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Vittorio Pasteris

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La fabbrica dei giornalisti: il rapporto completo di LSDI

* 1 dicembre, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Sono oltre 112.000 i giornalisti in Italia (103.000 se si escludono gli iscritti all’ elenco speciale e gli stranieri): il triplo che in Francia, il doppio che in Uk.  Ma solo il 45% sono attivi ufficialmente e solo 1 su 5 ha un contratto di lavoro dipendente, (guadagnando però 5 volte più di un freelance e 6,4 volte più di un Co.co.co). Intanto i rapporti di lavoro subordinato continuano inesorabilmente a calare (meno 5,1% dal 2008) e l’ età media degli attivi a crescere.

Il testo completo del Rapporto in Pdf

La fabbrica dei giornalisti e la crisi di un sistema vecchio e oramai sui ruderi

* 27 novembre, 2012 * Economia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Sono oltre 112.000 i giornalisti in Italia: il triplo che in Francia, il doppio che in Uk.  Ma solo il 45% sono attivi ufficialmente e solo 1 su 5 ha un contratto di lavoro dipendente, (guadagnando però 5 volte più di un freelance e 6,4 volte più di un Co.co.co). Intanto i rapporti di lavoro subordinato continuano inesorabilmente a calare (meno 5,1% dal 2008) e l’ età media degli attivi a crescere

Sono alcuni dei dati che emergono da ‘’La fabbrica dei giornalisti’’, l’ aggiornamento del Rapporto sulla professione giornalistica in Italia curata da Pino Rea per Lsdi che verrà presentato la mattina del 30 novembre a Roma, nella sede della Fnsi (Corso Vittorio Emanuele II, 349), alle ore 10,30.

All’ incontro – che per il terzo anno consecutivo farà il punto sulla condizione del lavoro giornalistico nel nostro paese – interverranno,  insieme a Franco Siddi e Roberto Natale, segretario generale e presidente della Fnsi, i presidenti degli altri istituti di categoria, Andrea Camporese (Inpgi), Daniele Cerrato (Casagit), Marina Cosi (Fondo complementare) ed Enzo Iacopino (Ordine).

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Prorogati al 15 settembre i termini per la partecipazione al sondaggio sull’ atteggiamento dei giornalisti italiani nei confronti delle tecnologie digitali

* 1 agosto, 2012 * Internet, Media * 0 commenti

Sono stati prorogati al 15 settembre i  termini per la partecipazione al sondaggio sull’ atteggiamento dei giornalisti italiani nei confronti delle tecnologie digitali promosso dal Consiglio nazionale dell’ Ordine dei giornalisti e la cui scadenza era stata fissata inizialmente per il 31 luglio. L’ iniziativa ha riscosso infatti un notevole interesse.

Fino ad ora sono stati oltre 500 i giornalisti, di vari settori e testate, che hanno compilato il questionario predisposto da Qualinfo.it , il sito web del Gruppo di lavoro su Qualità dell’ informazione, pubblicità e nuovi media  del Consiglio nazionale dell’ Ordine,  e poco meno di 100 quelli che – per un qualsiasi motivo – ne hanno abbandonato la compilazione. La ricerca si basa su un questionario rivolto a tutti i giornalisti italiani, dipendenti o free lance, interni o esterni alle redazioni, delle grandi e piccole testate, su carta, radiotelevisive  o digitali.

Dig.it i video delle due giornate

* 23 luglio, 2012 * Internet, Media * 0 commenti

Via Lsdi

Ai materiali già pubblicati aggiungiamo le registrazioni video integrali di gran parte dei lavori della due giorni fiorentina e una serie di interviste ad alcuni dei partecipanti.

Le riprese sono state effettuate a cura di Intoscana.it

Ecco qui sotto i link ai video.

Il primo giorno del programma di Dig.it a Firenze il 4 e 5 luglio 2012

* 27 giugno, 2012 * Internet, Italia, Media * 0 commenti

Mercoledì 4 luglio al mattino

h. 9.30-11-30:  Introduzione generale

Nuove professionalità, cittadinanza, proprietà, responsabilità

Ne parlano:
Giovanni Boccia Artieri, Luca Conti, Carlo Felice Dalla Pasqua,  Luca De Biase, Giusella Finocchiaro, Giuseppe Granieri,  Massimo Mantellini, Roberto Natale, Marco Pratellesi, Guido Scorza, Carlo Sorrentino, Mario Tedeschini Lalli.

h. 11.30-13-30:   Open journalism e partecipazione: le nuove frontiere del giornalismo digitale nel contesto italiano

Coordina Antonio Rossano. Con: Angelo Cimarosti, Yara Nardi , Roberto Natale , Cristiana Raffa , Pierluca Santoro , Guido Scorza.

