9 giugno, 2012
Internet, Italia
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Massimo Mantellini analizza la pagliacciata politica delle nomine Agcom e non solo
3) Che il PDL sia allergico ad ogni decenza in fatto di nomine e nominati è storia nota, se vogliamo dedurne qualcosa di attuale possiamo dire che la nomina di Martusciello e quella di Preto (i due nuovi membri Agcom in quota PDL) non ha fatto eccezione ad uno schema secondo il quale la fedeltà sopravanza di gran lunga ogni richiesta competenza. Ma qualsiasi sottolineatura al riguardo rischia di scatenare un ping-pong imbarazzante: per dirne una, il nuovo Presidente dell’Autorità per la privacy è un dermatologo del PD. Manca solo che faccia irruzione Beppe Grillo urlando “sono tutti uguali” e il cerchio si chiude.
4) Che il PD sia un partito perduto è invece uno dei piccoli colpi di scena di questo giro di nomine: il fatto è che dimostra fragorosamente di esserlo in uno dei pochi campi davvero rilevanti per la crescita del paese. Lasciamo perdere Maurizio Decina che è persona degna e competente, ma tutto il resto del teatrino andato in onda nei giorni scorsi, con ogni piccolo capetto che combatteva la fiera battaglia per sponsorizzare il proprio candidato incompetente (fino alle fantozziane “primarie interne per Agcom” ) e con il successivo mercato delle vacche con Casini (acrobaticamente trasversale fra poltrone di Autorità differenti) ha chiarito definitivamente quello che molti sospettavano: inutile annunciare fieramente molto ipotetici passi indietro in Rai e altre questioni simili, Bersani, D’Alema e compagnia ragionano oggi esattamente come dieci anni fa, sono un altro specchio della decadenza del paese mentre se ne proclamano i salvatori.
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2 novembre, 2010
Personale
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Via Massimo Mantellini
La gestione della crisi mediatica legata alle ultime beghe di Silvio Berlusconi è gestita con una discreta leggerezza sul sito web del Popolo delle Libertà, uno dei pochi spazi autonomi nel quale, fino a qualche tempo fa, era possibile leggere qualche critica dall’interno al Movimento ed al suo leader. Cosi’ lo Spazio Azzurro per ora è spento (ed i suoi commenti a differenza di un tempo sono oggi moderati) mentre al suo posto c’è una selezione delle offese che i sinistrorsi hanno mandato al sito nelle ultime settimane.
Nel forum di Silvioberlusconifanclub i commenti sono moderati e fra quelli pubblicati oggi (mescolati curiosamente ad articoli di giornale incollati dalla redazione) c’è un po’ di tutto ma nulla sulla vicenda di Ruby. Ho provato ad inserire un commento di educatissima critica ma non è stato per ora pubblicato.
Anche sul Forum delle Libertà nessuno sembra avere troppo da lamentarsi riguardo al Premier ed alle sue recenti vicende. C’e’ un thread sul bunga bunga con alcune timide proteste
….
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5 luglio, 2010
Economia, Media, Mobile
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Via Massimo Mantellini
La verità è che gli editori si rivolgono ai propri clienti parlando lingue diverse a seconda che i loro spettabili interlocutori si trovino nel salotto, in cucina o nel bagno di casa proprio e questa o è una miopia formidabile o va archiviata nella ormai corposa cartelletta denominata “furbetti del quartierino”. Se il principio secondo il quale ognuno ha diritto di disporre commercialmente di ciò che produce nelle maniere che meglio ritiene è vero, è contemporaneamente difficile da accettare che lo stesso bene abbia così ampi margini di remunerazione dentro un sistema (la rete Internet) che è ormai sostanzialmente omogeneo. Nessuno paga volentieri tre volte per lo stesso bene, nessun editore può essere così ingenuo da credere che i propri utenti su iPhone o sul web, su Kindle o su carta siano persone completamente differenti.
Già i modelli di business basati sul fee sono molto difficili da accettare dopo un decennio di accesso gratuito alle notizie, se a questo si aggiunge la scarsa capacità di organizzare una sola offerta credibile per i propri clienti nel momento in cui si decide di cambiare strategia, allora davvero le possibilità di successo si riducono al lumicino.
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27 marzo, 2010
Economia, Internet, Pensieri
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Via Massimo Mantelilni

Questa foto di Steve Jobs e Eric Schmidt scattata poco fa in un bar di Palo Alto andrebbe mostrata ai cravattonatissimi capitani d’industria nostrani.
6 novembre, 2009
Internet, Italia, Pensieri
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Seguendo la tendenza lanciata da Massimo Mantellini e Luca Sofri di confrontare i dati di Alexa del proprio blog con quelli del pluriresuscitato italia.it meglio noto come Sito ufficiale del turismo italiano ci si sente per un po’ prestigiosi. Anche questo blog regge la sfida con il portale iper spomsorizzato da mezzo governo italiano e costato milioni e milioni di euro. Che può vantare in home page lo smagliante sorriso del premier Berlusconi. Il grafico rappresenta l’audience in un mese, l’ultimo.
pasteris.it in blu, italia.it in rosso

