base statistica, confronta le attitudini personali ed è in grado di mettere in rapporto le nostre caratteristiche con quelle medie della popolazione, evidenziando così peculiarità accentuate o potenziali pericoli connessi ad eventuali mutazioni genetiche.

23andMe è stata fondata nell’Aprile del 2006 da Linda Avey ed Anne Wojcicki. Di quest’ultima si sa già molto: moglie del cofondatore di Google Sergey Brin, russa di origini come il marito, la Wojcicki è laureata in biotecnologie e la sorella Susan è tra i massimi responsabili all’interno dell’azienda Google. Se si aggiunge al quadro famigliare anche il complessivo dei milioni di dollari versati da Google in 23andMe, diventano oltremodo chiari i forti legami che le parti hanno maturato, legami destinati a scatenare una serie di riflessioni a cui le aziende dovranno sottoporsi prima di compiere qualsiasi ulteriore passo comune.

Il ritorno del disegno di legge sui blog

* 10 novembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

VIa Daniele Minotti

Tempo addietro ho segnalato un remake del cd. “Levi-Prodi” di cui tanto si parlò un annetto fa.
Fresco fresco di assegnazione alla Commissione Cultura (sebbene in sede referente), ora è disponibile anche il testo del nuovo ddl (C-1269), ma va sempre seguita la scheda per monitorare gli sviluppi. Questa volta Ricardo Franco Levi, orfano del suo Governo, fa tutto da solo.
Si parte sempre dalla definizione di prodotto editoriale (art. 2):
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi, fatti salvi i casi in cui tale applicazione sia espressamente prevista
“.