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Vittorio Pasteris

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Il Linkedin del Wall Street Journal

* 31 luglio, 2009 * Economia, Internet, Media * 0 commenti

In America gli editori cercano nuove strade. In Italia …

The Wall Street Journal has long envied the success of professional social network LinkedIn and its 15 million or so monthly visitors (WSJ.com has just a third of that). In late 2008 they launched WSJ Community, a social network bolted onto the main WSJ site. That community is a ghost town – raise your hand if you’ve even heard of it, let alone visited it. At some point, they’ll likely shut it down as quietly as possible.

But they are still serious about gunning for the LinkedIn crowd and all those monetization opportunities (jobs, ads and a heck of a marketing pool for WSJ subscriptions). They’ve been working on a new social network, to be called WSJ Connect, we’ve confirmed. And instead of building it internally, like they did with WSJ Community, they’ve enlisted the help of another arm of parent company News Corp. – Slingshot Labs. And yes, they call it “LinkedIn Killer” internally.

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Il terrore corre in rete

* 15 dicembre, 2008 * Internet, Mobile * 0 commenti

In bloggante in un pericoloso debordo digital comunicativo ha deciso di lanciarsi con impegno nel mondo dell’instant messaging sociale. Per non lasciare nulla di intentato si è aperto un accont nell’imperdibile HelloTxt, inserendoci le sue login sociali di Facebook, Linkedin, Twitter e FriendFeed. Temete gente, scariche di bit in arrivo

21 anni di Gsm: un libro

* 14 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Un libro interessante per capire il mondo in cui siamo immersi.

L’autore è Luca Tommasini,responsabile dell’innovazione di business del Gruppo Telecom

Celebrare la maggiore età del telefonino a 21 anni dalla firma del Memorandum of Understanding del 7 settembre 1987 a Copenhagen sembra una cosa ovvia, visto il successo straordinario di questo oggetto che à diventato il compagno di viaggio per un quarto della popolazione mondiale.

Il telefonino è stato un successo tecnologico se guardiamo ai progressi che ha prodotto, un successo economico se pensiamo all’enorme business che ha creato e un successo culturale se pensiamo al tessuto sociale che ha creato e alle nuove modalità espressive a questo collegate.

Tuttavia, mi piace sottolineare come uno degli elementi più straordinari e innovativi del “fenomeno” telefonino sia la creazione di un ecosistema di imprese innovative edinamiche totalmente dedicate ad espanderne le potenzialità .

Il telefonino è quasi una estensione di noi stessi in grado di accumulare dati che oggi riguardano i messaggi scambiati o le foto scattate ma domani comprenderà informazioni su dove siamo e dove eravamo chi c’era intorno a noi persone e oggetti. E’ un oggetto personale ma al tempo stesso è un elemento sociale e globale. La sua diffusione, che tenderà a diventare completa nella prossima decade quando si stima che ogni persona avrà un telefonino, lo rende un sistema di misura della società stessa.

Ora anche Linkedin ha le applicazioni

* 29 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Continuando nella sua lenta “facebookizzazione” anche Linkedin ha annunciato la disponibilità di applicazioni sulla sua piattaforma. Si spazia dall’integrazione con Box.net e Wordpress, alla possibilità di includere predentazione fatte con Google o con Slideshare

Via Linkedin blog

I’m writing today to announce the launch of LinkedIn’s applications platform that will enable over 30 million professionals on LinkedIn to communicate, collaborate, and share information even better than before.
This initial roll out features productivity applications that range from gathering information that professionals around you are generating to enhancing your abilities to collaborate and communicate more effectively. You’ll be able to work much more closely with your contacts on LinkedIn with tools such as file sharing, project management, business trips and many more.
The nine applications that you see live today on LinkedIn include productivity enhancing applications from Amazon, Box.net, Google, Huddle, Six Apart, SlideShare, Tripit, and WordPress as well a Company Buzz application developed by LinkedIn. Each of these applications will help you stay current and competitive as a professional in today’s rapidly changing business world.

