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Vittorio Pasteris

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Indietro i soldi dei decoder del digitale terrestre

* 28 luglio, 2011 * Media * 0 commenti

Via Repubblica

Tutto confermato. La Corte di giustizia della Ue ribadisce “che i contributi italiani per l’acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 costituiscono aiuti di Stato e le emittenti radiotelevisive che ne hanno beneficiato indirettamente sono tenute a rimborsarli”. Vale quindi la sentenza del tribunale di primo grado contro la quale Mediaset aveva presentato ricorso. Già nella sentenza di primo grado, i giudici europei avevano stabilito che il contributo pubblico all’acquisto dei decoder (150 euro per ogni utente previsti dalla finanziaria 2004 e 70 euro in quella del 2005), attribuiva alle emittenti digitali terrestri “un vantaggio indiretto a danno delle satellitari”.

Lo shopping delle televisioni verso i quotidiani italiani

* 28 febbraio, 2011 * Diritti, Economia, Italia, Media * 0 commenti

Dal primo aprile 2011 i proprietari di network televisivi potranno acquistare quotidiani.

Dal primo aprile di quest`anno potrebbero aprirsi nuovi spazi di crescita, nell`editoria quotidiana, per i big della comunicazione. Salvo l`approvazione di un decreto, da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di concerto con il ministro dell`Economia Giulio Tremonti, che prolunghi a fine 2011, o ad un altro termine, il divieto di entrare nel mercato dei quotidiani per chi «eserciti attività televisiva con più di una rete».

E`stato cancellato a penna anche il comma che spostava il divieto di incroci tv-quotidiani al 31 dicembre 2o1i. Adesso resta solo vietata, sino al 31 marzo, l`acquisizione di partecipazione in imprese editrici di quotidiani o la costituzione di nuove imprese editrici a chi ha «più di una rete».

Si parla di tentativi di Mediaset di scalare il Corriere. L’obiettivo  degli uoimini di Berlusconi potrebbe essere diverso: non passare necessariamente attraverso una scalata borsistica, ad esempio orientarsi verso un grosso quotidiano con sede a ovest di Milano.

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Il repulisti dei video Mediaset su Youtube

* 17 novembre, 2010 * Diritti, Economia, Internet, Media * 0 commenti

Via Vittorio Bertola

Mi ha molto colpito una notizia che ancora non è arrivata sui grandi media e sospetto che non ci arriverà mai, e che è uscita soltanto qui. In pratica, nella notte dell’11 novembre, Youtube (cioè Google) avrebbe effettuato un vero e proprio “crackdown” sui video che contenevano spezzoni di trasmissioni Mediaset, su richiesta della stessa. Non solo tutti questi video sarebbero stati rimossi, ma molti degli account ad essi associati sarebbero stati chiusi, rimuovendo tutti i loro video.

A prima vista uno potrebbe dire “chi se ne frega”: non esiste un diritto costituzionale a riprodurre spezzoni di Grande Fratello su Youtube. Leggendo in giro, però, si trovano racconti di situazioni ben diverse: l’eliminazione avrebbe riguardato anche spezzoni di telegiornali utilizzati in base al diritto di cronaca che la legge italiana comunque tutela, per informare o per commentare il taglio editoriale del telegiornale stesso. L’eliminazione avrebbe riguardato anche video che Mediaset stessa, anni fa, aveva messo liberamente a disposizione degli utenti per lo scaricamento dai suoi siti (non si sa con quale licenza).

Ma il problema più grave si verifica per chi magari aveva un solo video contenente estratti da trasmissioni Mediaset, ma si è visto chiudere l’account, eliminando decine e decine di video autoprodotti perfettamente legittimi. E’ il caso dei Powerillusi, una delle storiche band indipendenti di Torino, il cui canale è stato completamente cancellato senza preavviso. Anche disponendo di una copia di riserva del materiale, il danno è enorme: oltre alle giornate perse per caricare il materiale, i filmati spesso sono linkati ed embeddati in centinaia di siti, nei quali non risulteranno più disponibili.