Mercoledì 4 luglio al pomeriggio

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Una tesi sul precariato giornalistico

* 25 aprile, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Quando ho deciso di scrivere la mia tesi di laurea sul precariato giornalistico sapevo bene che sarei andata incontro a molte ostilità e silenzi, quasi omertà in alcuni casi. Sono davvero pochi i giornali che parlano di questa realtà, pochissimi quelli che vogliono sentirne parlare e questo perché è un’abitudine talmente tanto consolidata da non lasciar spazio nemmeno ad un po’ di indignazione. Il fatto è che i precari convengono anche ai grandi quotidiani, poiché il loro lavoro costa molto meno di quello dei contrattualizzati.

Serve un difensore civico dell’ informazione ?

* 30 gennaio, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Un difensore dell’informazione a garanzia dei cittadini, sul modello del difensore civico. E’ una delle proposte emerse nel corso dell’ incontro su ‘’Informazione e pubblicità, relazioni pericolose?’’ che si è tenuto venerdì mattina al Circolo della stampa di Milano in occasione della presentazione della Ricerca realizzata dal gruppo di lavoro su ‘’Qualità dell’ informazione e pubblicità’’ del Consiglio nazionale dell’ ordine dei giornalisti insieme all’ équipe di ricercatori dell’ Università di Urbino guidata da Giovanni Boccia Artieri.

La proposta, avanzata da Michele Urbano nella sua relazione su ’’Deontologia e cambiamento’’, è stata accolta pienamente da Giancarlo Ghirra, segretario dell’ Ordine nazionale dei giornalisti, che nel suo intervento, a conclusione del dibattito, ha ipotizzato che il ‘’difensore dell’ informazione’’ possa svolgere anche un ruolo da ‘’pubblico ministero’’, segnalando ai futuri Consigli di disciplina (previsti dalla Legge 148 per tutti gli ordini professionali) casi di violazione delle norme deontologiche da parte delle testate giornalistiche e, nel caso del rapporto informazione/pubblicità, commistioni e relazioni pericolose, a garanzia del diritto dei cittadini a una informazione corretta e alla massima lealtà da parte del giornalismo professionale.

‘’ Un difensore dell’informazione può essere utile solo se esterno, realmente indipendente. Modello difensore civico’’ ha spiegato Urbano.

La porti un bacione a Firenze

* 10 gennaio, 2012 * Media, Personale * 0 commenti

Oggi glorioso meeting di LSDI a Firenze per progettare molte cose e fare il punto della nostra attività oltre ad incontrare un sacco di amici e festeggiare il nuovo sito ancora in beta.

La storia di LSDI diventa una tesi

* 5 gennaio, 2012 * Media * 0 commenti

Bravini questi tipi di LSDI :-)))

Sviluppi e problemi dell’ informazione e della professione giornalistica analizzati anche attraverso l’ esperienza di Lsdi nella tesi con cui una studentessa croata si è  laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma e che qui pubblichiamo – ‘’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un ‘laboratorio di senso’: l’esperienza del sito LSDI’’, questo il titolo del lavoro, che qui pubblichiamo

Il futuro del giornalismo analizzato attraverso il lavoro di documentazione prodotto in questi anni da Lsdi. E’ la Tesi di una studentessa croata, Anita Posaric*, che nel novembre scorso si è laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma.

‘’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un “laboratorio di senso”: l’esperienza del sito LSDI’’ è il titolo della tesi, di cui è stato relatore il professor Vittorio Sammarco. Il lavoro di Anita Posaric dedica alla nostra attività un intero capitolo e si chiude con una ampia intervista a Pino Rea, coordinatore di Lsdi.