Facebook: un fenomeno tutto italiano

* 27 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Aiuti.com

Al di là dei tanti meccanismi di funzionamento e della ricchezza delle applicazioni, quello che emerge non è il programma, ma il comportamento d’uso. Ci si comporta tenendolo sempre aperto come un ambiente in background che ti fa percepire che cosa sta avvenendo nella rete di persone che conosci, proprio come se fossero nello stesso luogo assieme a te. Non ci si scambia neppure molti messaggi, anche se è possibile ogni tanto chattare con qualcuno che hai visto disponibile. Ma ben difficilmente può essere considerato il luogo di appuntamenti amorosi, in quanto, fra l’altro, è troppo esposto e il target è ben diverso.

È la percezione di comunanza simultanea che fa la differenza. Con quasi due milioni e mezzo di iscritti ci trovi un po’ tutti: amici che avevi perso di vista, compagni di scuola insospettabili… Non vai su FaceBook per uno scopo, come nel caso, ad esempio, di LinkedIn: ci vai solo per andarci e può accadere che avvenga qualcosa in genere del tutto imprevisto. Il bello è proprio questo. Ci metti le tue foto, un video di YouTube che ti è piaciuto o un link interessante e non ci pensi più; non ti preoccupi di chi possa essere interessato.

Insomma, il primo elemento interessante è proprio questa condizione del tutto stocastica, incidentale, casuale del mezzo ad essere del tutto originale. Diversamente da un Instant Messenger, come MSN, ad esempio, o da un programma di comunicazione integrato come Skype, FaceBook si caratterizza come un ambiente.

La seconda, e personalmente ancora più interessante, considerazione è che questo “Ambiente” si distingue per privilegiare una dimensione locale, un po’ com’era per le vecchie BBS, gli ambienti virtuali creati nel computer di qualche amico della tua città e spesso del tuo giro – solo che quello era per nerd, per smanettoni, mentre questo è facile per tutti e attira soprattutto quelli meno pratici per la sua semplicità. Per la prima volta si torna a vedere su Internet qualcosa di simile alle comunità della Baia, quella di S. Francisco, descritte nell’ispirato “Comunità Virtuali” di Howard Rheingold.

Non è perché FaceBook sia bello che si sono iscritti tanti Italiani, ma piuttosto è perché si sono iscritti tanti Italiani che la gente si iscrive a FaceBook. Io ci ero entrato circa un anno fa e poi non c’ero più tornato, perché era un ambiente staunitense (oltre che allora piuttosto grezzo) e sentivo che non avrei avuto nulla a che fare con tutto ciò. Oggi è un mondo diverso: conosco molte persone e trovo esperienze che mi dicono qualcosa in una lingua con cui mi sento a mio agio.

Insomma, la gente sente meno il bisogno di potenza della rete delle reti che ti dà l’illusione di avere sottomano il mondo, nello stesso modo in cui sta conoscendo il piacere di consumare di meno, e per un senso di ecologia, di pulizia mentale, non solo perché costretta a risparmiare. Quello che desideri è stare a casa tua, di parlare la tua lingua, di potere contare sulla comprensione che deriva dal fare riferimento alle stesse esperienze e allo stesso modo di pensare condiviso in una mente locale, invece che globale.

Le mappe mondiali dei social network

* 13 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Queste riguardano

Facebook e

Linkedin

Qui trovate le altre

Linkedin for dummies

* 6 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il sabato del Wordcamp

* 10 maggio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Wiki, blog, Twitter, Flickr, Facebook, Linkedin

Guest star: Matt Mullenweg

La fecebookizzazione di Linkedin

* 28 febbraio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Carmelo Cutuli 

Chi si è collegato stamattina a Linkedin si sarà stropicciato gli occhi ben più di una volta … Cosa ho fatto? Mi sono collegato a Facebook per sbaglio? Non … Non può essere! Eh sì, da tempo ci aspettavamo che Linkedin si mettesse il vestito nuovo (anche se quello “vecchio” tutto sommato non era male) ma quello che non ci aspettavamo è che il precursore dei Business Social Network strizzasse l’occhiolino al più temibile tra i giovani competitor!