Google è legalmente obbligata a rimuovere da Youtube i filmati che violano il copyright di qualcuno, se questo glielo segnala; e capisco la difficoltà di una azienda a cui Mediaset ha già chiesto 500 milioni di euro di danni. Tuttavia, non sono affatto obbligati ad andare oltre; quella di inserire nei termini del servizio una clausola che permette di chiudere l’account dopo un certo numero di segnalazioni è una loro precisa scelta politica, come lo è quella di avvalersene a tappeto come appena accaduto, senza riguardo per la libertà di comunicazione dei loro utenti, magari solo per risparmiarsi il tempo e il costo di fare un lavoro di fino. Esiste una procedura di appello; vedremo se funziona. Resta il fatto che, nel dubbio, Youtube preferisce schierarsi dalla parte dei grandi media invece che da quella dei suoi utenti, abbondando con l’eliminazione preventiva.

Vi è dunque un chiaro problema, specialmente per noi che usiamo la rete per controinformare: possiamo fidarci di Youtube? Chi ci garantisce che domani mattina tutti i video di Tony Troja non spariranno di botto, visto che sicuramente ce n’è almeno uno con dentro qualche secondo di trasmissione Mediaset? Il problema non riguarda solo Youtube; anche Facebook rimuove note e video su segnalazione, senza andare tanto per il sottile.

La notte che sparirono i video di Mediaset da Youtube

* 15 novembre, 2010 * Diritti, Internet, Media, Multimedia * 0 commenti

Via Giornalettismo

Sembra che sia accaduto tutto in una notte, proprio come in un film. Decine e decine di di video registrati da trasmissioni Mediaset e poi caricati dagli utenti su Youtube sarebbero misteriosamente scomparsi. In particolare, si tratterebbe di immagini sportive ed i video di reality, di cui le emittenti televisive facenti capo alla holding della famiglia Berlusconi, detengono i diritti.Il “repulisti” sarebbe avvenuto in piena notte, tra le tre e le quattro, e anche se mancano ancora notizie ufficiali al riguardo, sembra siano stati rimossi anche diversi account di utenti che hanno “perseverato”, ancora negli ultimi tempi,  nella pratica di postare materiale coperto da copyright. Per quanto riguarda i video, secondo quanti oggi denunciano la scomparsa del materiale dai loro account, sembra che siano stati rimossi filmati provenienti dalle reti Mediaset anche vecchi di due anni, tra i quali diverso materiale sportivo e, in particolare, servizi calcistici, immagini di telegiornali, trasmissioni e gag tratte da programmi come Scherzi a Parte e Striscia la Notizia.

Secondo alcuni qè avvenuto nelle ultime ore, sarebbe la prima tangibile conseguenza della causa legale che l’azienda fondata da Silvio Berlusconi ha intentato contro Google (gestore di Youtube) già qualche tempo fa, nella quale ha richiesto ben  500 milioni di Euro di risarcimento contro  la diffusione di materiale coperto da suoi diritti d’autore. Mountain View,  a suo tempo, cercò di mostrarsi collaborativa, dicendo che se davvero ci fossero state queste violazioni, avrebbe provveduto direttamente a cancellare le registrazioni. In rete adesso serpeggiai tutto il malumore. Molti temono che davanti all’esosa richiesta di risarcimento avanzata da Mediaset, Google abbia deciso “ripulire” intenzionalmente il suo corposo archivio videografico. Non solo, come detto diversi utenti sarebbero stati “puniti” con la cancellazione dei loro account.

