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Vittorio Pasteris

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21 anni di Gsm: un libro

* 14 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Un libro interessante per capire il mondo in cui siamo immersi.

L’autore è Luca Tommasini,responsabile dell’innovazione di business del Gruppo Telecom

Celebrare la maggiore età del telefonino a 21 anni dalla firma del Memorandum of Understanding del 7 settembre 1987 a Copenhagen sembra una cosa ovvia, visto il successo straordinario di questo oggetto che à diventato il compagno di viaggio per un quarto della popolazione mondiale.

Il telefonino è stato un successo tecnologico se guardiamo ai progressi che ha prodotto, un successo economico se pensiamo all’enorme business che ha creato e un successo culturale se pensiamo al tessuto sociale che ha creato e alle nuove modalità espressive a questo collegate.

Tuttavia, mi piace sottolineare come uno degli elementi più straordinari e innovativi del “fenomeno” telefonino sia la creazione di un ecosistema di imprese innovative edinamiche totalmente dedicate ad espanderne le potenzialità .

Il telefonino è quasi una estensione di noi stessi in grado di accumulare dati che oggi riguardano i messaggi scambiati o le foto scattate ma domani comprenderà informazioni su dove siamo e dove eravamo chi c’era intorno a noi persone e oggetti. E’ un oggetto personale ma al tempo stesso è un elemento sociale e globale. La sua diffusione, che tenderà a diventare completa nella prossima decade quando si stima che ogni persona avrà un telefonino, lo rende un sistema di misura della società stessa.

Apple è il secondo venditore mondiale di cellulari (+523%)

* 8 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Canalys.com

Despite the gloomy economic picture and the problems being experienced by some of the leading mobile handset vendors, global shipments of smart phones hit a new peak of just under 40 million units in Q3 2008, according to the latest estimates from leading analyst firm Canalys. This means smart phones now represent around 13% of the total mobile phone market, up from 11% last quarter.

The introduction of the iPhone 3G in July and Apple’s expansion into many more countries helped propel the vendor to second place globally, taking it above RIM in the quarter and resulting in higher shipments than for all the Microsoft-based smart phones combined.

Premio Attila al Governo italiano

* 21 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Jeremy Rifkin sulla posizione del Governo italiano sul clima

“La posizione del governo italiano rischia di trascinare l’Europa verso l’abisso. Berlusconi ha lo sguardo volto al passato, vede e pensa alla vecchia economia: ma su quella strada non c’è scampo perché la crisi ha una dimensione non affrontabile con i parametri tradizionali. Per salvarsi bisogna innovare, rilanciare, scommettere sul futuro”. Jeremy Rifkin, il teorico americano della nuova Europa, guarda a Bruxelles come all’unico motore capace di trainare il mondo fuori dal pantano della grande crisi.

L’Italia sostiene che il costo della battaglia per la stabilizzazione del clima è troppo alto, che la difesa dell’ecologia affonda l’economia.
“E’ vero esattamente il contrario: solo il green business è in grado di far ripartire l’economia perché non siamo di fronte a una difficoltà congiunturale ma al passaggio tra due ere. Un momento molto simile al 1929, anche se stavolta è peggio: allora c’era una crisi economica, oggi si sommano tre diverse crisi. La crisi del sistema creditizio, la crisi energetica e la crisi provocata dal riscaldamento globale. Però un’analogia con il 1929 c’è ed è fondamentale perché dà il segno del tempo che viviamo. Il ‘29 corrisponde al passaggio tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, tra il vapore e l’elettricità. E’ stata una rivoluzione profonda che ha causato grandi sommovimenti sociali e la seconda guerra mondiale”.

Bretton Woods

* 17 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Wikipedia

La conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal 1° al 22 luglio 1944 nell’omonima cittadina appartenente alla giurisdizione della città di Carroll (New Hampshire, USA), stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. Gli accordi di Bretton Woods furono il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati nazionali indipendenti.

Mentre ancora non si era spento il secondo conflitto mondiale, si preparò la ricostruzione del capitalismo globale, riunendo 730 delegati provenienti dalle 44 nazioni alleate per la conferenza monetaria e finanziaria delle Nazioni Unite (United Nations Monetary and Financial Conference) al Mount Washington Hotel, nella città di Bretton Woods (New Hampshire). Dopo un acceso dibattito, durato tre settimane, i delegati firmarono gli Accordi di Bretton Woods.

Gli accordi erano un sistema di regole e procedure per regolare la politica monetaria internazionale. Le caratteristiche principali di Bretton Woods erano due; la prima, l’obbligo per ogni paese di adottare una politica monetaria tesa a stabilizzare il tasso di cambio ad un valore fisso rispetto al dollaro, che veniva così eletto a valuta principale, consentendo solo delle lievi oscillazioni delle altre valute; la seconda, il compito di equilibrare gli squilibri causati dai pagamenti internazionali, assegnato al Fondo Monetario Internazionale (o FMI).

Dr Evil e la sua gang

* 7 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via SOS computer

Symantec ha presentato una ricerca su quella che viene chiamata Underground Economy, quell’insieme di “figure professionali” su cui si basano buona parte dei crimini informatici che colpiscono gli utenti di Internet.
Lo studio della maggiore azienda mondiale di sicurezza risponde con chiarezza alla domanda: “Chi sta dietro i problemi che si creano nel mio computer” tracciando un vero e  proprio organigramma aziendale della “Malware spa”  una organizzazione-tipo a fini truffaldini con una ripartizione precisa del lavoro fra diversi specialisti.