Azzardo una Predizione del futuro (immediato): Per favore, prendete nota e poi dite almeno una volta che io le cose le pre-dico in anticipo, qui secondo me c’è lo zampino di Microsoft … Bill Gates(tra l’altro da tempo iscritto a Linkedin per via della sua segretaria personale, prima e personalmente dopo mescolandosi tranquillamente alle centinaia di omonimi e sedicenti re dell’informatica) secondo me sta per comprarsi l’homepage business più visitata al mondo per fonderla con quella più generalistica (FaceBook) ed entrare di diritto nel Gotha del Web 2.0. Se questo s’avverasse non ci troverei nulla di strano … la storia della Microsoft insegna e comunque il Business Model di “Big M” è quello lì da anni e non hanno mai sbagliato un colpo!

L’uomo da 5 milardi di euro

* 27 gennaio, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

I problemi politici italiani hanno tolto spazio nei media alla notizia apprentemente incredibile, ma concretamente verissima che un broker francese della Societe Generale ha frodato alla sua azienda 4,9 miliardi di Euro: il prodotto interno lordo di una paese in via di sviluppo.

L’elettrochock nella società francese raccontato da Le Monde

Jeudi 24 janvier à 8 heures : un communiqué de la Société générale est diffusé dans les rédactions. La troisième banque française dévoile une perte record de 7 milliards d’euros, dont 4,9 milliards attribués aux agissements frauduleux d’un trader. Cette annonce fait l’effet d’une bombe. Mais l’accent est surtout mis sur la “fraude exceptionnelle” commise par un trader “courant 2007 et début 2008″ et découverte le dimanche 20 janvier. La première dépêche AFP publiée à 8 heures évoque d’ailleurs immédiatement cette fraude dont l’ampleur est sans équivalent dans l’histoire de la finance mondiale.

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Anno nuovo: 11 obiettivi per giornalisti

* 30 dicembre, 2007 * Senza categoria * 0 commenti

Il bloggante per il 2008 che fa ? Rimane a fare nulla o si inventa cose nuove sul tema !!!

Via Giornalismo d’altri

PROBLEMA: siete bravi giornalisti che lavorano nella redazione tradizionale di un giornale, e qualcuno vi ha detto o avete capito da soli che l’aria nel mondo dei media è cambiata. Siccome non siete sciocchi, anzi per mestiere siete abituati a porre domande scomode anche a voi stessi, decidete che è ora di capirci qualcosa. Da dove cominciare?

SOLUZIONE: un elenco di dieci obiettivi per il 2008 stilato da Howard Owens, giornalista di carta e poi pioniere dell’online, diretto a tutti i “non-wired journalists“. Siccome Howard è un tipo preciso, chiarisce che intende per non-wired journalists: tutti quei giornalisti che “per paura, indifferenza o hubris” evitano di toccare internet, se non per qualche email, una ricerca su Google di tanto in tanto (”e non sia mai che clicchino su un link a Wikipedia“) o per la loro dose giornaliera di Romenesko (famoso blog sul mondo della stampa Usa, da noi potremmo parlare – mutatis i molti mutandi – della “dose giornaliera di Dagospia“

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Quelli che la cena lunga

* 18 novembre, 2007 * Senza categoria * 2 commenti

Un post di ringraziamento per tutti quelli che hanno partecipato alla Cena Lunga di mercoledì sera con un link per tutti i presenti, per mantenere il filo e il contatto. I nomi e i link sono stati recuperati “in automatico” dal wiki della Cena Lunga, per cui se qualcuno si accorge di qualche svista e dimenticanza è pregato di segnalarlo

Grazie a:

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