Sky sul digitale terrestre

* 20 luglio, 2010 * Economia, Italia, Media * 3 commenti

Via Il Fatto Quotidiano

Sky Italia sbarca sul digitale terrestre. Lo ha deciso oggi la Commissione europea che ha anticipato l’ingresso dei canali di Murdoch nel mercato della televisione in chiaro. Mediaset si è detta “assolutamente sconcertata” dalla decisione e ha annunciato che farà ricorso presso la Corte di giustizia europea. Il realtà la decisione di Bruxelles è un via libera ma a una serie di condizioni. Innanzitutto Sky potrà trasmettere su digitale terrestre solo a patto che, per i prossimi cinque anni, i suoi canali siano “in chiaro”, e cioè distribuiti gratuitamente senza nessun servizio a pagamento. E poi la tv di Murdoch sarà limitata a un solo multiplex, e cioè a una sola frequenza digitale (che però può trasmettere fino a sei canali).

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La5: Mediaset sul digitale per le donne

* 12 maggio, 2010 * Economia, Media, Scienza * 3 commenti

Via OneWoman

la5

Fiocco rosa in casa Mediaset: nascita prevista ore 21.30 di questa sera. Nome scelto per la nuova arrivata: La5.

È nato un nuovo canale per il digitale terrestre che si dichiara rivolto prevalentemente a un pubblico femminile compreso tra i 15 e i 40 anni. Un’emittente per le donne: vale la pena di approfondire.

Di nuovo su Mediaset ed Eutelia

* 22 marzo, 2010 * Economia, Internet * 0 commenti

Via Computer World

In attesa che il 31 marzo il Tribunale di Roma decida circa il commissariamento dell’ex ramo IT di Eutelia, ceduto prima ad Agile e poi a Omega, un articolo di venerdì de il Manifesto tenta di ricostruire la vicenda e formula l’ipotesi che dietro all’allungamento dei tempi della giustizia possano esserci interessi di altri gruppi.

L’articolo, a firma di Sara Farolfi, che potete leggere qui nell’edizione online, parte dalla nomina del nuovo amministratore delegato di Omega, Domenico Lo Jucco, “uomo di fiducia di Berlusconi” per arrivare a sostenere “un interesse di Mediaset per i 14 mila chilometri di fibra ottica di Eutelia” e – scavando tra fondi e ‘scatole vuote’ – la tesi che “attraverso il concordato la società [Omega] ritornerebbe in pista, a debiti praticamente azzerati e al riparo per un po’ di tempo da ogni ulteriore richiesta di insolvenza”.

Secondo il Manifesto, “sulla decisione del presidente del tribunale fallimentare di Roma, che ha dato tempo a Omega fino al 31 marzo per presentare tutta la documentazione, avrebbero pesato «le fortissime pressioni del governo», denunciano i lavoratori”.

“Rinviare il fallimento di Omega andrebbe a vantaggio di chi oggi ha interesse per la rete in fibra di Eutelia”, conclude la giornalista del quotidiano politico.

La trappola Omega per i lavoratori Agile ex Eutelia e altre storie

* 18 marzo, 2010 * Diritti, Economia, Internet * 0 commenti

Una storia inquietante, che va verificata dalla magistratura e dai media, che lega Eutelia, Agile e Mediaset Via ClashCityWorker


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Verbali di accanimento giudiziario

* 26 gennaio, 2010 * Italia * 0 commenti

Una ricostruzione dei percorsi di denaro dai verbali dell’inchiesta Mediatrade

E per De Pasquale, Agrama non sarebbe altro che “il socio occulto” di Berlusconi”. Un indizio che il premier potesse sapere è nel fatto che i versamenti in passato partivano anche da conti di società che rimandavano nell’intestazione allo stesso Berlusconi. “I trasferimenti di denaro – si legge nella rogatoria – sono stati effettuati dai conti correnti della Silvio Berlusconi Finanziaria Sa (dal 1995 Sfi – Societé Fiancière d’Investissement) e dai conti correnti della società International Media Services Ltd (posseduta da Mediaset al 99%) a favore di: 1) conti bancari gestiti da fiduciari di Berlusconi (Del Bue di Arner e altri); 2) dei conti delle società di Frank Agrama; 3) di conti bancari di società di Lorenzano; 4) di conti intestati a società di comodo”.
Paolo Del Bue è tra i fondatori di Banca Arner, l’istituto di credito elvetico considerato vicino a Berlusconi e finito nel mirino di un’altra inchiesta milanese per alcune attività sulle quali grava l’ipotesi di riciclaggio. Daniele Lorenzano, invece, è l’ex capo acquisti diritti di trasmissione per il gruppo Fininvest e per Mediaset. Il flusso di soldi è cospicuo. “Per quanto riguarda le distrazioni di fondi a favore delle società di Agrama – scrive il pm – è stato contestato di essersi appropriati di un ammontare corrispondente a circa 170 milioni di dollari, costituenti la differenza tra quanto versato ad Agrama dal gruppo Fininvest e da Mediaset spa per l’acquisto di prodotti Paramount e quanto effettivamente corrisposto da Agrama a Paramount. Ciò è accaduto nel periodo 1988-1999″.

