La speranza non è in vendita: corresponsabilità, continuità, condivisione
Il nuovo libro di Don Luigi Ciotti. L’introduzione del libro è una summa da portare appresso
Finché c’è vita c’è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c’è speranza, senza speranza di giustizia. In un mondo d’ingiustizie sempre più intollerabili, la speranza rischia di diventare un bene alla portata di pochi. Vogliamo dire no a questa “falsa” speranza,esclusiva, fondata sulla disperazione degli esclusi. Ma soprattutto vogliamo esortare a costruire la speranza vera, la speranza di tutti. È un compito che richiede molto impegno. Non è sufficiente indignarsi, riempire le piazze, esibire mani pulite, un profilo morale trasparente. L’etica individualeè la base di tutto, la premessa per non perdere la stima di sé. Ma per fermare il mercato delle “false” speranze bisogna trasformare la denuncia dell’ingiustizia in impegno per costruire giustizia. Quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone mi hanno insegnato che la strada dell’impegno è scandita da tre parole: corresponsabilità, continuità, condivisione.
Read more »
25 dicembre, 2011



Anche se fortemente imparentata con l’ingegneria e le scienze più razionali, l’invenzione ci appare ancora oggi come un processo misterioso, quasi magico. Come per la magia, anche nel mondo dell’invenzione, la creazione del nuovo, del mai visto, dell’inaspettato, colpisce e spiazza il senso comune: da dove viene l’idea, qual è il trucco che la rende possibile? E così, gli inventori, oggi come nel passato, vengono percepiti come veri e propri maghi, a volte relegati dalla storia in ruoli da avanspettacolo e poi dimenticati, a volte celebrati come moderni eroi sul palcoscenico dell’innovazione.
Luca Cordero di Montezemolo vuole fare politica da trent’anni.
Il mobbing, in quanto forma di violenza psicologica, è un fenomeno sociale dal quale nessuno è immune.
La storia, mai pubblicata, della prima televisione privata italiana, vissuta e raccontata da un protagonista di quell’evento. Telebiella e niente fu come prima racconta in modo appassionato la nascita della prima emittente televisiva in Italia, che a metà degli anni ’70 riuscì a rompere il monopolio della Rai, mobilitando l’opinione pubblica nazionale. Creata dall’ex regista Rai Peppo Sacchi, Telebiella non fu una televisione nata come un’impresa per fare utili sul mercato pubblicitario, ma rappresentò un caso unico, citato in tutti i volumi di storia della televisione, che ha provocato un profondo cambiamento nel costume del nostro Paese.




















