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Vittorio Pasteris

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I misteri nel laptop di Brenda con le storie di chissà chi

* 22 novembre, 2009 * Italia * 0 commenti

Non è facile capire come sono andate le vicende che hanno portato alla morte di Brenda. Più chiaro è il fatto che il suo laptop nasconde informazioni importanti: Giuseppe D’Avanzo su Repubblica

Quel che, alla fine, conterà in questa storia è quel che Brenda si lascia dietro: il computer. È, appunto, la memoria di quel computer, ora umido d’acqua, il nuovo centro della storia. Se assassini ci sono, forse, hanno ucciso non per cancellare tracce e prove, ma per far sì che tracce e prove siano trovate. Quel computer custodisce immagini e video che possono compromettere la congrega di nomi illustri o eccellenti che frequentavano il viado? Un fatto è certo. Brenda, approfittando della debolezza dei suoi ospiti o l’istupidimento provocato dalla cocaina che sniffavano con lei, “rubava” immagini di quegli incontri.

Corpo e memoria di Brenda trasformati in carbone

* 20 novembre, 2009 * Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Dagospia

l corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all’interno di un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti 180 a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma.

La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio. La vittima sarebbe stata identificata grazie alle dichiarazioni di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l’allarme ai vigili del fuoco. Il rogo si è sviluppato in un locale seminterrato. La procura di Roma ha disposto i rilievi del medico legale, si sta procedendo agli accertamenti e ai rilievi della polizia scientifica. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all’interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all’interno del suo appartamento. Immediato l’intervento della polizia scientifica.

Effetti collaterali del conflitto di interessi

* 26 ottobre, 2009 * Media, Pensieri * 0 commenti

Raccontiamo l’evento senza nomi e cognomi ma con le cariche dei personaggi. Il presidente del consiglio di uno stato occidentale informa il presidente di una regione dello stato che il direttore di un giornale di sua proprietà lo ha informato che alcuni personaggi delle forze dell’ordine gli avevano offerto un video in cui lui si trovava in compagnia di transessuali. In ogni caso il presidente del consiglio rassicurò il presidente della regione che la sua casa editrice non avrebbe utilizzato il materiale.

Berlusconi lo aveva avvertito. Il governatore “sospeso” Piero Marrazzo venne avvisato del ricatto. Ossia che quattro carabinieri della sezione Trionfale di Roma avevano confezionato un video compromettente. Girato ai primi di luglio in via Gradoli.

Ad avvisare Marrazzo – confermano a “Repubblica” – fu lo stesso primo ministro. Ad un settimanale del suo gruppo editoriale, “Chi”, i ricattatori avevano infatti offerto l’intero pacchetto. E a quel punto, il direttore del periodico informò il presidente del Consiglio. Berlusconi si dichiarò contrario alla pubblicazione dell’intera vicenda. E nell’avvertire Marrazzo diede garanzie sul comportamento dei media di sua proprietà. In particolare di quelli riferibili alla Mondadori.

Una versione che lo stesso Cavaliere ha confermato ai suoi fedelissimi precisando di non essere intervenuto nella vicenda e di aver anche indicato agli “ambasciatori” del Governatore chi aveva proposto l’acquisto del video. Nella sostanza aveva suggerito di contattare i detentori del filmato per provare a ritirarlo dal mercato. Anche se, chi è stato coinvolto nell’inchiesta, non esclude che le garanzie fossero state basate proprio sulla avvenuta acquisizione e sulla messa in sicurezza del filmato. La circostanza, comunque, smentisce un’altra delle dichiarazioni del governatore che aveva sostenuto di non aver saputo nulla di quanto lo stesse per travolgere fino al 21 ottobre scorso.

Auto sodomia

* 25 ottobre, 2009 * Italia, Pensieri * 0 commenti

Ammettendo che la storia del video girato a Marrazzo possa essere un truce ricatto, viene comunque a galla un mondo piuttosto misero di frequentazioni mercenarie dell’autosospeso presidente della Regione Lazio.
Sorge spontanea la domanda, ovviamente intrisa di stile benpensante piemonte: ma Marrazzo non aveva proprio niente di meglio da fare come uomo politico che andare in giro per i meglio trans della Capitale ? (il titolo originale autocensurato del post era: chi lo ha messo nel … a Marrazzo)

Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all’Acqua Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente – e tutto da provare – se riferito al presidente della Regione Lazio. “Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni”, afferma Luana, anche lei transessuale brasiliana della Cassia: “Quando lo vedono passare – dice – i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene. Ci sono “ragazze” come Natalì che ci hanno fatto una fortuna, decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata”.