Lo stesso grafico sui sei mesi racconta la storia dell’ennesimo fuoco di paglia del Governo
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14 aprile, 2009
Media, Pensieri
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Via Mantellini
La crisi economica mondiale, con il suo noto effetto a cascata ha messo a dura prova piccole e grandi convinzioni appena consolidate (per esempio quella che l’informazione la pagava la pubblicità): i grandi investitori pubblicitari (banche e costruttori di auto in primis) hanno tagliato i loro budget e per gli editori è iniziato un periodo di grande sofferenza economica. Nel corso degli ultimi mesi del 2008 e nei primi mesi di quest’anno i conti sono andati male per quasi tutti: i cali sono stati molto consistenti per la pubblicità su carta (quella più remunerativa e costosa) mentre i numeri positivi della pubblicità sul web (numeri complessivamente assai più piccoli) hanno subito una brusca frenata.
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12 marzo, 2009
Economia, Media
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Via Mantellini
La discussione sul futuro del giornalismo non è mai stata accesa come in questi giorni e mai come in questi giorni è evidente che le speculazioni sulla gestione web delle notizie avrà domani una influenza molto forte su tutto il giornalismo anche fuori dalla rete. In questo contesto la scelta del Guardian di fornire libero utilizzo dei propri contenuti a chiunque lo desideri attraverso delle API ha generato mi pare due tipi di reazioni. La prima è ovviamente di grande ammirazione, del tipo “accidenti quanto sono avanti questi”, la seconda quella di una certa speranzosa aspettativa verso nuovi possibili scenari che possano far quadrare i conti degli editori in rete fuori della odierna altalena fra advertising e fee. In realtà Open Platform del Guardian è forse una iniziativa che andrebbe leggermente smitizzata. La widgettizzazione (ok scusate la parolaccia) delle notizie (anche se in un formato ampio e di lusso) non è questa gran novità. Certo fa abbastanza impressione che oggi un grande quotidiano sposi anche solo l’idea dell’allontamento fisico dalla propria creatura, accettando la pari dignità della presenza dei propri figliocci su differenti nodi di rete ma così è giusto che sia.
9 marzo, 2009
Computer, Ironia
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Via Mantellini

La proposta di legge di Gabriella Carlucci per “regolamentare Internet” è in realtà l’ennesimo goffo provvedimento “antipirateria” mascherato da qualcosa d’altro. Del resto l’onorevole Carlucci si è fatta in questi anni una vera e propria competenza in materia (dove competenza è termine da maneggiare con estrema prudenza). E comunque la proposta Carlucci liberamente scaricabile sul suo blog in formato .doc ha qualcosa di strano. Come ha notato Guido Scorza il computer sul quale il documento è stato scritto è intestato ad un certo Davide Rossi di Univideo. Evidentemente un amico di Gabriella, omonimo del presidente della Unione Italiana Editoria audiovisivi.
17 dicembre, 2008
Blog, Ironia
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Anche lo storico e prestigiosissimo blog di Massimo Mantellini, passa ad una versione self hosted di WordPress.
Questo blog, come i più attenti di voi forse avranno notato, è appena passato a WordPress. L’unico update che manteblog ricordi dalla sua nascita credo sia avvenuto oltre 5 anni fa. La migrazione è stata lunga e complicata (oltre 5000 post importati da blogger, quasi 40000 commenti incollati dalla mia vecchissima e scalcinata piattaforma YACCS)
Benvenuto !!!
UPDATE: impedibile la reinterpretazione di Rectoverso della nuova versione del blog di Mantellini
18 novembre, 2008
Senza categoria
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Via Massimo Mantellini
A margine dell’evento della settimana scorsa si è molto discusso in rete della opportunità di una simile nuova pubblicazione cartacea di argomento tecnologico. Si tratta in effetti di una scelta da un certo punto di vista controcorrente. Mentre la grandissima parte dei contenuti che riguardano la rete Internet, l’informatica, la tecnologia e l’innovazione in genere si stanno trasferendo online in mille formati differenti, Wired Italia nasce immaginando un percorso opposto, decidendo di incamminarsi lungo la via classica della distribuzione per abbonamento e nelle edicole.
Confesso che non compro un mensile di informatica da molti anni. Oggi, dal mio punto di vista, non esiste in effetti alcuna ragione per farlo. Se si è collegati in rete la totalità delle informazioni che posso trovare fra un mese in edicola sono sul desktop del mio computer già oggi, spiegate e commentate con una ampiezza e variabilità che non sarebbe comunque consentita a nessuna pubblicazione cartacea. E tuttavia il caso delle riviste tematiche è un esempio con alcuni limiti. C’è ancora uno spazio per le pubblicazioni primariamente cartacee oggi? Se si osserva lo scenario dal punto di vista del lettore la risposta non può che essere dubitativa: dal punto di osservazione invece di un grande editore internazionale (Conde Nast nel caso di Wired) occorre considerare che a tutt’oggi il denaro della pubblicità fluisce ancora primariamente sulle pubblicazioni in edicola piuttosto che su quelle in rete.
13 novembre, 2008
Senza categoria
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Dopo la colazione da Wired si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista …
Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si abbona per un anno: costa un po’ di più di due numeri in lingua originale
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21 agosto, 2008
Senza categoria
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Il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Pechino (Bocog) ha impedito alla Spagna di esporre la bandiera a mezz’asta nel villaggio atleti per commemorare le vittime della tragedia aerea di Madrid.
Non è la prima volta che il Cio, su indicazione del Bocog, impedisce questo tipo di cerimoniale durante questa Olimpiade: la bandiera a mezz’asta è stata impedita anche alla Russia per il conflitto in Georgia, agli Stati Uniti per l’assassinio di un familiare del ct di volley e allo Zambia per la morte del presidente Levy Mwanawasa.
Qui la storia del disastro aereo di Madrid (Via Mantellini)