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La TV del giorno dopo di Mediaset

* 21 dicembre, 2009 * Internet, Media * 1 commenti

Via ZeusNews

Non è un caso se Mediaset si è scagliata con tanta forza contro YouTube, reo di ospitare alcune clip dal Grande Fratello e per questo condannato dal Tribunale di Roma: l’azienda sta infatti per lanciare il proprio servizio di video online on demand.

Dall’11 gennaio 2010 un nuovo portale, Video Mediaset inizierà l’attività proponendo alcuni programmi della prossima stagione televisiva – come Zelig o Amici – poco dopo la trasmissione in televisione.

Ad annunciare la novità è Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del gruppo Mediaset, il quale ha spiegato che “l’offerta, che consente di vedere brevi filmati di tutti i programmi, aumenterà più del 50%. E inaugureremo il servizio ‘full episode’ che permette di vedere per intero i nostri programmi: in particolare tutti i prodotti di news, infotainment e i reality”.

Via il Grande Fratello da Youtube

* 17 dicembre, 2009 * Economia, Media, Pensieri * 0 commenti

Buona idea sarebbe rimuovere definitivamente quella mostruosità del Grande Fratello del tutto.
Da queste parte nessuno piangerebbe.

Via Borsa Italiana

Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di Mediaset contro YouTube disponendo la rimozione immediata dai server di tutti i contenuti illecitamente caricati, con particolare riferimento a quelli del Grande Fratello, il contenuto Mediaset piu’ cliccato sul web.

Ne da’ notizia lo stesso gruppo Mediaset, che parla di “ordinanza storica”, perche’ per la prima volta accoglie le richieste dei broadcaster e degli editori a vedere tutelati i diritti e l’esclusivita’ dei propri contenuti.

L’ordinanza del Tribunale di Roma fornisce indicazioni chiare sul ruolo dei siti come Youtube, che hanno la responsabilita’ dei contenuti che sfruttano pubblicitariamente.

Agenzia giornalistica unica per Mediaset ?

* 4 dicembre, 2009 * Diritti, Economia, Media * 0 commenti

Via Corriere.it

Duro confronto sindacale in casa Mediaset. L’azienda televisiva controllata dalla famiglia Berlusconi, ha infatti annunciato, in un incontro con i comitati di redazione nella serata di giovedì, la nascita di «una agenzia di informazione» interna. Lo si apprende da una nota diffusa dall’assemblea dei comitati di redazione che ha «espresso forte preoccupazione» e proclamato lo stato di agitazione.

La nuova iniziativa sarebbe inserita, secondo quanto rende noto il Comitato di redazione di Mediaset, nell’ambito di «un processo di ricollocazione di gran parte dei giornalisti» e porterebbe «allo smantellamento di Tg4 e Studio Aperto e all’assorbimento di Tgcom nella nuova testata». L’assemblea dei comitati di redazione chiede all’azienda «maggior chiarezza e un confronto serrato» sottolineando la necessità del sostegno della Fnsi «nella difficile vertenza che si va ad aprire». L’assemblea pone sul tavolo anche il tema del «contratto integrativo scaduto da un anno» e «ritiene preliminare e necessaria l’apertura del tavolo delle trattative per il rinnovo dello stesso prima della nascita dell’agenzia».