L’apertura di una nuova epoca, l’alba di un nuovo giornalismo. La morte di buffoni e delinquenti dell’informazione

* 30 dicembre, 2011 * Media, Pensieri * 0 commenti

Via Lsdi

In un editoriale sul sito di ‘Nuova informazione’ Luca De Biase delinea il futuro ecosistema mediale spiegando perché, a suo parere, quella che stiamo vivendo ‘’non è la crisi. E’ l’apertura di una nuova epoca. L’alba di un nuovo giornalismo’’

l tema centrale è il sistema dei filtri che consentono a ciascuno di selezionare ciò che è importante sapere da ciò che è rumore di fondo. La rete ha bisogno di ruoli specializzati per filtrare i flussi di informazione e connettere reti diverse tra loro (reti digitali, reti sociali, reti territoriali, per esempio). Sicché, in questo nuovo contesto, il ruolo professionale non è più definito dalla posizione (in un certo senso privilegiata) che il professionista occupa nella mediasfera, poiché detiene i mezzi scarsi con i quali si produce e diffonde l’informazione: in questo nuovo contesto, il ruolo professionale è definito dal servizio che svolge a vantaggio della comunità.

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Un problema di domanda o di offerta ?

* 27 dicembre, 2011 * Media * 0 commenti

Va LSDI

Fabio Chiusi, su Agoravox Italia, fa notare che ‘’ci si lamenta spesso dell’offerta di informazione in Italia’’, ma ‘’ci si concentra meno sulla domanda. E si sbaglia. Perché, dice Google Zeitgeist 2011 (l’analisi di miliardi di ricerche effettuate su Google dagli italiani nell’ultimo anno – cioè lo ‘spirito del tempo’ appunto), la domanda è questa’’: cronaca nera e  tv del dolore,  un po’ di reti sociali e un po’ di calcio.

In Germania, per esempio – osserva Agoravox -, nella top ten rientrano argomenti ben più impegnativi: Giappone (1°), Fukushima (5°), Gaddafi (7°), Berlusconi (9°), Strauss-Kahn (10°). In Spagna all’ottavo posto c’è Democracia Real Ya, il movimento ispiratore per gli ‘indignati’ di tutto il mondo. In molti altri paesi l’attualità politica e internazionale fa capolino nelle ricerche più frequenti. In Italia, no.

Ecco forse una delle ragioni principali per cui siamo giunti al punto di equilibrio professionalmente ed economicamente instabile attuale: se l’informazione vuole soddisfare il grosso della domanda (e questo è necessario fino a quando non si trovi un modello di business valido alternativo alla raccolta pubblicitaria a click) è chiamata a concentrarsi sul Grande Fratello, più che sorvegliare attentamente il potere. Certo – osserva Chiusi -, non è detto che ciò dispiaccia a tutti, ma credo che se le richieste dei cittadini fossero diverse il buon giornalismo (che pure, naturalmente, già c’è) non potrebbe che trarne giovamento.

L’analfabetismo di ritorno e il ruolo della Rete

* 12 dicembre, 2011 * Internet, Italia * 0 commenti

Marco Renzi via LSDI

Lsdi ha interpellato alcuni liberi pensatori della blogosfera italiana per capire che peso può avere dal punto di vista digitale la situazione di regressione culturale che ha investito il nostro paese denunciata qualche giorno fa a Firenze dal linguista Tullio De Mauro – Ecco che cosa hanno risposto Vittorio Pasteris, Giuseppe Smorto, Marco Pratellesi, Gianluca Nicoletti, Massimo Mantellini, Sergio Maistrello, Luca De Biase, Pierluda Santoro, Angelo Cimarosti – Il dibattito è aperto

Alcuni giorni fa, esattamente il 27 novembre scorso, il professor Tullio De Mauro illustre linguista ed ex ministro della pubblica istruzione nel governo Amato anno 2000, intervenendo a Firenze all’incontro “Leggere e sapere: la scuola degli italiani” ha lanciato un accorato grido d’allarme su uno stato di regressione culturale in corso nel nostro Paese: << Soltanto il 29% degli italiani è in possesso degli strumenti linguistici per padroneggiare l’uso della lingua italiana >>.
I dati illustrati dal professore fanno parte di due diversi studi internazionali realizzati a cavallo fra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del nuovo millennio, e successivamente attorno alla metà degli anni 2000, i cui risultati potrete trovare allegati al pezzo in due diversi documenti. De Mauro aveva già spiegato molto dettagliatamente le sue teorie in un articolo scritto di suo pugno per l’Internazionale nel 2008. Il problema era già stato affrontato fra gli altri, anche dalla semiologa Giovanna Cosenza nel 2008 sul suo blog Disambiguando .