Super Ballan

* 28 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti


Alessandro Ballan vince il mondiale di ciclismo a Varese

A Dublino alla ricerca della sicurezza (informatica)

* 23 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

symantec

Si parte per veloce puntata a Dublino per visitare il Security Response Center di Symantec a Dublino dove il gigante mondiale della sicurezza informatica ha il suo maggiore centro di ricerca.

Se ne dovrebbero vedere di belle per capire come arrivano e da dove arrivano gli attacchi informatici e come si cerca di difendersi.

Verba manent

* 18 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

via googlisti

Qualche tempo fa Google introduceva il riconoscimento vocale per i video di YouTube, ovvero la possibilità di cercare una parola pronunciata all’interno di un filmato e saltare direttamente alla porzione di video nel quale essa era pronunciata.

Inizialmente questa tecnologia era sperimentabile dagli utenti attraverso l’installazione di un gadget di iGoogle che effettuava il riconoscimento vocale tra una serie di video relativi alle elezioni politiche americane. Oggi invece Google ha aperto una nuova pagina dei suoi famosi Labs, chiamata GAUDI, che ovviamente non ha nulla a che vedere con il famoso architetto, ma è l’acronimo di Google AUDio Indexing.

Attualmente Google ha abilitato questa tecnologia sempre relativamente ai video caricati sul canale politico di YouTube, sostenendo che i contenuti dei discorsi politici, oltre ad essere argomento di grande interesse per milioni di americani, costituiscono anche un’ottima “palestra” per la piattaforma GAUDI.
Google Audio Indexing

Google Audio Indexing
Questo nuovo servizio, straordinario, consente in pratica di:
1. cercare una o più parole pronunciate in un filmato, raffinando la ricerca attraverso alcuni filtri;
2. guardare il video ottenuto come risultato con la possibilità di ascoltare solamente gli spezzoni di filmato contenenti la parola ricercata. Oppure, in corrispondenza della barra di scorrimento, passare col mouse sopra ciascuno dei trattini gialli che riportano sotto forma di testo scritto la porzione di discorso indicizzata;
3. restringere ulteriormente la ricerca all’interno dello stesso filmato;
4. condividere lo spezzone video contenente la nostra query attraverso il solito meccanismo di copia/incolla URL.

La possibilità che le parole pronunciate verbalmente siano tradotte in testo scritto, con annessa indicizzazione, ricerca, selezione, condivisione delle stesse è certamente un gran passo in avanti verso l’organizzazione dell’informazione mondiale (come la intende Google), soprattutto tenendo conto della sempre maggiore importanza acquisita dai video sul web.

Tim Berners-Lee e la Web Foundation

* 15 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Lastampa.it

Tim Berners-Lee, il papà del Web, ha annunciato la creazione della Web Foundation, una Fondazione non a scopo di lucro, per assicurare nel futuro un Web migliore: libero dalla disinformazione,e accessibile a tutti, contro il digital divide. Oggigiorno ancora l’80 per cento della popolazione mondiale non ha accesso a Internet. E nel mondo sviluppato, il Web di oggi – si allarma Berners-Lee, che insegna al Mit e che ha parlato in occasione dell’esperimento al Cern di Ginevra – è ormai talmente pieno di informazioni false o distorte che inquinano l’affidabilità delle notizie, oltre alla ricerca scientifica.

Alitalia, un boccone amaro

* 13 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Mario Deaglio su lastampa.it

C’è qualcosa di più del crepuscolo, si spera definitivo, della vecchia Alitalia nel trascinarsi delle trattative tra governo, azienda e sindacato in un clima nervoso, pieno di malessere e rancori, con qualche tensione con la polizia e gli ennesimi disservizi a Fiumicino: un Paese che ha tranquillamente accettato l’eclissi dell’Olivetti, e altrettanto tranquillamente è di fatto uscito da settori strategici come la chimica e la farmaceutica, che non ha capito il valore economico e sociale rappresentato dalle proprie grandi imprese non può ora piangere su una delle peggio gestite tra queste, della quale resterà poco più che il nome (e forse bisognerebbe cambiare anche quello).

I «diritti acquisiti» dei dipendenti Alitalia vanno certamente salvaguardati e va fatto ogni sforzo per trovare nuove occasioni di impiego per i lavoratori in eccesso; non si può però subordinare una trasformazione strutturale, della portata necessaria a risolvere il nodo Alitalia, alla sistemazione prioritaria, in ambito aziendale, di tali diritti e di tali occasioni.
Occorre domandarsi se il trattamento da riservare ai lavoratori colpiti da questa grave crisi aziendale debba essere migliore di quello della generalità dei lavoratori delle imprese in difficoltà.

O se il problema non debba invece essere affrontato in termini più generali, con la revisione delle «reti di sicurezza» per chi rischia di trovarsi privo del posto di lavoro.
Quello che sta tramontando non è solo il relitto della «compagnia di bandiera», bensì l’intero sistema di relazioni industriali. Sta terminando, in un orizzonte europeo perturbato – sullo sfondo non solo dell’attuale stagnazione italiana, ma di una possibile crisi europea e mondiale – il modo tradizionale di concepire il cambiamento industriale, di gestire le strategie delle imprese in difficoltà specie nel settore pubblico (o comunque nei servizi pubblici). Le procedure tradizionali hanno avuto i loro successi ma, in un quadro di interdipendenza globale, sono senz’altro superate.